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      Il Ragno   
     Thursday, 16 November 2017 @ 10:45
     Leggi il profilo di: Lorens
     Visualizzazioni: 844

    Poesie

    Come un ragno appeso al filo
    attendo eventi a venire
    incerta l’identità
    con te non so
    se preda o predatore

    Erano i giorni cari a Giove
    quando un fondo schiena
    esplicativo tra la pioggia
    m’illuminò l’uggioso Marzo
    tra la gente distratta

    Ora sei di nuovo qui
    abitudine o inquietudine
    trasgressione e peccato
    amore o libidine
    gioia e sofferenza

    Irrinunciabile rito vitale
    quasi icona devozionale
    di un tempo
    che mi va stretto
    per il fato a scadenza

    Acqua scorre sulla pelle
    dopo le calze nere
    le labbra rosse lascive
    slip ricamati e tacchi a spillo
    poi solo sguardi in silenzio

    Tu vai via
    la porta sbatte al vento
    non è ancora l’alba
    piove di nuovo
    io solo come sempre

    Lorens
    (Pierluigi Terra)

     



    Il Ragno | 27 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Il Ragno
    Contributo di: tendre on Thursday, 16 November 2017 @ 11:28
    Un incontro d'amore (o di sesso?) si può declinare in mille
    modi... Per quel che mi riguarda la bellezza sta tutta
    nell'ultima strofa.

    Ciao,

    ---
    tendre

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: gricio on Thursday, 16 November 2017 @ 11:59
    E' abbastanza esplicito, ma tutto sommato non stona. In definitiva si, non male. E anche a me piace molto la chiusa. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Carmen on Thursday, 16 November 2017 @ 13:20
    Oh oh! Ma l'hai scritta per me che sono inquietudine e non abitudine? Va beh....scherzo. Nessun uomo mi ha mai scritto un c...o di poesia. Anzi, ricordo che un mio fidanzato mi strinse una mano al collo schiacciandomi contro una parete. Ma gli volevo bene, non potevo denunciarlo. Però lo lasciai mesi dopo. ------------------------------------------------------ Riguardo alla tua poesia, avrei omesso i riferimenti espliciti, alla biancheria intima di lei e agli odiati STEREOTIPATI tacchi a spillo che io trovo di una IMMENSA VOLGARITA', quanto più è forte la loro ostentazione. Avrei omesso anche "Erano i giorni cari a Giove" frase che mi suona fuori luogo, mi sembra di leggere la brutta copia di Virgilio. Mi piace l'ultima parte: "Irrinunciabile rito vitale quasi icona devozionale di un tempo che mi va stretto ..." "Tu vai via la porta sbatte al vento non è ancora l’alba piove di nuovo io solo come sempre" Pier, si può dire: vorrei essere già morta? Carmen --- Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia. Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: maria bellanti on Thursday, 16 November 2017 @ 21:17
    Era dai tempi di grigio che non c'era un riferimento esplicito agli slip:)
    Per il resto mi associo alla seconda parte del commento di Carmen

    ---
    Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Sabina on Thursday, 16 November 2017 @ 23:23
    un ragno non resta mai appeso a un solo filo

    ---
    Nuba

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Elysa on Friday, 17 November 2017 @ 06:53
    mi piace l'immagine del ragno in apparenza predatore che attende la preda, ma che infine viene sedotto e abbandonato da una sexy ragnessa (se po' dì??), la poesia scorre piacevole, senza intoppi e le immagini della biancheria intima per me non stonano affatto, bella la chiusa bentornato Lorens! --- Elysa

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: clair79 on Friday, 17 November 2017 @ 12:50
    Un filo reciso caro ad Aracne/Athena più che Giove nei giorni a venire, dubbio sciolto per innalzare vessilli e insegne di solitudine.

    ... “La Spider Film International“ è lieta di
    presentare :

    "All’Inseguimento del filo perduto, tinta unita”

    Lingua originale = poetichese Stinto
    Paese di produzione = Italia
    Anno = 2017
    Durata = media (quanto basta per demoralizzarsi)
    Colore = (cangiante)
    Audio = A more o libi dine sauro
    Rapporto = 2,35 : 1
    Genere = lamento missionario
    Regia = Lorens
    Soggetto = annodamento compulsivo
    Sceneggiatura = di-filato in tintoria
    Produttore = Lorens
    Casa di produzione = La Spider Film International
    Distribuzione (Italia)= presso intimissimi
    Fotografia = visione fuori fuoco (impressive look)
    Montaggio = tauro-presbite
    Musiche = originali
    Scenografia = nature morte
    Costumi = assenti

    Un imponente personaggio di peso ha determinato lo strappo, cedimento della fibra

    "Alla faccia del filato!?!"http://vetrina.clubpoeti.it/layout/clubpoeti/images/stelloro.gifhttp://vetrina.clubpoeti.it/layout/clubpoeti/images/splat.gif
    http://vetrina.clubpoeti.it/layout/clubpoeti/images/question.gif


    ---
    «... Speriamo piova, la stampa se ne accorga e voglia darne la notizia, triste.»

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Ganimede on Friday, 17 November 2017 @ 13:04
    ahah, già! Qui sì che il film calza a pennello...
    pare che l’assenza abbia giovato più al Lorens poeta che al Lorens
    commentatore. Ti meriteresti piuttosto una bacchettata sulle dita per certe
    tue esternazioni in cui la saccenteria sembra certamente più tua che dei
    poeti a cui la vai imputando (e zitto neeehhhhh!!!!) ma naturalmente il
    giudizio poetico non deve subirne le conseguenze. Nel momento in cui sia
    possibile vedere il percorso di chi scrive, mi sembrerebbe una mancanza,
    valutare una poesia in senso assoluto senza tener conto degli eventuali
    progressi avvenuti nel tempo (se ce ne sono). In questo caso a me sembra
    che ce ne siano e anche se non tutto mi piace per non dire che a tratti la
    poesia scade nel decisamente poco originale, alcune parti mi sono piaciute
    molto come la quarta strofa (molto musicale anche! Io però toglierei “per
    il”).
    L’ultima anche non mi dispiace: non stravolge però noto una tristezza
    composta capace di generare una certa empatia .
    Ecco, magari intrattieniti un po’ di più a conversare con quel fondo schiena
    al neon, visto che è così esplicativo, magari si illumina qualche spiraglio di
    misericordia anche verso le extracazzole di noi altri poveri poeticamente
    impediti. Ciao :-)

    P.s. Ma le ragnesse portano le calze a rete?
    No... volevo dire che per dei mesi ho visto un ragno sempre nello stesso
    posto su una ringhiera. Specie tenace i ragni.


    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Titta on Friday, 17 November 2017 @ 14:07
    "Irrinunciabile rito vitale quasi icona devozionale di un tempo che mi va stretto per il fato a scadenza". Poesia a sè e mi piace. --- Titta

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: PattiS. on Friday, 17 November 2017 @ 14:33
    mmm...da quel che ho capito io, il filo è quello interdentale brasiliano, se non
    sbaglio perché non sono molto sicura. Insomma, non è che brilliamo molto in
    questo sito, in quanto a critica letteraria...
    Però ho ricevuto un whatsapp dal gatto di Lorens (sì, bella la sua foto del profilo
    con gli stivali inguinali in lattice), comunque a parte che mi dice che io sono la sua
    preferita nel sito, mi fa un sacco di complimenti, ecc. ecc. - nelle cose nemmeno
    posso riportarle...:-) mi scrive anche,
    testuale, testuale....:" il Lorens è un cane". Ora non so se si riferisca alla
    produzione poetica
    o a quella cinofila però...vabbè....lui è laureato in poetica, critica letteraria, filologia,
    Godardismo gattesco, glottologia Kitekat. Per dire, se ne intende.

    ---
    Tanzt, tanzt, sonst sind wir verloren (Pina Bausch)

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: indio on Friday, 17 November 2017 @ 16:26
    ...direi un ottimo rientro questo tuo
    un po' fuori dal tuo stile?
    ma pur sempre efficace
    e questo mi fa apprezzare ancora di più il tuo poetare...
    significa che non si è "monotematici".

    bravo

    mi piace molto anche il titolo dove mi permetto di consigliare la i dell'articolo minuscola - il Ragno

    e poi complimenti per l'ottima chiusa






    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: trimacassi on Friday, 17 November 2017 @ 18:08
    L'amico Lorens sembra abbia intrapreso la strada, a suo tempo
    cara al Grigio, e canta gli amori, le donne, le passioni, e
    lo fa intonando versi, che hanno una loro specifica
    poeticità, che non dispiace...
    Ciao, Terra.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: jane on Friday, 17 November 2017 @ 18:23
    Dice che ascoltare MOzart serve a rompere
    le tele di ragno.(mi sa che tu nelle
    poe...
    vivi una realtà ben diversa da quella
    che ti appartiene. CI racconti le favole
    erotiche!😄😊 grazie per la
    tua versione
    della mia poesia.Gradita.

    ---
    Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.A.H.

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: zio-silen on Friday, 17 November 2017 @ 21:56
    Azzeccato parallelismo tra la solitudine del ragno e quella dell'uomo bramoso di compagnia, anche effimera.
    Penso che il componimento non si discosti molto dall'abituale stilema lorensiano: la riconoscibilità di un autore è un pregio.

    L'avrei stringata maggiormente:

    "Come ragno al filo
    attendo eventi

    Un fondo schiena esplicativo
    nella pioggia. Inquietudine
    peccato, rito devozionale
    a tempo

    Acqua sulla pelle
    calze nere
    labbra rosse
    sguardi ricamati
    dal silenzio

    La porta sbatte, è l’alba
    piove
    resto solo"


    È solo un esempio. Forse non fila... con disappunto del ragno ;-).


    Un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: joshua on Saturday, 18 November 2017 @ 17:55
    Nel libro-strenna testé edito di memorie del sottosuole ‘DALLA MANOMORTA ALLO ZAMPINO’ il noto pornoattore Teo Zompo (oggi buttafuori, nei momenti impegnati, e fachiro, col nomignolo di Spilla Balia, in un circo di Timbuctù, in quelli ispirati), lascia intendere che, a soli diciott’anni, già aspirava a fare la voce bianca nel Complesso di Pollicino allo Zecchino d’Oro.

    Strada facendo, una zingara di passeggio l’ebbe presto arruolato, con quattro compagnucci Nuba, (che spesso lo molestavano affettuosamente a voce grossa, ma anche in pieno silenzio notturno), in una compagnia itinerante di escort a tariffa scontata per vecchie dame della carità pelosa (oggi della carità rasata) in pensione nel buen retiro ‘A Zoccoletta’ in frazione Belsedere (SI), con succursale a Gnocca (RO).

    ‘Non era facile – racconta con parole sue, ma anche di Cippo, Piolo, Wafer e Pannocchia, i quattro Amici della brigata – ‘dopo sei ore di danza del palo, tre di crunch e due di bilanciere angolato, sostenere l’assalto dei compagnucci o fargli da fluffer senza neanche un grazie’.

    ‘La redenzione - confessa Zompo, non senza spargere qualche lacrimuccia - è stata per me l’industria porno’.
    E racconta di come, nel suo primo successo, PISELLO DA SCASSO, sia stato ampiamente notato il suo talento nel fare da controfigura a riposo del protagonista sveglio.

    ‘Non è stato facile recitare con una parte minore. A chi mi domandava se usassi il ghiaccio artificiale per ammosciarla, rispondevo che la mia vera dotazione era quella naturalmente, anche se non era per niente scontato ottenerne il riconoscimento ’.

    CON LA LENTE D’INGRANDIMENTO, il successivo film, Zompo racconta di esser passato da spalla a coprotagonista.
    Molto disperata, ma politicamente inviolata, la trama: un sultano scopre che l’harem è stato penetrato nottetempo. Non trovando il colpevole e non volendo soprassedere al taglione, stabilisce che in tutto il sultanato venga accorciato - si fa per dire - ogni sospetto corpo di reato di misura adultera. Liberalmente risparmia la taglia infantile. ‘Sono mica Erode! – esclama rivolto al ciambellano prosternato alle sue babbucce, già nudo e pronto a affrontare pavidamente il destino. Ed ecco che, fuori campo per non turbare l’infanzia, un bambino grida: ‘ Ecchè, te se l’è magnato er cocodrillo?’.

    Zompo ricorda che perfino Marzullo e la rivista CINEMA D’ESSAI E SE NON L’ESSAI INFÒRNATI accolsero con entusiasmo la graziosa liberalità del sultano.
    Per questo ancor oggi da Timbuctù Zompo si commuove al ricordo: ‘Nel mio piccolo ho contribuito all’importante causa dei diritti umani dei ciambellani’.

    [ ]

    Il ragno
    Contributo di: cordaccia on Sunday, 19 November 2017 @ 19:23
    scusa, la potevi intitolare:
    il culo; di questa donna si
    intravede solo quello.Un po'
    sminuente.
    Un sogno e poi il bagno.
    Buona comunque la prima
    strofa.

    ciao Pierluigi :)

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: A.Sal.One on Monday, 20 November 2017 @ 01:55

    E` molto triste il ragno
    che aspetta la mosca con
    i tacchi a spillo.

    Poesia che rivela una condizione
    umana che, anche col passare
    degli anni, affligge tutti coloro
    che, per un motivo o un altro,
    si sentono soli.

    Il testo, a tratti ridonda,
    a tratti incespica, ma il tuo forte
    e` sempre stata la prosa, per cui
    mi rendo conto come ti venga difficile
    asciugare la poesia fino ai suoi versi
    piu` essenziali.

    E poi volevi esprimere quello che volevi
    esprimere, affinche` fosse del tutto chiaro.

    Bene.



    ---
    La critica che manca
    d'imparzialita` e` una
    pseudo-critica.

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Alexandru Cefan on Monday, 20 November 2017 @ 09:46
    Una poesia o una filastrocca? Sicuramente, molto originale e profonda se a Carmen piace così tanto.

    ---
    Alexandru C.

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Donato Desiderat on Monday, 20 November 2017 @ 11:40
    un testo che scade nello scontato nell'ultima strofa
    la solitudine è noiosa
    per il resto piacevole racconto del vissuto senza grossi pregi compositivi

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: ablablabla on Tuesday, 21 November 2017 @ 19:31

    Questa mediocre poesia mi a fattovenire in
    mente un antico racconto dello Zen.


    Il ragno e’scort

    Atto I

    -Amò il ragno se mbucato!!

    Se mbucato!!?? Te possino!!

    No No e se poi esce mentre stamo a fa!?

    -E che voi che faccia amò… quello penza ai
    fatti sua! Mica che se impiccia de noi!..
    E dai… mamma quanto sei bella bella
    polpettina come me piaci!!

    Ma che dici aooo non vedi quando so’ dimagrita?

    -SìSì sei dimagrita mo sei n’alice obesa prima eri una
    balena teglia slim…ahahahah!!

    Amò ai visto me so messa le calze rete e i tacchi
    spillo come piace a te?

    -Sì bellissima però la prossima volta te voglio in
    autoRaggiante.

    Come vuoi amò lo sai che esaurire ogni tuo desiderio per me
    è un immenzo piacere.

    Atto II

    Amooooooooo!!!

    -Nooooo proppriooooo adessoooo!!??
    Che c’è…maa che succedeeee??

    Er ragnoooo er ragnoooo….Aiutoooo!!


    PPSS Grazie per il commento. Certo che per come te sei
    ingriffato me sa che la poesia ti ha fatto un strano
    Affetto. Ao' datte na carmata ci hai una età!! E me sa pure
    na bella panza!! Fatte na bella magnata bevite una buona
    bionda (Vieille Bon Secours) e vattenne a cuccà ai visto
    mai… magari fai beeee sogni.




    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: federicosecondo on Wednesday, 22 November 2017 @ 15:15
    Piace indubbiamente.

    Mi associo al commento di maria bellante e quindi di Carmen ;-)

    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: Lindy on Monday, 27 November 2017 @ 09:42
    Fine eleganza, calze, spillo, solenzio.

    ---
    «Per la poesia, nel vuoto totale, l’unica commozione che traspare è quella cerebrale.»

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 27 November 2017 @ 20:49
    Lorens stai sempre a criticare le pippe mentali altrui e noi dovremo appassionarci alle tue pippe corporali dai risultati appiccicosi e penzolanti al filo di quel povero, abusato, bistrattato ragno Almeno rendile interessanti lessicalmente e linguisticamente. --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: ben on Tuesday, 28 November 2017 @ 16:08
    Ascoltando "Brava" di tal Vasco Rossi hai trovato l'ispirazione ("la logica di calze nere"). Bella riproposizione, in versi spezzati e senza musicalità, di una canzone. Complimenti per il paradosso. --- il poeta per caso

    [ ]

    Il Ragno
    Contributo di: minosse on Sunday, 03 December 2017 @ 07:03
    vabbè la trama è semplice e lineare: un culo incredibile nella folla e si finisce a letto, con tanto di...acqua. Lei, topone con tacchi e calze nere, finito l'incontro se ne va, come nei film...o come negli hotel. Subito non mi piaceva per il suo clichet da officina meccanica. No, era per gli inserti classici che stonavano. No, era per il finale scontato. L'ho riletta sei volte, sette. Sai che ti dico? Mi piace. Più la leggo e più mi piace. Mi piace per il finale scontato, per gli inserti classici, per il clichet da burino. Mi piace per tutto, è sanguigna, è scritta bene. --- ***mynosse***

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    Il Ragno
    Contributo di: luciano tarasco on Monday, 04 December 2017 @ 17:23
    buona

    ---
    Se trasali, prima o poi devi trascendere...

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    Il Ragno
    Contributo di: frame on Wednesday, 13 December 2017 @ 12:15
    Che carina... il marpione che c'è in te s'è intenerito, oppure è solo un momento così? Valà, che ti conosco mascherina, gira che ti rigira, pensi sempre a quella cosa Buon Natale --- Frame

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