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     Ferirci perché è inevitabile   
     Tuesday, 27 February 2018 @ 13:00
     Leggi il profilo di: Auron
     Visualizzazioni: 829

    Poesie

    Tanto poi non passa.
    Inizio a capire perché
    falliscono i matrimoni
    anche dopo 20 anni
    e un sacco di cose insieme
    e molte foto
    e ricordi.

    È indispensabile ferirci
    nonostante come ci siamo conosciuti
    capitati
    nel marasma del vivere quotidiano.

    Lo so. Lo so che esiste
    un luogo
    oltre il tempo
    dove siamo pura essenza
    e senza mani ci tocchiamo
    oltre le convinzioni
    dopo la terra
    più in la della vita
    all’incrocio delle percezioni.
    Lì siamo imperituri.

    Ma ora siamo vivi.

    E allora va bene
    se siamo costretti
    a ferirci per non finire.
    È normale
    e alla fine anche noi lo siamo.
    Normali.

    È essenziale
    l’acredine e il non detto,
    l’abitudine e la noia.

    È inevitabile,
    a noi
    inossidabili cuori d’acciaio
    divorati dalla ruggine.

     



    Ferirci perché è inevitabile | 21 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: epitteto on Tuesday, 27 February 2018 @ 14:12
    Che lagna, ragazzi: non se ne può più...
    Intanto manca un accento.
    P.S.: Ganimede, ti ho visto, sai. In tv!
    I miei conterranei sono dappertutto, come il prezzemolo in cucina.
    Razza testarda...

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: zio-silen on Tuesday, 27 February 2018 @ 14:37
    "È essenziale
    l’acredine e il non detto,
    l’abitudine e la noia".

    Un saluto


    @ per epitteto: Ti ringrazio per avermi corretto "defaillance" in "défaillance". Che altro dire... ah, sì: ho lanciato l'amo e ha abboccato un... accento. Molto acuto.

    P.S. Parafrasando Prévert: Gli accenti morti cadono a mucchi...

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 27 February 2018 @ 15:09
    Mentre Marcella nella sua scriveva: "E rido,tanto mi passa ... e voglio esagerare oggi : Str.... ! Tu rispondi: "Tanto poi non passa". Ma la cosa strana è che noto una contraddizione palese. Scusa eh.....ma se non passa (e poi....cosa non passa?) come mai allora "falliscono i matrimoni anche dopo 20 anni" MAH... Altra frase strana: "se siamo costretti a ferirci per non finire" BOH... Dico che mi è piaciuta questa parte: "È essenziale l’acredine e il non detto, l’abitudine e la noia. È inevitabile, a noi inossidabili cuori d’acciaio divorati dalla ruggine". Infine, ti rammento che là come avverbio di luogo e non come articolo determinativo femminile si accenta e si scrive là! quindi: "più in là della vita" ! --- Ma che ne possono gustare certuni dediti solo a triciclici, tricicli e velocipedi di riciclo incerti sul sellino (Joshua)

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Mecroarco on Tuesday, 27 February 2018 @ 16:24
    A me questa poesia puzza, oltre che di lagna, di training autogeno. Sembra proprio scritta da un povero cristo depresso a causa di un rifiuto o della fine di una relazione. Formalmente, la versificazione lascia un po' a desiderare, la trovo triste come il testo. Suppongo che sia cosa voluta, peccato che non aiuti il lettore che già deve trangugiare una poesia densa di amarezza e rammarico. Poi noto troppe ripetizioni che non credo servano a molto. Infine, il tema stesso è deprimente. Come ho già anticipato, mi dai l'idea che tu, sconfortato, abbia preso carta e penna e ti sia messo a scrivere per liberarti dal peso che ti opprimeva; peso che io non ho intenzione di (sop)portare. Mi dispiace, ma la sola immane mestizia che permea il componimento mi porta a darti una macchia blu Mecroarco

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Donato Desiderat on Tuesday, 27 February 2018 @ 19:21
    Sinceramente, solo la penultima strofa ha un suo amaro perché.
    Il resto è poco attraente. Condivido l'opinione di chi sottolinea una
    versificazione approssimativa.

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Auron on Tuesday, 27 February 2018 @ 23:19
    Penna rossa per Auron a sottolineare la mancanza
    dell'accento. È impossibile d'altronde quel "la/là"
    biricchino (mea culpa, cilicio e pentimento) sia confuso con
    altro! Del tipo che non si può scambiare davvero per un
    articolo... da voi non me lo aspetterei. Problemi di
    formattazione purtroppo e che purtroppo si uniscono a quanto
    poco m'interessi correggerlo. Lo si prenda simpaticamente :)

    epitteto: "Che lagna, ragazzi: non se ne può più...". Hai
    ragione. Infatti il nostro è un bel mondo. La poesia di chi
    è felice non serve a niente (ma "solo un Sith vive
    d'assoluti"). Capisco d'altronde la noia derivante dal
    vedere così tante poesie apparentemente "mono-genere".


    zio-silen: Un saluto :)

    Carmen: Dolce Carmen lieto di rileggerti :) Ciò che "non
    passa" è ogni singola piccola lite o incomprensione, tutto
    ciò cui pensiamo "Tanto passerà, è una cosa da niente".
    Secondo me per queste cose "falliscono i matrimoni anche
    dopo 20 anni" le cose "grandi" semplicemente capitano
    dopo/di conseguenza.

    Mecroarco: Ami masturbarti immagino. Magari fosse letterale.
    No comunque l'ho scritta ponderandola molto e mentre stavo
    con una persona. Proprio per questo motivo ho potuto
    scorgere questa verità.

    Donato Desiderat: Direi che è legittimo. A rileggerti!

    ---
    "...siamo una barchetta di carta, in un mare d'inchiostro."

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Titta on Wednesday, 28 February 2018 @ 10:01
    Le lagne sono altre a mio avviso. Trovo in questi versi una presa di coscienza intima e sincera. Certo è che trasformare un quotidiano in poesia non è mai impresa facile. Ciao Auron

    ---
    Titta

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Ganimede on Wednesday, 28 February 2018 @ 10:24
    Accidenti Auron, volevo stare pure io nell’autocommento! E cosa dici poi
    che la poesia delle persone felici non serve a nulla? Non essere sciocco: la
    felicita è come le tessere del domino con le sue varie combinazioni: c’è la
    felicità-felicità (pericolosa), la felicità-malinconia, la felicità-follia, la felicità-
    arrabbiatura, la felicità-rifiuto, la felicità-ribellione, la felicità-disperazione, la
    felicità-dubbio, la felicità-insoddisfazione ecc.ecc. e da queste interessanti
    combinazioni può certamente nascere molto di buono e utile anche in
    senso poetico.
    La tua scorsa pubblicazione mi era piaciuta molto ma questa non mi
    sembra propriamente seguirne lo stile (non nelle immagini certamente), se
    non per una modalità di scrittura giovane e easy che è poi l’elemento che
    più apprezzo. Io direi che il tema ci sta, non mi pare neanche tanto banale
    se parli di una sorta di principio esistenziale del masochismo, magari il
    problema è che hai mancato parecchio anzi parecchissssimo di scendere
    oltre la superficie e questo è quanto. A me comunque non dispiace l’ultima
    strofa e la interpreto come la natura labile di tutte le cose che si illudono
    eterne. Se poi c’è una tendenza comune a scrivere di certi argomenti, ci
    sono comunque miliardi di modi per farlo e credo che la bravura stia
    proprio lì: nello scrivere in maniera diversa (ottenere una visione
    trasversale) dal modo più o meno lineare della maggioranza. Scavo, scavo
    interiore è il mio consiglio.... :-) ciao Auron

    P.s. Vedi epy? Saranno i soliti di focus che mi rompono sempre le orbite :-)
    Quello intendevi, o mi hai scambiata per Bar Refaeli? Eh ma...cosa ridi!!


    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Viridis on Wednesday, 28 February 2018 @ 20:23
    E' alquanto riduttivo attribuire il fallimento dei matrimoni
    a quelle piccole miserie a cui accenni. Il discorso sarebbe
    lungo, mi limito a mandarti un pensiero di Rilke:
    "L'amore in questo deve consistere: che due solitudini
    si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda".

    La tua è una poesia ingenua e un po' prolissa,
    ma ha un suo perché. Mi piacciono questi versi:

    "Lo so. Lo so che esiste
    un luogo
    oltre il tempo
    dove siamo pura essenza
    e senza mani ci tocchiamo
    oltre le convinzioni"

    ---
    viridis

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 28 February 2018 @ 20:29
    a mio parere,troppi
    enunciati.Rimane su un piano
    senza ondulazioni. Antidoto alla
    noia?

    ciao :)

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Kenji on Wednesday, 28 February 2018 @ 23:32
    Ho riletto più volte questo pezzo (recitato più volte
    tral'altro) di Auron. Avendo letto i
    commenti l'ho letto cercando di dissociarmi dal nostro
    rapporto ultra-online.

    mi rendo conto e mi confermo che si legge sempre con
    superficialità (a soffermarsi "la"
    anzicché qui ad esempio). Superficialità emotiva intendo,
    incapacità empatica, che forse è
    difficile da coltivare se non la si possiede.

    È il caso di questo pezzo che trovo abbastanza commovente
    (che è un plauso) e non capisco
    davvero chi parla di lagne. Dove sta la lagna? Sono
    incisi granitici, dunque, come ha
    detto qualcuno, posso accettare più la critica contraria
    dei forellini mancanti nella
    roccia (per chi vuole osservare per forza qualche verità
    relativa. Io di mio, inizio ad
    averne le balle piene della posia del "forse" e del
    "penzo che" e aggiungo che non mi
    turbano gli enunciati perché toccano il punto di stati
    emotivi definiti e che essendo tali
    non fanno mai una regola organica dell'esistenza. Ma
    almeno il pugnale lo ficcano quando
    devono e se sono autolesionismi arrivano a tagliare la
    vena giusta.

    Lo so. Lo so che esiste
    un luogo
    oltre il tempo
    dove siamo pura essenza
    e senza mani ci tocchiamo
    oltre le convinzioni
    dopo la terra
    più in la della vita
    all’incrocio delle percezioni.
    Lì siamo imperituri.


    Mi rendo conto che il messaggio che non passa parte da
    questo verso

    È normale
    e alla fine anche noi lo siamo.
    Normali.

    è qua dico autolesionandomi:

    Per un normale quanto costa poco dire di esserlo?
    Per me che CI conosco, cosa c'è di più terribile che
    essere liquidati in un cliché?

    detto questo confermo la metafora del belare di qualche
    mio commento fa. E non perché non
    possa o voglia riconoscere che qualcosa può essere uscito
    difettato per i più, e quindi
    una "pubblicazione inferiore"? (Se presa senza empatia
    voglio dire di sì. A me non pare
    per i motivi sopra), ma perché quando uno pone l'
    "accento" sul dito, pare impossiible
    accorgersi della luna.

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: -Gaetano- on Thursday, 01 March 2018 @ 00:20
    Siamo iscritti al Club dei poeti, non al Club dei poeti
    felici. Presumo siano ammesse anche poesie che parlano di
    temi
    tristi. E la tristezza, la malinconia, la rabbia, come la
    felicità (in tutte le sfaccettature esposte da Ganimede)
    sono
    fonte di ispirazione, con eguale dignità. Ciò di cui si
    dovrebbe discutere è la resa poetica, non il sentimento o
    l'emozione che ha scaturito quel testo. Se dovessimo
    seguire una certa linea di pensiero, poeti "minori" come
    Camillo
    Sbarbaro non dovrebbero neanche esistere. Io trovo
    splendide alcune sue opere. Saranno sicuramente dettate
    dalla
    depressione o dalla disperazione, ma questo non toglie
    una virgola alla loro bellezza, alla loro potenza
    espressiva, alla
    loro capacità di commuovere (secondo il mio parere).
    Dunque, evviva le emozioni (qualsiasi esse siano) e che
    siano sempre
    fonte di poesie di qualità!
    Auron, anch'io in passato pensavo che la poesia "felice"
    fosse inutile. Tutt'ora difficilmente stati d'animo di
    serenità o
    felicità mi ispirano. Con il tempo, però, ho maturato una
    visione diversa della vita e delle cose intorno a me. Di
    conseguenza anche alcuni miei versi hanno cominciato a
    cambiare. Chissà, magari anche per te dopo la presa di
    coscienza
    espressa in questa tua le cose potranno cambiare. Mi
    piacciono molto questi versi:

    "Lo so. Lo so che esiste
    un luogo
    oltre il tempo
    dove siamo pura essenza
    e senza mani ci tocchiamo
    oltre le convinzioni
    dopo la terra
    più in la della vita
    all’incrocio delle percezioni.
    Lì siamo imperituri."

    E questi:

    "È inevitabile,
    a noi
    inossidabili cuori d’acciaio
    divorati dalla ruggine."

    A rileggerti con piacere.




    ---
    Gaetano

    "Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo, ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli". [A. De Benoist]

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: tendre on Thursday, 01 March 2018 @ 09:15
    Ma come si fa a lamentarsi sui temi della poesia?
    La tristezza, la noia, la gioia sono connaturate alle emozioni di chi scrive.
    Sarebbe come respingere la follia nella merini o il male di vivere in
    montale. Qui si chiede un commento alla lirica e non al suo contenuto.
    Per favore atteniamoci a quello.

    Per me è buona.

    ---
    tendre

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 01 March 2018 @ 17:08
    Ottima poesia. Letta e riletta varie volte, racconta in
    sintesi la vita tra due esseri, da quando ci si conosce 'nel
    marasma quotidiano', ai litigi, alle abitudini, ai contrasti
    che avvengono, così come l'amore, i baci le carezze.
    "E' inevitabile/ a noi/inossidabili cuori d'acciaio/ divorati
    dalla ruggine/(!).
    Molto bella la terza strofa, riportata da più colleghi.
    Sono i sentimenti umani spiattellati e descritti in poesia,
    quando la vita viene descritta in forma poetica.
    Bravo Auron.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Anais on Saturday, 03 March 2018 @ 19:55
    A me non sembra per niente una lagna questa poesia! Ma cosa
    dite?!
    Va be' ognuno la pensi come crede, mi sembra, questo poeta, uno
    che osserva, e non è poco.
    Se poi coglie aspetti sgradevoli di una relazione, qualunque relazione
    "normale" dice alcune cose vere: ci si ferisce, ci si annoia
    e non è una lagna, è solo verità.
    Piace anche a me la strofa segnalata da altri
    Ciao.

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: joshua on Sunday, 04 March 2018 @ 11:32
     Vamos...in generale, si capisce subito 
    che la Scuola di Salerno ha un suo chiaro
     recipe per curare con rimedi naturali, il
     che non è assolutamente di pregiudizio al
     malato (la Poesia, in questo caso), se 
    poniamo mente al fatto che la Natura non
     sbaglia mai (ne ha fatte tante di prove
     ed errori, che alla fine impara l’essenziale
     e lo mette in pratica, senza curarsi di
     Gregorio Mendel o di Darwin). 
    Piccolissimo problema: si sa che i principi
     naturali richiedono esattissimi dosaggi,
     bilancini di precisione, o si passa dal
     vantaggio all’altro estremo, il danno, anche
     per minimi ana. Lezione di farmacologia
     consegnata, passiamo all’esame di stato.
    
    a) Non scriverei mai 20 per dire venti in
     una poesia (e dai, i matrimoni finiscono 
    anche dopo cinquant’anni. Ho conosciuto 
    perfino divorzi di diamante. Di uranio 
    non ne ho ancora visti, anche perché è 
    raro l’evento di due centenari che 
    sopravvivono insieme all’arteriosclerosi
     o all’infarto);
    
    b) la prima stanza si porta il peso 
    degli ultimi tre versi, che mi sembrano
     superflui. E poi, dai, ‘un sacco di cose’
     non Ti sembra uno di quei casi di
     sovradosaggio di digossina o curaro
     a cui più sopra ho accennato?
    
    c) Nonostante come!? Ma non era meglio
     un : lasciando perdere o un trascurando
     o un senza contare come o qualunque
     altro modo di esprimere in italiano
     un’avversativa in grazia di dio e 
    senza eccessiva naïveté (che può essere
     un vezzo, una sorta di snobismo al 
    rovescio, quando si sa che, chi scrive,
     sa benissimo come l’italiota si scrive
     al suo medio, se non proprio al suo
     meglio)
    
    d) è la stanza che più colpisce 
    (ferisce), ma, per me almeno, forse
     anche quella che mi suscita più
     problematiche interiori. E sì,
     qualcuno dice che io sono una bestia 
    anedonica e può anche essere, benché 
    possa essere un meccanismo difensivo 
    istintivo o appreso (può un leone
     essere tenero con la gazzella 
    senza rischiare la sopravvivenza?).
     Voglio dire: neoromanticismo?
     Prevertismo (pervertismo)? Billcollinsismo?
     Emozionalismo o solo eco new age? Non
     lo so bene. Mi sembra una sorta di stanza
     del fumo (di cosa, scegli Tu) o di
     affermazione off limits (preternaturale),
     tipo: gli dei o i supereroi Marvel
     esistono, ci sorvegliano e torneranno presto.
     Certo, anche la stele di Odissea nello
     spazio è un’ipotesi, ma almeno viene
     lasciato un angolino mentale (ironico:
     da eironeia: finzione consapevole, non
     riprovevole) alla domanda se non sia
     la deificazione del femore umano 
    lanciato in alto;
    
    e) il resto, le stanze o fanzine 
    successive voglio dire, vanno bene 
    (voglio dire che non sono solo 
    esplicative di una separazione, ma
     pongono anche la domanda oscarwildesca
     maggiore: perché uccidiamo chi amiamo?
     Perché siamo inesorabilmente 'wild'? 
    Toglierei solo gli ultimi due versi,
      tennysoniani (per me è come dire 
    mocciani, ma chi sono io per scrivere
     una Critica delle Illusioni Tenaci,
     quando poi credo all’arte più 
    illusionista che esista, la poesia, 
    appunto?) .
    
     (anche e non ostante 
    le pulci fatte)
    j
    

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 08 March 2018 @ 15:10
    in sostanza la penso più o meno come Joshua. Dalla tua, il tema, per niente facile...

    ---
    Malachus Micgranes and the Verdons catapelting the camibalistics out of the Whoyteboyce of Hoodie Head

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: franca canapini on Thursday, 08 March 2018 @ 15:31
    "Lo so. Lo so che esiste
    un luogo
    oltre il tempo
    dove siamo pura essenza
    e senza mani ci tocchiamo
    oltre le convinzioni
    dopo la terra
    più in la della vita
    all’incrocio delle percezioni.
    Lì siamo imperituri.

    Ma ora siamo vivi.

    E allora va bene
    se siamo costretti
    a ferirci per non finire.
    È normale
    e alla fine anche noi lo siamo.
    Normali.

    È essenziale
    l’acredine e il non detto,
    l’abitudine e la noia.

    È inevitabile,
    a noi
    inossidabili cuori d’acciaio
    divorati dalla ruggine."

    Mi piace, la trovo molto realistica e per niente lagnosa; solo toglierei le due
    strofe di premessa alla poesia.
    Ciao
    Franca

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Lorens on Sunday, 11 March 2018 @ 17:48
    ... ferirci è come forse insultarci usando improperi
    inappropriati dettati magari in un momento d'ira a seguito
    di possibili conflittualità soggettive presenti al momento
    della divergenza ...

    Pensare di ferirci per non finire la storia d'amore, mi
    sembra un'affermazione che non può e non deve trovare
    riscontro in un rapporto di coppia seppur inossidabile,
    allora è meglio separarsi e rifarsi una vita.

    Il contenuto di questa tua lirica poggia troppo sulla
    quotidianità del rapporto umano di coppia laddove i
    dissapori ed il dissenso possono incidere con superficialità
    come uno scenario di tutti i giorni in consuetudine di
    sopportazione reciproca. Mi sembra troppo semplice ed
    inaccettabile.

    ciao
    Lorens



    ---
    Lorens

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: Elysa on Monday, 12 March 2018 @ 13:00
    la penso come Lorens...non è accettabile ferirsi per rimanere insieme, forse ingelosirsi un po' a vicenda...senza davvero ferire, un tema non facile dice PAtty e convengo che per lo meno hai trovato un'inquadratura diversa ai rapporti logori... --- Elysa

    [ ]

    Ferirci perché è inevitabile
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 19 March 2018 @ 17:40
    Bella poesia , triste, amara, a tuo modo realistica...fotografia di diverse coppie scoppiate....dico a tuo modo perché vedo che si vuole comunque trovare un appiglio in questa presunta inevitabilità dell'acredine, della guerra a colpi bassi.... Io penso che nessuno costringa nessuno a ferire l'altro.....se le si fa è perché lo si vuole...e perché in alcuni/e alcune prevale il male, anziché il bene..la correttezza anziché la lealtà.....e a questo nessuno ci obbliga...neanche le bassezze dell'altra parte. --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

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