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     Quattro   
     Monday, 12 February 2018 @ 11:45
     Leggi il profilo di: dario moletti
     Visualizzazioni: 572

    Poesie

    Il diamante si è rivelato un ciocco di vetro?

    ( narrante )
    Così risali, da codardo, evitando gli sfollagente,
    nella tachicardia zuppa di pioggia e paura,
    il resto dell’insieme è accerchiato, urlano? O forse chiamano?
    Tra fumogeni gialli e proiettili di gomma, fino al mattatoio.
    Hai un occhio stregato da un rio rosso.
    Che ci fai qui? Nella metamorfosi in pelle grezza,
    qui, tra i canneti dove ieri hai defecato.

    ( solo )
    E se te lo dicessi mentre mi lavo in una tisana
    che non sono prestidigitatore?
    Già, niente miracoli sotto i calzoni.
    Vivo sullo sbocciare del giorno
    e mi respiro addosso,
    sono a malapena un calzino azzeccato nella scarpa.
    I regnanti della parola mi trucideranno nel piazzale,
    le donne colmate dal nero
    indugeranno riparate dai portici
    e, mentre il supplizio amplierà i dolori alle giunture,
    bestie multiformi gioiranno pregustandosi la carne e le collane d’ossa.

    ( rivolta )
    Sei nato dal niente di niente,
    un verme sbucato nudo e salito al monte Sinai,
    troppo presto tuo padre più non t’ascoltava,
    steso su un vetro in un incomprensibile sonno.
    Vestito di grigio non d’ermellino,
    in quella stalla serrata su buoi mai posseduti,
    nessuna lode a Cesare, solo seppellirlo.
    Non ti resta che scavare di unghie
    con le narici color ferro,
    che sia un lungo tunnel più di dove stai infilato.
    Sei solo senza i pretoriani,
    solo a guaire e sparire.

    ( il sotto strato )
    Estinto il padre, facile estirpare il figlio
    che non gozzovigliò alla sua destra,
    mai notevole come uomo, meno ancora da amante,
    però mise un serraglio al fosso
    seccandogli la mischia con l’intuizione.
    Noi saremo il popolo che vivrà di quell’ autografo
    affinché le braci siano un giusto forno per i tuberi
    e un attimo per l’eventuale ritorno del canto mai sopito:
    benediremo le nostre bocche tenendo lontane le masche.



    21/10/2016

     



    Quattro | 14 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Quattro
    Contributo di: Carmen on Monday, 12 February 2018 @ 16:46
    Non mi piace.

    ---
    Non c'è amore del vivere senza disperazione del vivere. Albert Camus

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: jane on Monday, 12 February 2018 @ 19:48
    Quattro poesie interessanti e dolorose.
    Ci vedo una vittima sacrificale. Una delusione che cuoce ed accompagna la vita. Una visione umile ed umiliata dell'esistenza .La paura infima dell'uomo(o dell'animale) che prende coscienza della propria finitezza.
    Originali e ben scritte. Molto bravo.++++

    ---
    https://www.bing.com/videos/search?q=youtube+luna+rossa+renzo+arbore&qpvt=youtube+luna+rossa+renzo+arbore&view=detail&mid=A1C2D41A77A68C8059BFA1C2D41A77A68C8059

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: Mecroarco on Tuesday, 13 February 2018 @ 17:24
    Inizierò rispondendo alla tua domanda: sì, ma un vetro comunque prezioso.
    La prima poesia l'ho trovata interessante. Suppongo che sia una denuncia contro i
    soprusi subiti dai poveri cristi (solo chi non ha niente userebbe un canneto come
    un bagno). Tuttavia, visto gli ultimi accadimenti, io farei una poesia di sostegno
    anche contro quei poveri cristiani che sono i nostri poliziotti, sempre malmenati da
    quei perditempo di centrosocialisti cerebrolesi. La seconda potrebbe essere
    interessante, ma, leggendola, mi sembra di vedere la descrizione poetica di una di
    quelle vignette dove un improvvido avventuriero viene catturato dai cannibali e
    messo in un calderone a cuocere. La terza è la più bella, secondo me, anche
    perché dice il vero: dopo Cesare, iniziò la fine di Roma. Certo, spero che il
    protagonista non sia Ottaviano Augusto, poichè egli, fra tutti gli imperatori, era
    quello con meno colpe. Inoltre, non era proprio uno sbarbatello. Eliogabalo sì che
    non aveva palle! L'ultima poesia, invece, proprio non l'ho capita, mi spiace. Nel
    complesso, non mi sono piaciute molto, però posso comunque dire che sono
    preparate e non campate in aria.

    Mecroarco

    Dai diamanti non nasce niente, dal vetro idem [Mecroarco]

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: percefal on Wednesday, 14 February 2018 @ 12:42
    Non dire quattro se non è nel sacco, gatti in scacco, di farina tanta. Sì, in 4/4. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: gricio on Wednesday, 14 February 2018 @ 14:37
    Continua a cedermi l'occhio sulla seconda, che a mio avviso ha una marcia in più delle altre. L'unico termine che non riesco a digerire è quell'antiestetico prestidigitatore che avrebbe potuto essere sostituito con qualcosa di più scorrevole alla lettura (prova a immaginarla recitata e vedrai). Per il resto, . --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: Sandro Moscardi on Wednesday, 14 February 2018 @ 21:00
    Tu cammini in bilico sul filo fra reale con la sua ineluttabilità ritenuta manipolabile solo perchè inquinata da variabili impescrutabili, e la possibilità governata da leggi inesistenti che si concretizza in una verbalità babelica. Visione privilegiata su un percorso nel quale gli sconfinamenti generano scaramucce di confronto lasciando le armate saldamente stanziate nei loro territori. Ne risultano testi dinamici a volte torti nei grovigli con improvvise mosse di scarto e di ripresa, dove però le consistenze che premono lo spartiacque sono saldamente radicate. Ottime Poesie Ciao Sandro

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 15 February 2018 @ 21:51
    non riesco a trovare il nesso tra le quattro, a parte che sono di stampo
    confessional poetry. peccato averle postate insieme i diamanti brillano meglio in
    solitario, eh....però ho scoperto un termine che non conoscevo: masca (strega in
    piemontese).

    ---
    Malachus Micgranes and the Verdons catapelting the camibalistics out of the Whoyteboyce of Hoodie Head

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: Ganimede on Thursday, 15 February 2018 @ 22:09
    Permettimi di dire che se sono di quelli insanguinati, molto meglio il vetro... Ti lascio ha i tuoi numeri, Dario (ché ognuno ai suoi) e ti dico solo che ho trovato le poesie belle e interessanti ma bellissima soprattutto la seconda parte: ci vuole maestria per scrivere “sono a malapena un calzino azzeccato nella scarpa” e mai e poi mai potrei sorvolare una poesia mancando di notare un verso così. --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: dario moletti on Thursday, 15 February 2018 @ 22:44
    conoscevo un leader che ci portò a una festa che fu un tranello come entrammo spensero la luce iniziò il pestaggio fui fortunato in quel caos di botte e sangue a trovare una finestra dove sgattaiolare qualche graffio e una frattura al braccio e tutta la notte per correre nei canneti dove ritrovai lui/ 1 2 3 4 stessa poesia stessa storia stessa patria stesso tradimento una sola morte da raccontare anni dopo quando l'aria si è fatta fredda ma il ricordo ti perseguita

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: Lorens on Sunday, 18 February 2018 @ 20:21
    ... strofe quasi pindariche del dolore e tradimento ...

    Naturalmente dopo il tuo auto commento lo scenario assume il
    volto del ricordo nel dramma vissuto.

    Ho notato il linguaggio quasi da "poeta maledetto" che ti
    distingue nel tuo stile proprio ormai inconfondibile. Questo
    è un pregio da non sottovalutare considerando i tuoi scritti
    riconoscibili da un'impronta letteraria che sconfina nel
    mezzo di una seria inquietudine esistenziale.

    Ho apprezzato queste tue "Quattro" per il pensiero e la
    scrittura adoperata nel contenuto, laddove anche durante i
    momenti di marcata prosa, le immagini scorrevano veloci
    nella baluginante sfera emozionale.

    Bene così ...

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: trimacassi on Monday, 19 February 2018 @ 15:40
    Certo, alla luce del tuo commento illuminante, si capiscono
    certi particolari, altrimenti oscuri.
    Non c'è discussione sulla tua mano che verga il foglio, e
    sei, come si dice, una garanzia per quel che scrivi, che
    anzi, oggi, maturando e rafforzando la tua caratteristica,
    stai coprendo con una poetica apprezzabile, anche se tendente
    ad una difficile interpretazione.

    Un saluto.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Quattro
    Contributo di: clair79 on Tuesday, 20 February 2018 @ 11:04
    Quattro stanze e quattro frangenti, anzi una e il dolore intatto. Senza l'intervento dell'autore nulla si evince. un --- «... Speriamo piova, la stampa se ne accorga e voglia darne la notizia, triste.»

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: cordaccia on Tuesday, 20 February 2018 @ 20:23
    sul tradimento (morale) con
    rabbia e la gioia di chi l'ha
    scampata per miracolo. Trovo
    molto dolore
    nella terza stanza,bella con
    quelle vie di fuga.
    A la Pasolini.
    Bravo, ciao :)

    [ ]

    Quattro
    Contributo di: telemaco on Tuesday, 20 February 2018 @ 23:03
    Buone poesie, molto ben dominato lo scorrere del linguaggio.
    Volevo osservare come il testo scorre con una sequenza di
    "correlativi oggettivi" (come direbbero Eliot o Montale), cioè una descrizione di "oggetti" suscettibili di attivare stati d'animo. Ad ex. " affinché le braci siano un giusto forno per i tuberi" le braci indicano un fuoco sepolto nelle ceneri, come il tubero nella terra. Il presentimento di un temporale psichico che prima o poi esploderà.
    I versi più belli sono quelli in cui il "correlato oggettivo" subisce anche una frattura grammaticale, cioè ha un senso frutto di una dislocazione sintattica. Ad ex
    "però mise un serraglio al fosso" Il fosso con la museruola esprime un senso di violenza su qualcosa di debole, il fosso.


    ---
    telemaco

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