club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Wednesday, 12 December 2018 @ 16:10 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2672/0)
Racconti (1020/0)
Saggi (13/0)

Eventi  
Eventi nel sito

Sunday 01-Apr -
Sunday 30-Dec
  • Premio Jacques Prèvert 2019

  • Wednesday 03-Oct -
    Wednesday 30-Jan
  • Premio Il Club dei Poeti 2019
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    2 Contributi nelle ultime 24 ore

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  • 'A grutta ri Alì  [+9]
  • Lasciami qui
  • Umani per imitazione [+9]
  • La croce [+2]
  • Il Ventriloquo
  • Se sono una donna
  • da Una raccolta d... [+2]

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     Canzone di Natale   
     Wednesday, 20 December 2017 @ 10:15
     Leggi il profilo di: minosse
     Visualizzazioni: 745

    Poesie

    Maledetta merda
    a passeggio la sera fra cento bistrot
    sento i tacchi e le risa
    della vostra bisunta arroganza

    Senza Dio, senza fine
    la vergogna del vostro pollame imbellettato
    dite dunque se è questo la donna
    ed il vostro rispetto che tanto cantate

    sudate e fetenti che sguaitano brille
    d’uscita dal pub come militi in ronda
    le vedi entrare nel suv
    spingendosi in cinque per stare davanti
    a sproloquio e rigetto e continua bestemmia
    in certa libertà seminuda e gioconda

    io non ho paura
    Dio mi consola di tanto scempio
    Giusto infinitamente, e Misericordioso
    conosce i miei passi e guida i miei pensieri
    attraverso i miei occhi Egli vede i vostri selfie
    le bottiglie sbocciate alla russa, i tattoo
    i cappotti dei cani, gli spritz da Michele
    i bambini col tablet che giocano a Crime

    mio fratello alla finestra
    vi sogna, reietto, aspettando la questua
    di un invito a una festa, di una parte alla farsa
    maledetti falsari: pagherete anche questa
    mentre i vostri rampolli, ridicole pive
    vanno a piangere ai bulli come frocce passive

    Fai finta, lo sai, di non avermi visto passare
    eterno bamboccio di mamma e papà
    fate finta come sempre, puliti, educati
    che noi merde umane non siamo esistiti
    non siamo per strada, ne’ assisi per terra
    non siamo mai nati e turbiamo il profumo
    dell’aria di festa delle vostre Coop

    la nostra bandiera non ha alcun tessuto
    ma sventola libera, e tu non lo sai
    verme! Non vedi oltre il gol di Dybala
    il cuore che mi batte in petto è una mola
    affilate le lame oramai
    il tuo cibo per cani ancora mi onora
    ancora per poco
    vuoi del fumo? O la coca, vecchio maiale
    noi si tace, noi silenzio
    tu attento al furgone, zio: buon Natale.



    Leguigno, 20 dicembre 2017

     



    Canzone di Natale | 19 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Canzone di Natale
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 20 December 2017 @ 13:11
    Caro Minosse, la tua poesia è un diluvio di parole,
    un'arringa ad un mondo di vita che conosco poco, e che
    penso di poter vedere in qualche film.
    Cmq il lessico ti scorre persuaso e convincente, e qualche
    riferimento a personaggi noti(Dybala) mi è piaciuto. Credo
    ancora che il testo andrebbe limato e ridotto, e ne verrebbe
    fuori una poesia ancora migliore.
    I miei saluti e Auguri
    P.s. permettimi di dire due parole alla Carmen : la tua
    sfacciataggine non ha più limiti e si sta facendo eccessiva.
    Il termine offensivo che hai usato nei miei confronti lo
    puoi dedicare a qualcuno che conosci bene, ma non ti devi
    permettere di accostarlo al mio nome, hai capito bene ?
    Cerca innanzi tutto di comportarti educatamente in seno al
    Club e nelle email che ti permetti di inviare. OK ?
    Prego i colleghi e il web master di scusarmi per
    l'intrusione.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: federicosecondo on Wednesday, 20 December 2017 @ 13:26
    Troppo, seguirei il consiglio di Trima.

    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: Ganimede on Wednesday, 20 December 2017 @ 13:59
    Carissimo e simpaticissimo Minosse, se ci vuoi erudire su quanto renda
    abiettamente sociopatici, l’essere tenuti in ostaggio morale da qualche
    setta di invasati religiosi, attraverso un testo denuncia che pare il
    preambolo teorico a una strage pubblica, ti consiglierei in futuro di spiegarti
    un poco più chiaramente per evitare equivoci; se invece hai scritto quello
    che hai scritto per seria convinzione personale, ti consiglio un
    sovraddosaggio di Valium, un corso accelerato di autotrascendenza
    fanatica, una compresa di Neobianacid, una flebo di Esopo e un paio di
    Spritz, vedrai che ti sentirai meglio e non scriverai più manifesti paranoici
    che neanche Ezechiele 25,17 recitato da Jules Winnfield. Scusa la
    sincerità ma questo modo di ragionare che mi impedisce altro tipo di
    valutazioni poetiche sul tuo scritto è lo stesso pericolosissimo focolaio di
    intolleranza alla base molti atti cruenti che minano l’evoluzione culturale
    dell’uomo.


    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: gricio on Wednesday, 20 December 2017 @ 14:34
    Le uniche parole di troppo (a MIO, ripeto MIO, avviso) sono quelle con riferimento a Dio. Il clochard che si consola con Dio e con la sua misericordia può essere magari una (bella?) immagine poetica, ma la cosa finisce lì. Molto probabilmente sarebbe più gradita maggiore attenzione dai suoi simili e meno misericordia, ma tant’è. Il resto invece mi piace assai, la rabbia degli invisibili è molto ben espressa con il corredo di futilità esagerate che fanno da contorno alla vita dei “normali”. In definitiva mi è molto piaciuta, tutto qui. Per cui E naturalmente Buon Natale. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 20 December 2017 @ 15:31
    ma che dici? una fastidiosa retorica ,vedi mostri ovunque, oltretutto sulla difensiva. Sembrano gli sproloqui a vanvera di Tavecchio ( ma almeno quelli fanno ridere). ciao

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: zio-silen on Wednesday, 20 December 2017 @ 16:03
    Sottraggo, in lettura, quanto mi giunge strutturalmente superfluo, eccessivo, disordinato (volutamente?)...
    usando l'accortezza di non entrare - in esegesi - nel merito di un componimento di "rottura" che sembra fatto apposta
    per urtare certe sensibilità:


    "Passeggio la sera fra cento bistrot
    sento i tacchi e le risa
    della vostra arroganza.

    Senza Dio, senza fine
    la vergogna del pollame imbellettato:
    sudate e fetenti che sbraitano brille
    all’uscita dal pub come militi in ronda
    le vedi entrare nel suv
    spingendosi in cinque per stare davanti.
    Sproloquio e rigetto e continua bestemmia
    in certa libertà seminuda e gioconda.

    Io non ho paura
    Dio mi consola di tanto scempio.
    Giusto infinitamente, e Misericordioso
    conosce passi e pensieri. Egli vede
    i vostri selfie, le bottiglie sbocciate alla russa, i tattoo
    i cappotti dei cani, gli spritz da Michele
    i bambini col tablet che giocano a Crime.

    Mio fratello alla finestra
    vi sogna, reietto, aspettando la questua
    di un invito a una festa, di una parte nella farsa.
    Maledetti falsari, pagherete anche questa
    mentre i vostri rampolli, ridicole pive
    fanno piangere: bulli.

    Fai finta di non avermi visto
    eterno bamboccio di mamma e papà
    fate finta, puliti, educati
    che noi merde umane
    non siamo per strada, ne’ assisi per terra
    siamo mai nati e turbiamo
    il profumo delle vostre Coop.

    La nostra bandiera non ha alcun tessuto
    ma sventola libera. Verme!
    non vedi oltre il gol di Dybala
    il cuore che mi batte in petto.
    E' una mola:
    affilate le lame oramai
    il tuo cibo per cani mi onora
    ancora per poco.
    Vuoi del fumo? O la coca? vecchio.
    Noi si tace, tu attento al furgone, zio:
    buon Natale".



    ---
    zio-silen

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 20 December 2017 @ 16:46
    La sola cosa che avrei evitato è parlare quasi con la bocca di Dio, quella presunzione di sapere di essere nel giusto e di essere dalla parte di Dio. Il fatto è che non sappiamo un bel niente di niente. MA ACCIDENTI SE CAPISCO E GIUSTIFICO LA TUA RABBIA! E a Ganimede dico: se fossi stata un medico psichiatra di molti decenni fa, avresti intontito i tuoi pazienti FURENTI e RIBELLI al sistema con Valium a gogo' e, perché no, anche con elettroshock e lobotomie, tanto per zittire i presunti Savonarola e i corridoi dei manicomi. Non mi sono mai sbagliata: una ninfetta non può comprendere un male non suo. Pensa solo ad apparire in base alle mode del momento e crede così di stare al passo coi tempi, che l' evoluzione dell' uomo stia in primis nel possesso della tecnologia ai livelli più alti, senza porsi nessuna domanda sul senso stesso dell'essere uomo e sulla trascendenza di cui l' uomo avverte il bisogno dagli albori della sua vita sulla terra. Perché l' uomo, a differenza delle bestie, si sente vuoto e solo e quel vuoto cerca di colmare in ogni modo, e in questo dannatissimo periodo, no comment. Ma chi è reietto vuole vendicarsi. E tu gli vuoi dare del Valium? Ma chi è il reietto? È chi la pensa differentemente dal sistema e da te. È chi ha avuto una vita difficile ed ha accumulato dentro di sé un macigno di rabbia inesplosa. Se tu non sei divorata da quella rabbia o anche solo da UN' ESIGENZA DI GIUSTIZIA E DI EQUITÀ, NON È PERCHÉ SEI PIÙ SAGGIA. È SOLO PERCHÉ SEMPLICEMENTE NON CAPISCI UNA REALTÀ NON SPERIMENTATA. CHI SEI TU PER SAPERE A PRIORI COSA C'È NELLA MENTE DI UN ALTRO? TI DÀ FASTIDIO CHE IMPRECHI PERCHÉ FA SENTIRE A DISAGIO I BORGHESUCCI COME TE? Chi vorrebbe che il dio absconditus si facesse sostanza e intervenisse. Ma egli rimane nascosto e la rabbia dello sconsolato aumenta. Dio è morto sul serio? O forse chi è troppo colto ha in sé troppa cecità e superbia per poterne ammettere l' esistenza? A natale serviro' ai tavoli della mensa dei poveri. È così che la mia presunzione cerca in qualche modo Dio. Poi me ne tornerò' a casa forse più triste di prima, più senza dio di prima. Ma non mi verrà mai in mente di pensare che chi grida lì all' angolo ogni sorta di imprecazione contro il cielo e contro l' uomo abbia bisogno del Valium. A Minosse --- Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia. Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: Donato Desiderat on Thursday, 21 December 2017 @ 06:49
    Una filippica senza ironia dal contenuto anacronisticamente anti borghese.
    Ma a parlare nel testo è pur sempre un borghese che si crede prediletto da
    Dio.
    Il problema quando ci si erge a misura morale degli altri è che si finisce per
    calibrare la propria coerenza sull'incoerenza altrui. Una vera e propria
    bruttura logica del vivere e del sentire.
    Sullo stesso tema ma con ben altra capacità espressiva ricordo Quelli che
    Benpensano di Frankie hi-nrg mc. In questo testo ci si perde nel cattivo
    dire,
    in quello dell'ottimo rapper torinese di origini siciliane si raccontano i mali
    degli italiani senza per questo sentirsi moralmente superiori.
    Per farla breve, mi piace più la forma che il contenuto, che in ultima analisi,
    trovo scontato come uno sconto al 50%

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: spiarmy on Thursday, 21 December 2017 @ 07:30
    Piaciuta. Buone feste.

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: joshua on Thursday, 21 December 2017 @ 12:19
    Di solito mi rendo conto di quanto uno potrà scrivere validamente, da ciò che apprezza nel leggere e da come lo prezza. E che i gusti di chi orribilmente ringhia siano quelli di chi, poi, nello scrivere, orribilmente ringhia, ovvero, per stare al giudizio più che onesto ed ammorbidente di donato desiderat, piuttosto scontati (io direi anche assai più ribassati, da svendita, non da saldi), non mi serviva questo sirventese per capirlo. Ma è chiaro che non litigherò per questo. A Natale mai, neh (interiezione alla genovese o pedemontana, non certo all’italiana, dove però la congiunzione né è, inesorabilmente, né accentata e non apostrofata...lo biascico tanto per far bubbole di gomma natalizia).
    j

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: minosse on Friday, 22 December 2017 @ 06:43
    temo, per la terza volta consecutiva (ahiahi...) di non poter evitare di autocommentarmi. Ragazzi, è la terza volta che succede, non può più essere un caso: evidentemente sono io che non sono più in grado di comunicare. Nessuno di voi ha capito, o voluto capire nulla. Eppure io non sono uno che scrive in maniera ermetica, non uso cornici difficili, non mi sembra. Veramente avete pensato che sono IO quello che "scrive"? veramente avete pensato che mi sia messo in bocca una filippica "anti-borghese anacronistica"? vedete, a volte il poeta...ehm ok... lo scrivente - descrive semplicemente ciò che vede. Descrive le sensazioni forti che vede stampate sulle facce di chi gli sta accanto. Parlare in prima persona immedesimandosi nel cuore ferito e rabbioso di un reietto non significa ne' esserlo ne' dargli ragione. E' un film, una parte sceneggiata, è fare Orlando quando è furioso. Di fronte ai tratti tipici della nostra modernità contemporanea ho cercato di raccontare l'odio di chi non la capisce, o la detesta perchè ne è escluso. La religione è il pretesto che dà forza, la verità sta nell'alienamento sistematico, nell'apartheid non dichiarato che viviamo quotidianamente ma presente, tangibile. Ho guardato con gli occhi di "Ahmed", uno dei mille "Ahmed" che ormai parlano solo fra di loro, e per vivere ci vendono la coca per i nostri vizietti mondani. Io non mi chiamo Ahmed e non compro la coca da Ahmed (il mio spacciatore si chiama Raffaele, nds :-) ma conosco mille Ahmed e vedo. Sento. Leggo la distanza che si è creata fra i nostri mondi dagli anni '80 ad oggi, a mio avviso ormai incolmabile, grazie anche ad una stampa nazionale e locale presa da un incoscenza talmente irresponsabile da essere ormai criminosa (e qui, -solo qui- sto giudicando). Io non giudico Ahmed e non giudico la società italiana attuale: ne descrivo la distanza e la "canto" dagli occhi disperati e rabbiosi di Ahmed. Chi ama giudicare -e subito!- invece è il nuovo popolo del club: nessun commento su versi, musicalità, forza o debolezza, nessun consiglio, nessuna critica ne' costruttiva ne' distruttiva, solo cantilene morali, giudizi filosofici, bocciature o anche positivi clamori sulla questione che io abbia fatto bene o male a denunciare questo, quello o chissachi o cosa. Ma dove son finiti Casti, Grigio e Vandoni? una volta si parlava del verso. Sai Donato quanto è vasto il cappero che me ne frega delle tue teorie sulla coerenza e/o incoerenza nel giudizio altrui? Fra l'altro non ho affatto parlato da borghese che giudica un altro borghese, volevo fare la parte di un "possibile" terrorista (o pensavate che alla fine il furgone fosse quello dei surgelati?) e l'unica cosa che avrei voluto leggere è se sono stato bravo o non bravo nel recitarne la parte, nel rendere le immagini, nella tecnica che ho usato che può piacere e non piacere. Questo, sì: mi sarebbe stato utile. Macchè. Evidentemente qui c'è obbligo di scrittura politicamente ed eticamente compiacente all'idem sentire, si deve scrivere solo cose da bravi, essere bravi o impersonare gente che non rompa troppo la linea comune del gusto. Poi ci sono quelli che se li commenti malamente ti retrocedono in serie B o ti commentano di ripicca...ma questi ci sono sempre stati, avere i maroni non è da tutti. Il commento di Joshua (che non ha capito un accidente del testo ma ha il dente avvelenato e tanto basta) con quella frasettina all'inizio dove lui sì che capisce chi è bravo e chi no da come commenta e prezza i lavori altrui (hahah!) è la moneta con cui mi ha pagato. "Senza voler litigare a Natale", naturalmente. No problem. Riassumendo: noi siamo (così la vedo io) commentatori di poesie, non opinionisti di Porta a Porta ne' giornalisti della Gazzetta. La poesia non vi è piaciuta? nessun problema, basta scrivere dove e perchè. Così si cresce. Soprattutto magari sarebbe utile rileggere per capire anche meglio, tanto abbiamo tempo: non è più come sei anni fa che ogni giorno c'erano quindici poesie nuove e non sapevamo dove prendere. Io da parte mia seguirò il consiglio di Ganimede (che nella prima parte aveva indovinato tutto, peccato..): mi "spiegherò meglio". Chiedo venia...

    ---
    ***mynosse***

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: Elysa on Friday, 22 December 2017 @ 06:54
    io l'avevo capito ma adesso che tu hai messo l'autocommento chi mi crederà più?? e vabbe...è una poesia originale e senza ironia, scritta bene, buon Natale, che la pace sia con noi --- Elysa

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: Anais on Friday, 22 December 2017 @ 09:35
    Ciao
    Non ho letto il tuo autocommento, lo leggo dopo perché non mi voglio far
    condizionare, ma ho letto un paio di commenti sparsi su, in fondo anche noi
    giudichiamo Minosse dicendo che è un borghese, che ne sappiamo della sua
    vita, almeno io, che ne so, potrebbe conoscere certe realtà da vicino o anche
    se così non fosse quello che a me arriva è una rabbiosa denuncia fatta con
    irruenza e passione. Non siamo ipocriti, tutti noi queste cose le pensiamo o le
    abbiamo pensate almeno una volta, quante volte un giudizio ci pende dalle
    labbra, e quante volte o una volta almeno lo abbiamo espresso.
    Sei stato fin troppo audace minosse ben sapendo che qui di giudizi ne piovono
    a iosa, lasciamo stare Dio nell'alto dei cieli, e interroghiamo la nostra
    coscienza, se queste tue parole in un modo o nell'altro ce l'hanno un po'
    scossa.
    In alcune parti mi piace come hai scritto, la forma, il modo in cui cadono i
    versi.
    Ciao.

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: Sandro Moscardi on Saturday, 23 December 2017 @ 08:11
    Il linguaggio non è mai la realtà intesa come successione
    di eventi, ma è una virtualità che tenta di
    Sostituirsi ad essa attraverso la sua rappresentazione.
    Con l’uso e l’abuso del linguaggio e la concentrazione su
    se stesso, l’autoreferenzialità aumenta il distacco
    dalla realtà allontanandosi dall’esperienza sensoriale
    che è l’unico materiale disponibile di contatto fra le
    due . La rappresentazione cosi si riempie di lacune, di
    no visioni, che determinano la creazione di una realtà
    virtuale grottesca, dove si insinua il giudizio morale,
    come elemento giustificativo e colmante la banalità del
    suo credersi reale.
    In questo scritto quello che risalta non è la forma, alla
    quale io aggiudico poca importanza se è fine a se stessa,
    ma il contenuto nella sua pretesa rappresentazione, e
    lacune ( come dice Ablabla, del martello che non vede la
    carne e quello che ne consegue).
    Per mia visione uno scritto non deve mai giustificarsi
    attraverso una coerenza formale se tenta di abbindolare
    il lettore offrendogli un pacco di preteso spaccato della
    realtà, ma usi pure l’incoerenza,l’ironia, il sarcasmo ,
    ma WDIO, faccia risaltare la sua incapacità conoscitiva ,
    la sua incomunicabilità del reale, se trasporta un
    contenuto che solo il silenzio sa rappresentare.
    Pertanto trovo questo testo brutto e diseducativo,
    immerso nella piena della comunicazione dei media
    Dove il sostanziale è scarto infiocchettato dal formale
    e preclude con il suo chiacchiericcio di fondo qualsiasi
    intuizione del pensiero chiarificatrice e migliorativa
    della nostra condizione.
    Ciao Sandro

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: PattiS. on Sunday, 31 December 2017 @ 12:06
    incredibile come due testi tanto dissimili tra il tuo e quello di percefal vengano allo
    stesso modo non recepiti. Questo la dice lunga sull'uso del linguaggio e sui limiti di
    chi legge. Ma dunque, secondo te, cosa potresti fare per diventare più
    comprensibile la prossima volta? Forse scrivere un articolo di giornale? Una
    paginetta di Wikipedia? E
    dunque...l'artista deve essere comprensibile? L'unico sistema sarebbe quello di
    semplificare e banalizzare un mondo che diventa sempre più complicato da
    descrivere. Sfuggono come sempre comunque a chi legge in questo club le basi
    minime della lettura poetica: cioè che l'io narrante non corrisponde spesso all'io
    poetico. Per questo ha fatto bene Joshua a chiarire che non sono un cesso e
    ricoperta di brufoli (ahahah....si sa mai....:-) anche se lui vede e proietta la bellezza
    che risiede in se stesso - sempre fa così -. Tornando alla tua canzone, ho pensato
    nella mia vanità che tu avessi colto una certa provocazione lanciata da me (la
    preghiera del Jihadista) e potrebbe essere questa tua. Però, non posso non
    condividere l'acuto (come sempre) commento di Sandro e aggiungere che
    purtroppo in questo testo risalta un moralismo che secondo me, non appartiene
    alla cultura islam, ma piuttosto alla nostra povera occidentale invidia (non che loro
    ne siano privi ma secondo me è espressa in altri termini) . Vabbè...

    ---
    Tanzt, tanzt, sonst sind wir verloren (Pina Bausch)

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: telemaco on Tuesday, 02 January 2018 @ 00:33
    La prima parte, fino a "bambini col tablet", mi sembra ben scritta, con immagini godibili, ma purtroppo, con rarissimo ricorso a rime o assonanze (come ronda-gioconda), che la fanno sembrare appunto priva di ironia. Devo dire però che mi sembra la predica di un vecchio parroco del mio paese quando ero ragazzo, le religioni si somigliano. La seconda parte non mi piace, mi sembra troppo superficiale, e la lingua meno immaginosa. Però ripensandoci forse è proprio così la realtà, dietro le parole, non è descritta nessuna alternativa all'occidente, perché in effetti non c'è, l'essenza dell'occidente è il capitalismo, cioè fare soldi a qualunque costo, l'islam è dentro in pieno in quest'ottica, e la religione è un ottimo strumento come oppio dei popoli.

    ---
    telemaco

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 08 January 2018 @ 22:38
    Minosse a me la tua poesia non è dispiaciuta, nonostante il finale alla gangsta rap, per il suo incedere e per la forma "imbruttita ed imbellettata allo stesso tempo". L'autocommento potevi risparmiartelo perché è abbastanza evidente che ti stai "immedesimando" verso chi odia questa società e che stai cercando di dargli voce e che il furgone non è quello dei surgelati, ma di un terrorista. Il problema è che la cosa non è molto originale e che la poesia non ha niente più, niente meno che "il modo" di immedesimarsi di quello di un qualunque rapper italiota finto duro e che poesia e auto-commento partono dalla stessa ansia di fondo: il voler far capire che ci si sta immedesimando. E' per quello che in tanti non hanno capito l'immedesimazione....e forse anche perché, magari ci stava bene un Allah, anziché Dio..o Ar-Rahmân , anziché "il misericordioso". Se ci si vuole immedesimare in alcuni pensieri, bisogna anche conoscerne l'origine, quantomeno la lingua.....o hai avuto paura a scriverlo --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: maria bellanti on Thursday, 11 January 2018 @ 18:37
    C' è molta rabbia e l'immedesimazione è perfetta .
    Ciò che fa andare fuori pista è Dio al posto di Allah.
    Deve essere realmente questo che pensano quando uccidono e si fanno saltare in aria

    ---
    Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    Canzone di Natale
    Contributo di: Viridis on Thursday, 11 January 2018 @ 22:08
    "Ho guardato con gli occhi di Ahmed". Grazie per la precisazione,
    a una prima lettura veloce non c'ero arrivata. Mi aveva distratto
    quel "Dio" e quel "Misericordioso", così maledettamente cattolici
    da inficiare l'intera poesia. Che invece mi è piaciuta, nel rutilante
    incedere dei versi rabbiosi di Ahmed (i cappotti dei cani è una chicca)
    e persino nel finale a smorzarli.

    ---
    viridis

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2018 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.