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     A mia madre   
     Tuesday, 19 September 2017 @ 14:00
     Leggi il profilo di: Titta
     Visualizzazioni: 386

    Poesie

    Basta anniversari.

    Tre giorni
    due giorni
    e poi lui
    ultimo dannato intervallo
    in una memoria che non si perde.

    Così come non se ne va
    l'assurda voglia
    di litigare ancora con te
    per poi fare pace
    in una smorfia curiosa.

    E guardare
    complici più che mai
    alla nostra vita singolare
    in cui entrambe non eravamo grandi abbastanza.

    Per poi alla fine
    tornare sempre là
    a quell'incontro così nostro
    così unico.

    Unico come unica eri tu,
    mamma.

     



    A mia madre | 23 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    A mia madre
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 19 September 2017 @ 14:42
    Non male, devo dire, anche se mi sembra la solita cosa scontata.
    Ne scriverò una io, su un padre maniaco che traumatizza le figlie e sulla moglie che nasconde la fiaccola sotto il moggio .

    ---
    La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai.

    Fëdor Dostoevskij

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: A.Sal.One on Tuesday, 19 September 2017 @ 16:03

    Questa poesia

    non solo e` una delle tue migliori

    ma e` una delle migliori presentate
    su questa Vetrina da molti anni ormai.

    Un Sal.uto

    ---
    a' scutulasti
    'a tuvagghia?

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: tendre on Tuesday, 19 September 2017 @ 16:38
    ...in cui entrambe non eravamo grandi
    abbastanza...
    Bellissimo verso

    Ma e' tutta splendida titta.

    ---
    tendre

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: maria bellanti on Tuesday, 19 September 2017 @ 17:30
    Mi piace questo sguardo che penetra e affonda nei rapporti tra madre e figlia --- Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 19 September 2017 @ 19:08
    ciao Cara Emma ...che bella poesia hai scritto! mi ha commossa perché quello che racconti del rapporto con tua mamma lo conosco molto bene e lo vivo con la mia, che per mia fortuna è ancora con me...bellissima la terza strofa. Molto brava, la tua sensibilità si fa sempre amare e ammirare --- Elysa

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: natacarla on Tuesday, 19 September 2017 @ 21:23
    Ciao Emma.
    Tendre ha sottolineato un passaggio della tua poesia che
    piace moltissimo anche a me.
    Ho un debole per le poesie sulla madre, ma credo tu lo
    abbia letto da qualche parte...
    Carla

    ---
    La poesia ha una struttura inamovibile, costruita in modo che nessun elemento possa essere spostato o modificato senza rischiare di alterare il messaggio.

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: Ganimede on Wednesday, 20 September 2017 @ 06:50
    Ciao Tittina, devo dire che, se non avessi letto il nome, stavolta non ti avrei riconosciuta....:-) Procedi su un terreno che mira ad appianare i conflitti apparentemente irrisolti con una poesia che è essa stessa quasi più un inno ai contrasti (tipici dei caratteri focosi e proprio per questo più propensi ad esaltare i sentimenti di ogni specie) che non una strada comoda e liscia alla riscoperta - che comunque giunge chiara - dell'amore filiale destinato a vivere per sempre nel ricordo. Scusa se non ti so dire di più su questo argomento per me molto molto spinoso ma comunque brava perché, stavolta, vedo chiaramente che hai osato un pochino-ino di più nei modi e...ci voleva! Perciò --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 20 September 2017 @ 07:43
    Sono assolutamente d'accordo con A.sal.one
    Complimenti

    ---
    trimacassi



    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: indio on Wednesday, 20 September 2017 @ 15:44
    ...pregevole poesia.
    vera o almeno a me appare vera.

    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: joshua on Wednesday, 20 September 2017 @ 17:59
    Cosa fa uno col padre o la madre? Litiga e fa pace. Intreccia complicità ed estraneità e poi torna sempre là, al fatto che di mammeta e patrete ce ne stanno due soli e bisogna accontentarsi di commemorarli, da trapassati, negli anniversari (mai troppi evidentemente, anche quando si esclama ‘BASTA!’ solo per aver licenza di spalmarvi sopra una marmellata verbale GENERICA, CONVENZIONALE, SCONTATA E SUPERFICIALE, che sarebbero i quattro aggettivi bastanti, da soli, a commentare ciò che penso di questa, e d’ ogni altra decomposizione similare, specialmente se un finalino esiziale toglie a chi legge ogni speranza di recuperarvi uno sparuto barlume poetico di titorno ). j

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: scoriaindustrial on Wednesday, 20 September 2017 @ 18:05
    Esagerato Sal....sapevo che gli australiani, seppur
    d'adozione, soffrivano di manie di grandezza, ma meno degli
    americani!!! Per me è una di quelle dediche che
    difficilmente potrebbe diventar poesia...e che bisognerebbe
    tenere nel cassetto, per una questione di rispettoso
    pudore:-)!

    ---
    "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: gianna.curto on Wednesday, 20 September 2017 @ 20:37
    ----** --- Gianna

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: Paolo_C on Thursday, 21 September 2017 @ 00:04
    Non è un capolavoro, ma quella complicità madre-figlia che volevi
    trasmettere è arrivata con la sua carica emotiva.
    Mi è piaciuta, forse proprio perchè il verso è “senza pretese”, semplice ed
    efficace veicolo della tua urgenza di comunicare.
    Ciao

    Paolo

    ---
    Paolo C.

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 21 September 2017 @ 00:42
    beh...mi piace che si contraddica. È vero che c'è del generico dell'ordinario
    (insomma, non basta dire: vite singolari o non essere grandi abbastanza) però la
    salvo perché non è la solita santificazione. Io ho una madre logorroica e una volta
    ci ho fatto sopra una poesia. anche se mi chiedo: ma a chi dovrebbero interessare
    le nostre relazioni famigliari o sentimental-sessuali?

    ---
    Al personaggio resta l'avventura e resta da dire "ha cominciato a nevicare, capo" R. Bolano

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: jane on Thursday, 21 September 2017 @ 08:04
    D'accordo con te Titta! Basta anniversari, sante parole. La voglia di litigare per poi fare pace in una smorfia curiosa, ed altri versi già citati dagli altri commentatori, fanno di questa poesia dedicata alla madre, (tema in cui è difficile non cadere nella banalità),un componimento fresco e vero. Anch'io l'ho trovata molto molto bella. --- ALIBIRE non è un errore ma un nuovo verbo o licenza poetica per dire: - creare un alibi. Non lasciamo la poesia nei limitati spazi della prof!

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 21 September 2017 @ 13:07
    certo, un titolo molto
    impegnativo, ma hai saputo
    dare un giusto equilibrio
    alla poesia fra ricordi,
    nostalgia e complicità(
    senza troppi piagnistei).
    Mi è piaciuta.

    ciao :)

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: federicosecondo on Thursday, 21 September 2017 @ 17:12
    Credo che il pregio di questa poesia-dedica-ta
    sia appunto l'equilibrio che offre
    e che ritengo difficile ottenere in questo genere di poesie.

    Proporrei di togliere il
    "mamma"
    finale
    dal momento che già il titolo ci fa capire a chi ti rivolgi.


    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: Donato Desiderat on Friday, 22 September 2017 @ 11:41
    Una piacevole e sentita dedica

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: franca canapini on Friday, 22 September 2017 @ 13:09
    Dolce dedica.

    franca

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: zio-silen on Saturday, 23 September 2017 @ 12:04
    Da commentatore "ottocentesco" quale sono e fui, direi che trattasi di pregevole "poesia" senza tempo.

    Stelle

    ---
    zio-silen

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: epitteto on Sunday, 24 September 2017 @ 17:14
    Bisognerebbe proibire con legge letteraria ogni riferimento a
    legami familiari, anniversari, ricorrenze et similia.
    Non se ne può proprio più...
    Epitteto

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: minosse on Sunday, 24 September 2017 @ 19:31
    "e poi lui", se riferito all'anniversario, non mi piace. Sembra un umano, invece è una data. Poesia scontata? ma sì, una poesia che parla di nostalgia per la mamma è sempre un po' scontata, specie fra noi "amatori", che dovremmo adottare quella di Ungaretti (La madre) come standard ufficiale inamovibile ed irraggiungibile in eterno per forza e commozione. Eppure il pensiero che va alla mamma genera in noi un'esigenza tutta nostra, così da tramutare ciò che doveva essere una dedica nella soddisfazione di un bisogno istintivo ed incolmabile... e allora scriviamo, anche se il trasporto è tale da non lasciarci "vedere"cosa stiamo facendo, come fosse una "pera" in vena che ci sazia e ci mette quieti. Ricordo Zucchero che in una celebre intervista disse di avere buttato nel cestino almeno trenta versioni del testo di "Diamante", dedicato alla nonna cui era molto legato. Disse che non riusciva a liberarsi da una retorica enfatica e melensa cui era sottomesso contro la sua volontà, quindi, esasperato, rinunciò... prese il telefono e chiamò Francesco De Gregori. Fu la cosa giusta.

    Non credo, Titta, che questa poesia sia brutta, non è nemmeno bella, è il tuo saluto. E' il tuo bacio nel cielo, fanculo i commenti. Noi non la vediamo, è una cosa solo tua. Hai fatto bene a condividerla con noi, almeno per me. Apprezzato e gradito tutto quanto, un giorno toccherà a me scriverla, spero il più tardi possibile, spero fra cento anni.
    Tre stelle per la tua mamma.

    E il cuore quando d'un ultimo battito
    avrà fatto cadere il muro d'ombra
    per condurmi, Madre, sino al Signore,
    come una volta mi darai la mano.

    In ginocchio, decisa,
    Sarai una statua davanti all'eterno,
    come già ti vedeva
    quando eri ancora in vita.

    Alzerai tremante le vecchie braccia,
    come quando spirasti
    dicendo: Mio Dio, eccomi.

    E solo quando m'avrà perdonato,
    ti verrà desiderio di guardarmi.

    Ricorderai d'avermi atteso tanto,
    e avrai negli occhi un rapido sospiro.

    G. UNGARETTI

    ---
    ***mynosse***

    [ ]

    A mia madre
    Contributo di: Pale shelter on Sunday, 24 September 2017 @ 20:13
    Scrivere una poesia sulla perdita non è certo facile.
    Tutti o quasi, credo, ne abbiamo scritto e ne scriveremo,
    e la cosa più difficile è sfiorarle, le cose, riuscire a
    mantenere una distanza che non annulli affatto
    l'emozione.
    Mi pare che tu, Titta, te la sia cavata piuttosto bene,
    al di là degli ultimi due versi che evidentemente avevi
    bisogno di scrivere a tutti i costi (si fa quel che si
    sente però) e di qualche "legatura" da migliorare (cose
    facilmente migliorabili tipo ad esempio la ripetizione di
    "per poi" in due strofe).
    Ma mi è piaciuta l'angolazione che hai usato, il modo
    usato per ricordare.

    Ciao, un saluto.

    Franco

    [ ]

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