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     Brina e neve   
     Thursday, 11 January 2018 @ 17:30
     Leggi il profilo di: ablablabla
     Visualizzazioni: 484

    Poesie


    Brina e neve



    Le rette parallele restano inchiodate nello spazio
    conseguenza ridicola del cubo ridotto ad opera nulla.
    Recherche inizio del mondo
    tentazione estrema all’ordine incontrollabile.
    Nella mancanza nel desiderio ultimo
    quando il già morto
    è straniero anche alla sua stessa anima.
    Quale è l’equivalente l’ombra lenta che sussurra:
    Invidio la procedura delle stelle
    perché sono pure e infinite.
    Chi ha veramente bisogno di un pensiero immortale
    sente distintamente il profumo intimo della notte
    (al colmo della fioritura degli aranci)
    e solo allora un bacio un ultimo bacio.

     



    Brina e neve | 17 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Brina e neve
    Contributo di: Carmen on Thursday, 11 January 2018 @ 20:03
    Ti devo stellare perché per la prima volta mi hai colpito. Ma sei veramente tu? Che sta succedendo? Moscardi diventa intelligibile, per ora solo nei commenti, Joshua manifesta sentimenti umani, mah... Una poesia che inizia ostica ma inopinatamente si schiude come un piccolo fiore in una bellezza che mi sorprende. --- Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia. Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 11 January 2018 @ 20:51
    Rimango anch'io sorpreso, per questo tuo componimento che
    esce( ma non di molto) dai tuoi canoni, per diventare più
    lirico, più apprezzabile, specialmente da 'Nella mancanza...'
    e fino alla fine, in un crescendo di poeticità.
    Gli ultimi 4 versi, per me, sono eccellenti.
    Ciao

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: rita iacomino on Thursday, 11 January 2018 @ 23:48
    Concordo con chi è sopra di me.
    Poesia molto bella
    Ciao Abla
    Rita

    ---


    rita iacomino ---

    www.ritaiacomino.weebly.com



    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: Elysa on Friday, 12 January 2018 @ 06:57
    bella, in particolare a partire da Invidio...ecco da li' prende forma la poesia intensa e intima priva di quell'alienazione della parola che trovo in altre tue, bravissimo --- Elysa

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    Brina e neve
    Contributo di: jane on Friday, 12 January 2018 @ 07:28
    Poesia dove il sentimento umano si unisce con il desiderio d'infinito impossibile da raggiungere e diventa una magica predizione terrena. Grande Abla! --- Stridono le poesie sciocche prive di senso. Se state accordando gli strumenti chiudetevi in camera, noi vogliamo la musica.

    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: clair79 on Friday, 12 January 2018 @ 09:01
    Brina e neve: parole antiche scriverebbero sublinata speme, quanro a quadrature miglire apparirebbe la stessa sopra, bob fissa alla picasso ma cubista semovente inebriata dalla zagare. In breve poesia splendida. --- «... Speriamo piova, la stampa se ne accorga e voglia darne la notizia, triste.»

    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: Titta on Friday, 12 January 2018 @ 11:23
    Bellissima. --- Titta

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    Brina e neve
    Contributo di: Kenji on Friday, 12 January 2018 @ 15:21
    abla caro io già dissi tempo fa che una penna come la tua
    che si sollazza sulle parole è la classica penna che può
    far commuovere dando una piccola botta di timone (nessun
    doppio senso alla te). sembra tu abbia conquistato qui il
    favore di chi di solito osteggia la tua follia creativa.
    D'accordo che pecora segue pecora, però chissà... ma sì
    pecora segue pecora. Allora per me prediligo gli ultimi 4
    versi, e soprattutto non vedo la differenza giustificativa
    di un apprezzamento come i cotanti sopra. A presto

    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: Lorens on Friday, 12 January 2018 @ 18:39
    ... beh, che posso dire se non "bravo" con la "B" maiuscola
    per una prova poetica di valore ...

    Qui non si tratta solo di uno scritto artisticamente
    suggestivo. Si va oltre un viaggio infinito, ove il corpo
    nel distacco dall'anima ritrova l'intimità espressa con
    un bacio. Chissà se proprio il profumo di fiori d'arancio
    nell'arcano profondo della notte, è la speranza descrittiva
    di un ritorno.

    Un ultimo bacio? Forse no ...

    Bellissima ...
    Emozionante ...
    Profonda e semplice nella sua corsa poetica ...

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: Sandro Moscardi on Friday, 12 January 2018 @ 21:00
    Gli estremi termici coincidono con il massimo del calore ( l’inizio dell’universo ) ed il massimo del freddo l’annichilazione dell’universo, nel mezzo della coesistenza inchiodata ad un parallelismo spazio temporale l’opera che non si realizza se non come procedure con lo stesso schema in scala sempre più ridotta. L’unica immortalità è qualcosa di inesistente, che è fuori dalle procedure ma che avviene come contatto Fra le stesse. Poesia molto bella che non si discosta dalla Tua espressività artistica. GRANDE POETA Ciao. Sandro

    [ ]

    Brina e neve
    Contributo di: joshua on Friday, 12 January 2018 @ 22:03
    Sì, secondo me c’è stato un impasticcamento natalizio generale (e caporale), con allineamento sullo stesso TUO funghetto (la cappella a pois, precisamente, dove si scava casa l’dentico idio-letto, ma sulla parte alta del castello) di chi prima di Natale credeva che i porcini o le gallinelle potessero dare visioni più vere (erano solo più invereconde, ma non se ne accorgevano).
    Il timore è che passato il profumo degli aranci, tornino rancidi, o meglio, si accorgano di aver mangiato l’uvetta sbrigliata (p.s.: anche io invidio la procedura delle stelle, ma solo perché rende i loro processi più mostri dei mostri e perciò non manda in prescrizione le plastiche facciali di Berlusconi o i diamanti clitorideovaginali di Elettra Lamborghini).

    (non ci metto STELLE per non drogare ulteriormente i figliol prodighi, ma sai TE me ne accendi sempre tante in testa, specialmente nel profumo intimo della notte, meglio se rasata, o risata, se vogliamo giocare ancora e sempre a nascondino)
    n

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    Brina e neve
    Contributo di: Ganimede on Friday, 12 January 2018 @ 23:15
    (...certo, certo come no: non c’è mastio senza BastiOn contrario....) Ma, oh cielo...tu quoque Lorens? Allora ditemi direttamente che il mare non è più salato, che mi crollino così anche gli ultimi appigli in questo mondo di incertezze! :-)) Ora però mi concentro per capire quale parte del peyote mi abbia insucculentito questa splendida poesia, intanto te, ablA Abla, cerca di non farti cogliere da uno schock ablastellattico, con tutti questi apprezzamenti. Mi piacciono tantissime immagini, soprattutto “procedura delle stelle” che mi ricorda il mio “protocollo delle conchiglie” (vorrei precisare che, se continuo a pensare che l’estetica di un’immagine potrebbe ingoiarsene il senso come un Budong con un tosaerba spaziale, non dipende assolutamente dal mio modo di intendere la poesia ma dal mio segno zodiacale, ufficialmente riconosciuto come il più elegante e raffinato dello zodiaco.....)e poi non c’è un verso che non senta in perfetto equilibrio con se stesso ed il resto. Un percorso di crescita spirituale che passa attraverso varie prove del fuoco, disillusioni e prese di coscienza, e convoglia in una dimensione quesi extrasensoriale che infonde estasi e pace profonda. Ho sempre pensato che chi ama e sente la vera essenza del freddo, abbia un carattere temprato perché mosso dalla stessa percezione che muove l’amore per la solitudine, un privilegio riservato ai forti e che, chi prova, difficilmente scambierebbe con altre caratteristiche. La brina: una delle più artistiche performance che la natura mette in atto per cristallizzare il silenzio magico del mattino. E la neve: essenza perfetta del non-suono, che incarna bene questo senso di solitudine rigeneratrice, conciliando l’introspezione e il ridimensionamento di se stessi in relazione al mondo, allorché un non riconoscersi è anche legittimazione delle proprie multisfaccettature (più o meno lontano dal chiacchiericcio di un mondo che confonde) e l’assenza di desiderio, non per forza sinonimo di morte biologica ma verosimilmente catarsi al limite del percorso ascetico nel perseguimento di quel Nirvana su cui gli ultimi versi già sembrano levitare. Questa poesia è un piccolo tutto, un orizzonte degli eventi pocket size che congela il tempo e inchioda la luce al muro del (non)suono. (in sostituzione a quelle che invidi e in restituzione a quelle che svanveri in giro :-) --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

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    Brina e neve
    Contributo di: Arcano on Saturday, 13 January 2018 @ 12:05
    Confermi di essere, fra quelli che tentano strade nuove, quello che per me riesce meglio. Un'ottima prova. Bravo!

    ---
    arcano

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    Brina e neve
    Contributo di: scoriaindustrial on Saturday, 13 January 2018 @ 19:04
    Una poesia molto bella che cerca di mettere in comunicazione la giungla astrale infinita con la "finitezza" del corpo, di un corpo che non gode più delle emozioni e precipita nel gelo di un'apatia cronica. Essendo convinto che l'anima non esista e che siamo solo corpo, preferirei sostituire la parola anima con la parola "spirito" per definire gli elementi dell'"emozionalità" che dal corpo (cervello & Co.) deriva e del linguaggio corporeo stesso che interagisce con le esperienze memorizzate ed in fase di compimento; il verso in questione diventerebbe "quando il già morto è straniero anche al suo stesso spirito e acquisterebbe valenze anche molto più ampie, a mio parere. Una poesia molto bella che giusto per questione di forma (e perché hai fatto uso, comunque, di un po' di punteggiatura), avrei arricchito con qualche virgola, tipo "Nella mancanza, nel desiderio ultimo... "Quale è l’equivalente, l’ombra lenta che sussurra"...."e solo allora un bacio, un ultimo bacio". Oppure avrei fatto a meno di tutta la punteggiatura stessa ed avrei cercato una suddivisione in versi diversa. Ma sono sottigliezze, in un'atmosfera che parte dal gelo, lo scioglie e disegna traiettorie sensoriali fino al "profumo intimo della notte". Ed a suo modo questo è erotismo. Erotismo puramente celebrale, il cui pieno godimento è riservato a pochi, erotismo che porta alla fusione dei sensi e di cui tutti, però, sentono il profumo....anche i più scettici sulle tue capacità poetiche. O sarà che hai usato quell'"ultimo bacio" che i più mucciniani dentro non scorderanno mai? --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

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    Brina e neve
    Contributo di: Viridis on Monday, 15 January 2018 @ 18:58
    Non ho i tuoi riferimenti culturali per capire i primi quattro versi
    (se non una spruzzata di quantistica su un ordine non controllabile),
    ma percepisco la tua anima, che qui ha abbandonato ironia e gourmandises
    per rendersi più visibile. E prendersele, le stelle. Io ti faccio un clap clap
    in sordina, per non disturbare.

    ---
    viridis

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    Brina e neve
    Contributo di: PattiS. on Monday, 15 January 2018 @ 20:37
    pure io ti invidio la: "procedura delle stelle". Hai la tua cifra stilistica e
    ...effettivamente uno bravo avrà variazioni di bravura, più, meno a volte. Come uno
    pessimo avrà variazioni a volte più a volte meno. La sostanza resta...non è che uno
    fa schifo una volta e l'altra è magnifico...e se riduciamo tutto all'essere facilmente,
    banalmente comprensibile, allora, meglio che leggiamo altro, non poesia (tanto non
    è che si vive più a lungo...). Oggi letto due ottime poesie (e tanto diverse tra loro).
    Sono felice.

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    Brina e neve
    Contributo di: Orazio Nastasi on Monday, 15 January 2018 @ 23:28
    ablablabla di parole.


    Orazio Nastasi
    Homo sum: nil humani a me alienum puto (Terenzio)

    ---
    orazionastasi

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