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      Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno   
     Wednesday, 07 March 2018 @ 15:00
     Leggi il profilo di: zio-silen
     Visualizzazioni: 258

    Racconti

    Pomeriggio d'ottobre. Le nuvole d'occidente, dalle forme vagamente angelicali, si rincorrono fiere delle corone d'oro e delle vesti corallo. Mia nonna raccontava che gli angeli talvolta si rivelano plasmando nembi, cirri e cumuli a loro somiglianza. Il tutto corredato da musiche dolcissime e profumi inebrianti. Un sublime odore di panelle, in quel momento, invade la strada. Sarà un segno serafico? Sono appena emerso dai meandri oscuri delle catacombe paleocristiane che si aprono nella roccia arenaria sotto la Chiesa di San Michele Arcangelo. Un ritaglio d'azzurro tra le mille bancarelle di un Corso Vittorio Emanuele festaiolo mi consente di respirare a pieni polmoni l'aria tiepida offerta dallo scirocco. Mi riprendo velocemente dalla dispnea che mi ha colpito sulle rive ipogee del Fiume Kemonia e, semiaccecato da un turbinio di piume, mi ritrovo dinanzi la Chiesa dell'Angelo Custode. Stringo la rassicurante macchinetta analogica nella tasca del trench "turchese perla mistica" e percorro l'ultimo tratto di Via Matteo Bonello. All'angolo con Via dei Carrettieri contemplo, oltre un decadente muro, le linee essenziali del tempio che, con andamento ascendente, si inerpicano verso il cielo al seguito di due flessuose e speculari rampe di scale. Nel mio immaginario si materializzano gli Staffieri della omonima Confraternita commissionaria dell'edificio di culto che, nelle loro sgargianti livree, partecipano alla prima funzione religiosa. Era il 28 Luglio 1701. Entro. Sulla soglia, dietro un tavolinetto, un signore canuto è immerso nella lettura di un passo della Bibbia - forse il prologo del libro di Giobbe - mentre una gentile ragazza elargisce un meraviglioso sorriso e, previo pagamento di due euro, il coupon che apre al visitatore quelle porte solitamente ben serrate. L'immagine che si compone sotto i miei occhi lascia senza fiato: è tutto un rincorrersi di preziosi altari (cinque: taluno ligneo con effetto marmoreo) e stucchi in stile post-barocco, dipinti settecenteschi, affreschi trompe l'oeil. Sopra l'ingresso, una originale cantoria lignea di colore verde brillante esibisce elementi neoclassici giustapposti ad altri rococò. Il presbiterio accoglie un severo crocifisso di legno e cartapesta. Dalla pala d'altare absidale sembra involarsi uno di quegli esseri spirituali che ci assiste nella lotta alle tentazioni. Mi intimidisce il suo cipiglio stellare. Ciononostante l'istinto del fotografo amatoriale si attiva irrefrenabile. Impugno la vecchia Kodak e, quasi senza mirare, scatto. In quel preciso istante una manona irsuta - luciferina - si frappone tra l'obiettivo e quel tesoro d'arte e storia. Il sangue mi affluisce alla testa, vengo colto da subitanea vertigine mentre una voce cavernosa pronunzia l'inclemente verdetto: "È vietato fotografare!"; segue una eco altrettanto imperativa che mi induce a rinunziare ad ogni protesta. In trance mi aggiro tra putti e santi. Cerco conforto nell'eterea entità che fa capolino dalla mia spalla destra. Rubo - redarguito - qualche istantanea esterna e, mogio mogio, riprendo la strada di casa. Una folata di vento fa sbattere una porta alle mie spalle. Forse l'Angelo Custode è più incacchiato di me.







     



    Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno | 6 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno
    Contributo di: Mecroarco on Thursday, 08 March 2018 @ 16:14
    Questo racconto mi dà molto da pensare. Partendo dal piano formale, non mi sembra di ravvisare alcun errore degno di nota. Inoltre, per quanto non sia un grande amante dell'utilizzo reiterato dei periodi corti, devo dire che sei riuscito a gestirli in modo interessante in quanto il racconto sembra un bel collage di immagini collocate una accanto all'altra come in un rullino di pellicola; giusto per rimanere in tema di fotografia. Tuttavia, quello che per due terzi sembra il resoconto del vagabondare al crepuscolo di un turista (turista che forse potrebbe anche dirci che ci faceva nelle catacombe in arenaria a pomeriggio inoltrato, per mera curiosità personale), diventa una riflessione sulla "turistificazione" delle chiese. O forse no. Il mio problema è che non sono così sicuro che la mia interpretazione non sia in realtà una sovrainterpretazione e che io abbia voluto ricercare a tutti i costi un messaggio che forse non c'è o, più probabilmente, non è quello che io ho recepito. In ogni caso, in virtù dell'organicità e della linearità del racconto, oltre che per la bellezza delle immagini (specialmente quella di apertura) e per lo stile, eccoti una stella Mecroarco

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    Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno
    Contributo di: frame on Friday, 09 March 2018 @ 18:21
    Sarò brevissimo, anzi sintetico, anche per non correre il
    rischio di superare in lunghezza il tuo testo di rigoroso
    taglio web. Di questo passo arriveremo presto anche noi
    agli attuali 280 caratteri di Twitter. Pezzo di cronaca
    ricco di particolari e note di colore che lo rendono
    suggestivo e molto personale. Non aver menzionato la città,
    il luogo principale dei fatti descritti mi sembra però una
    civetteria. Per non spoilerare il testo eviterò anch’io di
    nominarla. Piaciuto.

    ---
    Frame

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    Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno
    Contributo di: Ganimede on Saturday, 10 March 2018 @ 00:45
    Carino questo incedere quasi per fotogrammi... diciamo che aiuta a
    concentrarsi sulle immagini chiave.
    L’aria è quella leggera e spensierata da bighellonaggio e le sensazioni che
    passano, quello credo comuni tra chi provi ogni tanto l’emozione di vistare
    queste perle dell’architettura ecclesiastica di cui il nostro paese è
    disseminato e che al primo impatto, riescono spesso ad infondere uno
    sconvolgimento emotivo quasi stendhaliano (nella mia idea personale,
    soprattutto per schiacciante monumentalità).
    “Ovviamente” però, l’elemento che preferisco per divertimento è quella
    mano luciferina, anche perché mi immedesimo bene nel ruolo del
    rimproverato con l’aggravante della reiterazione (ma non è solo un
    problema di flash? Boh... non ho mai capito) e comunque se non si fa non
    si fa e basta e non si discute, neanche se sei in un museo davanti all’Urlo,
    neanche se sei davanti al Last Judgment di Bosh, e neanche se sei davanti
    a una specie di ultima cena nella quale un agnello cucinato con il pelo,
    acquolinante quanto una statuina del presepe e poco più grande di un
    toast, mortifica il concetto di portata per tredici, che si vorrebbe fotografare
    per mostrare agli amici per estremo rispetto e ammirazione dell’arte
    (culinaria) del ‘300....


    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

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    Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno
    Contributo di: Elysa on Saturday, 10 March 2018 @ 14:40
    Carissimo Zio...trovo questo tuo articolo interessante e vagamente ambiguo, mi spiego meglio: fino ad un certo punto della lettura ho pensato che raccontassi di te come se vivessi nel 1701...poi hai virato abilmente e ironicamente sulla voglia di immortalare in foto l'opera d'arte e tutto si è materializzato nel 2018...bravo --- Elysa

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    Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno
    Contributo di: A.Sal.One on Tuesday, 13 March 2018 @ 02:28

    Piu` la rileggo e piu`
    mi convinco che era il 38 luglio.

    C'e` un'ironia latente in questa
    pagina/cronaca che ti fa scordare
    lo sfarzo semantico di cui e` pervasa.

    per cui coppol'allaria, zio silen.

    e...

    ---
    Un Sal.uto

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    Cronaca di un celestiale pomeriggio d'autunno
    Contributo di: spiarmy on Wednesday, 14 March 2018 @ 19:08
    Dura lex.... Bello leggerti per come scrivi. In fin dei conti non volevi parlare d'arte, ma raccontare una storia.

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