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     Un amore.   
     Monday, 16 April 2018 @ 12:30
     Leggi il profilo di: simonebc
     Visualizzazioni: 486

    Poesie


    Si era sentito presto un disturbo.
    Nato in una Famiglia con più bocche che cuori,
    Bocche avide di parole e problemi inesistenti
    & sempre troppe cose per cui voler dover star male
    Quale unica forma d’attaccamento, di inno alla vita
    -Mai un sogno di cui dire o un progetto per cui cambiare –

    Imparò ben presto a non disturbare.
    Frequentando pochi posti, rare persone e nessuna ricorrenza.
    Dimenticando facce, cose e varie forme di certezza.
    Investendo tutto su una solitudine schietta più del buio
    E più del buio certo capace
    Di sognare forme d’apprendimento in fondo disumane.

    Imparò a stare alla larga dagli io eternamente insoddisfatti.
    Disinnescando per sempre, alla faccia del sole
    Volontà di religione, di famiglia, qualunque associazione,
    Convincimenti morali, condizionamenti meteorologici,
    Prestando tanto al bello quanto al brutto tempo un senso di riguardo risolto,
    Come di foglie che in autunno si sentano cadere, senza per questo protestare.

    Si affeziono’ ad anime colme di coraggio e di intelletto
    Leggendo le vite, studiando le vittorie e le sconfitte,
    Soffrendone gli spasmi, percependo gli insulti,
    Il bene grandioso della cattiveria subita, quale molla eccezionale per l’evoluto pensare
    E su questo, fin dalla giovane età, cominciò a puntare
    Prendendo a calci in culo ogni umana consolatoria auto indulgenza.

    Così provo’ ad indovinare l’amore di quelle vite straordinarie.
    Muhammad Ali, Charlie Chaplin, Lord Byron, Shelley, chi altro, cos’altro?
    I due anni di poesia oltre la parola di Arthur Rimbaud,
    Le volée di McEnroe, l’anarchia di De Andre’, la pazzia sanissima di Nietzsche,
    La voce dentro di Carmelo Bene e le immagini fuorvianti di Dylan Thomas,
    La coerenza di Celine e dei suoi tanti gatti; la dignità dei gatti.

    Ascoltò molto la noia e molto poco i buoni consigli.
    Si cancellò. Si reinventò. Si nascose. Venne fuori spavaldo e non ignaro.
    Si cancellò ancora e ancora si reinventò
    Restando in qualche modo, in ogni modo, attaccato alla vita.
    Deciso a non morire da vivo, per paura di morire.
    Deciso a non evitare il dolore, per paura di guardare dentro al vuoto profondo di ogni verità.

    E gli anni passarono e non passarono mai del tutto invano.
    Cambiò rifugio, di continuo.
    Unico rimedio alla gente, alle parole della gente, alle cose della gente:
    Unico rimedio si, un rifugio.
    Cercò per tanto tempo una donna con cui fare e disfare,
    Capace di indovinare, qualche volta, senza dover per forza oltraggiosamente capire.

    Una donna capace di amare e rinunciare.
    Di amarsi e di negarsi.
    Di evolversi fino a non cercare più niente.

    Quando la trovò provo’ in tutti modi ad annientarla. A cacciarla.
    Ma quella volta pare che non gli riuscì. Era la donna Sbagliata che lo sa.
    Lo sa che il giusto è un discorso per angeli un po’ ottusi.

    Avrebbero condiviso qualsiasi silenzio.
    Qualsiasi generoso insulto, qualunque invidia, qualsiasi prova contro.
    Dentro questo mondo ma fuori, lontano,

    Molto fuori, molto lontano

    Da voi.


    S. 12.2017.

















     



    Un amore. | 16 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Un amore.
    Contributo di: zio-silen on Monday, 16 April 2018 @ 13:03
    Per uno che non commenta mai ne hai scritta di roba.

    Per avvicinarci al tuo metro esegetico propongo ai commentatori una sorta di giudizio "a staffetta" con passaggio di testimone ad ogni stanza.

    Comincio dalla prima: originale quanto fuori luogo il logogramma "&".
    Sulle maiuscole a capoverso non mi ripeto.

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: Elysa on Monday, 16 April 2018 @ 14:28
    ...la seconda stanza è musicale, direi molto e esprime bene il disagio del protagonista, mi piace; no alle maiuscole ad ogni capoverso... --- Elysa

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: trimacassi on Monday, 16 April 2018 @ 17:27
    Facevi meglio a metterlo nei racconti, lì almeno uno è già
    predisposto. Lascio a chi ne ha più voglia.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 16 April 2018 @ 18:58
    Per il commento alla terza stanza è indicativo l'ultimo suo verso: "Come di foglie che in autunno si sentano cadere, senza per questo protestare". Ecco, le foglie non potrebbero mai protestare....se hai deciso una similitudine con le foglie, dovresti tentare almeno un'immedesimazione e seguirne la natura: cadono e basta. Cerca qua il quid della personificazione, altrimenti non potrà mai riuscire, altrimenti. Comunque andando avanti, qualche buono spunto c'è.....ma di questo diranno gli altri se vorranno --- "Non commentate troppo ché si seccano le manine e si spezzano le unghiette, continuate a propinarci indimenticabili capolavori, piuttosto" - scoriandustrial -

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: joshua on Monday, 16 April 2018 @ 19:06
    Ha qualcosa di troppo costruito, forzato, probabilmente dato dall’iterazione di tempi e verbi, ma anche dal fatto che quest’io che fugge da qualunque altro io insoddisfatto, sembra, in conclusione, più insoddisfatto - e perfino un tantino presuntuosamente disfatto - di qualunque altro io insoddisfatto, spiazzando, in definitiva, ogni altro lettore che si sia approssimato, per difetto o eccesso, a una qualche soddisfazione. Concludendo: è come se, avendola letta (più volte, anche fino alla macerazione) questo lettore si chieda: ma insomma, questo io (simonebc?) che altro vuole per la sua edificazione (a me, ma penso anche a moltissimi altri basterebbero, ad esempio, la seconda strofa della prima Illuminazione rimbaldiana, aprés le déluge, con quel leprotto che recita la sua preghierina all’arcobaleno, per non dire l’ottava strofa, con Madama che piazza in cima alle Alpi il pianoforte a coda, per essere umilmente soddisfatti dal Bello degli Altri. E che Altri...)?
    j

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: Mecroarco on Monday, 16 April 2018 @ 19:43
    Come al solito il buon zio estrae il coniglio dal cilindro e propone un idea davvero
    interessante. Beh, suppongo che a me tocchi la quarta strofa. Devo ammettere che
    a me piacciono molto questi zoom sulla crescita del protagonista, il quale desidera
    ardentemente di migliorarsi. Se devo essere sincero, mi ricorda un po' il giovane
    Gatsby mentre imparava ad esprimersi bene per evitare di diventare un
    campagnolo qualunque. Comunque, secondo me c'è fin troppa descrizione, tant'è
    tutta la (scarsa) carica poetica sta nei primi tre versi e nell'ultimo. In ogni caso, la
    sola tematica dell'evoluzione è un plus notevole.

    Mecroarco

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: Carmen on Monday, 16 April 2018 @ 20:51
    Trovo che sia una lunga vana inumana FETENZIA. --- La vita va capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti" Soren Kierkegaard

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: cordaccia on Monday, 16 April 2018 @ 23:21
    autobiografia?
    Lontano da voi: un'asserzione un
    tantino pretenziosa,non trovi?
    Sarebbe stato meglio "lontano da Voi",
    a snobbare certa altezzosità.
    Un racconto poco interessante,a parte
    l'aforisma di Eco sulla lettura.

    ciao:)

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: PattiS. on Tuesday, 17 April 2018 @ 09:30
    grazie per averci AGGIORNATI. Qua e là qualche spunto interessante.

    ---
    Malachus Micgranes and the Verdons catapelting the camibalistics out of the Whoyteboyce of Hoodie Head

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Tuesday, 17 April 2018 @ 12:55
    Di qiesta cosa/casa, non riesco a
    visitarne le stanze una per una
    de(t)tagliata-mente.
    Ma, dopo averla visitata disfuggita,
    mi è parso di scorgere alcuni
    ambienti, abitati da qualcuno che
    conosco.
    Questa, tutto sommato, a ma pare una
    cosa buona, no?

    Saluti

    ---
    Qualsiasi cosa che sia un qualcosa di qualcos'altro
    in realtà è niente di niente.

    (Marge Simpson)

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: -Gaetano- on Tuesday, 17 April 2018 @ 18:04
    Qui siamo a cavallo tra poesia e racconto. É interessante
    notare l'evoluzione del personaggio, la sua capacità di
    resilienza, il tentativo di cercare rifugio nella donna
    come fonte di pace a fronte di una profonda irrequietezza
    che non si estingue del tutto. Alcuni passaggi offrono
    immagini molto poetiche.
    PS. Mi piacciono alcuni autori che hai citato.

    ---
    Gaetano

    "Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo, ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli". [A. De Benoist]

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: Sandro Moscardi on Wednesday, 18 April 2018 @ 08:41
    L'immagine che mi si presenta alla fine della lettura è quella di un topo finito inconsapevolmente con il proprio odore in una colonia di topi alla quale non appartiene.
    quando si rende conto della situazione, cerca un rifugio dove salvarsi. Trova un palo e si arrampica, ma giunto in cima, non ha altro scampo ed inoltre offre ai difensori
    del territorio invaso la parte posteriore del corpo indifendibile da quella posizione. Il presentimento di una fine orribile gli dilata le pupille, gli aumenta l'adrenalna, unico antidoto al dolore unitamente alla febbre che lo brucia. L'evento non contiene scelte consapevoli ne da parte dell'invasre ne na parte dei difensori, semplicemente si svolge sotto la pressione di impulsi evolutivi. Ciao Sandro

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: gricio on Wednesday, 18 April 2018 @ 14:06
    Ci sono alcuni spunti interessanti, ma solo alcuni. E nell'economia globale dello scritto un po' si perdono, come trovare un pezzo di carne ogni tanto in un minestrone piuttosto anonimo. Una cosa comunque mi pare evidente: non si tratta di poesia ma di racconto.
    Alla prossima.
    Cordialità.


    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: simonebc on Thursday, 19 April 2018 @ 02:10


    Grazie a Zio-silen per l’attenzione e per l’idea. E lo so, non commento mai:
    è un fatto.
    Grazie a Elysa. Le maiuscole a capoverso non riesco a … farne a meno!
    Grazie a Trimacassi. Non hai tutti i torti, data la lunghezza.
    Grazie a Scoriaindustrial. Però obietto sul fatto che le foglie cadano e
    basta: così fosse non esisterebbe alcuna poesia (o tentativo di sentire in…
    poesia), non credi?
    Grazie a Joshua. Ti giuro: non cerco minimamente di capire il senso
    “profondo” di ciò che scrivo. Mai. Da sempre. E nemmeno quando leggo.
    Ecco perché non commento quasi niente.
    Grazie a Mecroarco. E’ vero, la carica poetica praticamente è assente.
    Grazie a Carmen. FETENZIA vana e inumana: non so perché ”fetenzia”,
    però mi piace! Inumano: sì, ci provo!
    Grazie a Cordaccia. Qual è l’aforisma di eco sulla lettura? Autobiografia?
    No, tentativo di poesiola, ovviamente. Per l’altezzosità : si, solo il fatto di
    pretendere di scrivere qualcosa che qualcuno legga ha un che di borioso,
    in effetti. Per me come per tutti, penso. A prescindere dal cosa si scriva. E
    dal come.
    Grazie a PattyS….Per il grazie!
    Grazie a Maurizio. Se la cosa ti pare buona, è certo buona.
    Grazie a Gaetano. Ecco l’argomento: la resilienza e …la donna. Sì: anch’io
    la vedo (leggo) così. Grazie per aver trovato Resilienza in quel che ho
    scritto. È così, è proprio così, almeno per me. E se ti è arrivato ne son
    felice.
    Grazie a Sandro: non ci ho capito un*censurata* della faccenda dei topi. Però è
    interessante ciò che hai scritto!
    Grazie a Gricio. Hai ragione anche tu, per il racconto. Ma non ne son
    capace. Nemmeno di poesia, probabilmente. Io le chiamo poesiole, infatti.
    Più per un fatto di buon gusto (nei confronti dei poeti che amo) che di
    modestia.
    simonebc .







    ---
    simonebc

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: A.Sal.One on Tuesday, 24 April 2018 @ 08:58

    Sono contento di averlo letto:
    lo trovo uno scritto eccezionale.

    Ti confesso che le tue poesie/
    componimenti mi sono quasi sempre
    piaciuti o perlomeno li ho trovati
    interessanti.

    Penso che tu per il Club, sei piu`
    o meno come poteva essere un Dino
    Campana per i suoi tempi, con tutte
    le dovute differenze, ma con quella
    particolare unicita` d'espressione
    poetica, diversa e controcorrente.

    Mi sono soffermato sui capoversi
    delle prime sette stanze per poter
    capire l'esistenzialismo congenito
    nel protagonista, prima della scelta
    del suo amore nelle strofe successive
    e la culminazione della storia a
    compimento e significato del titolo.

    Cio` mi ha aiutato ad arrivare al
    punto ed a chiudere il cerchio.

    Bene.(Spero tu ne pubblichi di altri)

    ---
    Un Sal.uto

    [ ]

    Un amore.
    Contributo di: Donato Desiderat on Tuesday, 01 May 2018 @ 10:07
    Un testo, per così dire, alla moda poetica
    Una maniera di fare poesia che negli ultimi decenni ha preso molto piede
    nel web intimo dei poeti binari
    Un io scrivente onnipresente che invade tutto anche le foglie che cadono
    indifferenti
    Questioni di gusti e malintesi sulla poesia che dovrebbe cancellare per
    sentire
    Questioni di gusti e letture diverse

    [ ]

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