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     diario   
     Monday, 25 September 2017 @ 11:00
     Leggi il profilo di: PattiS.
     Visualizzazioni: 639

    Poesie

    Ho rivisto il gatto del sogno.
    L’ho rivisto in due quadri di Spoerri.
    Ma non era finito. Finto, di peluche come quelli
    che mettevano una volta dietro il lunotto delle automobili.
    “No, che è vero, imbalsamato.”
    Allora chi nel sogno, non vedevo la persona, aveva uno stiletto lungo due palmi,
    e il mio gatto era vecchio, aveva un occhio totalmente bianco, non ci vedeva quasi.
    Prese il mio gatto, ora so che era Spoerri,
    l’ho capito dal quadro, anche se il sogno era antecedente.
    È con cattiveria e infinita crudeltà che si avventò sul povero
    vecchio e inerme gatto dal pelo lungo ma oramai spelacchiato.
    Gli ficcò lo stiletto nella gola.
    Così, senza motivo alcuno,
    forse l’amore per l’arte e la ricchezza,
    Spoerri mi strappò il cuore. Non ero più la stessa.

     



    diario | 21 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    diario
    Contributo di: scoriaindustrial on Monday, 25 September 2017 @ 12:38
    Una bella poesia visionaria 3.0 che offre interattività con l'arte moderna ed apre gli orizzonti. C'è in pochi versi, visionari quanto realistici, il pathos un rapporto con l'artista, con l'arte, in genere. Bella anche la chiusura che apre al "tuo" mondo! --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    diario
    Contributo di: Lorens on Monday, 25 September 2017 @ 12:45
    ... certo che sta orribile pagina del tuo diario la potevi risparmiare e tenerla per te nel tuo sogno di cacca, compreso lo stiletto da usare come suppostina rigeneratrice per nuove ed entusiasmanti evacuazioni ... Io sono un gattaro nato ed animalista, questo scritto è proprio monnezza pura. Mi costringo ad imbavagliarmi altrimenti partirei con le parolacce ... ciao Lorens --- Lorens

    [ ]

    diario
    Contributo di: jane on Monday, 25 September 2017 @ 12:47
    Il passato, il presente, il futuro. Il vero, il falso, l'immaginario, il visionario. Tutto un insieme a formare la nostra realtà psichica, un elemento fondamentale dell'arte. Brav! --- ALIBIRE non è un errore ma un nuovo verbo o licenza poetica per dire: - creare un alibi. Non lasciamo la poesia nei limitati spazi della prof!

    [ ]

    diario
    Contributo di: Kenji on Monday, 25 September 2017 @ 12:52
    allora mettiamo le cose apposto.

    1) lorens che sei un animalista nell'accezione più
    mestruale o gattaro, non significa che schecchi
    istericamente se uno racconta un sogno in cui sgozzano un
    gatto. Se è un incubo soprattutto. Ma davvero è una
    polemica talmente scema che mi sto svenando per
    scriverne. Insomma, usa il cervellom che scrivi cose
    stupidine seguendo l'istinto (ma poi sto bene rivolto a
    qualcosa anzicché un'altra, mi sa sempre di bene
    mutilato.. qualcosa che sa di vezzo e non di virtù, ma va
    beh, a ognuno le sue guerruccie, tra Palestini e
    stropiccia-gattini).

    Pattis mostra di saper scrivere soprattutto in questi
    breve scorsi, dove racconta. Ora di per sé un quadretto
    del genere si porta comunque delle cornici soffuse ai
    limiti dell'incompletezza, quindi non grido al
    capolavoro.
    Ma la penna è in alto, dunque la lettura la faccio sempre
    con piacere.

    Poi è una delle poche donne che scrive in maniera poco
    femminile (apriti cielo se si legge questa espressione in
    stile uomo-donna, maschio-femmina, sessismo etc etc.
    capite che voglio dire. in fondo stiamo sul web)

    [ ]

    diario
    Contributo di: epitteto on Monday, 25 September 2017 @ 15:42
    Un esempio lampante di come si predichi bene e si razzoli male...
    Epitteto

    [ ]

    diario
    Contributo di: natacarla on Monday, 25 September 2017 @ 19:17
    Mi attengo strettamente al testo, e non mi piace. Né come visione né come incubo, né come scorribanda tra passato, presente e futuro.
    Onestamente non mi sembra neppure poesia.
    Carla

    ---
    La poesia ha una struttura inamovibile, costruita in modo che nessun elemento possa essere spostato o modificato senza rischiare di alterare il messaggio.

    [ ]

    di aria
    Contributo di: cordaccia on Monday, 25 September 2017 @ 20:22
    il problema, molte volte, è
    la coerenza . Non sei tu
    quella che, poco tempo fa,
    parlava in maniera snob dei
    possessori dei gatti?
    o quella che dice che, in
    poesia, l'autore debba
    suscitare considerazioni
    straordinarie nel lettore?
    Qui vedo solo un racconto
    su l'ultimo personaggio a
    cui ti sei appassionata (
    come l'ultimo giocattolo
    mordi e fuggi per un bimbo).
    Non vedo poesia.

    p. s. sicuramente la giuria
    dell'haiku del fenomeno
    eintoven avrà contato le
    sillabe, puoi star
    tranquilla quindi... non hai
    sbagliato.

    ciao

    [ ]

    diario
    Contributo di: Donato Desiderat on Monday, 25 September 2017 @ 20:25
    Questa poesia è spiazzante e rassicurante allo stesso tempo. A cominciare
    dal titolo che prima suggerisce l'intima banalità di una pagina in minuscolo
    di un diario personale per precipitare poi il lettore in uno spazio da sogno,
    una
    specie di inconscio destrutturato.
    Di Spoerri ricordo appena quel suo evidenziare ossessivo dettagli puri di
    realtà per sublimarli aumentandone così il senso. Mi sembra che qualcosa
    di molto simile muova internamente questo multitesto.
    Anzitutto, questa poesia è così denotativa nelle immagini da causare una
    effetto di ritorno ruvidamente connotativo nel passaggio da un dettaglio di
    realtà a un altro.
    Credo che l'elemento più importante sia quello del gatto. Vecchio, cieco e
    trafitto dallo stiletto di Spoerri. Quel gatto che era il cuore della poesia. Mi
    mi riporta alla mente una morte d'arte romantica.
    Rimane un profondo senso di inquietudine davanti a un testo poetico che
    dice
    quello che vuole dire e lo fa senza trucchi d'arte (ma forse questo è il trucco
    migliore). Grande cura e precisa personalità.

    [ ]

    diario
    Contributo di: Carmen on Monday, 25 September 2017 @ 20:36
    Patti, ti consiglio un bravo psicoterapeuta. La penna è in alto? Dice qualcuno!!! Beh sai dove metterla allora.... --- Il sesso maschile è ciò che c'è di più leggero al mondo: un semplice pensiero lo solleva. Frédéric Dard

    [ ]

    diario
    Contributo di: trimacassi on Monday, 25 September 2017 @ 21:22
    Dopo decine di commenti cattedratici diffusi per mesi, dopo
    colti accenni a correnti poetiche nostrane e straniere, dopo
    tante citazioni, anche sul curriculum, di valenti poeti
    contemporanei, come il nostro Davide Castiglioni, ecco che
    la donna colta del Club, ci presenta il topolino partorito,
    una poe fatta con spunti presi dal suo Diario di vita
    vissuta, frutto modesto, ma appoggiato ad un artista vero,
    per cui unendo le due trame, dà un peso diverso all’opera,
    che si avvale dell’accostamento
    Questa la scaltrezza dell’autore che inzuppa il biscotto
    fantasticando visioni e parvenze e mischiando congetture
    con realtà pilotate, e accostando le proprie cose a nomi
    di artisti affermati
    Ed ecco che diversi colleghi dicono d’aver trovato spunti
    validi e addirittura pathos(emozione intensa), dove
    cambiando il nome dell’autore, si sarebbero visti garofani e
    sberleffi, o quanto meno punti interrogativi in serie, per
    l’aggrovigliamento della messinscena
    Dite che non è così come dico ?
    Dite che scrivo così per una certa rivalsa ?
    Sbagliato ! Scrivo così perché sono sincero, e quanto meno
    vicino alla realtà, e i molti perplessi e negativi me lo
    confermano
    Alla Patti i migliori auguri perché possa trovare al più
    presto una ‘vena’ consona alle sue enunciate potenzialità
    culturali.


    ---
    trimacassi



    [ ]

    diario
    Contributo di: Ganimede on Tuesday, 26 September 2017 @ 09:56
    La dinamica è interessante; mi sembra doveroso precisare che questo è prima di tutto il racconto di un fatto e non un gratuito ricorso all'arte studiato per riempire la poesia (non è prendere un nome importante o una citazione e "appoggiarla" tra un verso e l'altro con uno di quei risultati che fa tanto posticcio e c'è una grande differenza) ma il risultato di una reazione chimica tra l'arte (di per se stessa inerte) e la portata del patrimonio sensoriale umano. Direi la trasposizione onesta della propria sensibilità artistica ma anche e soprattutto percettiva che racchiude l'attimo galvanizzante del "prendere coscienza di"; una sensazione piuttosto da pelle d'oca che chi ha provato conosce (qualcosa che ha quasi a che fare con la profezia, la premonizione...un gioco di elementi che si combinano, ricomponendosi come un puzzle). L'ultimo verso, semplice ma potenzialmente complesso nell'interpretazione, lo colgo nella sua accezione positiva: il frangente impagabile in cui sentirsi tutt'uno con l'opera d'arte fino a cogliere e capire il valore estremo del sacrificio (chiariamo, prima di finire anch'io alla gogna, che ho un bellissimo Ragdoll e due deliziosi randagini che bazzicano in giardino, si dichiarano tutti e tre nadiarissimi e, almeno finché intendo sfamarli a dovere, dicono che posso sognare quello che voglio :-)) Sinceramente non mi piace il modo in cui hai strapazzato e mal gestito il tema: ci sono i dettagli connotativi di cui parla Donato ma alternati a moti di caos che sfociano nelle tipiche frasi sconnesse che ogni tanto infili in testi e poesie, di cui non si capisce assolutamente il senso e non è un "non capite buono" di quel genere fluido e scorrevole in cui ci si perde volentieri è un non capire fastidioso di quelli che ti fanno incriccare il cervello e inceppare la lettura (il decimo verso è didascalia pura e allora perché la prima metà del testo è un casino? Manca l'equilibrio) perché si avverte la forzatura e mi viene da pensare che, forse, temi (nel caso specifico di questa poesia per esempio) di apparire troppo esplicativa o perché la mancanza di un indirizzo stilistico ben consolidato, ti porta ad avvicinarti ad uno stile di scrittura che ammiri ma che non è detto ti appartenga nel DNA (e non è nemmeno detto che uno stile più profondamente tuo non potrebbe essere addirittura migliore)e da lì la forzatura è inevitabile. Sono sensazioni sincere ma sono pronta ad essere smentita da chi certamente più esperto di me. Nel complesso il mio giudizio è buono perché la storia è fantastica e la profondità passa. C'è un'altra cosa che non condivido del tuo pensiero:l'ossessione per ciò che potrebbe interessare o non interessare; non è detto che ciò che non interessa a te debba suonare fiacco anche agli altri. Sei legata a concetti che ti danneggiano quando invece, la poesia, dovrebbe essere libertà pura. Ti manca la ribellione e quella non la trovi nello schematizzazione di un caos autoimposto. --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    diario
    Contributo di: joshua on Tuesday, 26 September 2017 @ 12:22
    Il gatto e le colpe o il golpe di coda: chi sconta cosa? L’intelliingerenza o la bruttigeranza? O forse gli stivali di molte leghe più avanti? Io penso che sia difficile dire ‘GATTO!’ se non c’è saccheggio. Fa parte della predazione (ci sta un quadro di Klee, dove l’uccello è impresso nel frontespizio del felino giallino e sembra quasi premeditato, come se l’uno non stesse nel colore senza colorire l’altro) e della nominazione (sostiene Eliot che solo il gatto conosca l’ineffabile nome del GATTO. Ma io suppongo che, a volte, prenda quello del domesticatore e ne assuma le pose sbagliate. Sarà per questo che i gatti amano pisciarti e cacarti nel tuo giardino appena pulito, quasi cercassero, in genere inutilmente, di far sembrare più verde il pollice che al vicino rimorde?). Prima che protagonista o strumento di maleficio il gatto, sotto il variegato mantello, è un coniglio carnivoro, se già non l’ha reso immangiabile il proprio non-IO o l’ha contaminato il Kit&Kat e sempre che il padroncino non sia respiriano o a dieta e, piano piano, non desideri trasformarsi lui stesso in Lucifero e poi in Mago Magò. Ecco, una domanda che mi appassiona parecchio è cosa mangino angioli e diavoli (i Serafini, l'ho letto nel diario culinario di nonna Pigna, prediligono il Lievito Bertolini). Un mio amico, satanista dell’ULTIMA ORA E POI BASTA, nota congregazione di wicche e wicchi, sostiene che i diavoli mangino ancora i bambini e, in casi estremi, i membri e le membre – o si dice membresse, visto che la membra è notoriamente il singolare femminista di membroth? -. Ma se non è così fa’ lo stesso, anzi fa’ quel che ti pare, come dicevano all’Alba Dorata e come ripete la tastiera preadamita di natasparla. Dunque riepiloghiamo: perché uccidiamo le mosche col Raid? E le zanzarette con gli zampironi? E i cinghialetti coi carabinoidi? E i rospi coi baci delle principessine? Perché ogni uomo uccide, secondo O. Wilde , noto invertitore, la cosa che ama, come canta benissimo la Jeanne Moreau, mentre Querelle uccide così per gusto qualcuno, prima di passare alle vecchiette come Raskolnikov o alle giovani modelle come Pistorius? Mi si obietterà che San Giorgio ha ucciso anche lui. Sì, ma il drago. Ebbene io amo i draghi e le viverne e faccio svirtualmente parte dell’EPDLT (ENTE PROTEZIONE DRAGHI E LEGGENDE TENERONE), pur sapendo che uno dei cibi preferiti dei draghi sono i gatti, pertanto Spoerri che sgozza un gatto mi attizza alquanco (ah, non la butto poi sul libidinale, perché poi so che verranno a farsi domande sul sesso orale del gatto e sul finto lapin che potrebbe essersene defilato o se Spoerri sia zoerasta o avesta candida). So solo, e pensoso, che mi piace parce que:
    a: ci sono solo tre complementi di specificazione
    b: c’è un occhio e c’è una gola (parti del corpo del reato), ma sono morti o ammazzati (per fortuna!)
    c: c’è un piccolo capolavoro alla patti (chiari) ovvero un’amicizia con la Poesia lunga-dunga
    n

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    diario
    Contributo di: Paolo_C on Wednesday, 27 September 2017 @ 11:26
    A volte leggendo i commenti mi assale il dubbio di non
    capire nulla di poesia e solitamente taccio perché temo di
    non essere in grado di apprezzare le avanguardie
    espressive.
    Senza polemica, ma veramente questo componimento può
    piacere a qualcuno?

    Un saluto

    ---
    Paolo C.

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    diario
    Contributo di: tendre on Wednesday, 27 September 2017 @ 12:53
    Credo proprio che questa lirica visionaria e profonda narri
    dell'amore per i gatti e non il contrario e del curioso
    fascino che l'autore vive per le opere artistiche di
    Spoerri.

    Uno spaccato e marcato segno del vivere onirico e del
    vivere reale fusi sapientemente tra le righe di un diario.

    Ciao PattiS,

    ---
    tendre

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    diario
    Contributo di: piccoloerobiondo on Wednesday, 27 September 2017 @ 18:23
    A godere della libertà il Gender un baffo ci fa.
    Accolgo la riflessione finale di kenji e la travaso in
    questa (breve ) poesia fintamente onirica. Ma il Sogno è
    proprio uno dei viatici migliori per accedere alla libertà.
    Come l'arte ( compresa quella , orribile ma libera , di
    spoerri).
    Qui al gatto , sul viale del tramonto, un'intervista a
    sorpresa. La gratuità dei gesti , dei nomi e degli oggetti.
    Una sintestesia imprevista e lievemente grandguignolesca,
    che nell'accumolo dei rituali quotidiani implementa il senso
    ( insomma una pagina di diario non certo noiosa).

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    diario
    Contributo di: ablablabla on Wednesday, 27 September 2017 @ 20:58
    
    
    
    
    
    Il riFeRiMento a “ Histoires de Boîtes à Lettres 1998 - 
    2004 (N.10) ” è chiaro come è chiaro che la poesia è 
    sempre una trappola.E “anche se il sogno era 
    antecedente” il motivo resta sempre lo stresso:
    “oscuro”.
    
    Ma che gatzo scrivi!!...Te posssssino!!!
    
    
    
    
    
    

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    diario
    Contributo di: Elysa on Thursday, 28 September 2017 @ 06:55
    mi hai ricordato gli affreschi di Felix nelle sale da gioco del castello dei San Vitale a Fontanellato (dove tra l'altro c'è anche un bellissimo affresco del Parmigianino); dicevo in questi affreschi spunta sempre un gatto in qualche angolo dei dipinti ed è la firma del pittore; per il resto non è nelle mie corde.

    ---
    Elysa

    [ ]

    diario
    Contributo di: Anais on Saturday, 30 September 2017 @ 23:50
    Ciao Patti, siccome io di gatti ne ho tre, allora forse potresti proprio detestarmi, almeno da qualcosa che ho letto in qualche commento.
    Comunque ho avuto cani pesci e uccelli se può redimermi ai tuoi occhi, per giunta sono un pollo, anzi una polla per la serie "Una donna e altri animali" (Brunella Gasperini)
    ma non vedo accezioni negative nella parola "vacche" che ho usato anch'io in poesia ("vacche svizzere ben pasciute" - Lettera a Bernadette J.) e che anche Pusterla, ad esempio adopera tranquillamente.
    Mi dispiacerebbe molto se ci fosse un doppio senso nella poesia di A.Sal.One, io non ce lo voglio cogliere.
    :) :) dai Patti, mi sei sembrata così seria e risentita, dov'è finito il tuo spirito che mi ha fatto spesso ridere e sorridere? tu spesso dici che la poesia è anche gioco, divertissement, o insomma.
    Sarà per via della tua poesia? devo dire che mi ha spiazzato oltre ad avermi attratto perché parla di un gatto (apparentemente)
    Credo di essere molto ingenua, se non stupida addirittura perché avevo capito che dopo l'infilzata del gatto ad opera di Spoerri non eri più la stessa per il dolore provato, mentre quando ho letto il commento orripilato di Lorens ho capito che non avevo capito un tubo.
    Non mi hanno chiarito neanche le idee i commenti di Joshua Kenji ecc, anche se penso che credi in questa poesia,
    quando uno di noi posta un testo,
    crede che sia almeno discreto e se viene umiliato (il testo e spesso anche l'autore purtroppo) ci si resta molto male, a me è capitato, forse ci ho anche pianto.
    Forse è proprio per il gatto, notoriamente uno degli animali più soggetto a torture da parte dei soliti *censurata*,
    (una volta ho sentito proprio qui al mio paese, descrivere con molto divertimento la reazione -terribile - di un gatto a un'iniezione di benzina) che questa poesia mi colpisce, il gatto viene spessissimo rappresentato nelle opere d'arte, e visto sotto molteplici aspetti anche negativi e maligni da sempre.
    Non riesco a entrare nell'ottica di questo sogno, sono totalmente priva di fantasia, pertanto non sono in grado di commentarti in modo degno,
    accetto solo quello che hai scritto, ne prendo atto.
    Avevo uno zio, morto giovane, cacciatore, che imbalsamava uccelli, anche lui era un artista a modo suo, sarto e un creativo. Qualche nesso ci deve pur essere tra la natura (morta) e l'arte, tra un cavallo bastonato a morte e un'estemporanea ispirazione, non so, non si riesce a descrivere in modo razionale,
    appunto.
    Ciao.


    [ ]

    diario
    Contributo di: PattiS. on Monday, 02 October 2017 @ 10:11
    chiariamo una cosa: l'interpretazione appartiene al lettore. Non è mica un toto
    indovinello e chi vince riceve un premio. Lo scrittore ha la sua di interpretazione
    che è solo UNA delle possibili. Se poi alcuni hanno pensato di me che sono una
    cat-killer, significa che ho una potenza eversiva che non mi merito (o ce l'ho?)
    insomma degna di personaggi artistici come Cattelan, Spoerri che tendono ad
    andare contro il mainstream ( cioè l'essere animalisti). Non è più tanto il amo( non
    amo, mi piace/non mi piace ma quando il tutto incida su di noi. Insomma, "fare
    rumore" non
    è mai nella mia intenzione, ma si vede che appartiene alla mia natura. Ricordo
    inoltre che l'arte non è mai etica o moralista o moraleggiante (e non lo era
    nemmeno ai tempi del Manzoni, a leggere bene) e percorre la sua strada
    descrivendo piuttosto che impartendo precetti di buone maniere ed educazione o
    bon ton. Poi, se Anais preferisce fidarsi di Lorens invece che di se stessa,
    bhe...cheddire...ognuno faccia come meglio pensi e mangi e beva.(uhhh ci ho
    messo anche dei ben congiuntivi per gli amanti del genere....).

    ---
    Al personaggio resta l'avventura e resta da dire "ha cominciato a nevicare, capo" R. Bolano

    [ ]

    diario
    Contributo di: Sandro Moscardi on Monday, 02 October 2017 @ 19:54
    Ecco c’è una luce un luccicare vivace in colui che agisce nella predazione nell’uso della violenza , in fondo pretende di soddisfare un bisogno di affermazione di cittadinanza, mentre nella vittima la luce è torbida determinata dal terrore o dalla vecchiaia. In questo universo l’affermarsi della vita ha utilizzato queste due strategie per ottenere un equilibrio accettabile per la sopravvivenza . La vita che presa sé stessa e si difende da sé stessa, che si afferma e soccombe. In fondo è questa la situazione inaccettabile che il pensiero umano attraverso il linguaggio ha cercato e cerca di modificare, presupponendo di poter creare una realtà virtuale dove l’assenza dell’azione trovi strategie sostitutive a quelle offerte dalla natura. L’arte è una di queste attività del pensiero umano ed in questa stupefacente e stupefatta poesia fiorisce in tutta la sua bellezza. Bella POESIA Patty Sandro

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    diario
    Contributo di: percefal on Thursday, 12 October 2017 @ 18:17
    Stante al lauto commento fa tanta guerra di Piero... non Alessandro, stiletto palissandro. Dì a Rio. bonne chance.

    ---
    «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

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