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     Moules-frites   
     Tuesday, 19 September 2017 @ 13:45
     Leggi il profilo di: Ganimede
     Visualizzazioni: 686

    Poesie

    Il viaggio se si esprime
    se si espande a macchia d'aria
    tutte le teorie
    dentro a un cappello
    la radice quadrata di una valigia spiegazzata.

    Penetrare finalmente nell'insieme
    c'è da non credere
    che sia più blu di una promessa.
    Eppure.
    Zigomi controvento stridono
    la marea madre divora e sfama
    lei è un gioco di prestigio.
    Non c'è bisogno di stirare
    le vertigini
    esse sono già il dispiegamento
    della nostra vocazione.
    Un dito sulle labbra mi zittisce
    mentre ciarlano quegli allocchi di gabbiani
    li detesto (li adoro)
    scherniscono le regole del passo
    le code da pagare.
    E va bene! Sostituirò ciottoli alla lingua
    falesie d'alabastro ai crateri di ogni occhio
    la pace del freddo al ribollire delle vene
    finché di me non rimarrà
    che un inciampo sulla sabbia nel tragitto
    di un mollusco.
    Solo allora avrò raggiunto la mia meta.


    Si torna a casa qualche volta
    il canale della manica
    in TV
    al costo di una piuma.
    Da bambini sfumavamo la grafite
    sopra a un foglio
    noi rimanevano
    ma il fumo del camino levitava
    sopra alle montagne
    in grembo all'infinito di casette in Canadà
    (col favore di correnti e di momenti ascensionali).

    Davvero amare un faro è confessare un libro aperto?
    Ci si rivede
    nel calembour di una domanda.

    Affiora la sagoma di un Terrier kerry Blue
    tra i cirri del mio tè non zuccherato
    crede solamente all'assoluto dei contorni
    povero tesoro che non sa
    oltre l'ingenuità di una prigione
    di ceramica.


     



    Moules-frites | 26 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Moules-frites
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 19 September 2017 @ 14:40
    ...che sia piú blu di una promessa...
    Sostituirò ciottoli alla lingua
    falesie d'alabastro ai crateri di ogni occhio.

    Ti cito solo qualche stralcio della tua poesia come sintesi, stentata sintesi, devo dire, ma non potevo riportare tutta la poesia, di uno stile tanto sofisticato quanto visionario.
    Non siamo piú di fronte alle metafore di uso comune, le quali sono parte integrante del nostro discorso, ma di immagini straniere ( la promessa è blu?) che la mente stenta ad accogliere.
    E tutta la poesia è così. Faticosa costruzione mentale di una irreale realtà che cozza contro ogni logica.
    È un parto difficile di qualcosa di nuovo che mi spiace di non potere apprezzare.

    Ciao






    ---
    La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai.

    Fëdor Dostoevskij

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: tendre on Tuesday, 19 September 2017 @ 18:15
    Ha una costruzione linguistica particolare
    ed a suo modo affascinante, non sempre
    comprensibile ma gradevole nel suo
    personalissimo stile!

    Trovo alcuni passaggi piu' riusciti di
    altri.


    ---
    tendre

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 19 September 2017 @ 19:27
    qui si parla di stile personale, ecco mi sembra proprio la poesia adatta per parlare di stile, e Nadia di stile ne ha, che poi sia pienamente e sempre nei gusti di chi legge, questa è un'altra storia ma non si può non apprezzarne l'originalità e la caparbietà di scrittura, e poi riferimenti ai luoghi belli della sua vita che quasi ti vien voglia di andarci (anche per me che non mi sposterei da casa neanche se in palio ci fosse una notte d'amore con che so io?? Brad Pitt? troppo convenzionale...Ettore Bassi? ecco già meglio) insomma tutte ste mie s...mentali per dirti brava! BRAva !BRAVA! --- Elysa

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: maria bellanti on Tuesday, 19 September 2017 @ 20:19
    Sono davanti ad un edificio modernissimo, senza scala d'accesso.
    Ogni tanto da una finestra pende un mozzicone di corda. Cerco di arrampicarmi alla ricerca di moules -frites, ne sento l'odore ma non le trovo, vedo invece il mare, quello mi piace.
    C'è in ogni stanza e ci sono i ricordi dei giochi e il the fumante imprigionato in una tazza.

    La poesia come puzzle, incastri da trovare per avere una visione d'insieme non facile.


    ---
    Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: natacarla on Tuesday, 19 September 2017 @ 21:28
    Concordo con Carmen, la lettura della tua poesia è faticosa
    e nel complesso non mi prende.
    Sembrano versi dispersi e messi assieme a formare una (o
    sono due??) poesie.
    Carla

    ---
    La poesia ha una struttura inamovibile, costruita in modo che nessun elemento possa essere spostato o modificato senza rischiare di alterare il messaggio.

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 20 September 2017 @ 08:03
    Faccio fatica a leggere e trovare piacere dalla lettura.
    Mi ritrovo come nei testi di altri autori, di cui non faccio
    il nome, dove trovo sì diversità, fors’anche originalità, ma
    senza il non riuscire a trovare un percorso, il non riuscire
    a capire ciò che leggo, non mi porta alcuna soddisfazione,
    e, in un certo senso mi sento vicino al commento di Maria
    Bellanti
    Perdona la mia eccessiva chiarezza, ma non riesco a modulare
    meglio il mio commento, sicuro che troverai altrove colleghi
    più competenti e perspicaci
    Un saluto


    ---
    trimacassi



    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: jane on Wednesday, 20 September 2017 @ 08:47
    E' forse il Belgio il soggetto del tuo viaggio?
    Dunque il viaggio è il protagonista assoluto.
    un viaggio è la migliore promessa se riesce a dare quello stimolo di vita superiore anche ad una passione. Esso stesso è passione, emozione nutrimento per l'anima"La marea madre divora e sfama" Cozze fritte! E l'annullamento dell'ego che diviene piccolo piccolo in rapporto agli spazi nuovi che ci circondano.
    Ma qualcuno o qualcosa ti riporta alla realtà durante una coda forse per il Museo della città? Ed ecco i gabbiani protagonisti della scena.

    La seconda rappresenta il ritorno a casa con tutti i personaggi dei ricordi della tua infanzia, compreso quel canetto disegnato sulla teiera che ha suscitato tenerezza e sentimenti di pietà sin da bambina, lui un essere vivente come tu lo credesti allora ed anche oggi, che è stato imprigionato in quell'immagine per sempre.
    Tuttavia non è la trama della poesia la parte più bella, ma i tuoi svolazzi pindarici espressi in un linguaggio moderno, ricco ed inusuale.
    Bravissima.


    ---
    ALIBIRE non è un errore ma un nuovo verbo o licenza poetica per dire:
    - creare un alibi.

    Lady Jane

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Titta on Wednesday, 20 September 2017 @ 10:06
    "Solo allora avrò raggiunto la mia meta." Questi versi, aggiunti al commento prezioso di Jane, mi hanno illuminata ! E così ritrovo la tua fantasia ineguagliabile, il tuo sentire appassionato ed esigente, Ganimede. Mi sembra tu voglia trattenere ogni minuzioso dettaglio per rendere eterno un viaggio. Oltre ogni perimetro, rispettare ciò che è nostro per diritto. Un intervallo letterario per il quale ti ringrazio malgrado le giravolte mentali alle quale mi hai ancora una volta costretta ! Sorrisi a seguire. --- Titta

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 20 September 2017 @ 16:44

    Ogni volta che leggo una
    tua proposta, mi rendo conto
    di trovarmi di fronte un
    "fenomeno della parola",
    un fiume esondante metafore.

    Ecco, il viaggio avvince e
    a tratti convince, ma adesso
    devi riuscire a trovare la
    strada della sintesi poetica.

    E devi pure riuscire a costruirti
    un "allibi" dopo avere scritto:
    "dentro a un cappello"
    "sopra a un foglio" e
    "sopra alla montagna".

    P.S.: Tu che viaggi tanto,
    lo sai perche` Moby Dick era
    una balena e non un "baleno"?

    ---
    a' scutulasti
    'a tuvagghia?

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: epitteto on Wednesday, 20 September 2017 @ 17:55
    La mia conterranea, a due passi da me...
    Mi va bene tutto quello che scrive, come potrebb'essere altrimenti?
    Così metto in agitazione tutti quelli che lamentano i commenti favorevoli agli amici degli amici.
    Epitteto

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: scoriaindustrial on Wednesday, 20 September 2017 @ 18:02
    Molto molto bella Gan! Da leggere tutta d'un fiato e lasciarsi trasportare, da spettatori, in quel viaggio a due, metafora anche di una storia di coppia probabilmente, marcato da impressioni leggere e profonde al tempo stesso. Chiusura forte e triste. A chiusura del viaggio. Nel passaggio "canoro" dalla Casetta in Canadà a Battiato è raccontata una crescita senza bisogno di raccontarla...e questa è poesia, oltre tutto il resto, soppesato da scelte lessicali impeccabili e Carmen, se la poesia fosse logica, ora staremo a parlare poi di matematica! --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: joshua on Wednesday, 20 September 2017 @ 18:12
     Per confutare (lo faccio molto controfoglia,
     ma ampiamente a centrotavola) la natasparla:
    
    a.  non c’è qui roba vecchia tirata fuori
     dalla naftalina (tipo una giacchetta, 
    tanto per tirare a non indovinare). 
    Soggiungerò che non tutto della scalzamaglia
     poetica di Ganimede – parlo di retorica,
     quella capacità metodica e certosina di
     usare sintassi e lingua che è alla base 
    del far poesia – mi piase. Ad esempio non
     userei - se non costretto ad ingoiare
     un’intera pagina di una plaquette 
    autodecerebrativa di Pellegatta - 
      quell’’esse’ (al suo posto userei
     un bell’ ‘elleno’ all’orbace, piuttosto)
     anaforico e compendioso (e già iterare
     e compendiare dimostra ‘lucidità poetica’),
     ma solo perché indebolisce e de-concettizza
     l’action painting di stirare le vertigini.
     Ed eccoci al punto
    
    b. scrivere poesia è aprirsi (ah, fatica!)
     una propria strada nella selva linguistica.
     C’è chi pensa bastino giacche e pullover
     o obituari genitoriali (ma i meno immaginifici
      partono da innamoramenti o deliqui erotici 
    occasionali per tipi o tipe incontrati
     ai tresette domenicali, per stillarne
     spesso le lacrimate somme che il Lui 
    o la Lei concupiti non sono interessati
     a far da sfizi libidinali durevoli
     e in enjambement ). E c’è chi può
     permettersi (è un rischio. Ma chi non
     risica non poetica)  di partire da
     molluschi e patatine fritte. Certo
     questa estravaganza porta a domandarti:
     cos’hanno di poetico cozze e chips,
     visto che non si possono portare a letto
     o non se ne può commemorare il
     decesso in soliti versi? Si può rispondere
     con curiosità o rigetto. Ma è questo della
     poesia il vero senso (o nonsenso), 
    porre domanda, agitare il tedio impoetico,
     costringere il cervello a smettere
     di cardare la solita lanugine infeltrita.
    
    c. Non mi ricordo più cosa volevo dir...ah, sì:
     sopra a un foglio è più o meno erore
     d’uso corrente di metereologico?
     Lo chiedo perché l’ERORISMO, 
    rigorosamente con una ere, viste le
     ultime publicazioni, stà divventando
     l’a- tenddenza leterraterraria 
    favvorritta de la tribbu’ dei Culli Pessanti.
    
     Ma sì, W LERORE E LERORINE impensanti
     (me lo diceva mammeta, che per fare
     il pornoattore di titorno non c’è
     bisogno di biglietto di antata,
     basta tener duro...)
    
     (anche se preferisco la pasta
     alla carbonara: e comunque troppe
     creature marine sono state immolate
     sull’ara della poesia italiana
     recente prima dei mitili, dai
     granchi giganti di Italiano ai
     cefalopodi hobbesi di Micaletto.
     Mi appello al WWF...).
    j
    

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: franca canapini on Wednesday, 20 September 2017 @ 18:48
    Per capire che le moule-frites non erano cozze fritte, ma cozze in umido con
    contorno di patatine fritte, mi ci è voluto di sedermi in un affollatissimo
    ristorante di una località marsigliese e mangiarmele. eh, eh! viaggiare serve
    anche a comprendere i titoli delle poesie del club! Ma io non penso che
    questo che ci racconti non sia un viaggio reale, bensì, prendendo spunto da
    elementi tratti
    da viaggi reali, tu abbia voluto costruire una metafora del tuo viaggio mentale
    nella poesia o verso la poesia, con tanto di andata determinata ed esaltante e
    di ritorno sulla terra alle cose di ogni giorno, dove però continui a meditare
    sull'immaginazione dei bambini.
    Così me la sono letta; mi ha provocato disorientamento, apprezzamento per
    certe espressioni felici e curiosità. Più non so dirti perché o non ho gli
    strumenti per poterla apprezzare in toto o non è del tutto riuscita. Mi dico che
    con qualche rilettura ci potrei entrare meglio, vedremo se ce la farò, tempo
    permettendo.
    Ciao Gani
    franca

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: zio-silen on Wednesday, 20 September 2017 @ 19:24
    "Proesia" (termine aplologico di uso, ormai, comune) elegante e fascinosa.

    Il componimento - per scissione e sintesi - si presta a produrre anche "poesia asincretica" su diversa scala cromatica del testo madre, che nulla toglie al valore dell'autrice, anzi ne esalta i meriti.

    Esemplifico:

    Viaggio a macchia d'aria
    dentro a un cappello
    radice quadrata di una valigia.
    Penetro l'insieme
    più blu di una promessa.

    Zigomi stridono la marea madre
    che divora e sfama.
    Non c'è bisogno di stirare vocazioni.
    Un dito sulle labbra
    mentre ciarlano quegli allocchi di gabbiani
    li detesto (li adoro)
    scherniscono le regole del passo
    le code da pagare.

    Sostituirò ciottoli alla lingua
    falesie d'alabastro ad ogni occhio
    pace fredda a ribollire nelle vene
    finché di me non rimarrà
    che un inciampo sulla sabbia.

    Torno a casa.
    Affiora la sagoma di un Terrier kerry Blue
    tra i cirri del mio tè non zuccherato.




    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: ablablabla on Thursday, 21 September 2017 @ 18:41
    
    
    
    
    
    
    
    La poesia si scontorna benissimo sullo sfondo acquatico 
    lasciando intatti sia i venti venti del sud sia il mestale 
    sciroccato ad un passo dalle lune luNatiche dell’orco 
    magmatico. Meglio se il faro è inzuppato freneticamente nel 
    Te o nel Se forse solo saggiamente sciolti nel latte e 
    caffè. La stoffa è il taffetà il profumo blu di Persia 
    quando appena uscita dall'acqua goccia a goccia lemme lemme 
    tramonta a luna. Assone nella manica colti nel memento 
    ascensionale più sublime tutti i molluscoli stirati a Dover 
    le sirene tirate a lucido signorina swiffer c’era liquida 
    liquida Pan tra le stelle pelle daino vello d’oro vetri 
    perfetti trasparenti trasparenti. 
    
    
    
    
    
    
    

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Arcano on Friday, 22 September 2017 @ 07:41
    Ci sono passi bellissimi in questa proposta, sei stata veramente brava. Unico difetto mi pare che le strofe siano un po' slegate una dall'altra, ma all'interno di ognuna c'è una perla. Io ci lavorerei su per legare meglio le varie parti.

    ---
    arcano

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Donato Desiderat on Friday, 22 September 2017 @ 11:39
    Blu come una promessa, sinceramente, questa poesia è davvero bella.
    Il viaggio nello spazio e nel tempo, le cozze e patatine fritte a scatenare le
    collane di parole rimembrate come una divertente madeleine proustiana.
    Sono tanti gli aspetti che attraggono di questa poesia. Anzitutto, la
    trasparenza della scrittura. Leggendola ho necessità di dire che le sue
    parole vogliono dire né più né meno che quello che dicono. Faccio un
    esempio: una promessa blu. La domanda giusta che bisogna porsi non è
    perché mai una promessa dovrebbe essere blu ma perché mai non
    dovrebbe esserlo. È certo che una promessa sia blu perché le promesse
    abitano il cielo e ne prendono l'illusione del colore.
    Mi sembra un testo unico anche se lo leggo come un'andata e un ritorno.
    Personalmente, mi piace di più la prima parte ma su tutto questo verso:

    crede solamente all'assoluto dei contorni

    Queste semplici parole descrivono in modo chiaro l'inganno degli occhi che
    chiamiamo realtà dimenticando quanto sia fragile il suo sogno.

    Il quadrato di una valigia fa il doppio del vuoto che riempiamo con tanta
    piccola vita.

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Anais on Saturday, 23 September 2017 @ 21:36
    Sai cosa non mi convince in questa poesia? Ci ho riflettuto un attimo prima di capirlo: la miriade di complementi di specificazione, aspetta, provo a memoria "di una promessa" di una valigia" di un Terrier, di ogni occhio, di casette, di domande, di una prigione, di ceramica ecc. Anche altri tipi di complemento, troppi!!!
    Capisci? Non c'è ancora misura...
    È solo un'opinione, ma io ci rifletterei...
    Mi piace il verso "da bambini sfumavamo la grafite" che trovo molto molto bello, un nucleo intorno a cui lavorare con maggior sobrietà, e anche "serietà" in un'accezione pura del termine, ciao!

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Paolo_C on Saturday, 23 September 2017 @ 21:45
    Le immagini sono flash stupendi che però faccio fatica a collegare.
    Mi offrono uno scenario legato al viaggio, al desiderio di annullamento per
    diventare essenza del viaggio stesso.
    Poi il ritorno ad una vita definita dall’assoluto dei contorni, a cui non
    bisogna troppo credere/cedere.
    Intrigante, anche se di difficile interpretazione.

    Ciao

    Paolo



    ---
    Paolo C.

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: PattiS. on Sunday, 24 September 2017 @ 10:32
    c'ho un po' di cose da dire...
    la prima è un annuncio ai miei followers: io e nadiuccia cara apriremo un canale
    Utube laddove lei si occuperà di viaggi e cucina belga e io di come piegare al
    meglio le ciglia e delle ultime tendenze manicure per i vostri chiuhuauha (h messe
    a caso) ...
    la seconda che SECONDO ME (questa è per Minosse caro), sei tra le migliori
    poetesse del club ('mazza, mi dirai tu, ci vuole poco...). In effetti...ma il convento,
    questo passa.
    ora le cose che mi sono piaciute: anzitutto che non ti accontenti di un linguaggio
    ordinario e che ami i tecnicismi (soprattutto quelli geometrici, li ritrovo spesso nelle
    tue poesie - un "prendere le misure" dei/dai mondi proposti.
    la verve creativa (anche se qui meno esposta del solito).
    Una certa ironia di base.
    Quelle che non mi sono piaciute SECONDO ME:
    il tema viaggio/ valigia molto usurato (Julio Iglesias docet).
    un certo poetese (cit. Sanguineti) forse il risultato di lunghe frequentazioni di siti
    poetici dal bassissimo livello (sì, più infimi persino di questo) laddove le parti del
    corpo sono sempre quelle (ciglia, labbra, le dita sulle labbra, le vene, lo zigomo, la
    lingua), poi ci sono i gabbiani (qui però presi con una certa consapevole ironia), gli
    alabastri, le piume che servono per infarcire e dare allure erotiche.
    insomma, non siamo qui per farci i complimenti, come avrai capito. Ciaoooo!



    ---
    Al personaggio resta l'avventura e resta da dire "ha cominciato a nevicare, capo" R. Bolano

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: minosse on Sunday, 24 September 2017 @ 19:38
    faccio mio il commento che mi precede ringraziando per la citazione. ;)

    ---
    ***mynosse***

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Pale shelter on Sunday, 24 September 2017 @ 19:59
    Il viaggio in prosa e il viaggio in poesia.
    Per apprezzarla meglio, quando si dispone di un cervello
    pieno come un vecchio hard disk quale è il mio, bisogna
    farlo di mattina, ma non a digiuno.
    Ma il gioco vale la candela perché al netto di quanto
    possa sfuggire in parte o apparire un ricciolo inutile,
    un sovrappiù, si avverte la tua presenza emotiva
    delineata, impressa lungo il percorso di entrambe le
    parti – ed è questa presenza comunicativa, questa
    personalità così chiara, piena di risvolti umani, più
    visioNadia che visionaria alla fine, che assicura
    l'attenzione del lettore.
    Non te la faccio lunga: ti leggo sempre con interesse
    anche se, anche quando, non tutto riesco a cogliere;
    anche quando una cosa mi piacerebbe detta in un modo e
    non in un altro (ma allora sarei io e non tu).
    Insomma bisogna dire la cosa più banale che però serve
    spesso all'autore: mi è piaciuta perché è bella, ecco,
    molto semplicemente.

    Un saluto.

    Franco

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Kenji on Monday, 25 September 2017 @ 13:21
    Cara Nadia, mi ricordi una scomparsa Sagida lo sai? Mi
    hai beccato negli anni in cui non riesco più a commentare
    per strazi e ramazzi vari. Quindi non ho potuto dirti che
    ti ho trovata, sin dalla seconda pubblicazione, uno degli
    ingressi più interessanti e proficui al club, sia da
    poeta che da commentatrice. Insomma un soffio di vita in
    questi 2 mesi di scritte.

    A livello di poesia, ti dico che si vede che hai una tua
    struttura cerebrale sulla poesia, insomma non sei un
    quore al vento allo sbando, certamente e ovviamente non
    tra i gabbiani al tramonto. In sintesi, riesci ad andare
    oltre col vantaggio di non ripiegarti nel cinismo da
    distacco sentimentale, piaga che investe molti bravi
    scrittori qui (in scrittura ovviamente, poi sono i cuori
    più fragili). A presto

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: piccoloerobiondo on Wednesday, 27 September 2017 @ 18:38
    Quello che mi piace qui è la concentrazione sulla tecnica .
    Tuttavia , tò un paradosso ! ( quindi siamo potenzialmente
    in
    presenza di poesia ), è questo a sembrare pure il suo
    limite.
    Servono molte parole in questo testo, ma sarebbe forse
    meglio scrivere che sei tu a servire troppo le parole.
    Insomma le parole qui sono ancora molto parole e , nel tuo
    apparente averne necessità , restano tali e faticano a far
    da grimaldello per quegli anfratti rari e fertili dove le
    parole diventano altro da segni di una lingua e si fanno
    esse stessa lingua (più o meno nuova o più o meno perduta ).
    Arrivati in quei luoghi la relazione tra parlante e parlato
    si ribalta e la lingua ( poetica ) ri-trova la sua funzione
    originaria e , se s'intende, magica.
    Insomma la formula non per la formula , ma per
    l'incantesimo.
    Ad ogni maniera una strada lunga su cui ognuno , che vi
    abbia fede , incontra i propri passi e non solo. Questi che
    ci proponi sembrano essere possibili sentieri. Ti auguro di
    arrivare alla meta .

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: Ganimede on Thursday, 05 October 2017 @ 18:45
    Tutti i tè verdi formano cirri (controllate! :-). La rosa delle figure che si
    possono formare smuovendoli, contempla alcuni profili canini
    prevalentemente appartenenti alla famiglia dei Terrier (la fisionomia di
    questa razza si presta). Tutti (anche chi come me approdata al cdp dopo
    lunghissime frequentazioni poetiche di assolutamente nulla prima d’ora)
    sanno che NON SI DEVONO mettere gabbiani nelle poesie (e che la carne
    in generale fa i vermi). Tutto quello che oggi è un parlare di cibo, fa capo al
    food-porn, fenomeno che va studiato alla radice come tutto ciò che si
    impone a sgomitate per ridefinire l’architettura dei valori esistenziali e
    sociali di un tempo (anche se, in questo caso, moules-frites è
    semplicemente la colonna gustativa di un soggiorno; La fonte d’ispirazione
    è la Costa d’Alabastro a nord-ovest della Francia, quindi cara jane,
    effettivamente poco distante dal Belgio con il quale condivide il piatto
    tipico).
    Altre info sul sito Pattimede, dove la collega si è dimenticata di dire che,
    per separare i topic, posteremo video autoprodotti di lotta nel fango
    sponsorizzati dalla calzedonia nel blando e meschino tentativo di
    aumentare l’oddienssss...
    Tutti, chi più chi meno, avete detto cose belle, interessanti, acute, gentili e
    utili e non posso che ringraziare e ripagare dicendo che i vostri commenti
    riservano spesso autentiche sorprese! (Che bello... quattro di voi non mi
    avevano mai commentata prima)E che valuto e analizzo sempre le
    osservazioni e in qualche caso condivido.
    Saluto tutti (anche Moby Dick che non si può sapere se sia maschia o
    femmino finché non ci dicono cosa vuol dire Moby), a coloro i quali non è
    piaciuta la poesia, dico che mi dispiace non siano stati ripagati del tempo
    speso a leggerla e a chi considera gli autocommenti patetici, stupidi, inutili
    e noiosi, assicuro che la prossima volta farò del mio meglio per fare peggio
    (se possibile).
    A tutti gli altri un bouquet di baci.


    “Ci sono due pesci che nuotano e, a un certo punto, incontrano un pesce
    anziano che nuota nella direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e
    dice:<<Salve, ragazzi, com’è l’acqua?>> I due giovani pesci nuotano per
    un po’ e, alla fine, uno guarda l’altro e gli chiede:<<Cosa diavolo è l’acqua?
    >>”

    David Foster Wallace.











    L'ANIMA DELL'ABBRONZATURA

    Scivola una vela rossa
    sul taglio netto del mezzogiorno
    trafitto al cuore.
    Ed è una colonia nell'alcova
    delle lenti
    questo germogliare in nuvole
    madre
    Rilancia l'orbita
    un angolo di luce aliena
    diramazione tersa
    a strapiombo sui bastioni o
    schiusa dentro frazioni verde oliva
    a volte nuda e immersa
    oltre l'arco della schiena
    levigatissima anima
    di caramella mou.

    Luglio 2017


    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Moules-frites
    Contributo di: percefal on Thursday, 12 October 2017 @ 18:27
    Moules-frites in salsa d'acero, lacero confuse in terrine. Calenbour recipe, --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

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