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     Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini   
     Thursday, 21 September 2017 @ 11:00
     Leggi il profilo di: scoriaindustrial
     Visualizzazioni: 660

    Poesie

    Preferirei coagularmi in tutte le tue più impercettibili venature e seccarmi
    in un tratto incerto il raggrumarsi del trucco scioglie l’atonia del tuo volto
    oltrepassa pure l'urgenza di spinte e colpi alle spalle per guardare avanti
    dispersa nel germinar di spora fino a nuova vita o sopravvivenza estrema
    scorre nelle cose il fluire del corpo quanto il conflitto che sembra derivare
    una modifica al portamento senza momentanea paralisi è un fallimento
    e condividi solo l’inevitabile bisogno d’ immaginare chi sei e ricordarti.

     



    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini | 24 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: jane on Thursday, 21 September 2017 @ 11:18
    Questa poesia è pane lievito madre ancora da infornare.
    Le manca la forma ma c'è tutta la sostanza per avere ragione di esistere.
    Un crudista l'apprezzerebbe così com'è. Contro ogni forma.

    A me è piaciuta moltissimo compreso il titolo.
    Manca completamente del retrogusto amaro di quel vetusto sentimento che è la nostalgia ma ne fa sentire ugualmente la mancanza. Soggetto d'amore che si perde lontan, lontano nel tempo. Eppure così tozzo e saliente come un pezzo di vita importante almeno da ricordare sino al sangue, come una madre.

    ---
    ALIBIRE non è un errore ma un nuovo verbo o licenza poetica per dire:
    - creare un alibi.
    Non lasciamo la poesia nei limitati spazi della prof!

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: dario moletti on Thursday, 21 September 2017 @ 12:32
    passi sui passi ma senza confondersi/ io però l'avrei frammentata con qualche spazio così compatta non hai tempo di pigliare aria/ rimane comunque una bella poesia alla Jim Morrison

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: Carmen on Thursday, 21 September 2017 @ 16:36
    L' urgenza di spinte e colpi ....salvo solo questo. E chi vuol capire capisce. Per il resto, è una colata di m. Ciao Scor --- Il sesso maschile è ciò che c'è di più leggero al mondo: un semplice pensiero lo solleva. Frédéric Dard

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 21 September 2017 @ 18:51
    Raccolgo l'invito (implicito) e la leggo con le mie pause.
    Splendida, per me.


    "Preferirei coagularmi
    in tutte le tue più impercettibili venature
    e seccarmi

    in un tratto incerto
    il raggrumarsi del trucco scioglie
    l’atonia del tuo volto
    oltrepassa pure l'urgenza di spinte e colpi
    alle spalle per guardare avanti
    dispersa nel germinar di spora
    fino a nuova vita o
    sopravvivenza estrema

    scorre nelle cose il fluire
    del corpo quanto il conflitto
    che sembra derivare

    una modifica al portamento
    senza momentanea paralisi
    è un fallimento
    e condividi solo l’inevitabile
    bisogno d’immaginare chi sei

    e ricordarti".



    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: Kenji on Thursday, 21 September 2017 @ 20:37
    Non rovinate la geometria di scoria.
    Letteralmente. Trovo la ricostruzione
    dello zio rovinoso. Non dovete cercare
    neanche la musica inblui. Almeno non
    sempre e non per forza. Scoria ascoltava
    il teatro degli orrori il cui testo scorre
    e si intoppa (lo si recita) al di là del
    tempo.
    A me piace proprio perché ha una serie di
    elementi peculiari e già incolonnarlo lo
    livella. La sua scrittura deve
    necessariamente continuare a non essere
    roba per tutti. Il primo verso incarna la
    tua poetuca., ed è ottimo. Nel senso che è
    patologico, è fiorentina lasciata al sole,
    è putrefazione, è decadenza è cronaca del
    dolore di protrarsi in vita. Bene così,
    non sei cambiato

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 21 September 2017 @ 21:48
    Oddio, qui dentro parrà roba da mega-avanguardia e ti correggono gli accapo e poi arriverà quello con le virgole....:-). --- Al personaggio resta l'avventura e resta da dire "ha cominciato a nevicare, capo" R. Bolano

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: Ganimede on Thursday, 21 September 2017 @ 22:01
    Comprendo la natura dei diversi punti di vista e cerco anch'io di crearmi un'idea. Mi appare come se qui, in tutto quello che non è forma standardizzata, fosse racchiuso il senso della poesia (per favore non smontarmi dicendo che ti hanno di nuovo incasinato la formattazione:-). È nella sua estrema volontà di abbandonarsi ma anche di svicolare, quasi come se, nell'incalzare di ogni immagine o parola, fosse in corso una sorta di battaglia volta a smentire o tacitare continuamente la precedente, per tema di svelare troppo. Quello che tu vuoi è un dire che non lasci al lettore troppo tempo per focalizzarsi sui concetti ed è proprio in questo, che leggo lo stentato soffocamento di un legittimo materialismo che, se preponderante, rischierebbe di incrinare il vetro di sottile evanescenza sotto al quale proteggi la poesia. È un testo dinamico nel suo incedere eppure è come se esprimesse un desiderio di cristallizzare l'istante; questo è ciò che leggo nel coagulo e nel raggrumarsi del trucco; ma dove il primo rappresenta un sacrificio a occultamento della propria aspirazione, quasi all'autoannullamento (seppur con una dinamica che passa attraverso la fusione) come atto di esasperata preferenza al nulla che precede la poesia, nel secondo, quel trucco (il make-up è un trucco, un inganno vezzoso) nel suo non essere più "fresco di mattina" è metafora di una giornata (o vita) vissuta e che nel suo vissuto si svela rigenerando l'atonia di un volto altrimenti cereo (pensavo all'immobilità della statua di cera). Infine, lo scioglimento di ogni grumo in un fluire del corpo che segue il suo stesso corso/decorso e sfocia in quel penultimo verso (anche l'ultimo però è molto bello) denso di significato psicologico. Cosa posso dirti Scoria... la mia personale visione della struttura, non mi impedisce di concordare con zio-silen nel definirla stupenda. --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: cordaccia on Friday, 22 September 2017 @ 00:06
    meno robotica di altre tue,
    ma sempre troppo
    sequenziale.
    La tua scrittura è come
    implosa e, secondo me, non
    collima con il concetto di
    movimento di idee e del non
    adagiarsi nella zona comfort
    relazionale che vuoi
    esprimere.
    Non è questione di verso
    lungo o incolonnato, è che
    la trovo pesantuccia.

    ciao scoria :)

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: franca canapini on Friday, 22 September 2017 @ 00:13
    Dopo cotanti articolati commenti interpretativi, che sembra di stare a una mostra
    di astrattismo con la gente che parla fitto fitto sottovoce, mi vien da ridere...di
    me stessa non pensar male. Figurati che avevo pensato tu parlassi di una persona
    affetta da demenza. Per me le fate troppo complicate.

    Franca

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: Elysa on Friday, 22 September 2017 @ 07:01
    Kenji e Franca hanno espresso bene ciò che penso anche io, insomma questo è il tuo stile , il tuo poetare e non credo vada modificato perché è uno modo di scrivere ben delineato e sicuro di sé, ciò non toglie che a volte sia poco raggiungibile(da alcuni di noi) il tuo intento, però ti dirò che mi piace --- Elysa

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: maria bellanti on Friday, 22 September 2017 @ 08:24
    Ognuno dà una interpretazione diversa.
    Azzardo; mi pare di capire che sei davanti ad una persona per cui si fa tutto per cercare di salvarla;
    una donna ,ma non c'è niente da fare .
    L'ultimo verso è per me la chiave di tutto .

    P.s. potresti dare una forma più decente! questa dà l'idea di una salma o forse era proprio questo il tuo intento


    ---
    Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: Donato Desiderat on Friday, 22 September 2017 @ 12:10
    Ecco una poesia che non va a capo quando finisce il verso ma sul respiro
    dei suoi suoni. Ci sono poesie che descrivono e altre che dicono, come in
    questo caso.
    Un testo che parla di movimento entropico.
    Come dichiarato già nel titolo, le parole di questa poesia scelgono il
    disorientarsi per significare un senso possibile.
    Una poesia che ragiona, che parla di rapporti umani, del rapporto che
    ognuno ha con il suo sé fragile.

    Questo verso su tutto:

    scorre nelle cose il fluire del corpo

    Crediamo di abitare spazi ma siamo solo meravigliose e spregevoli scatole
    vuote. Uno scaffale che appartiene alle cose che ci appoggi sopra.

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: trimacassi on Friday, 22 September 2017 @ 18:18
    A leggere ciò che scrivono keni e Patti, sembrerebbe che
    solo loro siano gli intenditori, e tutti gli altri noi gli
    zappatori maldestri che arrivano sul terreno della ricerca
    archeologica con scarponi, e rischiamo di rovinare il lavoro
    di fino per l’estrazione del referto, di infinito valore,
    con lime, punteruoli e pennelli. Attenti che si rompe,
    occhio a dove mettete i piedi…!
    ‘Molti che stiano alla larga, non è roba per tutti ! Attenti
    a non manometterla, non provare a cercarvi musicalità, non
    per forza almeno ’
    ‘Oddio, chissà cosa parrà qui dentro…! Avrebbe fatto bene
    Scoria, a farne poche email e inviarle ai critici di
    risaputo valore e intendimento…!’
    Io, invece, che da questi tipi di testo mi sento
    lontanissimo, come fossero asteroidi caduti dallo spazio, mi
    sento quindi autorizzato a non capirci nulla, mi ritrovo
    nelle perplessità esternate da Cordaccia, Franca, Maria,…
    Carmen, ma anche di tutti gli altri, che però, si sono
    espressi con benevolenza.


    ---
    trimacassi



    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: joshua on Friday, 22 September 2017 @ 23:44
     Mi ricorda (anche nella struttura metrica
     abbondantemente dattilospondaica) un
     inno classico o ( motivo per cui può
     speciosamente essere strapazzata a
     canzonetta o altra cosetta, il
     ritmo interiorizzato resta).
     Ma che significa ‘forma decente’?
     E rispetto a che ‘forma indecente’ si
     confronta? Per me, gran parte degli
     sformatini che si leggono qui al Club,
     orecchiati da strutture formali
     prevalentemente ottocentesche
      - neanche novecentesche, che già
     sarebbe un avanzamento letterario – 
    hanno forma démodé o sciatta, più
     che indecente (che mi pare qualificazione
     data con presunzione, poiché presume
     esistente un astratto, ed astruso, bon
     ton poetico, che a me, invece, pare
     non sia mai esistito ed anzi, a ben
     vedere, ogni progresso della poesia
     è stato segnato piuttosto dagli strappi
     ad un presunto galateo di forme ibernate
     o ossificate). Lo dico, che mi ricorda
     un inno, intanto per la tonalità alta,
     il Du Stil, qui per niente retorico,
     credo e scommetto proprio per l’ottima
     scelta (quando si dice che uno ci nasce
     poeta) del condizionale d’inizio, che
     risolve in dubbio, direi quasi 
    ‘in minore’, l’elato comunemente 
    portato dall’e-vocazione o dall’in-vocazione.
     Quanto poi quel ‘preferirei’ mi ricordi
     Bartleby, neanche lo dico, tanto, 
    probabilmente fa parte di ciò che non
     siamo e ciò che non vogliamo (à propos:
     splendido, e non credo inavvertito, il
     richiamo al montaliano fluire di 
    ‘ Portami il girasole ch'io lo trapianti’
     al v.5, come non credo sia inavvertito
     il legame tra quel ‘germinar di spora’
     e la lucreziana ‘genitabils aura’). 
    Insomma ci stanno panteismo e orfismo
     e non c’è – fortunatamente – Eros
     Digonos (proprio nel senso di ‘du’palle!),
     ma ci sta sua madre, forse la 
    Magna Mater. E tutto questo (ed 
    altro che risparmio a trim&tramtram)
     mi piase.
     
    Ma tanto perché non si dica che sono,
     in quanto Tuo conterraneo, troppo
     parziale, direi che avresTi potuto
     anche scrivere atoNNia con due ENNE,
     o magari metterci un 
    giacconedilapincheTelaricordi o
     un epitaffio al gattino morto, ma poi
     sappiamo che noi sardi a queste estreme
     compostezze non cediamo, siamo 
    sentimentali dai piedi alle animelle.
     Perciò:
    
    cinque 
    n
    

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: Pale shelter on Saturday, 23 September 2017 @ 09:52
    Qui dentro passano tante diverse strade, tante
    sensibilità, tanti modi d'espressione. La differenza,
    alla fine, la fa la l'opera singola, qualunque essa sia,
    "vecchia" o "nuova",con tutto ciò che è stata capace di
    lasciare nel lettore (e viceversa con quanto il lettore è
    riuscito a trattenere).
    Questa poesia di Scoria mi lascia più di qualcosa, e non
    importa se non è il mio genere (è giusto e bello, anche
    se non ogni giorno possibile, almeno per me, confrontarsi
    su altri terreni, finché si riesce, finché si può).
    Intanto è strutturata, pensata mirabilmente, in modo
    lucido, chirurgico.
    Non so esattamente a "cosa" si riferisca ma sembra quasi
    fermare un attimo, uno sguardo, un fotogramma per sempre,
    completo di pose, atteggiamenti, sensazioni, tutto quello
    che passa per la mente, nell'anima,
    Ha la densità e il calore della lava e pare
    "ricominciare" a ogni verso. Hai fatto bene Scoria a non
    postarla con la solita interlinea chilometrica che non si
    può vedere, l'estetica ha il suo peso, ma sono certissimo
    che non ci hai pensato nemmeno un secondo, gli spazi
    avrebbero tolto l'intensità, l'asfissia di questo
    sguardo.
    E un altro pregio almeno lo è per me, di avere usato
    l'essenziale, di non esserti disperso di quelle
    dispersioni e macchinosità che distolgono (se proprio
    dovessi dire, il titolo lo avrei fermato al più vago,
    eppure meno disperso, "Nei punti di riferimento" senza il
    resto).
    Ci sono versi molto belli tipo il penultimo, ma anche
    l'incipit e comunque tutta è opera di qualcuno che sa
    quel che fa e sa come farlo, perché penso una delle cose
    più importanti sia riuscire a riprodurre "esattamente" il
    proprio sentire. Ecco qui per me ci sei riuscito, e di
    conseguenza sei riuscito a trasmetter(me)lo.

    Ciao, un saluto..

    Franco

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: ablablabla on Saturday, 23 September 2017 @ 12:32
    
    
    
    
    Mi congratulo mi coagulo a grumi per questa tua
    splendida poesia in tutte le sue più impercettibili 
    venature a fior di pelle.Veramente malandrina questa 
    urgenza di spine e spinte. D'altronde uno dei più sublimi 
    piaceri non è forse quello di sculacciare l'oste sotto 
    gli occhi increduli dell'ostessa!?
    
    
    
    
    
    

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: minosse on Sunday, 24 September 2017 @ 07:41
    Verso estremo, lungo sempre, complesso e articolato, nutrito da un bruco che ha fatto un buco nel fianco di un dizionario e sta facendo scorpacciate di vocaboli variopinti. Preferisco una comunicazione più semplice, sicuramente critici più esperti deporranno stelle più grandi di me.

    ---
    ***mynosse***

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: epitteto on Sunday, 24 September 2017 @ 16:41
    Già dal titolo mi ero allarmato.
    Poi la follia letteraria l'ha fatta da padrona.
    Epitteto

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: tendre on Sunday, 24 September 2017 @ 19:47
    Ciao scoria,
    e' chiaramente una poesia d'amore e mi piace proprio perché,
    fuori da ogni schema, lontana da linguaggi convenzionali sa
    raggiungere con estrema potenza poetica la Donna!

    ---
    tendre

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: indio on Monday, 25 September 2017 @ 10:56
    ...guarda, proprio a voler cercare il pelo nell'uovo,
    devo dire che non mi piace
    "impercettibili"

    per il resto, ed è gran cosa, non si può dire nulla di nulla
    questa è una bella poesia
    e mi piace molto il commento di Pale shelter, anche sulla scelta del verso lungo ...e detto da uno che predilige il verso corto, e a volte cortissimo, è tutto dire.



    ---
    mitakuye oyasin

    indio

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: federicosecondo on Tuesday, 26 September 2017 @ 09:45
    La Poesia - niente punteggiatura, verso lungo - è particolarissima e mi piace.
    Ha perfettamente ragione Pale.
    Complimenti ad entrambi.


    "e condividi solo l’inevitabile bisogno d’ immaginare chi sei e ricordarti."
    La chiusa è notevole.

    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: piccoloerobiondo on Wednesday, 27 September 2017 @ 18:14
    È una lirica ( molto lirica ). Contemporanea e ben
    orchestrata. Una sonorità fluida che si insinua in quelle
    crepe dove le cellule fecondano il mistero. Raggruma , certo
    , ed evapora dando forma alla materia come immagine
    (presente ) e ricordo ( passato ). Ho goduto in particolare
    della sua fertilità diacronica.
    Il tutto assai composto in estetica e , a voler vedere ,
    anche etica.
    Credo una certa sintesi di visione e percezione dovuta alla
    maturità anagrafica ( in senso generale e non solo per
    l'età).
    Cambiato, in meglio.

    [ ]

    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: Sandro Moscardi on Tuesday, 03 October 2017 @ 19:45
    L’eternità è statica e singolare priva della dinamicità dell’aggregazione e dello sciogliersi, può essere percepita solo come parzialità virtuale ancorata ad un punto di riferimento, dato anatomico dell’autopsia della vita. Da quel dato parte una ricostruzione che rinuncia alle regole della spazio temporalità, per disegnare una architettura di sé, che la stessa non contempla. Ottimo testo. . Sandro

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    Nei punti di riferimento si disgregano moltitudini
    Contributo di: percefal on Thursday, 12 October 2017 @ 18:21
    Un po' come il biondo, da uno smart le dita non sono capaci di commenti più articolati. Interessante davvero. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

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