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     Il verde della mela   
     Monday, 09 October 2017 @ 14:15
     Leggi il profilo di: Sandro Moscardi
     Visualizzazioni: 447

    Poesie

    nell’ unica direzione espansiva polarizzante differenziazioni
    inacerbiscono cerulee costatazioni sulla necessità di esistere
    la falsità del piano d’ inclinazione al dibattersi della parola
    genera possibilità impossibili all’incarnazione
    detto fatto
    ricreazione della lingua sul dente che la anticipa
    al superamento del temporale
    sarà il modo di porla come fosse perla
    dal pirla che parla
    qui quo qua – li o là – su e giù – in tra fra

     



    Il verde della mela | 13 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Il verde della mela
    Contributo di: Carmen on Monday, 09 October 2017 @ 16:03
    Ma invece di scrivere p......te di tal genere, astronomico-galattiche " fetenzie" ... perché non andavi a rivederti la grammatica italiana? Avresti imparato che lí si accentua quando è avverbio di luogo. Sempre peggio. Si affonda nella mota del nulla soffocante.: brutta: ---

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: Rosa Di Mitri on Monday, 09 October 2017 @ 17:56
    o mamma, ha voluto dire qualcosa? boh!!!

    ---
    Rosa Di Mitri

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: Paolo_C on Monday, 09 October 2017 @ 19:23
    Dai, è uno scherzo!
    vero?

    Paolo

    ---
    Paolo C.

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: epitteto on Monday, 09 October 2017 @ 19:48
    Non c'è limite alla follia letteraria.
    Epitteto

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: Ganimede on Monday, 09 October 2017 @ 23:02
    «Entrate, ma non cercate un percorso, l’unica via è lo smarrimento»
    È il messaggio che ho letto sabato e con il quale si accoglie il visitatore
    all’ingresso del museo della follia: la mostra itinerante a cura di Vittorio
    Sgarbi; e quale occasione migliore per riportarlo, della tua poesia? :-)
    Mi domandavo: ma al di là degli elementi storici a nostra disposizione, di
    che colore sarà stata veramente la mela di Grimilde? Giallo gelosia? Rosso
    passione? Verde speranza?
    E se la lingua batte dove il dente duole, il linguaggio è ancora il metodo più
    diretto che abbiamo per esprimere disagi, sofferenze e prodotti delle nostre
    ruminazioni mentali (ovviamente a Sandro non piacciono i percorsi troppo
    diretti :-)
    Io ho dedotto: se parli con una persona intelligente è giusto e saggio che
    sfrutti le benefiche e fruttuose (angiosperme in questo caso) ramificazioni
    del linguaggio. Se ti rivolgi a un pirla, fai prima a mordergli un braccio (vedi
    denti).
    Ah.. la dittatura intellettiva... che bella soluzione!
    Peccato sia così poco... democratica…:)
    Ciao sandrino

    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: joshua on Tuesday, 10 October 2017 @ 01:42
    Giusto ieri (ri) leggevo la poesia 300 della vestale Emily, ‘Morning" – means "Milking"– to the Farmer –‘ (Mattino vuol dire Mungere per il contadino), dove giocherella (scherzintensamente come solo Lei sa fare) col problema della distanza tra significante e significato, prima che De Saussure l’abbia (de)stabilizzato del tutto o listato a lutto. Riflettevo anche su com’è tipico delle maggiori poetesse (e dei poeti anche, vedasi Wallace Stevens) di area linguistica angloamericana riflettere sul problema dell’inimicizia posta tra parola e cosa (una delle poesie che più amo, ‘Color’ della Christina Rossetti, sa di filastrocca per bambini, ma affronta, spiritosamente, il ponderosa tema filosofico degli universali). Voglio dire che il didietro di una poesia può offrirtisi nel suo duplice aspetto: di popò e di ++, dipende da chi sei e dai riguardi con cui la guardi. Esistono il VERDE della mela ed il GIALLO della pera ricca gonfia e polposa? Voglio dire che questa è la domanda (posta al linguaggio ed alla realtà cosiddetta di fatto) della poesia di Sandro. Leggetevela in questa chiave e forse impareremo cosa la poesia vuole essere anche senza significare (ma si può anche restare insignificanti, se non si ha sufficiente retroterra per capire che far poesia non è lavorare su materia leggera come il soffio di una scorreggia). Voglio dire (ma credo che Sandro voglia suggerire): la differenza tra perla e pirla è nella E o nella I o è proprio della perla il non voler essere gettata ai pirla? n
     μηδὲ βάλητε τοὺς μαργαρίτας ὑμῶν ἔμπροσθεν τῶν πιρλῶν ( Loghia di Joshua,7,6)
    

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: trimacassi on Tuesday, 10 October 2017 @ 11:44
    Bei discorsi quelli dell’amico Nicolino, per fare apparire
    il sole al buio della notte, oppure per spiegare che sono
    per la pace gli assassinii dell’Isis…
    Ma ve l’immaginate un incontro tra i grandi della terra,
    vale a dire Putin – Trump- Kim-iong e Xi jimping (non
    necessariamente nell’ordine che ho messo…) dove parlano di
    problemi mondiali, dove l’uno dice ‘ bisogna andare
    “nell’unica direzione espansiva polarizzante” ’, e l’altro
    dice ‘sì, ma “differenziazioni inacerbiscono cerulee
    constatazioni sulla necessità di esistere’ , e l’altro “ la
    falsità del piano d’inclinazione al dibattersi della parola
    genera possibilità impossibili all’incarnazione”, e l’altro
    ancora “ ricreazione della lingua sul dente….” .
    Chi pensate che sappia anticipare “ il superamento del
    temporale” ?
    “ Sarà modo di pirla, come fosse perla dal pirla che
    parla….”
    “ qui quo qua- lì o là- in tra fra ”
    Pensate che i quattro si chiariscano a fare questi discorsi
    ?
    Avranno abbastanza retroterra ? o andranno a consigliarsi
    dal nostro J. per i chiarimenti del caso ?
    Io cmq un merito a questa poe ce lo trovo : è un modo di
    scrivere più unico che raro.
    Bisogna avere il cervello adatto, e trovare i proseliti che
    lo capiscano, e qui se ben guardate ce ne sono, sì che ce ne
    sono; alcuni si sono manifestati e altri verranno fuori, a
    farci vedere il modo di far stare in piedi un uovo sano…!
    Ma poi, a ben pensarci, che mortorio il Club senza questi di
    cui parlo.
    Ciao a tutti. Dite la vs che io ho detto la mia


    ---
    trimacassi



    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: cordaccia on Tuesday, 10 October 2017 @ 14:21
    come non amare il buon
    Salvini Matteo? a Mosca con
    la maglietta pro Putin o in
    discoteca con Lubamba!
    La lingua aiuta a
    rimangiarsi le parole ed è
    più svelta del dente.
    Ci si sbilancia dal piano
    solo per demagogia, sotto
    sotto però il pirla vorrebbe
    usare il coltello (non solo
    per spaccare le mele della
    valtellina).
    Solo una mia
    interpretazione.

    ciao

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: Donato Desiderat on Thursday, 12 October 2017 @ 08:52
    Capisco il tentativo di accogliere in sé i contrari di questo testo.
    Condivido le riflessioni già fatte sulla separazione tra parola e cosa, ma mi
    permetto di ricordare che il senso si crea per sottrazione nel passaggio da
    una cosa alla parola che la nomina.
    Per farla breve, il verde della mela non ha bisogno delle parole umane per
    esistere. I dubbi sono nella nostra testa mentre la realtà è semplice e
    volgare cristallo.
    Il pirla che parla delle perle è la parte più bella.
    Trovo che maggiore incoscienza gioverebbe alquanto. Scrivere è la terapia
    e la malattia.
    Dire di questo testo, manco troppo cerebrale, che non vuole dire nulla
    significa non averlo letto.

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: percefal on Thursday, 12 October 2017 @ 18:01
    Il verde della mela ... rossa! Palazzesco fa colore. Al vento di una nuova gloria la parola oscilla; matura in ec celso cade. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: ablablabla on Thursday, 12 October 2017 @ 20:44
    
    
    
    
    
    
    Effettivamente non credo ci sia più 
    dell’ “unica direzione” falso o non falso 
    inclinato o non inclinato. Un’unica
     possibilità “che la anticipa”
    “qui quo qua – li o là – su e giù – in tra fra” .
    Per quanto concerne il “superamento del temporale”
    come pure “sulla necessità di esistere” 
    meglio affidarsi casualmente al sacro. 
    https://www.youtube.com/watch?v=5zKEXT27E0w
    
    
    
    
    
    
    

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: scoriaindustrial on Sunday, 15 October 2017 @ 23:28
    Nell’unica direzione espansiva polarizzante
    differenziazioni inacerbiscono cerulee
    costatazioni sulla necessità di esistere
    la falsità del piano d’inclinazione
    al dibattersi della parola genera
    possibilità impossibili
    all’incarnazione
    detto fatto
    ricreazione della lingua
    sul dente che la anticipa
    al superamento del temporale
    sarà il modo di porla come fosse perla
    dal pirla che parla
    qui quo qua – li o là – su e giù – in tra fra
    ***
    Premesso che mi è piaciuta molto la versificazione
    originale che rimarca la sovrapposizione dei piani della
    realtà, del dire e del fare; qualcuno, però, potrebbe
    forse cogliere meglio qualche concetto in più ed una
    "leggerezza maggiore" in una versificazione come sopra.
    Questa è poesia filosofica quanto basta e scanzonata
    quanto basta, molto bella e slitta inaspettatamente sul
    finale su una critica alla filosofia stessa o quanto meno
    alla filosofia blaterata dai più.
    ***
    Detto ciò, mi perdonerai, Sandro, se continuo il mio
    commento rivolto a Trima(sti)cassi, ma mi ha dato lo
    spunto: ma non hai mai
    sentito parlare, Trim, di registri poetici? Mai sentito
    parlare di "simbologie" e così via?
    Cosa cavolo c'entra "immaginate se il presidente coreano
    si rivolgesse al presidente USA dicendo etc, etc...."??
    Qua siamo nel campo della poesia, non nel campo del
    populismo politico e la poesia ha i suoi "modi", le sue
    tecniche ed i suoi registri e ti assicuro che la poesia
    di Sandro li
    rispetta, e conoscendoli/riconoscendoli, ci gioca. Puoi
    dire lo stesso delle tue? Certo, può piacere o non
    piacere, ma è comunque poesia, semplicemente per il fatto
    che adotta i "modi" e le tecniche della poesia, anche se
    a tratti "estremizzati" (e questo fa parte del gioco
    poetico). Nelle tue, io questo non l'ho visto.
    Cosa c'entra poi "il trovare i proseliti che
    lo capiscano, e qui se ben guardate ce ne sono, sì che ce
    ne sono; alcuni si sono manifestati e altri verranno
    fuori, a farci vedere il modo di far stare in piedi un
    uovo sano…!". In quasi ogni tuo commento sembri molto più
    attento degli apprezzamenti che fanno o potrebbero fare
    altri a poesie apparentemente ostiche come questa
    che al concentrarti sulla lettura. Anche la lettura
    richiede impegno caro Trim e
    dovresti essere tu ad andare verso la lettura e farti
    aprire delle strade da essa e
    non la lettura verso di te ad imbottigliarsi nelle tue
    strettoie mentali. Anche perché
    è lo stesso autore che in testi così lo richiede. Ed in
    ogni caso, perché sempre
    chiamare in causa chi apprezza questo modo?
    Sempre preoccupato da cosa percepiranno gli altri ma mai,
    mai una volta che tu ammetta di essere altamente limitato
    e limitante come lettore e come "influencer"!
    Non cadere, per favore, nella cattiva abitudine tutta
    italiota di denigrare ed infangare ciò che per te è
    incomprensibile o ciò che gli altri fanno solo perché tu
    non riesci a farlo o non vuoi farlo. Se hai una luce,
    splenderà a prescindere dal fatto che altri talvolta
    possano guardare verso altri luci. Non splenderà
    certo oscurando le altre.
    **
    In ogni caso, poesia del dire e del fare, dunque, che
    invita a mordere la vita nei suoi momento più puri e
    scorrendo su diversi piani d'interpretazione rimarca i
    una simbologia
    dell'innocenza, della speranza, avvertendo del pericolo
    che il bolo, dopo il
    morso e dopo esser passato per l'orifizio orale, possa
    non fuoriuscire trasformato da dove dovrebbe, ma potrebbe
    esser sputato in malo modo. Critica
    al verbo che rimane verbo e muore in sé stesso.
    :BELLA :BELLA

    ---
    "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    Il verde della mela
    Contributo di: PattiS. on Monday, 16 October 2017 @ 11:58
    non si mette il vestitino glamour e nemmeno la maschera di dolore. va diritta al punto. resiste anche un po' - come dovrebbe farlo tutta la buona poesia che si offre nella sua nudità (e crudità). Il dilemma è che si è parlati e non si parla (da lì la figura da pirla - mica tutti riescono a sopportare). Bravo Moscardi! E bravo anche Scoria. --- Tanzt, tanzt, sonst sind wir verloren (Pina Bausch)

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