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     Il freddo di fine settembre   
     Thursday, 14 December 2017 @ 14:00
     Leggi il profilo di: gricio
     Visualizzazioni: 251

    Racconti



    La locanda era affacciata sul mare, circondata da sassi di scoglio affioranti dalla sabbia come naufraghi esausti sopravvissuti alle onde.
    Noi, ancora figli di antiche tempeste, stavamo al primo piano in quella stanza appesa sul niente come fosse un teatro, in silenzio ad aspettare un richiamo, una voce, magari anche un semplice pensiero che ci venisse a consolare dopo fatto l'amore.
    Ma nulla giungeva dal blu, non serpi marine a minacciare, né sirene annuncianti paradisi di seconda mano.
    Occupavamo la camera ad est, quella con la finestra che dava sul mare. Da lì, attraverso le persiane accostate, gustavamo ogni tanto l'assonnato piacere dell'alba che nasce, da bilanciare con lo smarrimento del tramonto che triste ci scivolava alle spalle colorando in metallico grigio tutto l'immenso che avevamo di fronte.
    Così vivevamo l'amore nascosto degli amanti, senza nemmeno accorgerci che ormai quella non era altro che una forma di noia a malapena bastante a se stessa.
    Perchè tanto tempo prima, quando ci eravamo conosciuti, c'era stato un attimo, un solo unico irripetibile attimo in cui tutto era chiaro ed ogni cosa sarebbe stata possibile, anche vantarci anzitempo del mare che avremmo attraversato.
    Ma la comprensione a volte non è per sempre, più spesso la parola giusta da impiegare per non sbagliare è mai.
    Così ci era sfuggito il momento, il tutto e subito che non potevamo più permetterci, ormai troppo lontano da recuperare in quella fine estate sulla spiaggia deserta di gente e di case.
    Abitavamo settembre come fosse Times Square a Natale, ognuno parlando la propria voce alle cose incontrate: vecchi tronchi portati a riva dalla corrente, ciuffi sparsi di alghe strappate alle rocce, chele di granchio e pezzi di sughero a comporre fantasie impossibili dopo l'ultima mareggiata. Sì, parlavamo ancora, ma senza ascoltare.
    Dietro di noi intuivo i nostri passi divisi farsi orma accarezzata dall'acqua, poi, come promesse di amanti, nell'acqua scomparire.
    Un sole magro e spento d'orizzonte vestiva la mia mano stesa ai tuoi capelli, che tanto ancora avrei potuto accarezzare solo ci fossimo concessi il semplice perchè che nessuno di noi pronunciò mai.
    Così finì la storia.
    Le nostre solitudini avverse non si fecero unisono e l'ozio stanco della rinuncia vinse senza sforzo la battaglia sulla nostra condizione precaria priva di futuro.
    L'ultima immagine che ho negli occhi è la tua figura nuda, di schiena, rannicchiata in silenzio tra le lenzuola sfatte nel pomeriggio che si scurisce.
    E mentre esco, sulla tua pelle nessun freddo tanto grande da volermi chiedere “ti prego, coprimi amore”.

     



    Il freddo di fine settembre | 7 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Il freddo di fine settembre
    Contributo di: Carmen on Thursday, 14 December 2017 @ 17:20
    potuto accarezzare solo ci fossimo concessi il ...

    Hai omesso il se condizionale.

    Scritto abbastanza bene, con immagini naturali piuttosto pesanti (quel sole che tramonta creando un grigiore, che è corrispondenza di uno stato d' animo prostrato, il pomeriggio che scurisce...) e con un' inevitabile e scontato epilogo.
    In fondo, che cos'è l' amore?
    Attrazione? Passione che svanisce dopo un po?
    Che cos'è?
    Oggi ho ascoltato il discorso di un rabbino sull' amore. Lo trovi su YouTube.
    Come non dargli ragione, ché l' amore è solo nella capacità di dare, che se manca questa non può esserci amore.


    ---
    Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia.

    Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Il freddo di fine settembre
    Contributo di: Lorens on Thursday, 14 December 2017 @ 17:53
    ... un brano dal sapore amarevole con efficaci descrizioni
    settembrine di un mare che borbotta nell'onda tra scogli e
    quant'altro mentre la stanza ad est è testimone dell'ultimo
    atto d'amore ...

    La narrativa è scorrevole per un contenuto che lascia
    trasparire una malinconica sfera di solitudine laddove il
    presente non vede il futuro per un amore che si scioglie tra
    il silenzio degli amanti.

    Bene così ... e Buon Natale

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Il freddo di fine settembre
    Contributo di: Titta on Tuesday, 19 December 2017 @ 14:57
    Una prosa a tratti poetica che scandisce bene quella sensazione che resta a chi ha perduto probabilmente un'occasione importante. Qualcosa che non si ripeterà perchè quando mai l'amore (quello folle e inaspettato) torna nella tua vita due volte consecutivamente ? A mio parere, mai. La locanda mi è familare come un nido dal quale si è passati e che si porta ancora nel cuore malgrado tutto. Malgrado la testa. Molto bello, buon Natale ! --- Titta

    [ ]

    Il freddo di fine settembre
    Contributo di: zio-silen on Tuesday, 19 December 2017 @ 17:46
    "Una prosa a tratti poetica" dice Titta. Concordo e provo ad evidenziare tali tratti:


    Naufraghi sopravvissuti alle onde, noi
    figli di antiche tempeste, in quella stanza
    appesa sul niente come fosse teatro
    ad aspettare un richiamo, una voce, un pensiero
    dopo l'amore. Nulla dal blu
    non serpi né sirene di seconda mano.

    Vivevamo l'amore nascosto
    forma di noia bastante a se stessa.
    Ci era sfuggito il momento, il tutto e subito
    che non potevamo più permetterci
    in quella fine estate deserta. Abitavamo
    settembre come fosse Times Square
    a Natale, ognuno parlando la propria voce
    ai tronchi portati a riva, alle alghe
    strappate alle rocce.

    Chele di granchio e pezzi di sughero
    a comporre fantasie impossibili dopo
    l'ultima mareggiata. Intuivo i nostri passi
    farsi orma accarezzata dall'acqua, poi
    come promesse di amanti, scomparire.

    Un sole magro vestiva la mano
    stesa ai tuoi capelli. Così finì la storia.
    Solitudini avverse non si fecero unisono.
    Negli occhi è la tua figura nuda
    di schiena, rannicchiata in silenzio
    tra le lenzuola sfatte. Sulla pelle
    nessun freddo da chiedere “ti prego
    coprimi, amore”.


    Stelle e Buon Natale

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Il freddo di fine settembre
    Contributo di: spiarmy on Friday, 22 December 2017 @ 06:09
    Poeta che scrive racconti. Se ne coglie lo stile.
    Buone feste.

    [ ]

    Il freddo di fine settembre
    Contributo di: jane on Friday, 29 December 2017 @ 14:58
    Nella versione di zio silen la trovo splendente, da brividi, mi ha emozionata! ---Buon Anno. --- Stridono le poesie sciocche prive di senso. Se state accordando gli strumenti chiudetevi in camera, noi vogliamo la musica.

    [ ]

    Il freddo di fine settembre
    Contributo di: dario moletti on Tuesday, 09 January 2018 @ 18:10
    non dimentico mai, posso fare finta in quello sono mago. Certe volte mi dico sparisco, poi in quel buio accendo le parole di questo club e mi grazio con racconti o poesie è una bella curva puoi spingere sull'acceleratore osare di sfiorare l'inferno e ritornare sulla terra in un attimo/ sembra impossibile trovare comodamente racconti senza che nessuno ti torturi con fili elettrici/ mi piace il tuo racconto lo trovo elastico potresti allungarlo con quante pagine vuoi o inghiottirlo prima di una perquisizione

    [ ]

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