Ci vuole indubbiamente coraggio

Wednesday, 16 May 2018 @ 13:45

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Il cielo è terso senza nebbia, l’aria trasparente, tanto da poter pensare che sia inesistente. Greta passeggia con la sua trovatella un incrocio tra un volpino e un maremmano di nome Wendy come la ragazzina che segue Peter Pan fino all’isola che non c’è! Il sole radente le permette di vedere in lontananza un uomo, è seduto, sta fumando la pipa, sembra osservarla da lontano. Sì, la sta guardano. Lei si volta pensando:
‘Ci sarà qualcuno dietro di me’, ma non c’è nessuno. Continua a camminare lasciandosi guidare da Wendy, la invade improvvisamente una sorta di agitazione interna che le fa aumentare la temperatura corporea. L’uomo è ancora lì con la sua pipa. Quando il percorso comincia a diventare breve l’uomo si alza, lancia un’ ulteriore occhiata a Greta e se ne va.
Come se le fosse arrivata una piccola delusione, Greta prosegue il suo cammino finché arriva al punto esatto dov’era seduto l’uomo. Sulla panchina nota un libro ingiallito dal tempo. ‘ Che tipo – pensa- l’ha dimenticato’ . Curiosa com’è non può evitare di sfogliarlo. Lo riconosce è un libro che ha letto tanti anni prima: ‘Si sta facendo sempre più tardi’ di Antonio Tabucchi.
Lo apre dove c’è una piccola piegatura all’angolo superiore di una delle pagine e legge alcune righe sottolineate:
Mia Donna cara,
vorrei proprio scriverti una lettera un giorno, una lettera totale, una lettera vera e totale, ci penso, e penso come essa sarebbe se te la scrivessi: sarebbe scritta con parole semplici e ricorrenti (…) Essa ti direbbe che io sono ancora io, e che mantengo sogni, solo che mi sveglio all’alba e che a volte la mano trema a reggere la penna(…) E poi ti direi che le serate sono lunghe, lunghissime quasi infinite e languide, ma che il mio cuore reagisce come una volta, e a volte a una musica, a un suono, a una voce che passa per strada comincia a battere all’impazzata, sembra un cavallo al galoppo.
Però, se la notte mi sveglia, come sempre, per far calmare quei battiti mi alzo e vado in sala da pranzo, accendo una candela gialla, perché il giallo è bello nella penombra, e leggo ‘ Dolce e chiara è la notte senza vento’ e quelle parole mi tranquillizzano(…) e per riaddormentarmi penso che ti scriverei che non sapevo che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo(…) E ti direi anche che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare(…)

Greta richiude il libro, lo tiene per un po’ tra le mani come qualcosa di più che prezioso, sente il suo cuore espandersi nel torace. Vorrebbe stringere quell’uomo con un abbraccio, come quando ballavano tango lungo il fiume.

Lo chiamavano tango di strada. Una notte durante il solstizio d’estate, il loro abbraccio si trasformò in un mondo di emozioni che oltrepassarono il ballo. Ricorda quel momento:
la tanda (insieme di quattro brani musicali) è terminata e a Greta aumenta il battito cardiaco, per qualche secondo il suo cuore sembra trasferirsi nel petto dell’uomo, dopo qualche istante di assoluto silenzio l’uomo le bacia la mano.

Perché questo è il tango : un abbraccio, un odore e l’immediatezza del corpo, ti mettono dentro un’immagine che potresti non dimenticare più.

Greta continua a ricordare: quella stessa notte, dopo aver ballato fino a tardi, Greta fece due sogni:


Primo sogno : le tolgono due flaconi di sangue, uno è bianco trasparente, l’altro è rosso corallo.
Un medico le prescrive il cortisone e lei determinata risponde :
‘Non devo prendere nulla, il mio è un problema ormonale'.
Secondo sogno: tra le mani ha un involucro gelatinoso, intravede la testa di un serpente verde velenoso, lo brucia con il fuoco prima che lui si svegli. Nel sogno sa, di essere rimasta illesa.

Qualche giorno dopo, sotto la doccia, Greta sente al tatto un nodulo che la spaventa Dopo un controllo e successiva biopsia, con una siringa le prelevano il liquido trasparente dal nodulo; purtroppo il risultato sarà : Karcinoma alla mammella destra.

Tra il brusio delle voci degli altri pazienti che parlano tra loro delle rispettive patologie. il numero 00 63 la invita ad accomodarsi alla stanza 2. Il Dott. Marco è un uomo altissimo, dall’aspetto autorevole, che inizia una conversazione piena di termini medici per lei incomprensibili, finché lei gli chiede:
‘ Mi devo preoccupare?'
‘Porti a casa la pelle e l’estetica- È la "rassicurante" risposta - ma non sarà una cosa a breve termine' .
Sarà la seconda parte della frase a spaventarla più dell’intervento.
‘Cioè?’
‘ Si tratta di un tumore circoscritto, non si può stabilire nulla in anticipo, dobbiamo vedere di volta in volta, comunque dovrai accettare la compagnia di questa faccenda per i prossimi cinque anni’.
Greta esce dalla stanza numero 2 frastornata, impotente, e si sentirà così ogni volta che dovrà affrontare i controlli di routine, specialmente quelli che per via della radioattività la costringeranno ad uscire da un scala diversa, con un diverso percorso.

Greta anche quella sera si reca a ballare, lo fa da diversi giorni. Lo fa perché è l’unica cosa che la distrae, sta per entrare in ospedale, dovrà subire una mastectomia. Quella sera però non ci vuole pensare.
Inaspettatamente lo stesso uomo della notte lungo il fiume la invita a ballare e ballerà con lei di nuovo per tutta la notte.
Alle tre del mattino si scambiano il numero di telefono, poco dopo lei riceve un messaggio:
‘Grazie per le bellissime emozioni che mi stai regalando’
Da quel momento in poi sarà un susseguirsi di messaggi fino al momento dell’operazione e oltre.
' Signora- la schiaffeggia delicatamente l'infermiera- signora, la ghiandola ascellare sentinella è negativa è contenta? Questa non si sveglia’
‘Rimettetele l ‘ossigeno’
Greta sente, apre appena gli occhi, sorride, poi li richiude e continua a dormire ancora per un po'.
Nel primo pomeriggio si sveglia del tutto e si alza.
In quel preciso istante riceve un messaggio da parte di lui: ‘ Buon risveglio tutto bene?’
' Ciao, sto bene, mi hanno riferito che la mia sentinella ascellare non era allarmata, quindi tornerò presto in pista, a breve torno a casa'
'Che bello torni a casa, qui da me c'è un vento di scirocco caldo e impetuoso che inquieta e seduce'
Due giorni dopo: 'Sono appena stata dimessa e quel refolo di vento è arrivato anche da me'
'Tu sei una donna speciale, te ne parlerò con calma'
'Che ne sai?'
'Sensazioni'
' Non ti vedrò finché ho la pochette rossa ( il drenaggio) con me lo sai vero?'
' Capisco perfettamente sei una donna non c'è fretta'
'Sei un uomo interessante'
'Tu una donna che mi ha lasciato delle emozioni forti, non mi era mai capitato. Era quello che cercavo'.
Lui le dice che gli sta facendo rivivere i suoi trent’anni. Le invia una foto di allora .
Qualche giorno dopo su un quaderno lei riproduce con la matita l’immagine di quella foto e accanto l’immagine del suo volto quando anche lei aveva circa la stessa età.
Sul quel quaderno Greta scriverà e disegnerà con il sangue della passione una serie di momenti a partire dal loro primo incontro appena dimessa dall’ospedale nonostante il drenaggio:
Dopo aver fatto l’amore tutta la notte. Greta cita tra un sorso di vino e l’altro, l’incontro tra Fotide e Lucio da " Le Metamorfosi di Apuleio" .
In tutta disinvoltura lei si muove nuda, con il drenaggio al seguito mentre ironicamente inizia a recitare:
‘Combatti- lo incita alzando il braccio non compromesso dall’intervento - combatti da forte, io ti terrò fronte e non rivolgerò le spalle. Corpo a corpo se sei un uomo, drizza contro di me le tue armi, lotta con tutte le tue forze e fammi morire, tu che stai per morire. Il duello di oggi è all’ultimo sangue’
‘Quanto sei bella- dice lui - con il tuo incedere regale, sembri una principessa con al seguito il suo cagnolino fulvo (riferendosi al drenaggio), qualsiasi cosa accada questa è un'immagine tua che sarà mia per sempre, e che non potrà essere mai dimenticata da nessuno dei due'.
'Perché cosa dovrebbe accadere?'
Lui non risponde, si amano ancora e si addormentano . Sarà Lui a svegliarsi per primo. Tra la luce che filtra dalla serranda ancora chiusa, vede in penombra il volto di Greta, la osserva dormire con il viso nascosto dai capelli, gli occhi sono chiusi e il suo lieve ma profondo respiro lo invita a baciarla sulle labbra ispessite dai numerosi baci; con un nodo alla gola si trattiene, vuole imprimere dentro se stesso quell'immagine femminile che gli suscita qualcosa di sconosciuto che viene da dentro, tuttavia lo stato di salute di quella donna meravigliosa lo turba.
Nei giorni seguenti, Greta continua a disegnare e a scrivere sul quaderno:

‘ Quando ti vedo il mio cuore si allarga e venire verso di te è la cosa più naturale del mondo ’.
Lui le risponde ‘E’ così anche per me'.
‘I miei occhi nudi dinanzi a te, hanno indossato lacrime di gioia.
‘Nessuna mi ha mai guardato così’ hai detto
‘Ci siamo entrati dentro’ ho detto
‘ E’ vero!’ hai detto.

Ma niente dura in eterno a questo mondo, nemmeno l’amore, specialmente per una donna sola e con una patologia come la sua.

La consapevolezza di una malattia come il cancro non è facile da affrontare, ma è inevitabile; con la scintigrafia (esame di protocollo) ti iniettano un liquido radioattivo, ti isolano insieme a persone che hanno il tuo stesso problema, ed è in quei momenti che si affronta la paura, l’impotenza, e una dirompente rassegnazione.
La prima battaglia è per salvare la vita, anche se ciò ti porterà ad essere sola, in mezzo agli altri che sono sani; o a disagio in mezzo a chi sta peggio di te.
Se arrivi all’operazione è la tua prima vittoria; se eviti la chemioterapia è una grande vittoria. Se ti prescrivono la terapia farmacologica per bocca è una tregua, una bandiera bianca per i prossimi cinque anni, in cui devi affidarti a tre sorelle:
La forza di accettare che la tua vita è in gioco e che corri il rischio di un attacco a tradimento.
La voluttà, ovvero il desiderio di un sesso libero, vissuto pienamente che però può essere compromesso dalla schiera di soldati che lottano per la difesa della vita; perché i tuoi ormoni li mettono in letargo forzato.
La libertà, ovvero la capacità di liberarsi dall’angoscia di poter morire e quella di separarsi mentalmente da Mister K (la lettera K sta per il tuo Killer, il Karcinoma.)

“Dialoghi con gli ambasciatori”

È così che Greta vede i medici che curano questo genere di malattia.
‘Vado a stampare i consensi per la terapia ormonale’
‘Aspetti, voglio sentire altri pareri prima di procedere' afferma decisa Greta
‘ D’accordo, le preparo una relazione per mettere al corrente i colleghi '
‘Certo – continua Greta- se devo scegliere tra gli effetti collaterali e la vita’
‘Infatti, io le consigli di iniziare il prima possibile, comunque il tempo di sentire altri pareri lo ha’.
Secondo ambasciatore
‘ Deve pensare a vivere giorno per giorno nel modo più naturale possibile, la malattia al momento non c’è più, e deve pensare a fare tutto quanto è necessario affinché non si ripresenti, oltre al fatto che deve condurre una vita psicofisica adeguata, niente stress, buona alimentazione, sport e sostegno psicologico’
‘ Hai detto niente, mi ritrovo senza un uomo accanto, devo lavorare per sopravvivere e ora mi mandate pure in menopausa forzata, insomma una meraviglia’ pensa Greta.
‘ Ha compreso quello che ho detto?’ le chiede " l’ambasciatore" percependo un suo primo, breve, attimo di smarrimento.
‘Si, ho capito- conclude Greta – combatterò e accetterò la separazione dalla giovinezza, concedendomi qualche attimo di malinconia’.
'Ia giovinezza prima o poi finisce per tutti, è come si affronta che fa la differenza’
‘ Appunto - pensa Greta - vorrei vedere te al mio posto.’
‘ È stata fortunata, mi creda, nella sventura è stata fortunata’.
‘ lo so, ma questo non cambia la mia situazione’.

Il tango la distrae, la rende felice, quando balla le manca l’uomo che ha reso il momento della sua malattia come uno dei più belli da ricordare, ma cerca di non pensarci.
Non intravede più la speranza di camminare in due sull’amorosa linea di confine tra libertà e solitudine. Su quella linea, camminerà da sola, come un’acrobata. Ignara di cosa ci sarà ad attenderla alla fine di quella linea. Il ballo e la dignità aristocratica di piangere in solitudine sono i suoi unici compagni di vita.

Sono trascorsi più di cinque anni da allora.
Dopo aver riletto la pagina del libro lasciato sulla panchina dall’uomo con la pipa, Greta torna a casa, cerca il quaderno dove un tempo disegnava e scriveva d’amore, lo apre e vede il suo ultimo disegno: un uomo e una donna che si amano in mezzo a delle note musicali.

Poi, prende una penna e scrive:


" Ho sognato te giovane ragazzo, eravamo vicini, era il giorno della maturità,
elargivi parole d'amore regalandomi sorrisi.

Ho sognato te uomo anziano, eravamo lontano,
era il giorno della tua vulnerabilità, parlavi a una giovane donna,
forse tua nipote, e io le sussurravo di dirti che ti volevo ancora bene" .

Infine scrive ancora:

‘Forse nella vita, come nel tango è indispensabile dimenticare di ricordare, non pensare ai passi da eseguire, ma tenere viva nel cuore la memoria delle emozioni vissute. E, sentirsi liberi’ .

È pronta a ricominciare daccapo, a sognare, a non avere paura, a rischiare, perché in fondo l’amore è per i coraggiosi.


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