club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Sunday, 21 January 2018 @ 01:35 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2668/2)
Racconti (1020/0)
Saggi (8/0)

Clubpoeti.it sostiene la coscienza degli animali  

Eventi  
Eventi nel sito

Tuesday 02-Jan -
Tuesday 30-Jan
  • Premio Il Club dei Poeti 2018

  • Wednesday 03-Jan -
    Wednesday 28-Feb
  • Concorso Internazionale di poesia Città di Montegrotto Terme 2018

  • Thursday 04-Jan -
    Friday 30-Mar
  • XXV Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2018

  • Friday 05-Jan -
    Monday 30-Apr
  • Premio Letterario Marguerite Yourcenar 2018

  • Saturday 06-Jan -
    Wednesday 30-May
  • Premio Ebook in…versi 2018

  • Sunday 07-Jan -
    Monday 30-Jul
  • XXIII Edizione Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2018

  • Monday 08-Jan -
    Tuesday 30-Oct
  • Premio di Poesia Ottavio Nipoti - Ferrera Erbognone 2018
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    Nessun nuovo contributo

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  • Il gatto e la luna [+7]
  • Vetrine
  • Nonostante me [+6]
  • La fine di Paolo [+2]
  • Viaggio al centro...
  • Sette colori all'...
  • Mare d' Inverno [+6]
  • Tradurre, è scriv...
  • L'uomo con i sens...
  • La Stella Alpina ...

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     La tuba marrone   
     Monday, 27 November 2017 @ 13:00
     Leggi il profilo di: Stan
     Visualizzazioni: 130

    Racconti

    La tuba marrone

    Non si era mai vista una tuba marrone, in capo a una donna poi. Ma che donna. Ella compariva in pubblico senza che nessuno si accorgesse del suo arrivo. Con quella tuba. Ma come ci riusciva? Nei party in cima agli attici dei boulevard fiancheggiati da alberi e palazzi poco meno che secolari, a serata inoltrata era lì, perfettamente inserita tra gli ospiti, nelle conversazioni, partecipante, sorridente, profumata e con la tuba marrone che si sarebbe tolta e poi rimessa non appena fosse sorto, sebbene inespresso, l’interrogativo di tutti: “Ma quando è arrivata?”
    Nelle serate estive sui terrazzi o d’inverno, nei saloni vetrati come acquari luminosi, esposti al mare nero della notte che allaga la città, ospiti e invitati ondeggiavano in piedi, accomodati, in poltrone, sui tappeti, sui gradini inventati dal designer d’interni, accavallavano le gambe, si alzavano, si scambiavano reciprocamente gli interlocutori, accettavano drink da vassoi d’acciaio, dischi volanti che a ritmo misterioso ma esatto, passavano nel chiacchiericcio tra uomini e donne eleganti e cordiali.
    In quella fauna d’acquario, selezionata naturalmente e artificialmente, così tanto compatibile con se stessa, la donna con la tuba era di una specie diversa, non classificata ma, e questo era strano, molto bene tollerata. Non aveva simili, eppure, per il tempo in cui fosse rimasta, tempo di cui nessuno vedeva mai l’inizio, né la fine, ella faceva parte di quegli ecosistemi come chiunque altro dei presenti.

    Parlava ritta e composta, si sarebbe detto rigida, fino a quando non estraeva le mani come scimitarre, ma di piume, ed erano ali amorevoli, e allora gli occhi erano oceani che risaccano sulle spiagge dell’infinito e le parole entravano nel discorso con grazia, portate con le dita come bocconi delicati.
    E ci si accorgeva della tuba marrone. “Ma quando ce l’ha messa?”, “C’era da prima?”, “Non mi pare proprio”, “Ma allora?”

    Una sera, nell’appartamento dei sorridenti Bodini, all’ottavo piano del Crosby Building con vista sul parco tecnologico, mentre si assaporavano i deliziosi salatini della signora Bodini, preludio stuzzicante di un magnifico party-cena in piedi, tutti udirono il citofono suonare. La cosa in sé non fu sconvolgente, il fatto è che tutti avevano la convinzione che non mancasse nessuno degli invitati. E in un primo momento nessuno pensò consciamente che potesse essere la donna con la tuba, ma tutti, in quel preciso istante, guardarono l’ora del proprio orologio, o dispositivo digitale. E fu quella intersezione di silenzio immediatamente seguente al suono del citofono che creò l’elettrizzante aspettativa di vedere la donna con la tuba varcare la soglia ed entrare nel party, far parte del party. L’inizio. La spiegazione.
    Suonò infine il campanello della porta blindata, impellicciata, odorosa di rovere e patchouli. I Bodini e il loro magnifico sorriso andarono ad aprire.

    Entrò Franzen, delle farmacie Franzen e tutti tirarono un sospiro di sollievo, si resero conto che forse non erano preparati all’esperienza dell’inizio, ma poi l’inizio di cosa? Qualcuno alzò il volume e la sessione fiati di Slip Away abbracciò l’appartamento e gli invitati si riaccesero nelle chiacchiere cordiali, festose per l’arrivo di Franzen, così inaspettato ma così opportuno, arrivò come un cortisonico e, benché fosse un palliativo, in quel momento si portò via il male di sapere, il dolore della rivelazione. E tra gli invitati la donna con la tuba era là, seduta che parlava con due, tre ospiti. Ridevano, si interessavano, chiedevano, rispondevano, si sovrapponevano, chiedevano scusa, si spiegavano e ridevano. Perfettemente inseriti nel quadro luminoso tridimensionale, appeso all’ottavo piano del Crosby Building. E la serata proseguì nella notte fonda fino a che non sfumò nei saluti esausti ma felici, sottovoce, sulla soglia in rovere nel profumo di patchouli, vino e avanzi.
    I Bodini chiusero la porta blindandosi il sorriso, la piacevole devasazione del loro appartamento li riaccolse ma nonostante l’abbondanza disordinata di bicchieri, piatti, bottiglie, tovaglioli, portacenere, fette di dolce abbandonate, persisteva la sensazione di un’assenza. Sì, la donna con la tuba. Non si era vista andar via, non aveva salutato. Non amava i saluti, non lo trovava salutare. Qualcuno riuscì a ricordare quello che disse una sera: l’unica volta che le scappò di dire addio, morì.

    - Miriam, com’è andata?
    - È andata, ho avuto paura a un certo punto.
    - Lo so, anch’io, tutti abbiamo avuto paura. Fortuna che è arrivato Franzen.
    - Fortuna che non porta il cappello.
    - Sì. Miriam, mettiamo in ordine adesso, tra poco albeggia.
    - Ti ricordi, Mauri, come abbiamo cominciato, noi? Ricordi il nostro inizio? Ricordi quando ci siamo apparsi?
    - Credo di sì.
    - E ti ricordi l’attimo prima? Solo un attimo prima. Ti ricordi dov’eri, a cosa pensavi, con chi stavi parlando? C’era qualcuno? Cosa stavi facendo, avevi qualcosa in mano? Stavi correndo? Ti ricordi com’era prima? Prima di…
    - Miriam, non agitarti, ti prego, lo sai, non ci fa bene. Non ti fa bene.
    - Quella donna, nessuno sa, eppure tutti sanno, e invece non sappiamo niente. Soltanto a un certo punto ci pare così normale e lei è così… bella, cordiale, sembra amarci, come una madre, come una stagione bella.
    - Sì.
    - E poi scompare. Eppure è così presente.
    - Eppure, eppure. Tesoro non ci pensare, vedrai domani non ci baderemo. È sempre così, più ne parliamo, più cerchiamo di capire più svanisce come un sogno.
    - Mauri, andiamo a letto, mettiamo a posto domattina, faccio venire Ellis a mettere in ordine.
    - Ma è domenica.
    - Non importa. Le fanno comodo gli straordinari. È contenta se la chiamo.
    - E noi dove andremo?
    - Noi andremo nel futuro. Ti piacerebbe?
    - Tesoro.
    Guarda, c’è un cappello, qualcuno l’ha dimenticato. Una tuba.
    - Marrone.
    - Ma non si è mai vista una tuba marrone.

     



    La tuba marrone | 3 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    La tuba marrone
    Contributo di: Lorens on Monday, 27 November 2017 @ 18:11
    Molto originale questo racconto, laddove la presenza non
    contemplata di una donna con la tuba dall'insolito color
    marrone la fa da padrone in questo brano di appetibile
    desiderio di curiosità.

    La narrazione scorre piacevolmente nelle descrizioni degli
    ambienti in peculiare esposizione, fino ai personaggi ed ai
    loro dialoghi.

    Bene così ...

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    La tuba marrone
    Contributo di: zio-silen on Monday, 27 November 2017 @ 20:53
    Ogni volta colgo nei tuoi racconti dei passaggi particolarmente poetici. Sarà un mio difetto?

    "Non si era mai vista
    una tuba marrone
    in capo a una donna poi.
    Ma che donna. Compariva
    con quella tuba nei party in cima
    agli attici dei boulevard.
    Nei saloni vetrati come acquari
    esposti al mare nero della notte, invitati
    ondeggiavano in piedi, accavallavano
    gambe, accettavano drink da dischi volanti.
    Una sera, all’ottavo piano del Crosby Building
    suonò il campanello della porta impellicciata
    odorosa di rovere e patchouli.
    I Bodini e il loro magnifico sorriso andarono ad aprire.

    In quella fauna d’acquario, compatibile
    con se stessa, la donna con la tuba era
    di una specie diversa, non classificata.
    Non aveva simili. Parlava ritta
    composta, estraeva mani scimitarre
    di piume, ali amorevoli. Gli occhi erano
    oceani che risaccano sulle spiagge
    dell’infinito, le sue parole entravano
    con grazia, portate con le dita
    come bocconi delicati.

    La donna con la tuba non amava
    i saluti, non li trovava salutari.
    Una sera disse: "l’unica volta che le scappò un addio, morì".

    Abbiamo avuto paura. È arrivato Franzen.
    Fortuna che non porta il cappello.
    Quella donna, nessuno sa, eppure tutti sanno
    e invece non sappiamo niente. A un certo punto
    ci pare così normale e lei è così… bella
    sembra amarci, come una madre
    come una stagione bella.
    E poi scompare. Eppure è così presente.
    Eppure, eppure... qualcuno ha dimenticato
    un cappello. Una tuba.
    Marrone. Non si è mai vista
    una tuba marrone".



    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    La tuba marrone
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 28 November 2017 @ 08:46
    Perché pubblicate i racconti nella sezione Poesie?
    Ma non è che sta tuba marrone era tale perché fatta di m...a?

    ---
    Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia.

    Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2018 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.