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     Sai   
     Tuesday, 05 December 2017 @ 10:15
     Leggi il profilo di: PattiS.
     Visualizzazioni: 622

    Poesie

    Sai, ti volevo dire
    che oggi mi sento albero
    mi sento vacca, mi sento incinta
    ma solo poco
    e se m’ incammino, nel mezzo
    arrischio che copio
    con i capelli tirati a tendina
    con le cosce coperte di scritte.

    Fossimo un po’ più giovani
    e più incoscienti
    a quest’ora saremmo saggi,
    senza pus che cola dalle pustole

    senza questi traumi che chiamano
    ogni nome.

     



    Sai | 26 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Sai
    Contributo di: Lindy on Tuesday, 05 December 2017 @ 10:47
    Sai ... assicura. E io speriamo che me la cavo. Interessante, proprio lo stato che produce... --- «Per la poesia, nel vuoto totale, l’unica commozione che traspare è quella cerebrale.»

    [ ]

    Sai
    Contributo di: tendre on Tuesday, 05 December 2017 @ 11:55
    Cara Patti,
    mi piace molto come scarnifichi le strofe, mi piace
    l'intensità che concentri in termini forti e dolorosi.
    Mi piace questo tuo sentirti albero (meno vacca anche se mi
    rimanda alla bellezza delle poesie di Saba).
    E' un dialogo doloroso, il tuo, ma emozionante...

    Ciao,



    ---
    tendre

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Donato Desiderat on Tuesday, 05 December 2017 @ 15:43
    Una poesia che finalmente avvicina le parole alle cose e lo fa con sincerità.
    Il contenuto è più amaro di quanto vorrei leggere.
    Certe cattiverie della vita non ci rendono più saggi ma solo più sanguinanti.
    Per fortuna, a salvarci arriva il nulla con grande felicità.
    Restano le scelte che abbiamo fatto a truccare il futuro

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Ganimede on Tuesday, 05 December 2017 @ 17:15
    Anche la poesia è purulenta. Molto in bilico tra il lapidario e il circospetto, cerca una sua identità e sembra trovarla. All’altezza di “vacca” mi hai ricordato la Plath (sì l’uso in sé del vocabolo come prima cosa ma, pensandoci, anche la modalità in senso più ampio di uno “spiegarsi” attraverso le sofferenze del propio vissuto; una modalità dal carattere espositivo, spalmata su un incedere di versi dai toni quasi dimessi ma in questo caso non strutturalmente disordinati come in altre tue, sembrerebbe confarsi alla tua possibile natura poetica più di altre). Tutto il resto è materia relativa a quanto un autore si accontenti di ottenere da se stesso in termini di spessore, resa delle immagini o valore del contenuto ma, di base, l’istintualità emotiva va esaltata, rielaborata, distorta, mai e poi mai affossata, pena la sterilità (e se mi domando se una poesia possa nutrirsi di sterilità, mi rispondo che penso di no). --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 05 December 2017 @ 18:22
    La parte iniziale fino a m' incammino la trovo bella, e devo aggiungere inopinatamente.

    Poi mi sembra involgarirsi e scadere un tantino nel kitch. Così passiamo dai gatti sgozzati e dal quasi sadico compiacimento verso una scena macabra e da vomito a ferite purulente.
    La frase finale mi rimane arcana ed é sgrammaticata.
    Che significa?

    Certo che pure la tua mente insana est!

    ---
    Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia.

    Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Sai
    Contributo di: trimacassi on Tuesday, 05 December 2017 @ 19:01
    Dire che è sconclusionata mi sembra pure pochino; non mi
    sembra nemmeno scritta in un italiano corretto; più vacca
    che albero, almeno si giustifica quell’ “ incinta”, più
    illogica che possibile, da ex anima candida, e mi meraviglio
    che ci siano pure degli apprezzamenti, anche se un po’
    camuffati o minimizzati, o …stemperati. Sarà il nome e i
    commenti che lascia per strada, per cui si cerca di
    tenersela buona, q.b. . Cmq io te la boccio, per i motivi
    suddetti, oltre che per il fatto che non si scrive-mai-
    sulle cosce, che restano imbrattate, e non sta bene…
    Ed ora restiamo in attesa dei veri fans, loro sapranno
    trovare i veri meriti, e metterli in evidenza, alla luce du
    soleil…
    Ciao, Pattina…


    ---
    trimacassi



    [ ]

    Sai
    Contributo di: jane on Tuesday, 05 December 2017 @ 21:26
    Bella la prima parte ma inutile e patetica la seconda da eliminare o cambiare .

    ---
    Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.A.H.

    [ ]

    Sai
    Contributo di: spiarmy on Wednesday, 06 December 2017 @ 08:39
    Un po' abituato a questo tuo modo di fare la poesia che deve stupire ad ogni costo.

    [ ]

    Sai
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 06 December 2017 @ 10:22
    i colloqui iniziati con
    "sai" di solito sono seri,
    preannunciano una decisione
    di cambio.
    Qui invece il dialogo è
    surreale, paradossalmente
    simpatico (poco incinta) e
    lapalissiano (saggi).
    Credo che il tema sia la
    generosità :l'albero
    generoso vegetale, la mucca
    vacca waca_waca generoso
    animale. Anche la pustola
    erutta generosamente per
    lenire.
    Avrei evitato i due "che".
    Particolare.

    ciao :)

    [ ]

    Sai
    Contributo di: dario moletti on Wednesday, 06 December 2017 @ 13:07
    STUPENDA una lirica che m'affascina fino allo stordimento / vicinissima ai poeti maledetti che amo sopra ogni luogo alla faccia che non avevi idee

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Arcano on Wednesday, 06 December 2017 @ 18:43
    Poesia dolente ed ispirata. Piaciuta.

    ---
    arcano

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Titta on Wednesday, 06 December 2017 @ 21:25
    I poeti maledetti ? Quelli li comprendevo.
    Qui rischio il corto circuito.




    ---
    Titta

    [ ]

    Sai
    Contributo di: joshua on Thursday, 07 December 2017 @ 12:49
    La seconda quartina, quella apparentemente ottativa, un po’ buttata lì a mo’ di tirata d’orecchie all’andar del tempo, nasconde (rivela) tutto il senso (socratico dissenso) di questa amarissima (più dell’angostura) poesia matura: la saggezza sta nel non averla e, probabilmente, quando la si ha, non lo si sa (come sarebbe bello che le stagioni della vita retrocedessero alla Benjamin Button…!) n

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Lorens on Thursday, 07 December 2017 @ 16:47
    ... è una poesia che indica come sentirsi quando il tempo
    scorre e lascia i segni rimembrando situazioni, desideri,
    pause di vita e rimpianti ...

    Il linguaggio crudo usato nell'ultima strofa parla di
    pustole e pus, il richiamo è cruente ma ci sta per una
    lirica che si dimena tra riflessioni ed apocalittici
    destini.

    Bene così ... Buon Natale

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Pale shelter on Friday, 08 December 2017 @ 08:58
    La quartina rappresenta certamente il baricentro di
    questa poesia: è profondamente articolata nella
    semplicità della sua espressione (a gusto personale , per
    me, il pus e le pustole insieme è anche troppo, però
    onestamente non trovo alternative, è un modo forte e
    consapevole di rendere il concetto).
    Mi piace l'incipit brioso, vivace: i primi 4 versi.
    Mi lascia dubbi di costruzione/interpretazione la chiusa,
    ma lasciare dubbi in questo caso non è affatto negativo.
    Resto perplesso invece (e non riesco ad apprezzarli, di
    conseguenza) davanti ai quattro versi finali della prima
    strofa.
    Siccome una poesia va giudicata nella sua interezza,
    nella sua capacità di suscitare interesse/emozione, dico
    che per me è stata una buona lettura, sicuramente di
    altro livello rispetto alla precedente (ribadisco, sempre
    una mia impressione).

    Un saluto.

    Franco

    [ ]

    Sai
    Contributo di: ablablabla on Friday, 08 December 2017 @ 13:30
    
    
    
    
    
    
    
    Più grasso che colla.
    
    Bellissima poesia.
    
    
    
    
    
    
    
    

    [ ]

    Sai
    Contributo di: maria bellanti on Friday, 08 December 2017 @ 13:53
    Sai, ti volevo dire
    che oggi mi sento albero
    mi sento vacca, mi sento incinta
    ma solo poco


    Fossimo un po’ più giovani
    e più incoscienti
    a quest’ora saremmo saggi,
    senza pus che cola dalle pustole

    Questi versi che ho apprezzato maggiormente

    " Potessi solo fare un passo indietro
    mettere le pedine al posto giusto" m.b.




    ---
    Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Sandro Moscardi on Friday, 08 December 2017 @ 14:08
    Sarei, se fossi quello che sono L’esplosione in possibilità Negate dalla gravità del son-no- Basta a farsi asino se dico basto? La saggezza come realtà virtuale che cerca di contaminarsi con la realtà effettiva Sperando di modificarla. L’incoscienza come realtà virtuale creativa in dissonanza con la realtà Effettiva unico evento estemporaneo di riscatto. Ciao Sandro

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Elysa on Friday, 08 December 2017 @ 21:27
    bella la prima parte meno la seconda...quel pus proprio non
    mi va giù, vada a prendere l'acqua ossigenata :-)
    Buone feste!

    ---
    Elysa

    [ ]

    Sai
    Contributo di: minosse on Saturday, 09 December 2017 @ 06:34
    mi pare scritta bene, ma non sono abbastanza intelligente da averne colto appieno il senso. Quanto sono ermetiche queste nuove poetesse.... ;) (...il pus però mi fa un po' sboccare.) --- ***mynosse***

    [ ]

    Sai
    Contributo di: iTer on Saturday, 09 December 2017 @ 17:05
    Mi piaci sempre perché vai dritta all'inconscio e la mente non può che tacere perplessa --- iTer

    [ ]

    Sai
    Contributo di: zio-silen on Sunday, 10 December 2017 @ 09:51
    Poesia estetica in quanto sensitiva più che neuronale.
    La sensazione di disgusto, tra l'altro, domina su quel verso purulento.
    Ciononostante - forse proprio per ciò - il testo lascia a bocca aperta
    (sarà la tecnica dello "straniamento"?) e... sento Poesia.

    Stelle e Buon Natale

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Bosio on Sunday, 10 December 2017 @ 20:28
    Bellissimo scritto very very good.

    Bosio

    "La terra continuerà a vivere anche senza di noi"



    ---
    Bosio

    [ ]

    Sai
    Contributo di: frame on Wednesday, 13 December 2017 @ 12:09
    Questa è bella, ma proprio tanto. Buon Natale ..."dalle pustole" due parole di troppo, bastava pus che cola. --- Frame

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Alessio Peracchi on Thursday, 14 December 2017 @ 23:47
    Di chi sono (o chi sono) questi traumi che alla fine
    echeggiano di fronte al lettore? La chiave, evidentemente,
    è proprio nei due versi finali, ma io non sono abbastanza
    bravo da interpretarli.
    Allora posso solo commentare i dettagli e sottolinearne due
    in particolare. Primo, il bell'incipit, baldanzoso,
    sorprendente e ironico insieme, che attrae come una
    calamita. Secondo, l'atteggiamento ambivalente che spunta
    riguardo a queste donne che descrivi, con i loro tagli di
    capelli improponibili, l'acne e il corpo decorato di
    scritte. Sgradevoli e degne di compassione ma anche
    giovani, terribilmente giovani, e degne d'invidia e forse
    di rimpianto...

    [ ]

    Sai
    Contributo di: Anais on Friday, 15 December 2017 @ 08:50
    Questa secondo me potrebbe essere l'esempio di cos'è una poesia intesa
    come sintesi e indipendente da canoni estetici: poesia pura senza infingimenti,
    che usa parole sgradite all'orecchio. In particolare trovo che sia di una
    dolcezza spietata tutta e muliebre in particolare nei due ultimi versi: mi hanno
    molto colpito perché sento una storia intera sintetizzata in queste poche
    parole. Qui sopra il commentatore chiede quali sono questi traumi che
    chiamano ogni nome, me lo chiedo anch'io pensando a me: tutto e tutti
    possono averci tradito nella nostra primitiva innocenza e ingenuità, magari in
    modo inconsapevole, oppure con vera cattiveria...restano le tracce per
    sempre, segni con cui dovremo imparare a convivere nel modo meno
    doloroso possibile.
    I nomi sono tanti: padre madre uomo donna natura crudele quelli principali
    con tutto il loro fardello e diramazioni anche poesia a un certo punto puo
    tradire la tensione verso la ricerca spasmodica di una risposta quando le
    parole sono insufficienti ad esprimere le richieste: senza domanda niente
    risposta.
    Questa è la mia libera interpretazione, ma grazie perché mi ha fatto pensare.
    Ciao.

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