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     Joe Anomic   
     Friday, 27 April 2018 @ 16:00
     Leggi il profilo di: vincent
     Visualizzazioni: 576

    Racconti

    Mia mamma è lì, appesa alle flebo della Rianimazione, sta morendo una parte di me. Esco dall'ospedale, è già notte e parto. Scorgo una lucciola sul marciapiede, le gambe slanciate sui tacchi e le curve del culo nei jeans attillati. Devio istintivamente il percorso e affianco la prostituta. Mi ricordo di mia madre, poverina, allora mando affanculo la battona e rincaso a manetta. Nessun rimorso, però. Fuori dall'ospedale avevo il magone, ora sono calmo, placato.

     



    Joe Anomic | 10 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Joe Anomic
    Contributo di: zio-silen on Saturday, 28 April 2018 @ 08:07
    "Straniamento" è il requisito che attribuisce ad uno scritto 3/4 del peso poetico. Questo componimento, al di là del titolo, ne è portatore.

    Con una forma più consona, peraltro, potrebbe essere una poesia psicologica o, al variare del punto di vista, psicoanalitica (in senso positivo).


    Mia mamma è lì, appesa
    alle flebo della Rianimazione,
    sta morendo una parte di me.
    Esco dall'ospedale, è già notte
    e parto. Scorgo una lucciola
    sul marciapiede, le gambe slanciate
    sui tacchi e le curve del culo nei jeans
    attillati. Devio istintivamente il percorso
    affianco la prostituta. Mi ricordo
    di mia madre, poverina,
    allora mando affanculo la battona e
    rincaso a manetta. Nessun rimorso, però.
    Fuori dall'ospedale avevo il magone, ora
    sono calmo, placato.


    Prendo atto, con piacere, che i "censurata" (almeno stavolta) sono stati censurati.

    Stelle e un saluto

    P.S. Affacciarsi alla finestrella degli ospiti (in alto a destra), senza lasciare almeno un cenno di attenzione (:BELLA : :BRUTTA : :NONSO :)
    agli autori in Vetrina, equivale all'entrare in casa d'altri senza salutare.

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: vincent on Saturday, 28 April 2018 @ 08:40
    Grazie, Zio-Silen.

    Eccone una versione più nervosa...

    "Mia mamma è lì ed è appesa alle flebo
    della Rianimazione e sta morendo una parte
    di me. Esco dall'ospedale ed è già notte e
    parto ma scorgo una lucciola sul
    marciapiede, le gambe slanciate sui tacchi
    e le curve del culo nei jeans attillati e
    e devio istintivamente il percorso e
    affianco la prostituta. Mi ricordo di mia
    madre, poverina e allora mando affanculo
    la battona e rincaso a manetta. Nessun
    rimorso, però. Fuori dall'ospedale avevo
    il magone e ora invece sono calmo,
    placato.

    ---
    vince rl

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: Mecroarco on Saturday, 28 April 2018 @ 09:39
    Racconto tanto breve quanto denso. Sinceramente, spero per te che sia una storia
    inventata, più che altro per via della tua perdita. Devo dire che è abbastanza
    intessente come, in questo frangente disperato, la povera prostituta sia diventata
    un transfert del dolore del protagonista, il quale credo si sia sfogato con lei non a
    causa della sua professione né tento meno perché gli ricordava sua madre, ma
    perché semplicemente era la prima persona che gli era capitata a tiro e aveva
    bisogno di liberarsi, in un modo o nell'altro, del peso che lo opprimeva. Insomma, il
    dono della sintesi non è da tutti, ma sembra che tu ce l'abbia.

    Mecroarco

    P.S. Interessante anche la scelta del titolo: Joe, il nome più banale al mondo, e
    Anomic, che mi ricorda "anonimo". Che tu volessi dire che questa può essere la
    storia di uno qualunque di noi? Chi lo sa, ma mi piace pensare che sia così.

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: franca canapini on Monday, 30 April 2018 @ 07:47
    Eros e Thanatos che confliggono? Sei placato perché hai accettato la morte di
    una parte di te? Comunque sia, letterariamente, mi sembra poca cosa.
    Alla prossima
    Franca

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: Elysa on Monday, 30 April 2018 @ 11:05
    è un brano intenso che sottintende diverse emozioni contrastanti...nessun rimorso per aver quasi abbordato la lucciola, quando si è troppo vicini alla morte si cerca la vita e il sesso è vita nonostante le sue forme possano non essere sempre corrette, bello, forse lo disporrei anche io con un verso breve --- Elysa

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: Sandro Moscardi on Monday, 30 April 2018 @ 12:41
    Fa pensare ad un complesso Edipico irrisolto
    con identificazione con la madre, il rifiuto
    della sessualità femminile e la calma e placatezza
    nella scoperta della propria identità.
    Ciao Sandro

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: Viridis on Thursday, 10 May 2018 @ 22:01
    Scusa, ma lo trovo orribile.
    Letterariamente, soprattutto, ma anche come contenuto.
    Quel "poverina" mi fa venire i brividi e l'epilogo puzza
    troppo di moralismo cattolico, per i miei gusti.


    ---
    viridis

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: Titta on Wednesday, 16 May 2018 @ 15:30
    Si prova tutto di fronte alla potenza, allo stridore della sofferenza.

    ---
    Titta

    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: Mitla on Monday, 11 June 2018 @ 15:11
    Componimento molto maschio, istintivo.
    Il dolore tutto racchiuso nella prima riga, la consapevolezza di essere Il solo a provarlo, il mondo fuori va avanti comunque, la rabbia perché in quell’istinto ti ci sei ritrovato, nonostante tutto, nonostante il momento.
    Ragazzo picchi duro!
    :D

    ---
    Mitla





    [ ]

    Joe Anomic
    Contributo di: Armida Bottini on Tuesday, 12 June 2018 @ 07:41
    Smettila Silenzio. Tu non SAI COME SONO GLI OCCHI DI UNA
    PERSONA CON UNA MALATTIA RARA ED INCURABILE. All'autore
    tutta la mia comprensione, la mia ammirazione, anch'io
    avrei fatto lo stesso. Stelle a mille. Ciao.

    ---
    Midri

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