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     Escape madame. Quattro   
     Monday, 12 February 2018 @ 12:00
     Leggi il profilo di: Stan
     Visualizzazioni: 164

    Racconti

    Escape, madame.
    Vorrei dirle qualcosa di più sensato, ma non riesco a fare a meno di corteggiarla. Eppure mi sento di metterla in guardia. La città è impazzita, ci sono sommosse in tutti i rioni, fin nel cuore della city. Sarebbe un pomeriggio magnifico per amarci, lontano dai subbugli. In più lei non mi conosce, Questo non avrebbe in fondo tanta importanza, vista la situazione di emergenza, siamo al livello quattro, sa?
    Io, del resto, non dovrei neanche trovarmi in questi paraggi, senonché stamattina mi arriva una comunicazione dalla centrale, con priorità livello quattro. Dice: recarsi in via dei Platani 13, interno 14, piano 4. Ed eccomi ora faccia faccia con lei, madame. Mi verrebbe da dirle che lei ha una bella faccia, ma temo che le sembrerei inopportuno, se non provocatorio.
    Invece, secondo le direttive della centrale dovrei dirle: mi segua. Ma ecco che lei mi guarda senza dirmi niente eppure mi sta parlando, sento la sua voce nella mia testa, nei menischi, nei polmoni. Nelle braccia. È tutto così pericoloso oggi. Non sente i tumulti? Sono le sommosse, arriveranno presto anche nel suo rione tutto Platani e Olmi e ville monofamiliari con la soffitta, i bauli e ricordi velati dalle ragnatele.
    Il suo è l’unico palazzo in tutto il vicinato. È di prima della guerra. Un vero caso che sia rimasto intatto, neanche un graffio. E intorno, nelle voragini dei bombardamenti hanno interrato bulbi che hanno germinato queste graziose villette profumate, così infantili.
    Il suo edificio è stato già sgomberato più di un mese fa, alla centrale risultava però ancora una utenza in attività e così eccomi nell’adempimento del mio dovere, sbrigare una pratica burocratica tanto goffa nel bel mezzo di una rivolta, la più grave degli ultimi tempi, dalla fine della guerra.
    E lei continua a guardarmi e a dirmi quelle cose senza aprire bocca, ma come ci riesce?
    Ho uno chalet a Pasadena, potrebbe sistemarsi lì per un periodo, e poi vediamo come si mette. Non le dico quanto vorrei entrare in casa sua, ma purtroppo questa non è casa sua, non più. Se ci muoviamo facciamo in tempo a prender il tunnel, chiude tra mezz’ora, forse meno.
    La prego la smetta di fare quello… mi mette a disagio e potrebbe essere pericoloso, più di quanto non lo sia già oggi, è quanto mai vitale avere il controllo di sé e del proprio intorno in circostanze come queste, essere vigili.
    Io sono un vigile in effetti, vigilo che le pratiche della centrale vengano espletate, così che i flussi scorrano e le pratiche li rincorrano e quando qualcosa s’intoppa sostituisco i circuiti practoici con l’intervento manuale. Per questo sono qui.
    Ora dovrebbe seguirmi. Sta diventando urgente che mi segua, lo dico per la nostra sicurezza.
    Ma credo che gradirò quella tazza di tè blu che sta provando a offrirmi da quando mi ha aperto la porta. Santo cielo non so come riesce a farlo, sul serio. Ma non le sente le esplosioni? Non è preoccupata? Mi creda, non sono uno scherzo, sono bombe. Bombe intelligenti, di classe W.O.W. Pare abbiano anche le baionette, ma se lo immagina? Stanno facendo un disastro giù a downtown. È crollata un’ala della Reginald, ha presente? La casa di produzione, gli studios, stavano girando un colossal. È probabile che crolli tutto l’edificio, sono 42 piani. Non sarà uno scherzo. Pensi, stavano girando un fantasy. È incredibile come il genere fantasy sia sopravvissuto fino a oggi. Può darsi che proprio oggi scompaia.
    Mi chiedo cos’abbiano di intelligente quelle bombe. Entro solo un attimo, davvero, una tazza e poi mi creda, sarà opportuno affrettarci. Temo che non faremo più in tempo a prendere il tunnel.
    Gradirei corteggiarla, se mi permette. Ma sicuro, è lei che me lo permette. Ha un bell’appartamento, peccato che se ne debba andare. A Pasadena non è così piacevole, voglio dire non c’è il tocco come qui ma il mio appartamento è confortevole. È caldo quando fuori fa freddo e fresco quando fuori i due soli fanno a gara a chi è più in alto in cielo. Il mare si sente poco ma c’è, c’è sempre.
    Ma, c’è qualcuno di là? Ho sentito… Mi scusi, sono un po’ nervoso. Finiamo il tè e andiamo, non c’è più tempo. Prenda le sue cose, ha diritto a una valigia. Ha il diritto di non lacrimare, di nominare tre divinità. So che sa già tutte queste cose, chissà quante volte le ha sentite ripeter nei film. Nei colossal. Come quelli che faceva la Reginald. E ora le dicono a lei. Gliele sto dicendo io, Madame.
    Perché non se ne è andata in tutti questi anni? È un mese che lo stabile è vuoto, a parte lei. Che ci fa ancora qui? Il tè è eccellente, credo di non averne mai bevuto, ma... Lei è sicura di essere sola? Continuo a sentire come dei rumori, no, sussurri, neanche, armeggiare come… del cotone.
    Per Molvok! Ha visto che bagliore? Si stanno avvicinando. Se non si decide a uscire immediatamente dovrò usare il glapper, non mi costringa a farlo, la prego, mi incoraggi a incoraggiarla a seguirmi. Lei è così brava a creare i blocchi-pensieri giusti.
    Le fa piacere essere corteggiata, giusto? Allora andiamo, potrò continuare in auto, vedrà.
    Ma che sta facendo? Perché fa così? Cosa ha preso?
    La smetta, finirà per farsi del male. La smetta, si fermi. Attenta!
    “BBBBBBOOOOOOOOOMMMMMMMMMM!!!!!!!!!!!!!!”
    Molvok! … Che cosa? Madame? Madame. Dove…
    - Hai diritto a un beauty case, hai diritto a un cappello con visiera, alla crema per il sole, a un raffreddore, a una eiaculazione, a tre momenti felici, a un vuoto d’aria, a digitare quattro codici, quattro accessi, quattro passi, quattro quattro. Quattro.
    Quattro.
    Quattro.
    Qu…
    - Madame..
    - Le bombe sono intelligenti, le baionette meno. Tu saresti intelligente, lo saresti stato, potrai esserlo, lo sarai, lo saresti. Torna a trovarmi quando sarai più intelligente, berremo ancora tè blu, mi corteggerai, ti incoraggerò.
    Hai ancora quattro accessi. I tumulti non cesseranno fino a quando non sarai diventato intelligente. Questo edificio non smetterà di esserci, come il mare di Pasadena. Ma qui, c’è il tocco.
    - Non mi lasciare…
    - Mi stai lasciando tu, ma ti dico sopravvivi, torna, più intelligente. E tutti i pezzi andranno al loro posto, non lasciare fare tutto alle bombe. E ci ameremo.
    - Sì.
    - Come avresti voluto.
    - Madame.
    - Sì.
    - Vado un attimo aldilà.
    E sopravvivo.

     



    Escape madame. Quattro | 6 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Escape madame. Quattro
    Contributo di: Mecroarco on Monday, 12 February 2018 @ 12:20
    Bel testo, interessante. Vediamo se sono riuscito a interpretarlo bene: tutta la storia non è altro che un simulatore virtuale di "persuasione in situazioni estreme" in cui il protagonista deve convincere una lady a scappare da una città (Londra?) in uno scenario apocalittico e il titolo non è altro che il nome del videogioco (e quattro è il livello in cui il protagonista è bloccato). Devo dire che non trovo evidenti errori di forma (attento però che hai battuto male un "questo" all'inizio: è maiuscolo dopo una virgola) e nonostante in principio paia essere ermetico, in realtà lo è solo il giusto, quel tanto che basta a formare, nella men del lettore, varie possibili spiegazioni. In confronto all'altro tuo testo, questo perde un po' in immagini ma guadagna molto in originalità e in imprevedibilità del finale (forse anche un po' di imperscrutabilità, ma non è un grave problema). Ottimo lavoro! Mecroarco Game over. Please insert a coin to resume [Mecroarco]

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    Escape madame. Quattro
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 12 February 2018 @ 12:47
    Importante è finire! Ciao. --- Midri

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    Escape madame. Quattro
    Contributo di: gricio on Monday, 12 February 2018 @ 20:14
    Indubbiamente originale e questo, secondo il mio personalissimo metro di mirsura, è già tanto. E poi un racconto di fantascienza, qui, nel club..... wow wow wowo evviva !! L'unica cosa che non mi è piaciuta granchè (pur se funzionale allo svolgimento della storia) è la scittura nervosissima. Frasi brevi, brevissime, come rapide stilettate. Pensieri a sprazzi che mischiano desideri e realtà con noncuranza, frutto di menti deboli direi. Ma si tratta di peccatuccio, ampiamente perdonabile (un po' meno l'italianissimo indirizzo contrapposto ai richiami americani, studios, Pasadena ecc.). Ma vabbè... Bravo --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

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    Escape madame. Quattro
    Contributo di: Titta on Tuesday, 13 February 2018 @ 15:01
    Mi sembra una scrittura appropriata a questa storia fantastica in cui mi colpisce non tanto l'atmosfera quanto le scene incalzanti colme di terrore. Qualcosa che mi fa davvero pensare all'apnea, all'incomunicabilità assurda che già ora minaccia il mondo,purtroppo. Bravo per me. --- Titta

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    Escape madame. Quattro
    Contributo di: Viridis on Wednesday, 14 February 2018 @ 19:58

    Un bel racconto. Scanzonato, ironico, surreale,
    pieno di inventiva. Mi piace molto anche la tua scrittura
    e, da donna, apprezzo il finale: "... torna più intelligente.
    E tutti i pezzi andranno al loro posto."
    Complimenti!

    ---
    viridis

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    Escape madame. Quattro
    Contributo di: Elysa on Thursday, 15 February 2018 @ 07:28
    surreale è dir poco...scritto bene e sicuramente bello il finale come dici Viridis...visto dal punto di vista femminile.. --- Elysa

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