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     Prologo   
     Tuesday, 20 March 2018 @ 11:00
     Leggi il profilo di: anima
     Visualizzazioni: 369

    Racconti

    Era sposata Corinna, all’inizio del 1970, dopo le feste, quando la conobbi, ad un anziano, stimato e noto notaio, ed aveva un figlio a nome Gabriele, di ventitre anni, che non ho mai conosciuto.
    Io non sono mai stato sposato, mi barcamenavo allora, come sempre, tra qualche amante, “concedendomi” alla loro passione quel minimo necessario a garantirmi una soddisfacente vita sessuale, e simulando di lasciare aperte porte che aperte non si sarebbero mai.

    Ci frequentammo per un paio di mesi quasi quotidianamente per la stesura di una relazione per la quale era bene si sommassero le nostre diverse competenze. Esiste stampata quella relazione. Molti e molti anni dopo la feci tramutare in un libretto tascabile dalla dura copertina con impressi in grande i nostri nomi e cognomi. Furono cento copie, il minimo. Novantanove riposano nella scatola con la quale mi furono consegnate. Una è sulla mia scrivania.

    Durante quei due mesi non si parlò d’altro che del comune lavoro: con il passare dei giorni qualche sguardo si fece diverso, per ambedue, e qualche incontro, forse, non fu proprio necessario ai fini della relazione. Restarono sotto traccia, gli sguardi ed i pensieri, prendendo per contro sempre più vita, e forza.
    Erano i primi giorni di aprile: il lavoro era terminato da qualche settimana e non v’era motivo di rivedersi: cionondimeno la chiamai con il pretesto di proporle una qualche piccola correzione e la pregai di accettare di incontrarsi a cena in un ristorante: accettò. Non si parlò affatto della relazione, si cenò chiacchierando del più e del meno quasi come due occasionali conoscenti, conservando quel “dottoressa” e “dottore” che non avevamo mai abbandonato. Eravamo ambedue arrivati con un auto pubblica e Corinna, oltre la borsetta di prammatica, portava una sacca floscia che non aveva aperto. Prima di uscire dal ristorante si recò a fare una telefonata, allora non esistevano i cellulari.
    Pregai il cameriere di chiamare due auto pubbliche: Corinna disse, dandomi del “tu”, che ne sarebbe bastata una.

    Corinna non tornò più alla sua casa. Gabriele non la perdonò, mai. Per quanto io ne sappia, non si sono più rivisti.

     



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    Prologo
    Contributo di: franca canapini on Tuesday, 20 March 2018 @ 17:22
    Beh, se è il prologo...segue il romanzo. Ricordo di te scritti strani e interessanti.
    Può essere che anche questo, in itinere, lo sia.
    Ciao
    franca

    [ ]

    Prologo
    Contributo di: Mecroarco on Tuesday, 20 March 2018 @ 18:15
    Beh, diciamo che almeno il suo lavoro di prologo, ovvero suscitare interesse e
    introdurre brevemente la vicenda che di lì a poco si andrà narrando, lo svolge
    anche decentemente, ma per il resto non è davvero poca roba. Le rime righe del
    primo paragrafo rasentano l'assurdo con tutte quelle virgole che spezzano senza
    motivo il periodo e che potevi benissimo non inserire. Io, per esempio, avrei scritto
    quanto segue: "Erano i primi giorni del 1970 quando conobbi Corinna. Lei era la
    moglie di un famoso ("noto notaio" per l'amor del Cielo non si può proprio sentire!)
    e stimato notaio da cui aveva avuto un figlio di nome Gabriele, all'epoca
    ventitreenne. Non ho mai avuto modo di conoscerlo personalmente e non credo
    che l'avrò mai; non dopo tutto quello che è successo." Il resto del paragrafo è poco
    importante, credo bastasse dire che eri uno scapolo ed eravamo a posto. Il
    secondo paragrafo inizia bene, introducendo il come e il perché tu e Corinna vi
    siete conosciuti, ma la parte riguardante la relazione è del tutto inutile perché non
    aggiunge né consistenza alla trama né suscita interesse. Il terzo non è malaccio ma
    mi puzza un po' di cliché (galeotta fu la relazione e chi la scrisse) mentre l'ultimo è
    più interessante perché apre delle prospettive su una possibile faida famigliare
    (per la serie "parenti serpenti"). In sintesi, spero proprio che il resto del racconto (o
    romanzo) non sia sulla falsariga di un prologo decente sì ma fatto bene no.

    Mecroarco

    [ ]

    Prologo
    Contributo di: PattiS. on Tuesday, 17 April 2018 @ 23:34
    ecco come una banalità può trasformarsi se scritta bene. Bisogna saper
    raccontare...tenere la suspence, e fare un finale a sorpresa. E non servono
    tantissime parole. Bravo.

    ---
    Malachus Micgranes and the Verdons catapelting the camibalistics out of the Whoyteboyce of Hoodie Head

    [ ]

    Prologo
    Contributo di: gricio on Wednesday, 18 April 2018 @ 14:07
    , ma attendiamo il resto della storia. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Prologo
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 08 October 2018 @ 10:16
    ... e dai, non farci aspettare! Ciao. --- Midri

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    Prologo
    Contributo di: Lorens on Friday, 23 November 2018 @ 17:20
    ... credo che con diversa maggiore attenzione anche questo
    "Prologo" spot, se redatto meglio con una punteggiatura meno
    scriteriata laddove in abbondanza e non gradita, mentre
    assai mancante in altri casi del brano, lo stesso sarebbe
    potuto essere più godibile ...

    Annoto di seguito l'errore nella frase: "la pregai di
    accettare di incontrar(si)(ci) a cena in un ristorante".

    In conclusione, mi è sembrata una scrittura approssimativa
    in uno stile che non armonizza la scorrevolezza del testo,
    oltre al contenuto poco avvincente che non stimola il
    lettore in curiosità per una vicenda che non prelude a nulla
    o quasi.

    E' solo il mio modesto parere, condivisibile o meno, a
    rileggerti con vivo interesse.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Prologo
    Contributo di: Viridis on Saturday, 29 December 2018 @ 19:30
    La bellezza del tuo Prologo sta proprio
    nella sua laconicità e in questo pacato
    linguaggio un po' démodé, che resta
    nell'ambito del "dottore" e "dottoressa".
    Bravo.

    ---
    viridis

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