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     Sulla poesia   
     Monday, 12 February 2018 @ 14:00
     Leggi il profilo di: Viridis
     Visualizzazioni: 407

    Poesie

    E’ un mistero per me
    la poesia.
    Spesso mi sono chiesta
    se leggere versi non sia
    - in gran parte dei casi -
    spiare dal buco della serratura
    qualcuno che si spoglia
    prima di cedere al sonno.
    Stasera (sono le ventidue
    già consumata la cena, la TV accesa
    sul Grande Fratello)
    ne ho lette molte, di poesie
    più o meno ermetiche, liriche, narrative
    e più o meno
    mi sono annoiata a morte.
    Che strazio veder sfilare convogli
    di rose e spume di mare
    sprofondare
    in paludi di nostalgia compiaciuta
    o peggio
    restare invischiati
    in un poetichese stantìo!
    Io, che di parole potrei fare a meno
    tuttavia sto scrivendo
    mandando a capo il pensiero.
    Che siano versi
    quelli che state leggendo?
    Non lo so davvero
    perché ribadisco:
    per me la poesia è un mistero.



     



    Sulla poesia | 16 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Sulla poesia
    Contributo di: trimacassi on Monday, 12 February 2018 @ 15:53
    ---Grande riflessione, ma anche grandi pezzi di verità tradotti in versi con garbo e oculatezza: quello spiare le poesie degli altri dal buco della serratura... --quel 'mi sono annoiata a morte ---quei convogli di rose e spume di mare, e paludi di nostalgie. Parole veramente appropriate per descrivere le tue perplessità, in un linguaggio alla grande. Sei stata veramente brava a scrivere i tuoi versi. Sono, per me, gli argomenti, sempre uguali, senza novità, a lasciare nella miseria la poesia, e tu lo dici bene, con 'convogli di rose e di spume di mare' veramente un lessico originale. Infatti non si parla d'altro che di amori finiti, rivalse, rincorse, andate e ritorni, e giù di lì... Poche le originalità, poche le invenzioni di un qualche rilievo. Si va in cerca di parole nascoste, di uso poco comune, per uscire dall'ombra. Questo il mio parere. Bella poesia. Complimenti. --- trimacassi

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: Carmen on Monday, 12 February 2018 @ 16:56
    D' accordissimo. La poesia è luce improvvisa, scriveva Croce, è un filo di ragnatela sospeso sull' abisso, scriveva Garcia Lorca.
    La poesia è difatti un mistero perché crea inusitate relazioni tra le cose, come una magia che ci sospende il giudizio e ci incanta.
    E dopo aver letto le ultime fetenzie pubblicate me ne persuado sempre più.
    La qui presente non è poesia, ovviamente, ma almeno ci rammenta che cosa la poesia È.

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: Titta on Monday, 12 February 2018 @ 16:58
    Giusto, una riflessione garbata e personale.

    ---
    Titta

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: jane on Monday, 12 February 2018 @ 19:30
    Ciao Viridis, condivido ciò che scrivi. Nella poesia troviamo la struttura mentale, il carattere, l'immaginario e la psiche di un essere umano volte ad un'espressione del sé capace di attrarre gli altri individui e quindi creare un dialogo un legame un segno di riconoscimento o di comunicazione tra interiorità percezione di una realtà originale ed esteriorità. Più questa forma espressiva è raffinata ed armoniosa, più la mente è lucida e illuminata e più si avvicina alla bellezza, al piacere sensoriale è più l'opera è riuscita. Cosa piuttosto rara tra i poetastri dilettanti. La poesia quindi essendo un'espressione creativa, per davvero resta magica e misteriosa per quel quid di non ponderabile e sconosciuto che è il soffio della origine ed originalità dell'universo. Molto simpatiche le tue riflessioni in forma descrittiva di momenti ed atmosfere che si avvicinano che diluiscono e sono in grado di apprezzare, ma al momento restano distinte dall'essenza della poetica. Credo che di veri poeti in un Paese come l'Italia ad esempio in un secolo, ne nascano pochissimi e magari non partecipano neppure ad un solo concorso ad una sola pubblicazione. Questo è. --- https://www.bing.com/videos/search?q=youtube+luna+rossa+renzo+arbore&qpvt=youtube+luna+rossa+renzo+arbore&view=detail&mid=A1C2D41A77A68C8059BFA1C2D41A77A68C8059

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: frank69 on Monday, 12 February 2018 @ 19:51


    Scorre chiara e limpida come acqua di fonte di montagna …
    Se poi è un mistero … non so …

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: Sabina on Monday, 12 February 2018 @ 21:19
    "Sulla poesia"...
    titolo demotivante

    ---
    Meti

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    Sulla poesia
    Contributo di: Anais on Monday, 12 February 2018 @ 22:10
    ho letto il tuo curriculum, non li leggo mai,
    caspita quanto hai scritto,
    io confronto a te sono una vera lavativa!
    questa, chiamiamola poesia è simpatica,
    un piccolo sfogo,
    una riflessione fatta con leggerezza.
    ciao

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: percefal on Tuesday, 13 February 2018 @ 13:35
    ... dopo il ribadisco non posso che annuire, abbi fede, le serrature di una volta ci sono ancora.

    ---
    «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: epitteto on Tuesday, 13 February 2018 @ 16:33
    < Per me la poesia è un mistero >, conchiude l'Autrice.
    Certamente è un mistero atteso che la Musa bacia in fronte i pochi e tralascia i tanti.
    Ovviamente, in risposta, perchè i Poeti sono a loro modo degli artisti e tali si è o non si è.
    Quanto in lettura poteva benissimo esser proposto nella sezione < Racconti >, debitamene purgato nella forma.
    Resta la questione della qualità poetica in generale.
    L'associata ha già risposto in modo esaustivo con < mi sono annoiata a morte >, a mò di sentenza inappellabile.
    Intanto Viridis nell'antico passato è stata per breve tempo
    nostra corrispondente di viaggio dall'India ( nessuno se lo ricorda più? ).
    Poi scomparsa: speriamo che adesso qui duri alquanto.
    Sandokan

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: Mecroarco on Tuesday, 13 February 2018 @ 17:46
    Ho molto apprezzato questa poesia metapoetica, quasi un ibrido poesia-saggio in cui la prima rimane comunque parte preponderante. La prima parte dice assolutamente il vero: leggendo una poesia, entriamo nell'intimo della psiche di chi l'ha creata, spiandolo (ma consenzientemente) da questo piccolo spiraglio rivelatore. Certo, avrei preferito che l'uomo che si sta cambiando fosse invece in uno stato di dormiveglia poichè, secondo me , rispecchiava meglio l'essenza della creazione poetica. La ricerca poetica è come l'onironautica: si entra in un mondo di sensazioni e emozioni, guidati tuttavia dalla ragione, che ci permette di legare assieme le immagini che la nostra mente crea in libertà, esattamente come l'abile sarto cuce i pezzi di stoffa per creare abiti di raro pregio. Anche la parte centrale riflette la realtà, perché in effetti, dopo un po' sembra che tutte le poesie (perlomeno quelle di mediocre fattura) tendano ad omologarsi per mancanza di ispirazione. Un unico appunto: spero davvero che tu non guardi il Grande Fratello prima di dormire. Per l'amor di Dio, no! Tornando seri. bellissima poesia sulla poesia, veritiera e interessante Mecroarco La poesia che guarda alla poesia per fare una poesia sulla poesia [Mecroarco]

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: joshua on Tuesday, 13 February 2018 @ 23:04
    Castigatoria riflessione. Ma dubito che la poesia abbia a che fare con la nudità interiore, piuttosto ne ha con quella che chiamiamo, senza saper bene cosa sia neanch’essa, la verità denudata.
    Io mi son sempre ricavato una parafrasi anacoluta del formidabile (temibile) aforisma anacoretico con cui Wittgenstein chiude il suo TLM: DI CIÒ DI CUI NON SI PUÒ (S)PARLARE, OCCORRE DIRLO IN ALTRO MODO (così me lo dico io, meno taciturno. Più taciturno, Wittgenstein, ovviamente, afferma che occorre tacerlo, forse solo per osservarlo, credo, in atteggiamento voyeuristico).
    Ecco perché in poesia diciamo sempre in altro modo ciò che sospettiamo sia la ‘nostra’ verità, per evitare che sia dichiarata colpevole e messa alla berlina.
    Ovviamente è un doppio gioco, dal momento che, i veri colpevoli messi a confronto rifiutano di prenderla per vera, per non smascherarsi neanche loro.
    Sull’etichettamento della poesia (lirica, narrativa, d’occasione, da nursery, politica) mantengo l’epochè.
    Per me conta la trasfigurazione del linguaggio, quando la vedo in atto. Che poi uno parli di sé, dell’altro, del pappagallo, e perfino della rosa o del gabbiano o del far poesia, poco conta.
    E, cara Verdiana, poco credo al mistero poetico.
    Se lo credessi, dovrei credere anche al mistero dei netturbini o dei medici, nel senso che dovrei ammettere, o almeno sospettare, che facciano al buio, dico senza competenza, quello che fanno. Io, ad esempio, non riesco manco a selezionare l’organico dall’indifferenziato (Peter, il mio dogo, lo fa molto meglio), ma so bene che cos’è e dove mi porta la manovra di Mingazzini e questo solo perché l’ho sudata, fatta e rifatta (agli inizi, forse, perfino sbagliata e corretta).
    Però, è vero quel che dice anais, nel 2014 ero più convinto di adesso che scrivere poesia non avesse senso (probabilmente perché non avevo tre anni di meno…).

    Ciao e bentornata in questa gabbia di savi (perfino epitteto, vedo, ne prova, di poco in cotanto, la saudade).
    j

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: -Gaetano- on Wednesday, 14 February 2018 @ 17:22
    La poesia può essere mistero per quanto riguarda l'origine.
    Da dove arrivano i versi? Come possiamo definire quella
    forza pervasiva che ci possiede e ci induce a metterci a
    tavolino a scarabocchiare parole? I greci su questo hanno
    insegnato parecchio. Io mi limito a dire che almeno la
    funzione della poesia mi è abbastanza chiara, quanto meno
    per quanto riguarda la mia piccola esperienza personale.
    Sullo scritto concordo con epitteto. Faccio fatica a
    considerarlo poesia, anche se alcuni spunti risultano
    interessanti.


    ---
    Gaetano

    "Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo, ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli". [A. De Benoist]

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 15 February 2018 @ 20:30
    Un po' ruffiana questa
    poesia.
    È come giocare a pes e solo
    per questo pretendere di
    conoscere il calcio.

    Ciao,alla prossima :)

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: Lorens on Friday, 16 February 2018 @ 18:57
    ... definire la poesia da wikipedia è come svelare l'arcano
    leggendo il dizionario dei misteri che non esiste ...

    L'unica cosa che forse si potrebbe sottolineare nella poesia
    è la sua forza evocativa emozionante, la cui assenza, sia
    essa in verso libero o in metrica stucchevole, sarebbe non
    perdonabile.

    La tua osservazione "sulla poesia" è di verso interessante e
    lancia domande le cui risposte seppur inevase, denotano un
    sereno senso di analisi esplorativa senza riscontri di
    verità assoluta.

    con stima

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Sulla poesia
    Contributo di: PattiS. on Saturday, 17 February 2018 @ 17:20
    beh...questa anti-letterarietà effettiva o presunta non può che farmi simpatia,
    anche perché se c'è intelligenza si può fare a meno di quasi tutto (bellezza a parte
    :-). Ultimamente c'ho la fissa con Sanguineti che però è uno pesante per bene e
    quindi ti vorrei citare ciò che ha detto, circa: "bisogna scrivere poesia se
    leggendone degli altri ci si accorge che la propria manca". Quindi il fatto di non
    trovare soddisfazione nell'altrui poesia può essere un buon segno. Aggiungere un
    tassello come ha fatto Sanguineti. Del resto sulla poesia si è detto quasi quanto
    sull'amore. Ma sto leggendo, insomma, leggiucchiando "A passeggio con John
    Keats" di Cortazer (uno erudito sino alla nausea, da fare schifo - consiglio sono a
    chi come me ha amato spassionatamente Keats e ha muscolatura sufficiente per
    reggere due kili di roba sul bicipiti per ore). Vabbè...senti cosa dice il signore:
    "Del resto, non è una gran novità fingersi un Baudelaire II e rimuginare sull'orrore e
    lo scandalo che presiedono alla nascita e alla vita del poeta. Non c'è da
    innervosirsi tanto: i poeti guadagnano i loro soldi, e quelli che muoiono di fame lo
    fanno alla stessa maniera di quelli che ignorano che il cielo fa rima con velo e zelo.
    I poeti non sono maledetti. È che quei maledetti sono poeti, e te lo fanno pesare...e
    rimaniamo ai fatti. Lo sgradevole del poeta non sta nel fatto che abbia un cuore
    pettinato in modo diverso dagli altri, bensì nel fatto che è sempre un testimone, e
    si Sa quanto siano sgradevoli i testimoni, specialmente quelli che vanno a
    dichiarare che non eravate a letto alle sette e ventiquattro perché in quell'ora
    eravate in un bar del centro. Ma il poeta è peggiore, è quel testimone che non dice
    nulla contro di voi, ma voi sapete che dal momento in cui ha scritto il suo primo
    verso, dal momento in cui ha lasciato cadere la prima parole del primo poeta,
    quell'individuo sta testimoniando contro di voi, contro la parte di voi che è il vostro
    menefreghismo, le vostre abitudini. Il tipo è sgradevole perché non parla mai di voi,
    non vi menziona mai, non vi saluta o insulta per strada, non si occupa della vostra
    vita, passa di lì, e se vi conosce vi parla di qualsiasi cosa e mai, mai gli vedrete gli
    occhi della spia o del testimone, e lo sgradevole è questo.... Non dice
    assolutamente niente della vostra valorosa persona, ma camminandovi accanto
    come un cane da sulky, guardando avanti e senza curarsi di voi. E questo è
    sgradevolissimo. E questo è talmente sgradevole che il poeta giunge al punto di
    essere il testimone di se stesso e allora diventa altamente sgradevole nei confronti
    della propria persona. Si accusa, non confessa. Si accusa." pag. 147, 148.

    ---
    Malachus Micgranes and the Verdons catapelting the camibalistics out of the Whoyteboyce of Hoodie Head

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    Sulla poesia
    Contributo di: Sandro Moscardi on Tuesday, 20 February 2018 @ 01:23
    Direi che se una persona si pone il probblema
    del mistero che avvolge la poesia, come minimo
    deve proseguire il suo percorso per scoprire
    che anche il linguaggio ha il suo alone misterioso,
    ma anche la prosa, la rappresentazione teatrale
    o cinematografica dei testi, ma anche la gutturalità
    dei suoni, ma anche la pittura, anche i colori, anche
    la scultura che con la forma anima l'inerte, ma anche
    la musica, l'architettura, l'arte come espressione
    creativa antagonista o emulativa della creazione
    che la produce.
    Se poi ha ancora voglia di continuare si accorgerà
    che le nebbie o gli aloni che avvolgono e occultano
    le visioni nitide e chiare, si estendono a dismisura
    e che quello che sembra essere conclamato e ovvio
    lo è solo in quanto ripetitivo, quasi mai conoscitivo.
    Questo per dire che la certezza a volte è confusa
    con la caparbietà che date le circostanze può
    produrre ottimi frutti o nobili fiaschi, cosi come
    l'incertezza è confusa con l'insicurezza che date
    le circostanze può produrre ottimi frutti o nobili fiaschi,
    In questa poesia, di misterioso, o meglio di sconosciuto
    in quanto il mistero riguarda l'inspiegabile e lo sconosciuto
    il non spiegato, c'è l'impulso che ha mosso l'autore
    a mettere in chiaro questo testo.
    Ciao. Sandro

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