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     Convivi   
     Friday, 26 January 2018 @ 11:00
     Leggi il profilo di: joshua
     Visualizzazioni: 768

    Poesie

    
    B∀N∀N∀
    
    Cosa siamo adesso, in una descrizione approssimativa, è
    ZUPPA
    o una GROSSA B∀N∀N∀ immatura:
    b∀n∀n∀
    per cui alla scimmia il sotterfugio sfugga
    e non si domandi:
    ‘ Toh, guarda! Parla davvero
    come mangia quella grossa banana? ’
    Il vero divertimento è però vedere se il primate sbava
    più dietro l’esca immaginaria che per la sollecitazione gialla
    nello schermo rappresentata
    da un’evocazione:
    NLLSA, ECA, DOREBESA NA-E-EL OD ZODAMERANU!
    (traduzione italiana: VIENI A NOI, B∀N∀N∀!)
    a dimostrare che il digiuno ha un’anima
    più affamata di quanto gli scimpanzé non pensino
    o possa afferrare un clone fratello.
    
                             ******
    
    LAST SUPPER
    
    Poi il colpo di scena.
    Una delle prime volte in cui il vedere,
    come senso egemone, fu avvelenato.
    Solo un assaggio. Parte dell’orbita 
    nella patèna per gli accoliti. Il resto
    alle osservazioni più disparate.
    ‘Vedete – disse il dottor NO- 
    come le invenzioni umane 
    non abbiano regioni del NI chiare
    e come agenti non conservanti
    e perennità tragica siano inseparabili.
     E adesso
    accomodatevi pure. Prendete
    e mangiate.’
    
    
    
    

     



    Convivi | 21 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Convivi
    Contributo di: percefal on Friday, 26 January 2018 @ 12:55
    Ci vuole abilità, diversa magari, per istruire platani in zuppa di parola. ANAANA SSO e la patèna che serve forse a coprire il calice? Bene, linguaggio curato e per nulla alienato dall’effetto visivo “benefico” la dislessia. Scorre con armonia, consapevole, ricca di dettagli, mai molesti, poco lirici. Con quello che leggiamo, possiamo ben notare che per un autore, che si definisce tale, il “saper scrivere” non è più una caratteristica così scontata, migliore latitante! Ormai si scrive in maniera semplice persino errando, e soltanto perché quello che si pubblica vuole e DEVE essere alla portata di tutti, (incapacità a parte) non così il caso in oggetto. Mi viene in mente una citazione di Aristotele: è questa semplicità che rende gli oratori incolti più efficaci nel rivolgersi ad una vasta platea, pubblico popolare. Una ciambella lanciata per Omer che non è ancora di salvataggio, gialla uguale e pari a una bella banana matura da mangiare, colazione, pranzo e cena, ultima. Clone fratello niente male se fosse pure figlio unico. .bella: --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 26 January 2018 @ 17:17
    Le domande cui non rispondesti, le bugie che non dicesti, le risposte che non desti... Un bacio a Trimacassi, a te un ficcicore come dice giustamente l'amico Percifal. Il commento consiste in una pioggia di stelle che inonderà la tua vita oggi e nei giorni a venire. Ciao e per simbolo, solo per simbolo Ciao Jos. --- Midri

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Carmen on Friday, 26 January 2018 @ 20:13
    Pietà!!! Io credo, e dico la verità, che questo club non sarebbe lo stesso se tu lo disertassi, diventerebbe una plaga più desolata. Ma quando scrivi così, mi torna su la cena, mi domando perché tanta cultura debba produrre cotali grovigli di schizofrenia. Ma cos'è che hai in testa? P.S. Un caro saluto all' Armida. --- Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia. Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Sabina on Friday, 26 January 2018 @ 20:47
    mostrare che "arteficiare" il quotidiano è semplice
    potrebbe essere... è pericoloso

    ---
    Meti

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Mecroarco on Friday, 26 January 2018 @ 21:06
    Sono d'accordo con Carmen quando dice che questa tua grande conoscenza è
    assolutamente sprecata se adoperata per realizzare degli arzigogoli che spacci
    per poesie. Insomma, una poesia dovrebbe riuscire ad infonderti un messaggio o
    delle sensazioni potenti (se fatta bene, infonde entrambi), ma questa non lo fa,
    perché ci vorrebbe una mente filosoficamente fuori dal comune e un dizionario da
    parte. Non è vera comunicazione se raggiunge il cuore di pochissimi. Tuttavia,
    secondo me hai tutto il diritto di pubblicare lo stesso questi tuoi componimenti,
    perché, se questo è il tuo stile, io posso fare ben poco per cambiarlo; ma nulla mi
    impedisce di non apprezzarlo per nulla.

    Mecroarco

    P.S. Ancora doppie poesie?! Qui bisogna mettere le cose in chiaro: o se ne invia un
    e una sola alla volta o tutti possono inviarne fino a tre, se no è un macello
    mostruoso.

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: PattiS. on Friday, 26 January 2018 @ 22:23
    Sono bellissime. Un poeta senza cultura sarebbe come un falegname che sbaglia
    sempre con le misure. Insomma, a ciascuno la sua materia, no? Per non parlare
    della
    visione poetica che ogni artista necessariamente deve possedere per avere uno
    stile personale e questa è sempre complicata. Il mondo è complicato, i rapporti tra
    esseri e banane sono complicati. I pensierini poetici posso anche piacere, posson
    anche vincere il premio della caciotta del paesello, ma non sono poesia, restano
    pensierini (tanto peggio se sdolcinatamente e fintamente amorosi) e burrosi. L'arte
    si eleva
    sempre dal comune e Joshua lo fa, e senza sforzo alcuno. Non è l'artista che deve
    scendere a patti, ma è il fruitore che deve elevarsi di livello se dall'arte desidera
    ritenere qualcosa. Sennò si può sempre continuare lo scambio di figurine e
    pensierini poetichini per il tè delle cinque (nessuno vieta anche questo)

    ---
    Malachus Micgranes and the Verdons catapelting the camibalistics out of the Whoyteboyce of Hoodie Head

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: gianna.curto on Saturday, 27 January 2018 @ 10:57
    Qui sei sprecato, Magari un giorno diventerai famoso ed io potrò dire :" Di quel club facevo parte anche io" Buona domenica ---** --- Gianna

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Viridis on Saturday, 27 January 2018 @ 14:24
    Ciao Joshua!
    Da quando ti ho lasciato sei diventato più impenetrabile che mai
    e io (a digiuno di banane poetiche da molto tempo), non so davvero
    come commentarti.
    Mi si deposita sul fondo solo una sensazione che fai sul serio
    (e quindi che vale la pena di seguirti), che ti diverti a sfidare
    il popolo del Club (sfida accettata) e che quella sorta di ironia-nera
    che attraversa i tuoi Convivi mi piace.
    Per ora, al primate che è in me affiora solo una domanda: come azz ha fatto
    a capovolgere le A di banana? Gli dirò di impegnarsi di più, la prossima volta.

    ---
    viridis

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: trimacassi on Saturday, 27 January 2018 @ 15:34
    Io credo che cultura, sapere, eccellenza, sia anche
    condivisione, arricchimento generale, strada per un
    superamento delle esperienze precedenti, partecipazione,
    senza le quali, mi sembra, non ci sia il benestare per
    passare oltre, e l’esperimento potrebbe restare lettera
    morta, un fallimento. E perché si passi oltre con l’accordo,
    bisogna ci sia la comprensione della nuova strada, non dico
    di tutti, ma di una larga maggioranza, almeno. Fanno presto
    i primi(e scarsi) proseliti a osannare i primi accenni del
    nuovo, parlando male del vecchio, minimizzandone i successi,
    definendoli, ‘pensierini’- ‘sdolcinatezze’- ‘burrosaggini’,
    e affermando che debbono essere i fruitori a convergere
    verso l’artista del nuovo. E se questo non avviene non resta
    la voce nuova, una voce nel deserto ? Senza una maggioranza
    di proseliti, che capiscano la strada nuova, che ne
    subiscano il fascino, che ne condividano obiettivi e
    finalità, non si può allora pensare che la strada non sia
    valida, non quella giusta da seguire, per ulteriori
    innovazioni ? Al netto di ironie, da ritornare al mittente,
    come “lo scambio di figurine e pensierini poetichini per il
    tè delle cinque”
    Io non ho ulteriori voglie di battibeccare con nessuno che
    non condivida queste mie considerazioni. Lascio queste note
    e la poesia in vetrina, al giudizio e alla critica dei
    colleghi, e ai loro commenti.
    Un saluto


    ---
    trimacassi



    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Sandro Moscardi on Saturday, 27 January 2018 @ 20:05
    Abbiamo coscienza di chi siamo e del percorso evolutivo che stiamo Percorrendo? Certo se assembliamo le tante indagini effettuate ed i risultati raggiunti Potremmo dire di avere una ,seppure parziale, buona conoscenza della Nostra posizione. Eppure siamo riluttanti ad accettarla ( la relatività ci frustra, vogliamo l’assoluto) Allora se Charles Darwin ci frega con le sue dimostrazioni inconfutabili sulla nostra Origine , ci consoliamo pensando che riguardi solo la parte visibile, ma che esista Una parte invisibile sulla quale ci si può sbizzarrire senza temere provate confutazioni. La parte invisibile è incoronazione dell’uomo all’assoluto, che lo sottrae all’imperfezione Del contingente, per una missione di salvifico oppressore. Vista l’impossibilità di realizzazione del regno agognato nel regno dove egli è suddito, l’uomo ha trasferito tale realizzazione nel regno dell’invisibile post mortem. Inoltre questa duplicazione in chi è l’uomo e quello che vorrebbe essere, lo deresponsabilizza Offrendogli un ottimo alibi. Questi testi in lettura sono di UNA BELLEZZA STRAORDINARIA, PURA POESIA, dove l’autore Incarta l’evento con parole lasciando al lettore la meraviglia di interpretarlo, ammirarlo, scoprirlo, secondo i suoi gusti il suo intuito, la sua curiosità conoscitiva. Ai detrattori che non avendo argomentazioni intelligibili, si arrancano il diritto del turpiloquio Per soddisfare l’acredine che li consuma ( Eh Cordaccia?) estrapolo dal testo in lettura “ prendete e mangiate “ TU SEI MAESTRO CHE ILLUMINI COL TUO POTENZIALE POETICO QUESTA RADURA OSCURATA , CHE RISVEGLI GLI ASSOPITI DAGLI INDIGESTI SCRITTI , ACCETTA LA MIA MODESTA STRATOSFERICA AMMIRAZIONE. Ciao Sandro

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Ganimede on Saturday, 27 January 2018 @ 21:43
    Eh, t’ho, ma va’...? Che se non fosse perché la Banoffee pie è il mio dolce preferito delle ventiquattr’ore (come tutti), neanche so se ti avrei commentato. Comunque spiegavo ieri a Romeo e Sam (due Labrador miei amici), che se indichi un punto, molte scimmie guarderanno verso il punto da te indicato mentre tutti gli altri animali, nella migliore delle ipotesi, ti fisseranno il dito. E allora mi sono detta: è forse questo genere di frustrazione che prova il mago di Oz quando propone i suoi scritti? Vedere un manipolo di lettori in fissa sulle parole anziché volti alla direzione da esse indicata? “Il nostro linguaggio comune quotidiano è molto complesso”, direbbero una scimmia o l’uomo di Neandertal e allora vogliamo una buona volta considerare che è tutta questione di termini di paragone?!? Ce ne sarebbe anche da ridire sul detto ‘parla come mangi’, vista la complessità di equilibri necessaria per cucinare una buona zuppa (anche se noi lo facciamo per AUTOMATISMO. Già: la nostra capacità di accumulare automatismi pare che sia l’unica chiave pratica in grado di distinguerci dai ratti) o che permettono a cereali e verdure di crescere. Però d’altro canto, se è vero che tutti discendiamo da 2001 Odissea nello spazio, dell’uomo scimmia è abbastanza chiara l’esponenzialità del proprio percorso evolutivo, mentre la tua di monolite è inindividuabile (parlo da banana, ovvio) e questo non aiuta molto anche se sei giustificato nel tuo essere granitico da motivi che, se si sapessero, ammutolirebbero in tronco un’intera platea di lettori e paleserebbero la totale assenza di senso del mio commento (poi dice Dorothy che, se eri solo un po’ più sfortunato, nascevi umano pure te perciò...). Comunque! Stavolta mi sei piaciuto: c’è di tutto qui: psicologia, antropologia, acume, capacità magistrale di celare lo scherno (e l’orrore), vezzi coreografici non da poco....e la seconda poesia ha un equilibrio e una specie di potere trascinante che non trovo così spesso nelle tue; i versi sul senso egemone del vedere sono i miei preferiti! Lì mi hai ricordato la bravura di quel tuo parente... un po’ eta pure lui). Credo sia importante fare un minimo di ragionamento sul perché un testo ti è piaciuto o si rischia di sembrare creduloni che abboccano alle ciance del primo smargiasso lessicale (peeeer carità, non è il tuo caso). Guarda ti metto pure una llina così, giusto x vedere come reagisci alla sollecitazione gialla... Non era questo l’esperimento da laboratorio? Dimostrarci che siamo patetiche scimmie nelle mani del potere che i simboli per quanto vuoti hanno sul nostro cervello? Dài su mon ciccì, allunga la zampina, questa è robba bbona: non ti rifilerei mai una di quelle banane marce che ti piace tanto attaccare in fondo al bastone....non si è tutti così meschini. Ciao, io e il Sandro andiamo a confutare una camomilla a lume di candela. --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: jane on Sunday, 28 January 2018 @ 11:30
    Questa volta ho aspettato per sentire i commenti delle somme intellighenzie e non fare ancora la figura di quella che non capisce. Molto belli ed interessanti i commenti di Ganimede e Sandro Moscardi ed io mi fermo ad apprezzare la chiusa, quella che invita a pranzo o al branch di oggi! Mi mancano il fuoco che scalda, il soffio del vento, la terra sottoipiedi e le dolci acque termali. Mentre il chiacchiericcio dell'intelligenza mi sembra privo del soffio della vita che accende l'universo. Saluti, baci e buona domenica.

    ---
    Stridono le poesie sciocche prive di senso. Se state accordando gli strumenti chiudetevi in camera, noi vogliamo la musica.

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: ablablabla on Sunday, 28 January 2018 @ 18:55
    Non si è mai vista una bu nⱯnⱯ o una bo nⱯnⱯ o peggio ancora una bi nⱯnⱯ
    ci siamo sempre soffermati sulla bⱯ nⱯnⱯ che poi almeno per quanto racconta Ɐby
    trasforma tutto "in una pastosa e miserabile zuppa metaforica" una zuppa d’anguille
    o meglio di capitoni. Dice: ho clonato un capitone e l’altro: ho clonato un poeta
    E allora!? Allora:
    “ Un segno siamo noi, ininterpretato
    senza dolore siamo e abbiamo quasi
    in terra straniera perduto il linguaggio.”
    Con 'l’esca immaginaria' l’ Ɐmo sfugge al sotterfugio
    e si incarna vivo nella polpa giallo sangue sprezzante
    indomito disumano voracissimo.
    Poi viene il colpo Ɐ scena aperta un tonfo
    il morto vivo cade avvelenato. ecco ancora e per sempre
    consumato il crimine: 'prendete e mangiate'.

    «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo».
    Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo:
    «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue,
    il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati.
    Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna,
    fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».



    [ ]

    Convivi
    Contributo di: telemaco on Sunday, 28 January 2018 @ 19:50
    Le banane capovolte sono gli spezzoni di dna delle scimmie cinesi clonate. Buone da mangiare.sarà più il grande mescolamento (descritto dallo Sforza Cavalli nella storia e geografia dei geni umani), ma l’egalitarismo monoclonale, magari col clone gemello avremo in comune lo stesso neurone specchio.
    Adesso che le ragioni scientifiche del Ni ce le siamo
    Ci sarà un elenco di domande da fare o da evitare ai cloni. Anche la pillola di saggezza dell’evocazione
    “ elssa…zameranu…” si trasforma in dna per banane. Non ci chiarite, e c’è l’ultima cena, prendiamo e mangiamo.



    ---
    telemaco

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Lorens on Wednesday, 31 January 2018 @ 19:05
    Mi vien da dire:

    "Last Poem" (magari fosse) ...

    "Leggete e osservate questo è il mio poetare"

    "Sfogliate e interpretate questi sono i miei versi"

    ... e tutti caddero esanimi a tavola dopo i salmi e salami!

    Ho visto commenti stellati e "non".

    Il Moscardi ha addirittura illuminato tutto il cdp con il
    suo commento supercazzolato da adepto settarolo.

    La PattiS., citando "caciotte del paesello" come premi per
    pensierini burrosi di amore sdolcinati da tè delle cinque,
    si eleva a peculiare lettrice di sudoku inspiegabili senza
    per altro dare un valore aggiunto esplicativoe al testo di
    joshua (almeno qualcun altro ha provato a farlo).

    Mi cominciano a venire dei dubbi sulla cultura sfoggiata
    quando magari si leggono libri dal contenuto particolare o
    gli stessi vengono interpretati erroneamente ammalando di
    protagonismo coatto il possibile letterato di turno.

    Non so più che dire ... "pietà" come dice Carmen nel suo
    commento.

    ... “La joshua Film International“ è lieta di presentare :

    "Convivi”

    Lingua originale = joshuaili (banane in lingua)
    Paese di produzione = Italia
    Anno = 2018
    Durata = media (il tempo che un orango mangia la banana)
    Colore = (giallo frutto esotico)
    Audio = grida scimmiesche
    Rapporto = 2,35 : 1
    Genere = Africa e "non" (tutti a tavola coi macachi)
    Regia = joshua
    Soggetto = convivenza nel pianeta delle scimmie
    Sceneggiatura = banane stellari (diabetici in rivolta)
    Produttore = joshua (in debito coi strozzini)
    Casa di produzione = La joshua Film International
    Distribuzione(Italia)= nelle mense aziendali (banane a iosa)
    Fotografia = foto safari libero (solo bertucce e allocchi)
    Montaggio = schizoide (umani e scimmie in banana party)
    Musiche = Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai?
    Scenografia = allestimento a tavola con morto (ultima cena)
    Costumi = quanno mammeta t'ha fatta vuo' sape' comme facette
    vuo' sape'...

    Voti?
    Non sparo sulla croce rossa

    ciao
    Lorens





    ---
    Lorens

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Elysa on Thursday, 01 February 2018 @ 12:55
    ultimamente sono spesso in accordo con i commenti di
    Trima...la cultura anche per me deve essere arricchimento
    generale e non sfoggio personale per aumentare la propria
    autostima e diminuire quella degli altri.
    P.s.
    hai compreso molto poco della mia poesia erotica, in più
    l'hai banalizzata e hai pure banalizzato l'intero
    universo maschile facendoti venire in mente la solita,
    noiosa, stra obsoleta posizione alla pec....(o a tergo
    che dir si voglia), posizione che non fa neanche
    lontanamente parte della mia idea proposta in poesia. Ma
    te vojo bbene lo stesso.

    ---
    Elysa

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: spiarmy on Tuesday, 06 February 2018 @ 19:46
    Poesia del niente, checché ne pensino pochi illuminati. Esibizione di un groviglio indistricabile. Me lo ricordo sempre così!!!!!!!!!!!

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Auron on Sunday, 11 February 2018 @ 18:24
    Che tu abbia parecchia cultura nelle (fra) le mani è indubbio. Il talento idem. Eppure spesso leggo in te una "complessità" fine a se stessa. Stavolta no. Assolutamente. Bella la prima, eccezionale la seconda (L'ultima cena da un punto di vista intrigante.). Mi oppongo, vostro onore, a ciò che Carmen sostiene e mi aggiungo al coro dei più per questa volta (ché se una cosa è bella va detto, pure se tale bellezza è riconosciuta dai più di cui sopra e prima e sempre) --- "...siamo una barchetta di carta, in un mare d'inchiostro."

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: Anais on Sunday, 11 February 2018 @ 21:55
    Ciao joshua, ma come mai nessuno sa che la prima poesia è del 2014? l'ho trovata in rete, in un blog ormai abbandonato credo, e la strana lingua in cui è scritta quella frase sarebbe la lingua degli dei o degli angeli? O sto dicendo una stupidaggine?
    Non è che tutti sappiano o debbano sapere tutto, però se la curiosità di capire è forte un minimo di indagine si può anche fare.
    A parte l'apprezzare o meno un testo, quello che mi ha attratto è l'attinenza con la fame, di qualunque natura essa sia. Abbiamo fame ma di cosa precisamente? sarà anche per questo che i ristoranti sono sempre pieni, per sopperire con il cibo ad altra fame che non possiamo mai saziare?
    Non mi sembrano bellissime come dicono alcuni, non ho la capacità di apprezzarle in quel senso,
    certo non sono poesie (o poesia singola) superficiali.
    ciao.

    [ ]

    Convivi
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 12 February 2018 @ 23:43
    Elysa, stavolta hai detto una caga.t.a colossale:
    "la cultura anche per me deve essere arricchimento
    generale e non sfoggio personale per aumentare la propria
    autostima e diminuire quella degli altri."
    Cioé, io non mi sento più povero perché tutti i ricchi del
    mondo mi sfoggiano sotto il naso la loro ricchezza. Sono povero
    a prescindere, e la mia autostima non è influenzabile dalla
    loro ricchezza, semmai da altri fattori interni che non sto qua
    ad elencare
    Non è che uno è più ignorante perché Joshua scrive bene, con
    tutti gli strumenti adeguati. Uno è ignorante perché è
    ignorante e dovrebbe cercare la causa della sua ignoranza e
    quindi nella sua "eventualmente" scarsa autostima nella sua
    ignoranza e non nella cultura degli altri.La tua autostima
    dipende solo da te e non dai Joshua di turno che,
    legittimamente mostrano la loro cultura e se non lo fanno in un
    club di poesia dove dovrebbero farlo? Ballando salsa e merengue
    alla sagra della porchetta? La "ricchezza" altrui dovrebbe
    essere da sano stimolo, semmai.
    Poesie del genere, e le poesie in genere, non dovrebbero mai
    avere un'unica assoluta strada percorribile e quindi devono
    essere intese, a mio parere, come stimoli, come input.
    Comunque, detto ciò, che ovviamente non vale solo per Elisa, ma
    per la gran massa degli italiani, che guarda agli altri come
    causa dei loro mali, invece che a stessi, queste due poesie di
    Joshua, oltre che ad essere molto ma molto belle, potrebbero
    anche rappresentare un'ironica, poi mica tanto, interpretazione
    antropologica sulla "convivenza" del lato animale-primitivo con
    quello più "tecno-logico". La banana all'incontrario, potrebbe
    essere intesa, simbolicamente, come il capovolgimento totale
    dei valori, una volta consumato, usurato ed usurpato il senso
    di quelli "umani", come un pasto improprio con cui le scimmie
    sono costrette a sfamarsi, non restando più niente. E le
    scimmie potremmo essere proprio noi, magari, ad un certo punto.
    E magari chissà riscoprire anche il valore del "digiuno" da
    tanta "pornografia tecnologica".
    E poi tutti a banchettare convivialmente, per le ultime
    tendenze tecnologiche, sebbene ci sia sempre qualcuno
    contrario, magari pazzo, magari saggio "‘Vedete – disse il
    dottor NO-
    come le invenzioni umane
    non abbiano regioni del NI chiare", che vede dell'assolutismo
    in tutto ciò, poca democrazia, poco "relativismo". Che sia un
    progresso regresso?
    Sullo stile non mi pronuncio, per me è oggettivamente BELLO.
    Inteso come BELLO ARTISTICO, da ammirare......o da deturpare,
    come fanno coloro che di fronte al bello si sentono inadeguati.
    :BELLA :BELLA :BELLA

    ---
    "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

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    Convivi
    Contributo di: frank69 on Tuesday, 13 February 2018 @ 11:32


    Caro Scoria, mi permetto di dissentire dalla tue conclusioni
    (non dalla tua visuale che è un modo come un altro di vedere
    la stessa questione) perché ritengo che tu scriva in buona fede
    quindi ti chiedo di accettare la mia.
    Io non mi chiederei solo “perché io sono povero” ma anche “perché
    qualcun altro è ricco” partendo dal presupposto, che ritengo corretto,
    che quando due bambini nascono e ricevono la sberla che permetterà
    loro di respirare hanno uguali potenzialità.
    Il loro talento dipenderà dalle opportunità o influenze “esterne” che
    incontreranno e che saranno indubbiamente varie.
    Ma tutto dipenderà dal punto di partenza.
    Sin da quando cioè si impara a pronunciare “mamma” o “papà” e tutti
    gli eventi che casualmente, prevedibili o meno o corretti, nell’ambito
    dell’ambiente incontrato, definiranno le peculiarità che troviamo già
    definite anche in questo Cdp .

    Nessuno, per me, è ignorante perché ha “voluto” esserlo.
    Inoltre, visto l’argomento, ricordo che “la cultura per la poesia è
    come la ricchezza per la felicità”.

    Scusate per questa mia intromissione.

    Quanto al “convivi” il titolo mi suggerisce un’esortazione alla convivenza,
    ma mi pare che non ci sia qualcuno che abbia descritto chiaramente
    lo svolgimento del tema proposto dall’autore per essere da tanti
    osannato e come loro, per non essere da meno, intendo osannarlo.

    ….

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