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     Un sole che non bruci, ma riscaldi   
     Monday, 13 November 2017 @ 11:45
     Leggi il profilo di: trimacassi
     Visualizzazioni: 403

    Poesie

    Un sole che non bruci, ma riscaldi


    Si scaldano memorie quando piove
    se una chitarra suona… è meglio
    perché i ricordi volano//portano agli anni belli
    quando la vita profumava d’avventura

    Torna così alla mente la Parigi bohemienne
    Partivano senza una lira
    pittori sconosciuti a far fortuna
    tutti verso Monmartre, a riempir le tele
    con i colori e il genio di tanti
    che poi divennero Van Gogh, Degas, Toulouse Lautrec…
    La sera, lì a Pigalle, era gran festa
    il Moulin Rouge suona e fa furore
    con le donnine a sventolar sottane
    e il mitico Can Can, a risvegliare tutta la collina


    E la New York degli anni venti ?
    dei liquori vietati, dei ragazzi di strada
    di ‘c’era una volta in America’
    storie di vita che ci fecero impazzire
    distanti anni luce dalle nostre
    povere cose come le raccontò, poi, Tornatore
    nel suo ‘Cinema Paradiso’
    Era la vita che spingeva
    il tempo che schiumava
    e ci portava a un’ epoca //come l’ape al miele…


    Che bello ch’era il caro vecchio mondo
    duro, in salita, tutto da scoprire…
    Oggi… che pena !
    dopo quell’11 Settembre, siamo in guerra
    si muore dappertutto fuori di casa
    si muore per far notizia, perché sia la paura a dilagare
    Il cielo sembra carta
    e noi sappiamo che la vita è altro
    ed aspettiamo, che questo inverno passi
    che torni, come sempre, primavera
    e sorga in cielo un sole che non bruci, ma riscaldi.


     



    Un sole che non bruci, ma riscaldi | 17 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: gricio on Monday, 13 November 2017 @ 12:53
    Vagamente condivisibile il senso, molto meno la forma (poesia?). Senza dimenticare che negli anni 20 a Ny c'era anche Al Capone :)
    cordialità


    ---
    "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa)
    http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: zio-silen on Monday, 13 November 2017 @ 14:59
    Poesia disarmante nella sua genuinità, nella sua purezza intrinseca, nel canto che rende nitido il velato.

    Certo, è un tantino abbondante, con tratti decisamente viranti nella prosa. Cmq rimane una fonte inesauribile di materiale poetico:


    "Si scaldano memorie
    quando piove. Una chitarra suona
    gli anni belli. Ricordi
    profumati d’avventura.

    Tutti verso Monmartre, a riempir tele.
    La sera, lì a Pigalle, grande festa. Al Moulin Rouge
    furore di sottane. E la New York
    proibita dei liquori, dei ragazzi
    di strada. Impazzimenti
    distanti anni luce. Le api al miele
    di un'epoca schiumante. Paradiso.

    Che bello il vecchio mondo
    da scoprire. Oggi, una pena
    dopo quel Settembre, si muore
    in guerra fuori, dentro casa
    si muore di notizia, la paura
    dilaga. Il cielo sa di carta e
    inchiostro nero.
    Ma noi sappiamo che la vita è altro:
    l'inverno passa, torna
    primavera, il sole sorgerà
    forse a bruciare".


    Grazie

    Un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: Carmen on Monday, 13 November 2017 @ 16:38
    Non so Trim ...
    c'è sempre una fastidiosa retorica nei tuoi scritti.
    Ma io ho sempre pensato che la retorica e la verità non siano mai sorelle.

    Ben diceva Pascal che l' uomo quanto più si mostra angelo tanto più vuole nascondere la bestia che in lui alberga!"

    Colgo l' occasione, Trim, di non menare più il c...o per l' aia quando nei tuoi commenti scrivi: lasciamo stare la Carmen, come se la sottoscritta fosse una bestiola o bestia rara o qualcosa o qualcuno da temere perché mentalmente insana.
    Per favore, risparmiati certe frasi e pensa a coltivare il tuo orto.
    Grazie Trim

    P.S.
    Certo, un sole che non bruci. Lo vogliamo tutti, anche se la maggior parte della popolazione mondiale non si è resa affatto conto di dove stiamo andando a fracassarci la faccia.

    ---
    Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia.

    Friedrich Nietzsche

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: Lorens on Monday, 13 November 2017 @ 17:50
    ... caro Trim non mi trovo molto d'accordo sul messaggio di
    questa proposta dal timbro prosaico nostalgico
    impropriamente postata come scritto poetico ...

    A parte la stesura come lista della spesa che tende a
    richiamare in memoria tempi che non torneranno più, vorrei
    annotare che oggi come ieri, le umane problematiche si
    ripresentano in forma diversa ma dai contenuti similari.

    C'era guerra all'epoca come in odierna fase attuale, così
    come l'immigrazione, il terrorismo, la disoccupazione e
    quant'altro. L'unica differenza è forse che tutto ciò ci
    tocca oggi più da vicino, minando la nostra felice
    quotidianità.

    Ritornando alla tua poesia, mi è sembrata molto appesantita
    di retorica in coatto formato rievocativo malinconico.

    E' solo il mio modesto parere, condivisibile o meno, a
    rileggerti come sempre con vivo interesse.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: Ganimede on Monday, 13 November 2017 @ 19:34
    Eh, sì, ciao... immagino come vivessero bene già solo gli artisti citati, ché
    se non morivano di fame o si tagliavano orecchie, passavano il tempo a
    curarsi la sifilide contratta nei bordelli pidocchiosi... Quanto a me, credo
    che finirei per supplicare padre tempo di rimandarmi in epoca corrente alla
    prima emicrania (seppur vero che, a diversa epoca, diversi mali). Il fatto è
    che sarebbe stato differente se tu avessi parlato di bei tempi andati sulla
    base di ricordi tuoi ma così è come fidarsi del riferito, del sentito dire e
    idealizzarlo sulla base di una convinzione che, i bei tempi, siano per forza
    sempre quelli ormai trascorsi: concetto presumibilmente vecchio come il
    mondo e sulla base del quale, da sempre, l’umanità ragiona.

    Preferirei piuttosto bandire la solita retorica e sentir parlare del buono di cui
    possiamo godere adesso su tutto ciò che prima non c’era, anche se
    sempre più spesso, guastato dal cattivo uso di scienza e tecnologia; ma la
    verità è che la lamentela regna sovrana e viene comodo lasciarla regnare
    (il mio collega siciliano dice sempre “lamèntati se vvuoi shtare bbene!”
    ahah! Fai così anche tu trim?)
    Comunque al di là dell’opinione personale sul contenuto, per il resto vedo il
    solito fiume in piena trim in preda al delirio ottimistico in fin di poesia e pur
    sempre travolgente e contagioso; poi non escludo che a fronte di
    un estremo, estremo, estremo restringimento (intendo sempre nei concetti
    non nel numero delle parole), potrei apprezzarla anch’io, anche se
    preferirei leggere ogni tanto qualcosa di più personale e meno
    “cantastoriato” (ma se è in questo genere che vedi la tua firma artistica,
    allora va bene così).

    P.s. Ma le “donnine a sventolar sottane” sono la tua risposta versione
    porno... d’antan? :-)

    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: maria bellanti on Monday, 13 November 2017 @ 20:52
    La prima strofa va bene poi ti perdi
    a rivangare ricordi di un tempo passato che appare bello solo perché non hai evidenziato i lati negativi

    Ci sono spunti interessanti ma ,a mio avviso, andrebbe scarnificata

    ---
    Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: Titta on Monday, 13 November 2017 @ 21:01
    Una prosa poetica che secondo me si perde un
    poco nella giostra di questi deja vu.
    L' incipit mi piace pero'. Alla prossima,
    Trim !

    ---
    Titta

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: ablablabla on Monday, 13 November 2017 @ 21:05
    Sòle


    - Amò ma se d’estate fuori piove non si sta più freschi?
    Certo amore. Risposi distrattamente.
    - Aoo ma che guardi il sedere de quellaa.. ma sei
    proprio un porcello delle Fiandre.
    Fu allora che mi tornò alla mente la Parigi bohemien
    de'noantri quando partivamo io e Ivana senza una lira
    sconosciuti anche a noi stessi (ma questa era una
    fortuna). A Montmartre i ricordi volavano dappertutto
    scambiammo un Toulouse Lautrec con un po’ Degas
    prendemmo per Due Soldi una stanza al Gan Can
    Ivana profumava d’avventura ma io ci avevo molto sonno
    e mi addormentai subito. Fu allora che fui svegliato quasi
    subito: Ivana
    pure lei nel sogno mi aveva sorpreso con una ballerina
    a “risvegliare tutta la collina” (boh!)
    Fuori pioveva a dirotto ricordo ancora i giraSoli
    di Vincent a capoletto e in men che non si dica ci trovammo
    a New York
    pioveva (e che cavolo!!): Io e Ivana completamente fusi
    dall’orario spingevamo da matti (per la miseria come si
    schiumava!!) provammo tutti i baci del Tornatore ma il più
    bello fu la mossa dell’ape regina (che sarebbe come fa
    l’ape col fiore). Poi finimmo a Bombay commossi e sempre
    più innamorati giurammo amore eterno nei giardini del Taj
    Mahal ci purificammo nel gange. Ma per magnà ce ne andammo
    dalla Sora Lella (mamma mia a reagà che abboffata).
    Piove ma la notte e ancora giovane Ivà dove 'ndo volemo
    anna?


    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: jane on Tuesday, 14 November 2017 @ 08:58
    Un sole che non bruci ma riscaldi sta a significare la ricerca dell'equilibrio nella saggezza dei tempo, mentre si sfogliano i ricordi di un passato che forse adesso appare anche più bello di ciò che è stato realmente.

    Mon Martre no! Mont.

    Una poesia che può star bene in una serata tra amici quando alla fine della cena arriva il panettone e lo spumante.
    Mi piacerebbe leggere qui cose più impegnate e di livello.
    Non dico solo a te ma a tutti noi, me compresa. Un saluto.

    ---
    Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.A.H.

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: joshua on Tuesday, 14 November 2017 @ 12:42
    Ohibò, povero caro Trim, anche a Te si rivoltano contro, ma a me, come dice anais i ‘nemici’, a Te gli amici di sempre.

    Insomma, che succede?

    Te lo spiego io che succede: quando vedono che guardi fuori di Te (bene o male, stilisticamente, conta, pur se non è questo che in poesia conta da solo), LORO (chiamiamoli per comodità i miei HOSTES e i Tuoi CONSORTES) escono fuori di sé, non ci capiscono più nulla, si chiedono come mai non parli con la Tua animula blindatula, ma Ti metta a dialogare con le cose e gli eventi che non dovrebbero interessarle.
    Ti rifaccio una domanda scioccante (nel senso che mi pare sciocca perfino per chi dalla poesia si sentisse latitante): Tu dove sei? Dov’è, se ce l’hai, la Tua malattia d’organo, il Tuo (se ce l’hai) dissidio o sussidio d’amore o languore (meglio se sessualizzato, specie restando nel divago, o scatta pure l’asterisco censorio), dov’è che hai infilato la tua gamba tra le cosce della partner nell’ultimo the danzante del Circolo del Ricircolo, dove stanno i cieli tersi o i nembi, le lune con allure, i fiori vari, alcuni strumenti stradivari, insomma il cuore ce l’hai ancora pimpante o cominci a pensare che il cervello serva a qualcosa, perfino a presentare Te stesso anche quando parli di Rosa Fumetto o del gonnellino di banane di Josephine Baker?

    Forse hai iniziato a leggere, anche di rincorsa, qualche poeta che non metta in bella mostra tanto le sue (mas)turbative intime con relativo sciacquio, ma rivolga anche un piccolo sguardo attivo, se non proprio al malessere del mondo, almeno a quello del quartiere che gli ruota affannosamente intorno?

    Ed allora provo a dirTelo io, senza disprezzo o malevolenza, di cosa, IMHO, la Tua scrittura fa senza, per poter essere più poesia o almeno vicina a un concetto di poesia non da biglietto dei cioccolatini.

    Intanto la poesia pretende una lingua che ‘scarti’ almeno di un minimo dalla lingua comune, dalla sintassi comune, dall’interpunzione comune, dal pensiero o dalle immagini comuni, altrimenti resta un discorso comune, più o meno simile ai discorsi che tutti intratteniamo al ristorante, all’ipermarket o dal barbiere. È come se ad un IO qualunque, fino ad allora sedentario e disingaggiato, venisse in mente di emulare, poniamo, Mennea (non dimentichiamoci che qualunque italiano si metta a scriver poesia, sta, se ben guardiamo, mettendosi a gareggiare con Dante o Leopardi, che certo non erano podisti gracili). E come il velocipede ci ha una sua base di regole d’allenamento, così per il ‘poeta’ c’è un Libro della (S)Regola, che si chiama Testo Minimo di Retorica (engl. Rethoric for Dummies). Non è una chiavica per forzare la serratura del Parnaso, ma un grimaldello per entrarvi non con le mani in mano.

    E poi la poesia richiede un punto di vista ‘forte’ (o anche indebolito ad arte, ma è un gioco più difficile da giocare) verso il materiale di cui vuole discorrere: mi pare che Tu sia molto portato alla rievocazione ed alla nostalgia di un passato su cui poi, purtroppo, constati che il presente non è modellato. Perché allora non rifletti più a fondo su questa contraddizione e metti sulla carta, non tanto gli esempi, quanto le motivazioni umane alla base di una tale contraddizione?

    Che la Parigi bohemien fosse un luogo in cui ognuno vorrebbe essersi trovato può anche essere ipotizzabile (eppure c’era chi, come Baudelaire o Courbet o Rimbaud tanto bene non ci stavano e io stesso non credo che avrei comprato un Monet a mio danno, se mi fossi messo a domandarmi: il pittore o la pittura ‘ndo stanno?), ma è difficile anche ammettere che sia lì il rifugio quieto dall’11 Settembre o dai conflitti economico-religiosi o antropologici del nostro secolo vigesimo promo.


    Rincasa la Parigi bohemienne
    partita senza un franco in tasca
    come un pittore a Montmartre sconosciuto
    o una baldracca a Pigalle
    prima che il colore la volesse tentare
    sotto la sottana a balze
    del mulino ruotante
    e delle assenze vietate ai ragazzi
    del Cinema Paradiso.

    Dall’altra patria della stanza (l’Inferno?)
    la vita fa ancora notizia, filma
    le nostre povere storie
    come le racconteremmo forse
    al Can Can nel poster
    di un aereoplanino su un grattacielo vicino
    o perfino al sole
    per riscaldare la conversazione.

    p.s.: ho lavorato sul materiale che c’era (molto era, credo, da ritrattare) e perciò non son convinto che l’injoshuatura sia ideale, diciamo che prova ad essere solo un poco più ‘letterariamente’ - e meno letteralmente – solfeggiante, anche per uno slam a Bagnoli, dove, notoriamente, vincono gli usignuoli,
    se non canta Fabio Cozzolino.

    Ciao
    j

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: PattiS. on Tuesday, 14 November 2017 @ 14:18
    Joshua, il discorso è semplice: il Trima, amici non ne ha (lui e la Berté....:-)
    hahaha...dai che scherzo, comunque seriamente ho letto poesie di 13enni (vero),
    che anche se acerba la loro scrittura (come questa), avevano una grazia e
    profondità di pensiero che qui non ravviso (madò....ma che verbi uso???) dicevo
    questo: che una poesia per quanto piccola e misera sia dovrebbe partire da una
    necessità, un desiderio di comunicare o anche di in-comunicare o non-comunicare
    (mica si ascolta solo con gli occhi, no??) che qui non noto affatto. Inoltre, come
    nota bene il Joshua qui non c'è scarto dal linguaggio comune. Come diceva la
    Simborska (vado di fretta è scritto sbagliato), vado a memoria: ogni parola in una
    poesia deve "suonare" nuova, sennò eh...mettiamoci a fare altro o se non siamo la
    simborska,(sognare sempre in grande) almeno tentarci.

    ---
    Tanzt, tanzt, sonst sind wir verloren (Pina Bausch)

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 15 November 2017 @ 00:06

    Per me e` un ottimo componimento,
    a cominciare gia` dal titolo che
    ci proietta nel futuro.

    Ed e` quello che tu sai fare meglio,
    Domenico, col tuo stile lirico/prosastico
    e i contenuti che attingono al passato
    e si volgono al futuro con la positivita`
    di una speranza onnipresente.

    L'incipit e` molto bello per sfociare in
    una quartina d'apertura al resto della poesia:
    rievoca le atmosfere dei due secoli scorsi
    quelle che ancora ci fanno sognare sia dal
    punto di vista artistico che da quello
    artistico/sociale visto attraverso gli occhi
    del cinema (bello il binomio Leone/Tornatore)
    e bella l'assonanza Tornatore/miele.

    A questo punto il paragone e` gia` fatto:
    il paragone fra il poeta (siciliano e fiero
    della sua sicilianita`) e il mondo lontano
    della Parigi delle Folies Bergère, della
    Belle Époque e quello del Proibizionismo
    americano (mondi e realta` che ci hanno fatto
    sognare, proprio perche` cosi` diversi dalla
    nostra realta`, povera ed illusa, una realta`
    che necessariamente ha sempre dovuto adattarsi
    o espatriare). Sogni che hanno dato al nostro
    autore l'energia di scoprire e di combattere,
    durante la sua gioventu`. Ora, le cose sono
    cambiate, quei sogni sono stati rimpiazzati da
    una realta` diversa, che sembra molto piu` scura
    e senza un vero sbocco positivo.

    A questo punto la chiusa, commovente a mio parere,
    proprio per quella speranza che non si arrende mai,
    di un sole che riscaldi e che non bruci.

    Tranquillo Domenico, la Primavera e` gia` qui.

    Un caro Sal.uto ad entrambi.

    ---
    a' scutulasti
    'a tuvagghia?

    [ ]

    Non solo non brucia, ma neanche riscalda
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 15 November 2017 @ 00:35
    no dài Trim, l'apoteosi
    della retorica.

    ciao, alla prossima :)

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: Arcano on Wednesday, 15 November 2017 @ 07:39
    Condivido le critiche più aspre. Ovviamente nei contenuti ma non nei toni. Il testo mi pare un po' forzato, nel senso che secondo me hai cercato di mettere in versi un'idea che forse avresti dovuto sviluppare in prosa. Ovviamente strutturandola. Il risultato non è alla tua altezza, ti ho visto scrivere di meglio. Alla prossima.

    ---
    arcano

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 15 November 2017 @ 10:48
    bello l'incipit...poi ti fai prendere un po' la mano dalla prosa e dalla retorica (anche se quello che esprimi è corretto e condivisibile), alla prossima con stima immutata... p.s. i commenti di alcuni non li reggo quasi più...e chissene dirà qualcuno, bene volevo solo esprimermi...come dice il mio analista bisogna buttare fuori!! ah ah --- Elysa

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: Bosio on Wednesday, 15 November 2017 @ 22:33
    Non credo sia poi così impossibile da leggere e non sono un
    grande commentatore come altri critici da salotti.
    Alla prossima .
    Bosio pensator cortese.



    ---
    Bosio

    [ ]

    Un sole che non bruci, ma riscaldi
    Contributo di: clair79 on Friday, 17 November 2017 @ 13:04
    Da sole ad assolo il passo e breve, retorica invisa permettendo.

    ---
    «... Speriamo piova, la stampa se ne accorga e voglia darne la notizia, triste.»

    [ ]

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