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     Today at 1:50 AM   
     Monday, 09 October 2017 @ 14:30
     Leggi il profilo di: Cattina
     Visualizzazioni: 440

    Poesie



          Siamo tutti qua
          a fare l'Amore sui divani-letto Ikea
          Abituandoci
          a questo precariato esistenziale
          Pagando le rate
          dei mutui sentimenti in scadenza.

          E scorderemo questi abbracci
          come l'ennesimo attentato.

          La vita scrolla,
          cerco un lavoro tra i likes,
          nel frattempo penso
          che smetto di seguirmi per un po'.

     



    Today at 1:50 AM | 18 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Today at 1:50 AM
    Contributo di: Titta on Monday, 09 October 2017 @ 14:52
    Che piacere ritrovarti, Cattina ! E questi versi ricompono il ricordo del tuo poetare attuale ed essenziale. Una sorta di flash sul quotidiano di molti di noi che si arrampica con lucidità su parametri fantasiosi e concreti allo stesso tempo. Un pò di amarezza ci sta eccome mentre si fa largo una pseudo via d'uscita. --- Titta

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: Carmen on Monday, 09 October 2017 @ 15:56
    L' ultima frase l' avrei scritta al futuro....
    "smetterò" invece che smetto.
    Suona meglio non trovi?
    È curioso, facci caso, che tu abbia usato il tempo presente.
    Neppure quando ci proponiamo di fare qualcosa di inutile riusciamo a parlare col tempo futuro.
    È che proprio non si riesce a concepire il poi, il futuro da costruire, manca il lavoro, i soldi, il movente, il senso.
    È un testo che mi ha colpito per la sua assenza di speranza, per quel "lasciarsi vivere come va", perché non si hanno tanti mezzi per combattere.
    Io lo leggo così.
    Lavoro in un Ateneo e mi domando che cosa dia agli studenti
    la voglia di studiare e di dare esami. Per quale futuro? Quale carriera?
    Un tempo lo facevo anch' io.
    Se tu sei giovane, ti consiglio di studiare e di farlo con interesse, come se quello che cerchi poi fosse dietro l' angolo, altrimenti si muore anzitempo.

    Sai...anche certi depressi sperano.



    ---

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: epitteto on Monday, 09 October 2017 @ 18:58
    Taluno la definisce poesia del " tremila ".
    In realtà la vera poesia non ha età quando s'inoltra nel
    tempo
    bella, intrigante, penetrante.
    Il testo in lettura è un pugno nello stomaco, specchio dei
    tempi.
    Velocita' e transitoria' dei sentimenti, precarietà del
    lavoro, futuro oscuro, disperazione e solitudine.
    Un dramma generazionale ben tratteggiato con concetti
    ficcanti e periodare singhiozzante di alta espressivita',
    consoni ai tempi.
    Carmen, di sopra, completa il pensiero alla sua maniera,
    entrando nel mondo dell'oggi a piè pari, con forza d'urto.
    Un mondo, quello denunciato, che mi è lontano per i benefici
    dell'età e della sorte benigna, a raddrizzare il quale mi
    sento del tutto impotente.
    Bravissima la nostra Autrice.
    Epitteto

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: Dema on Monday, 09 October 2017 @ 19:28
    Quante cose scordiamo con il passar del tempo. E' veramente questo precariato esistenziale che rende inesistente la memoria del passato. Vivere alla giornata, amare alla giornata credere che likes possano riempire il vuoto intorno a noi. Tutti uguali, tutti Ikea men tutti mutuo men almeno allora esisteva un Medio men che lottava per differenziarsi dagli altri. Dema Paolo De Martini

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: trimacassi on Monday, 09 October 2017 @ 20:48
    Due icone del Club, quali sono Carmen e epitteto te l'hanno
    appoggiata, il che è tutto dire. Bravo ! Hai scritto qualcosa
    che non è banale, che è condivisibile, la vita da prendere
    come il convento passa. E vai Cattina !
    Anch'io sono d'accordo sullo 'smetterò' segnalato da Carmen
    Un saluto

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: Ganimede on Monday, 09 October 2017 @ 21:57
    E brava cat, un altro colpo andato a segno (anche se tutta questa
    negatività, mi sta di molto stretta e mi viene sempre quasi subito a noia,
    ragion per cui non posso sottrarmi a un non-apprezzamento-totale del
    testo, seppur complimentandomi per l’originalità espressiva che ti
    contraddistingue).
    Personalmente appoggio anche quella coniugazione al presente nell’ultimo
    verso: probabile manifesto della tua noncuranza verso la grammatica
    (dichiarata tempo fa in un... autocommento mi pare) oppure semplice
    desiderio di personalizzare il testo con un tocco di informalità giovanile, per
    come piuttosto la vedo io è lì che risiede l’inattuabilità del piano esistenziale
    che il verso vuole esprimere attraverso il paradosso della simultaneità: o
    pensi, o smetti di seguirti (o uno o l’altro).

    Vive la vie, abbasso i piagnistei
    CiAo

    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: joshua on Tuesday, 10 October 2017 @ 01:38
    Componimento dilettant-esco, nel senso che se n’esce con poco&facile&C (= canna da pesca per pesci inclini ad abboccamenti). Ovvero: l’incipit pare ricordare l’inflazionato motivetto del Braccobaldo show cantato, in Turné di Salvatores, da Federico in vena di suicidio sulla diga del Furlo; l’amore, più o meno pulviscolare o minuscolo, lo si fa, credo, dappertutto. Non è che un letto o un divanetto Ikea lo propizi o inimichi più di un futon o di un tatami o anche solo del parquet nudo dell’erba ; scordare gli abbracci non credo faciliti il dimenticarsi gli ottentot…pardon, gli attentati, specie se vi si è incappati, ma anche no ; non dico cosa penso della vita che scrolla, perché è pur vero che si scrollano le spalle – al riflessivo, però – mentre il gesto di scrollare, al transitivo assoluto, me ne ricorda uno non proprio pindarico o olimpico, anche se ritirato. Pur tuttavia, dato che qui si è scalato l’acme della scorreggia poetica, non è che mi perplima - da perplessere, verbo di origine scalda, ma anche freddura - la scrollatina lirica; il CHE polivalente di ‘penso che smetto’ è solo un insulto gratuito al verbo ‘pensare’ costruito, con l’infinitiva subordinata, in modo grammaticalmente corretto ed il cui difetto non esalta o rende spontanea una scrittura italiana, ma piuttosto la svilisce o le dà uno scataluffo dritto nel grugno già piuttosto camuso; il corsivo, infine, non migliora il non migliorabile. Insomma: non è scomponimento da cui venga un’inspirazione oltre il nulla aerosolizzato all’una e cinquanta della nottata che ha da passa’.

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: Paolo_C on Tuesday, 10 October 2017 @ 12:34
    Una riflessione condivisibile scritta in bella forma, ma
    non mi ha dato quell'emozione che trascende forma e
    significato di un testo.
    Insomma, benché piacevole non mi sembra poesia.
    Un saluto

    Paolo


    ---
    Paolo C.

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: cordaccia on Tuesday, 10 October 2017 @ 13:37
    è vero che chi ha la pancia
    piena non crede al digiuno,
    però questo senso di resa
    finale (o autoinvito al
    funkazzeggio) sa un po' di
    disfattismo, di vittimismo.
    Avrei tolto l'articolo
    davanti ad "ennesimo",
    lasciando un retrogusto di
    colpevolezza (come per dire
    che anche gli abbracci sono
    un lusso da pagare).
    Non mi ha entusiasmato.


    ciao :)

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: Cattina on Tuesday, 10 October 2017 @ 14:59
    Sono anni che scrivo qui, è bello leggere che qualcuno
    ricorda le mie poesie, è un po' come conoscersi. Vi
    abbraccio col pensiero.
    Ve l'ho sempre detto che non ho la pretesa di scrivere
    bene, non m'interessa la grammatica, fare belle poesie,
    scrivo per necessità, non lo facevo da più di un anno,
    questa poesia l'ho realmente scritta sul google keep note
    del mio cellulare all'1.50, non che questo gli dia un
    qualche valore aggiunto.
    Ad ogni modo, grazie a tutti per i commenti, non che
    servano, quello che conta per me è la condivisione.

    ---
    "Afflitta da un complesso di parita'. Non si sente inferiore a nessuno."

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: jane on Tuesday, 10 October 2017 @ 19:10
    Una riflessione realistica del tempo che stiamo vivendo e del consumo veloce di ogni cosa. Tutto si deve cambiare presto per non annoiarsi, compreso l'arredamento. Un linguaggio aziendale e pratico. Niente male. Per fortuna c'è chi ha capito che è ora d'invertire la rotta. --- ALIBIRE non è un errore ma un nuovo verbo o licenza poetica per dire: - creare un alibi. Non lasciamo la poesia nei limitati spazi della prof!

    [ ]

    Today at 11:05 AM
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 11 October 2017 @ 02:08

    Ho deciso che questa e`
    una bella poesia a contatto
    con i tempi.

    ---
    a' scutulasti
    'a tuvagghia?

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: Donato Desiderat on Wednesday, 11 October 2017 @ 18:21
    Non mi piace, questione di gusti. Scritto decentemente questo testo ma
    senza fenditure di senso
    in più. Sul tema preferisco Amore ai tempi di Ikea de Lo Stato Sociale.

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: tendre on Sunday, 15 October 2017 @ 10:08
    Mi piace molto.
    Ma sono d'accordo con Carmen sull'ultimo verso.

    ---
    tendre

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: gricio on Sunday, 15 October 2017 @ 22:14
    Bella assai, brava/o. --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: minosse on Monday, 16 October 2017 @ 06:05
    interessante nelle sue immagini post-moderne, con particolare attenzione al mondo interattivo... un po' concisa comunque per passare in antologia, è quasi una chiacchierata di due righe in versi. Ho gradito, ma aspetto una versione più articolata. Secondo me... ciao

    ---
    ***mynosse***

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: PattiS. on Monday, 16 October 2017 @ 12:03
    a me non dispiace anche se la storia dell'Ikea l'avevo già orecchiato anch'io e non è
    originalissima. Però mi piace il tuo senso del verso. bello il finale.

    ---
    Tanzt, tanzt, sonst sind wir verloren (Pina Bausch)

    [ ]

    Today at 1:50 AM
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 16 October 2017 @ 18:29
    Non che sia brutta, certo un po' ruffiana, po' di
    tutta l'erba un fascio, anche se sarebbe meglio far di
    tutti i fasci un'erba.'Ndo cojo cojo, insomma, terrorismo,
    ikea easy(?)omologated living, social deseases, precariato,
    vita a rate etc., etc....Manca l'immigrazione ed il prete
    pedofilo. Comunque rende benino lo "scorrere" del tempo e
    delle cose e la loro relativa importanza in una macro
    ottica esistenziale.

    ---
    "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

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