Un opera piena di paperelle galleggianti

Wednesday, 07 March 2018 @ 10:15

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T’amo o mio scarafaggio
ed è mite il mio sentimento che t’accompagna
mentre esci dal tuo cenacolo curato dal caro chef Bottura.
Ho traslocato nei tuoi occhi inumiditi dai fondachi,
prodotti di fughe precipitose,
dopo aver donato alacri intendimenti
e frattaglie di originalità mista a pastiche
ad una cosciente ed incandescente specie: quella umana.
Inutilmente, credo.
Adesso che siamo amici sono lo spettacolo di me stesso
ma la tua compagnia necessita di un invito
e allora ecco che canti l’immemore e altresì negletta
opera del Puccini: “la Gioconda senza voglie”.
E lo fai con una passione rara mentre per me
è già un altro ultimo giorno dell’anno
che festeggio ogni giorno facendomi un bagno
con tante candele profumate tutt’intorno
e le mie amate paperelle che sguazzano
con un entusiasmo tale
che solo le innamorate al primo incontro conoscono.
Che spreco la vita ed anche i calzini spaiati
che mamma malinconicamente mi regala
stimolo, credo che così pensi, per una tenera ribellione,
che sperava allignasse in me, piccolo pargolo
che, invece, a cinquant’anni
legge ancora di Paperino e Paperoga. E ne gioisce.

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