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     A Eros   
     Monday, 11 September 2017 @ 14:00
     Leggi il profilo di: franca canapini
     Visualizzazioni: 266

    Poesie



    E non si chiede al temporale
    il perché dei fulmini
    né alla pioggia perché ti bagna
    al terremoto perché distrugge
    al frutto perché rigonfia
    il Poeta li vive
    non pone domande

    e io vivo

    muta come il libro dei morti
    nel sopore della mente
    il risveglio dell’anima
    nel sonno dello spirito
    l’insonnia della ragione

    perché tu la tigre
    tu la forza
    tu la fiamma

    come un lago dorato
    come una marea
    che dai miei confini esonda
    come una sorgente
    che all’improvviso si sparge
    e inonda

    troppo umani noi
    cerchiamo per te una forma
    ma non hai forma
    viene dal fondo di ogni fondo
    il più antico dimenticato dio.

     



    A Eros | 16 Commenti | Crea un nuovo Account

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    A Eros
    Contributo di: epitteto on Monday, 11 September 2017 @ 17:42
    Testo femminilmente mieloso per gridare tutta la forza della libido.
    Il sè della mente stravolto dalla pressione dei sensi, forse perchè da troppo tempo in astinenza.
    Il tutto ammantato di retorica abusata ( inonda/esonda, lago/marea/sorgente, mente/anima/spirito/ragione, temporale/fulmini/pioggia/terremoto, fondo/fondo, forma/forma).
    Tanto che non se ne può più.
    E diciamocelo chiaramente: quando Eros spira, è tempo d'amare...
    Epitteto

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: gianna.curto on Monday, 11 September 2017 @ 18:47
    L'amico Epitteto come Freud vede in ogni esternazione di solitudine una chiara conferma di astinenza sessuale. Io ho letto nei tuoi versi un desiderio di amare ed essere amata, la sessualità è importante ma prima viene l'intimità, la tenerezza ,la condivisione dei momenti della vita. Troppo esasperata ma sentita :---** --- Gianna

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: trimacassi on Tuesday, 12 September 2017 @ 08:45
    Un escursus dell'animo poetico, che non pone domande, non si
    chiede i perché, ma si espande ed inonda ciò che sta ai
    confini, come grande sorgente che è l'ispirazione, l'estasi ,
    il culmine del proprio sentire, l'Eros, la massima
    espressione amorosa.
    Anche questa è poesia.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    A Eros
    Contributo di: tendre on Tuesday, 12 September 2017 @ 09:44
    Bellissima franca.
    È un inno alla poesia e alla vita con una piccola punta di malinconia che
    si fa strada nell'universo del tuo dire con le ultime strofe...

    Intensa, forte ed elegante

    ---
    tendre

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: maria bellanti on Tuesday, 12 September 2017 @ 11:52
    L'amore vive sotto mille forme senza un perché. Non mi sembra mielosa anzi ha una sua sottile eleganza --- Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: Donato Desiderat on Tuesday, 12 September 2017 @ 20:46
    Alcune cose di questo testo mi attraggono culturalmente, ad esempio "il
    libro dei morti". Altre asserzioni con la maiuscola le trovo banali perché
    lontane dalla realtà (chi è mai il Poeta? Perché non pone domande ma solo
    dichiara di vivere?). C'è del buono ma andrebbe evidenziato con un po' di
    levare.

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: Carmen on Tuesday, 12 September 2017 @ 21:48
    Non male, specie alla fine. Ma andrebbe sintetizzata, troppi tu, come ecc...
    Ridondante.

    ---
    La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai.

    Fëdor Dostoevskij

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: Kitty Woof on Tuesday, 12 September 2017 @ 23:41
    se bastasse non fare domande per essere poeta questa sarebbe una poesia


    K.W.

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 13 September 2017 @ 10:02

    Credo questa sia da ricollegare
    alla tua precedente proposta
    sia per stile quanto per tema
    e cronologia.

    Mi da` l'impressione di un
    componimento sofferto sia
    nel significato recondito
    quanto nella stesura dei versi.

    Rivedrei:

    "il Poeta li vive
    non pone domande"

    Un Sal.uto


    ---
    a' scutulasti
    'a tuvagghia?

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 13 September 2017 @ 10:12
    Poesia elegante come nel tuo stile, io non la ritoccherei in nulla, ben scritta, brava --- Elysa

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: joshua on Thursday, 14 September 2017 @ 12:37
    Veramente, dear francolina, credi che Caproni, se fosse vivo, a Livorno non mi, ti, ci, si , vi porrebbe domande metereologiche? O che Nasone o d’Annunzio, se riesumati, non se ne porrebbero di idrogeologiche là in Appennino (ma vale per tutti i poeti su tutto il territorio d’Italia), dove ancora a stento ricostruiscono dai vari cataclismi ? O davvero credi che nei laboratori di neurochimica non studiamo che pharmakon (nel senso di mediatore chimico) o che impulso elettrico scatenino non solo Mr. Eros, ma anche gli altri Messrs.Hyde del Tuo (ma, in altro modo, un po’ anche mio) pantheon hillmaniano di potenze dell’anima? Voglio dire che il Poeta può anche fingere di ignorare la scienza che studia l’umana (e anche la disumana) motivazione, ma lo scotto che paga, ritengo, è la distanza dalla realtà, se non da un minimo di verità, ovvero il naufragio nel pantano sub-limato del mito prebaudelairiano (o vuoi davvero continuare a pensare che le Arpie non abbiano irreversibilmente insozzato Citèra come già Baudelaire, appunto, aveva tristemente constatato, perché anche noi ne toccassimo con mano il danno e imparassimo a sopportarlo, proprio per non più supportarlo?).
    Ciao.
    n

    “ A partire dal Seicento, scienza e arte sembrano così, a torto, procedere in direzioni divergenti: la prima rende intelligibile la realtà “materiale” (in quanto la matematica si applica ora con esattezza anche alla fisica, la quale cessa così di essere una techne); la seconda, a sua volta, che pare non tenere il passo con la scienza, ne elabora invece i traumi e ne utilizza i risultati, aprendo anch’essa nuove strade al pensiero e alla sensibilità. In questa situazione, la nostra unica dignità è, pascalianamente e kantianamente, quella di sfidare l‘universo, sapendo di essere destinati fisicamente alla sconfitta finale, ma di avere su ciò che ci distrugge una superiorità intellettuale e morale”. (Remo Bodei, Le forme del Bello)

    p.s: se poi davvero la ‘superiorità’ di cui parla Bodei, ancora un poco troppo positivisticamente, a mio vedere, sia reale o culturalmente sedimentata, è, credo, tutto da falsificare, per verificare se non sia un po’ troppo, o magari troppo poco, sentimentalmente affrettata.

    p.s.s.:

    a)Au chant des violons, aux flammes des bougies,
    Espères-tu chasser ton cauchemar moqueur,
    Et viens-tu demander au torrent des orgies
    De rafraîchir l'enfer allumé dans ton coeur?

    b) Dans ton île, ô Vénus! je n'ai trouvé debout
    Qu'un gibet symbolique où pendait mon image...
    — Ah! Seigneur! donnez-moi la force et le courage
    De contempler mon coeur et mon corps sans dégoût!

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: jane on Friday, 15 September 2017 @ 18:06
    da qui si accende ogni cosa. Eros scintilla di vita! Ma è un argomento molto difficile da trattare. La poesia mi è piaciuta ma mi aspettavo qualcosa di più. --- Lady Jane

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: Ganimede on Friday, 15 September 2017 @ 21:35
    Allora, Franca, deduco che tu non sia tra coloro che vedono nel poeta, il
    fanciullo (dato che i pargoli sono tutti un "perché" qua e un "perché " là, fino
    allo snervante :-)).
    Ma che curiosità: ho giusto messo una domanda nella mia ultima poesia e
    credo che sia la prima volta che lo faccio!
    In questa poesia è facile incappare nello scontro di punti di vista ma c'è
    questa delicatezza nei modi, nel suo scivolare pian piano che comunque ti
    fa venire voglia di stare a sentire cosa dice.
    Ecco, sai cosa? La dedichi a Eros, però, deduco tu lo faccia su un piano
    che tocca un concetto di amore più ampio che è amore per il tutto, per la
    vita, per gli eventi che la compongono; in questo caso, il non porsi
    domande, forse non va visto come mancanza di curiosità nel capire le cose
    o come passiva accettazione dei fatti (per questo genere di faccende c'è
    già l'uomo, che, dal mio punto di vista, è comunque una parte del poeta
    piuttosto che viceversa) ma piuttosto come esaltazione del fatto stesso in
    tutte le sue forme; così come una meterea.... meteroa..... (ehm scusa)
    meteORA, a contatto con l'atmosfera prende fuoco anziché sgretolarsi in
    silenzio, così l'evento a contatto con la sensibilità del poeta, si anima
    anziché soccombere sotto il fuoco incrociato delle domande che, in
    qualche caso, creano quel tipo di ronzio che non lascia percepire le
    emozioni più ancestrali.
    Puede ser? Beh, tema più serio di quanto non sembri (anche se manca un
    poco di approfondimento), piacevole la stesura.
    Ciao Francabella


    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: Pale shelter on Saturday, 16 September 2017 @ 10:45
    Ovvia per me la tua consapevolezza nel postare un brano
    che, come poi nei fatti è avvenuto, ha coinvolto e fatto
    discutere.
    Credo tu l'abbia scritto bene, affermando con bravura e
    passione il tuo sentire anche nelle (volute)
    estremizzazioni ed è stato per me molto interessante
    leggerlo (così come molto interessante è stato leggere
    alcuni bei commenti, ad esempio, la citazione, anche
    questa tendente all'iperbole, di Remo Bodei, riportata da
    J.).

    Un saluto, Franca.

    Franco

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: scoriaindustrial on Saturday, 16 September 2017 @ 13:05
    Mielosamente vischiosa e se poi all'annosa questione del poeta ci sovrapponiamo Eros in salsa metaforicamente ovvia e chissà quale dio, il rischio è che venga fuori un'orgia di banalità, non trovi --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    A Eros
    Contributo di: indio on Tuesday, 19 September 2017 @ 11:02
    gran bella poesia. mi piace e la trovo
    per niente ovvia pur asserendo in maniera garbata interrogativi ovvi...

    mi permetto di offrire un paio di "suggerimenti" che naturalmente puoi cestinare con estrema semplicità.

    E non si chiede al temporale
    il perché dei fulmini
    né alla pioggia perché ti bagna
    al terremoto perché distrugge
    al frutto perché rigonfia

    io vivo

    muta come il libro dei morti
    nel sopore della mente
    il risveglio dell’anima
    nel sonno dello spirito
    l’insonnia della ragione

    perché tu la tigre
    tu la forza
    tu la fiamma

    come un lago dorato
    come una marea
    che dai miei confini esonda
    come una sorgente
    all’improvviso si sparge
    e m'inonda

    troppo umani noi
    cerchiamo per te una forma
    ma non hai forma
    viene dal fondo di ogni fondo
    il più antico dimenticato dio.

    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

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