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     Il rito della notte   
     Wednesday, 06 September 2017 @ 12:30
     Leggi il profilo di: Elysa
     Visualizzazioni: 453

    Poesie

    Abbandono il mio corpo
    in un vagare muto senz’oasi
    all'orizzonte,
    mi solletica il pensiero
    riassumendo di tanto in tanto
    ciò che sarei se non fossi me.
    Angelo provocante
    lento all’ira e facile al perdono.
    Un atto di fede
    nel mutare lenta-mente,
    assopirmi distratta e destarmi rianimata
    che di me non resti nulla, tranne poche righe
    in bella copia
    scritte con mano ferma
    ad ispirarti nuove stelle,
    mentre gira e rigira
    taglia e sferruzza, di me
    non salverei nulla…forse
    solo gli occhi, spalancati
    nello spazio di una notte.


    04/09/17

     



    Il rito della notte | 23 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Il rito della notte
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 06 September 2017 @ 17:32
    Abbandono il mio corpo in un vagare muto senz’oasi all'orizzonte... Verso infelicissimo come una malattia. Vagare muto senz' oasi? Cioè ma ti rendi conto dell' assurdità dell' immagine? Assurda persino in poesia dove le metafore, solo se ben congegnate, aprono nuove realtà che, pur impossibili, sembrano al contrario possibili e portatrici di inusitate bellezze. E poi quel lenta- mente. Cose che vogliono apparir nuove ma sanno di stantio mummificato. Bocciata. --- La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai. Fëdor Dostoevskij

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: epitteto on Wednesday, 06 September 2017 @ 18:58
    La gente legge sperando di utilizzare al meglio il proprio tempo.
    In realtà poi scopre che sarebbe stato meglio andare a piantare patate...
    Epitteto

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: jane on Wednesday, 06 September 2017 @ 19:06
    .Secondo me la poesia c'è ed è bella. Basta renderla elegante togliendo qualche fronzolo di troppo . E mi piace molto il finale. Abbandono il mio corpo senz’oasi all'orizzonte, mi sorride pensare ciò che sarei se non fossi io. Angelo provocante all’ira e facile al perdono. Un atto di fede nel mutare lenta-mente. Assopirmi distratta e destarmi attenta che di me non resti niente, tranne poche righe in bella copia scritte con mano ferma ad ispirarti nuove stelle, mentre gira e rigira di me non salverei nulla… forse gli occhi, spalancati nello spazio di una notte.. --- Lady Jane

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: dario moletti on Wednesday, 06 September 2017 @ 20:35
    bravissima

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    Il rito della notte
    Contributo di: tendre on Wednesday, 06 September 2017 @ 22:31
    Bellissima la chiusa

    ---
    tendre

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: Ganimede on Wednesday, 06 September 2017 @ 23:00
    Sono molto d'accordo con jane e tendre che notano il finale; io in realtà lo adoro da quel "taglia e sferruzza" (che fa pure un po' PULP) ed è soprattutto in questo che vedo la tua mano: in quel colpetto di coda in dirittura d'arrivo dopo un falsa parvenza di atterraggio ultrasoft; direi che si tratta di una poesia introspettiva ma molto piacevole, perché mantenuta sui toni giocosi e dedicata ad un momento del giorno che vede il corpo cedevole, perso in "un atteggiamento di tenero e sensuale abbandono" (è la definizione che ho trovato al termine "languido" che avrei voluto associare allo stato che descrivi). La cosa che mi ha colpito è una piccola e forse trascurabile analogia con un passaggio di una poesia che ho scritto anche io giorni fa e che parla appunto di un cambiamento (una sorta di metamorfosi) e questo mi conferma quanto le matrici dei pensieri che muovono le poesie, siano spesso comuni a molti, per quanto diametralmente opposte le modalità espressive (sicuramente stelle e orizzonti continuano ad appartenere più al tuo mondo romantico che alla mia scrittura circense). In fondo tanti pensieri, desideri, aspettative o ambizioni, sono comuni a molti così come è inoppugnabile che, la maggior parte di noi (diciamo la verità), se disponesse di un paio di forbici magiche non ci penserebbe un minuto a cambiarsi dalla testa ai piedi e da neurone a neurone ma purtroppo non si può e allora? Beh, c'è chi ci si inacidisce e chi invece ne fa una bella poesia ciao dolcelysa (ma tu resta assolutamente come sei e salva tutto!!! O se proprio, almeno, regala alle meno fortunate :-)) --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: joshua on Wednesday, 06 September 2017 @ 23:59
    di primo acchito è no. Ma poi mi chiedo sempre cosa si può ricavare da un no (per me significa intuire cosa potrebbe stare dietro parole o situazioni che una poesia propone o, in un certo senso, se, anche mutata di molto, potrebbe comunque offrirmi un’occasione di riflessione). Vorrei per l’ennesima volta, comunque, far notare che una poesia è sì fatta di tante tessere, ma, alla fine, ne deve emergere una qualche figura unitaria, sia pure nel senso della sola decorazione. Ecco, purtroppo, quello che spesso manca nella maggior parte dei componimenti che qui si leggono, è proprio questo senso del testo come un insieme unitario, direi soprattutto sintatticamente unitario, oltre che internamente fornito di congruenze (o anche incongruenze, perché no?) lessicali che orientino (o disorientino, un po’ come le dissonanze in musica) il lettore. In questo senso mi permetto di farTi osservare che ci sono troppi cedimenti strutturali e lessicali, specialmente l’entrata improvvisa al v.15 di un interlocutore anacoluto, chiunque sia, che, mi scuserai, ci sta come i cavoli a merenda e finisce per portare a spasso l’esperienza della piccola morte notturna nel solito campicello del vocativo inconcludente, con cui si conclude un componimento, quando non si sa come concludere o lo si vuole concludere frettolosamente. Per finirla lietamente, propongo una diversione, che con l’abbandono all’imago della fatal quiete probabilmente non c’entra niente, ma tenta almeno di recuperare il lavoro di sartoria ipnoinducente:

    riassumendo : abbandono
    ciò che sarei se non fossi me,
    l’angelo provvisorio
    lento all’ira e facile ai perdoni.
    Un atto di fede
    nel mutare gli strafalcioni
    in bella copia,
    nel designare con mano ferma
    una nuova stella
    da una spenta. Guarda la luce
    cosa s’inventa
    per non sembrare la tela
    contemporaneamente uguale
    e diversa che sdrucisce e rammenda il sonno

    ciao.
    j

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: Titta on Thursday, 07 September 2017 @ 14:37
    La bellissima immagine nella chiusa arricchisce una lirica a mio parere già notevole. Direi una fra le tue poesie più suggestive. Non è semplice parlare di se stessi ma il rito della notte qui si fa intimo davvero. Ciao Ely. --- Titta

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: A.Sal.One on Thursday, 07 September 2017 @ 16:17

    Belli quegli occhi.

    Ma la tintarella non
    t'e` bastata per cambiarti?

    Un Sal.ut.One ;)

    ---
    a' scutulasti
    'a tuvagghia?

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: scoriaindustrial on Thursday, 07 September 2017 @ 18:08
    Elisa, taglia e sferruzza, appunto....iniziando dal
    titolo per continuare con le ridondanze, resterebbe
    questo:

    "Il rito
    **
    Che di me non resti nulla
    tranne poche righe
    nello spazio di una notte"

    ...e sarebbe molto meglio, più leggera e
    misteriosa....gli occhi agli osservatori :-)!
    Con stima


    ---
    "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: gianna.curto on Thursday, 07 September 2017 @ 22:02
    mi piace ---* --- Gianna

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: cordaccia on Thursday, 07 September 2017 @ 23:22
    sognare ad occhi
    aperti un alter ego
    e poi ripombiare nelle
    nostre amate/odiate
    debolezze.
    La tua poesia soffre un po'
    del ritmo incostante del
    flusso di coscienza e per
    questo risulta disordinata,
    giocoforza.
    Condivisibile, ma avrebbe
    bisogno di una
    rielaborazione più incisiva
    (vedo che l'hai scritta da
    poco, forse di fretta).

    ciao :)

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: federicosecondo on Friday, 08 September 2017 @ 12:16
    Abbandono il mio corpo
    mi solletica il pensiero
    di ciò che sarei se non fossi me.
    Angelo provocante
    lento all’ira e facile al perdono.
    Un atto di fede
    nel mutare lenta-mente,
    assopirmi distratta e destarmi rianimata
    che di me non resti nulla, tranne poche righe
    scritte in bella copia
    con mano ferma
    mentre gira e rigira
    taglia e sferruzza, di me
    non salverei nulla…forse
    solo gli occhi, spalancati
    nello spazio di una notte.

    E' una possibile rivisitazione del tuo pensiero.

    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: Paolo_C on Saturday, 09 September 2017 @ 13:50
    Si, pure a me piace la seconda parte.
    Rivedrei i versi inizlali: non sono malvagi ma perfettibili.
    Bella l'idea, concettualmente affascinante.

    Ciao

    Paolo

    ---
    Paolo C.

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: dragonero on Sunday, 10 September 2017 @ 12:16
    Vedo la prima immagine come la riflessione in un dormi
    veglia che è la spinta all'introspezione (abbandono ed
    uscita nel vagare...), al guardare dentro noi stessi fino
    in fondo (cosa sarei se non fossi me ...), per fare
    chiarezza, per capire (e decidere) ciò che davvero
    desideriamo, al di là  dell'abitudinarietà della vita di
    ogni giorno (dove si diventa lenti all'ira e facili la
    perdono). L'autrice si chiede e si vede in un mutare del
    quale non afferra appieno la conseguenza ed è proprio il
    vagare della prima strofa .. il lento sonno che
    imprigiona il pensiero, a molti sarà successo di pensare
    fuori un attimo prima di arrendersi al sonno, qui in
    questa specie di limbo dove forse vediamo con chiarezza
    un desiderio, ma è Lenta-mente, come è lento il pensiero
    che si chiede di mutare.
    Continua nella consapevolezza che qualche cosa è cambiato
    o sta per cambiare ( il sonno Assopirmi-Rianimarmi) è
    solo un tramite interiore, la parte finale piena di
    amarezza dettata da paure intime, quella voglia di
    scomparire ( che di me non resti nulla ) quasi ad
    arrendersi perchè la vita preme e a volte è difficile
    ascoltarla, ma lasciando comunque uno spazio ad un
    ritorno nuovo anche se in forma indiretta ( poche righe..
    ) a dirvi la mia verità. E queste nuove stelle rivolte a
    chi aspetta o anche a se stessi possono rappresentare
    mortalità e rinascita nel cammino incerto di ognuno di
    noi.
    E forse sono proprio quegli occhi spalancati nella notte
    ( il pensiero è ben definito . Nello spazio e nel tempo )
    a dirci comunque che possiamo vedere anche in un modo
    differente.
    Poesia d'istinto, personale .. da leggere diverse volte
    per superare la sua apparente semplicità.
    (f)

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: nanà on Monday, 11 September 2017 @ 13:21
    ** E' un testo con riferimenti profondi.Un pò fuori dal solito clichè... ma sempre coinvolgente, com'è nel tuo stile.Ciao Elysa

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 12 September 2017 @ 15:59
    ringrazio tutti, ma in particolare coloro che hanno
    commentato esponendo il loro assenso o dissenso con
    educazione, consigliandomi dove eventualmente modificare o
    eliminare, cosa sempre gradita perchè spunto di riflessione
    e crescita, un
    abbraccio.Elisa

    ---
    Elysa

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: maria bellanti on Tuesday, 12 September 2017 @ 17:24
    E' un crescendo che culmina nei versi finali --- Vivere è ricominciare sempre(C.Pavese)

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: indio on Wednesday, 13 September 2017 @ 13:56
    Promossa.

    da sistemare sicuramente alcune piccole cose...(e lo sai bene)
    ma a me piace e anche tanto.
    ottima l'idea poetica.
    brava

    ps
    prenderei in considerazione alcuni suggerimenti di federico



    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: franca canapini on Thursday, 14 September 2017 @ 09:23
    "Angelo provocante
    lento all’ira e facile al perdono."

    Ottima meta, Elisa! Vedrai che ce la farai; sicuro, ce la farai; lasciando della
    vecchia te stessa frantumi e ritagli, la scorsa indurita insomma. Evvai con la
    poesia! Piaciuta.

    franca

    [ ]

    Il rito della notte
    Contributo di: trimacassi on Friday, 15 September 2017 @ 16:03
    Sono stato assente ai primi di Settembre, e questa tua
    l'avevo saltata...ma mi piace e te lo volevo dire ! specie la
    parte finale in cui trovo qualcosa in più.
    Ciao ciao.

    ---
    trimacassi



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    Il rito della notte
    Contributo di: Donato Desiderat on Saturday, 16 September 2017 @ 20:36
    Come già sottolineato, questo testo ha una bella poesia dentro. Davvero

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    Il rito della notte
    Contributo di: Pale shelter on Sunday, 17 September 2017 @ 09:17
    Io non riuscirei a riscrivertela, Elysa, difficile
    entrare completamente nella testa dell'autore
    comprenderne le urgenze e le priorità nella scrittura, ma
    posso provare a dirti, per quanto posso, l'effetto che mi
    ha fatto: mi piace il tema, il modo con cui l'hai
    affrontato, questo "essere assorti" nell'immaginarsi, la
    delicatezza, e trovo che la poesia non manchi affatto,
    come in tutti i tuoi componimenti, solo che trovo anche,
    come dire, alcuni scompensi, una mancanza di incisività
    in alcuni passi. Cordaccia dice "disordinata" che non è
    proprio quel che penso, ma comunque, sì, c'è un discorso
    di linearità di mezzo. Poi l'idea, la poesia in sé,
    ripeto, è valida e merita secondo me una rivisitazione
    non uno stravolgimento, ecco tutto qui.
    ciao, un saluto.

    Franco

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