European candies

Tuesday, 05 September 2017 @ 10:45

Leggi il profilo di: Ganimede

Cari lettori,
qualche giretto per l'Europa svoltosi nel corso di una decina d'anni, mi ispirò, nei giorni scorsi, l'idea di raccogliere un gruzzoletto di curiosità sulle principali località visitate.
Niente paura! Nulla di troppo didattico che risulterebbe noioso e poco dissimile da una qualunque guida turistica comodamente reperibile sul web; piuttosto una piccola scatola di curiosità, quei dettagli talvolta simpatici (talvolta no...) che delineano le peculiarità del luogo, in un misto di osservazioni personali e piccoli episodi piacevoli da ricordare una volta rientrati a casa.
Diciamo che, ciò che segue, fa parte di un progetto più ampio che prevede un numero sufficiente di mete, trattate altresì in maniera più dettagliata, in modo da costituire una specie di manualetto dal quale, chi lo desidera, possa pescare la più ispirante come da una scatola di caramelle miste; anche se mi rendo conto che forse questa sezione non è la più adatta per proporre l'estratto di un testo su tale genere di temi, spero che non troverete la mia proposta troppo fuori luogo.
Senza nessuna logica d'ordine particolare, decido di partire con una meta tra le più cronologicamente distanti e premetto che, per non allungare troppo il testo, parlerò qui di sei luoghi soltanto, riservandomi il resto per eventuali future pubblicazioni qualora il presente risultasse a voi di un qualche interesse.
Un diario di viaggio senza pretese che ho provato enorme entusiasmo nello scrivere e perché no, magari uno spunto che invogli a recarsi in uno dei luoghi che ho così tanto amato.
Pronti? Allacciatevi le cinture, si parte!


Inizio dalla mia amatissima Helsinki (Finlandia). Città austera solo in apparenza, la pulitissima Helsinki, capitale mondiale del design e indiscussa vetrina dell'architettura organico-funzionalista grazie ad esponenti del calibro di Alvar Aalto, rivela un'anima cordiale ed accogliente, anche se è bene non dimenticare mai che vige un rispetto per le regole, totale. Non indignatevi troppo, comunque, se incrociando un/a finlandese, lo/a vedrete sputare a terra: pare che sia una pratica assolutamente normale!! (Se state pensando "che schifo", si tratta di una reazione assolutamente ovvia, per la nostra cultura).
Il retaggio della dominazione russa durata poco più di un secolo, sembra altresì perpetuarsi in alcuni aspetti del comportamento di queso popolo riservato e taciturno che di solito, si scioglie dopo qualche drink (di troppo. Parecchio troppo. Non è raro vedere gente ubriaca accasciata per strada la sera, anche se, la norma, rivede tutti perfetti e impettiti la mattina dopo).
In Finlandia (paese della Nokia, di ceramica Iittala, di Sibelius, dell'heavy metal e molto altro), il fenomeno dell'urbanizzazione è relativamente recente, così come lo sfruttamento territoriale ai fini turistici; questo aspetto si rispecchia nello strettissimo legame con la natura che prorompe fino alle porte della capitale così come nei suoi numerosissimi parchi. Non manca nemmeno l'occhio all'equilibrio estetico con vie eleganti e prive di insegne vistose o considerate cromaticamente inappropriate.
Attenzione a non distrarvi camminando e finire incautamente sulla pista ciclabile perché, immediatamente, qualcuno vi scampanellerebbe strillandovi "here we go!" ...Sì, per fortuna in inglese (la sensazione che prende piede dopo qualche giorno trascorso in città è che, gli abitanti della capitale, considerino la loro impenetrabile lingua madre, quasi una sorta di dialetto locale e, in quanto tale, inappropriato da utilizzare per rivolgersi ad un estraneo), anche perché "Attksnkarknimhuttarkkäätjvoyhsyövantutkimus-trallallerötrallällalä", fareste fatica pure voi a capire cosa significa e alla fine, vi investirebbero :->
Due secoli di dominazione svedese (Helsinki fu fondata nel 1550 dal re Gustavo I di Svezia per contrastare l'egemonia economica che Tallinn deteneva nel bacino del Baltico), giustificano i nomi delle vie scritti sia in finlandese che in svedese e il bilinguismo dei residenti: sì, sono "almeno" bi/trilingui e questo è forse il reale motivo per cui possono scegliere di parlare come vogliono secondo l'umore del momento.
In generale, i finlandesi, hanno per quanto riguarda il look, un senso dello stile un po' particolare e diciamo che, trenta o quaranta chili di troppo, non rappresentano un'interdizione alla minigonna che non di rado rasenta il livello inguinale...
Molto si potrebbe dire su questa vivibilissima città e sui "saunomani" che la popolano (ad esempio che detengono non so che record di consumo di caffè procapite); i finlandesi sono tendenzialmente disponibili, sensibili, discreti, rispettosi;
è vero: qualche volta, da ubriachi, si allargano un po' troppo ma credo che, come quasi tutti, anche loro amino l'Italia e, ogni tanto, tentano anche di interagire per luoghi comuni: non escludo che ancora oggi nel 2017 ci sia chi potrebbe provare ad articolare un qualche "Ber....lusconi.." per attaccare discorso (che piaga, ma dico io: con tutto ciò che di buono si potrebbe dire sull'Italia).
Comunque ho promesso che avrei menzionato per lo più, piccole curiosità per non annoiare troppo, perciò una cosa su tutte: fate attenzione se intendete ordinate un aperitivo ragionevolmente poco alcolico come si usa bere in Italia: potrebbero proporvi un'alternativa secondo loro equivalente, in realtà gravata da una trentina di gradi in più che voi suggerete con nonchalance per non deludere il prorompente entusiasmo del cameriere (specie se abbigliato come il Tonio Cartonio della Scandinavia) per poi pentirvene amaramente.

Un nome noto della letteratura finlandese: Elias Lönrot.




Stoccolma (Svezia). Se scegliete di visitare la Venezia del nord nella stagione invernale, sarà una dura lotta tra voi e il vento gelido dell'artico ma solo fino ad una certa ora del pomeriggio perché poi, tutto si placherà. E comunque niente paura: un minimo di accortezza e nulla potrà farvi desistere dalla scoperta di questa straordinaria città edificata sulla bellezza di quattordici isole. In ogni caso, le efficientissime tre linee della fantastica metropolitana (guardate le immagini su google se vi interessa, perché parliamo della Tunnelbana, una vera e propria galleria d'arte sotterranea), vi condurranno comodamente in una delle ben cento fermate, rappresentando al contempo un intervallo "riscaldante" a cui ancorarvi ogni tanto. Ma poi non resisterete e tornerete a immergervi nella meravigliosa atmosfera incantata di Gamla Stan o nel silenzio di qualche stradina residenziale, dove lo scricchiolio della neve sotto le scarpe sarà l'unico suono di sottofondo alle vostre passeggiate tra le belle ville in stile nordico.
Naturalmente, tutto ciò rappresenterà niente più che un ponte tra un museo e l'altro o tra un caffè e un ascensore panoramico... d'altro canto Stoccolma è piena di attrattive!
Una cosa che mi piace ricordare è che, a differenza di Helsinki dove la gente fin verso le diciotto cammina con i paraocchi, anzi, quasi in modalità "automa", a Stoccolma non vi sarà affatto difficile incrociare lo sguardo dei passanti: possibile segnale o meno, di una maggiore apertura alla socializzazione, resta un fatto apprezzabile il poter sorridere, di quando in quando, anche a degli sconosciuti.
Sulle finestre svedesi, che si tratti di lampada o candele, non può assolutamente mancare un punto di luce che possa contrastare le molte ore di buio nella stagione fredda (a dicembre mi pare che il tramonto cali prima delle 15.00) e osservarle dalla strada è bello quanto viverle da dentro, seduti magari su un grande davanzale con la sola compagnia della neve che cade.
A proposito di neve (una neve spesso molto asciutta che quasi non bagna i capelli): per buona parte dell'inverno la vedrete ricoprire strade e marciapiedi senza che ciò rappresenti un problema; quanto alla circolazione stradale, potreste osservare le auto procedere ad una velocità per noi impensabile in tali condizioni di viabilità!
I dolci sono un must (muffin e crème brûlée, sul podio degli onnipresenti).
Ma a questo punto direte: parli, parli ma di vere curiosità qui non ce ne sono!!
E va bene, proviamo con questa (non vi cambierà la vita saperlo ma è simpatica): nelle toilette di alcuni locali, ci sono dei simpatici dispenser con l'erogatore del sapone a forma di mammella di mucca al posto della solita levetta; in definitiva, se vorrete lavarvi le mani, dovrete imparate a mungere.
P.s. Per provare un' esperienza molto simpatica (ma anche artistica, viste le sculture di ghiaccio che vengono periodicamente rinnovate) non perdetevi l'Ice bar.

Un nome noto della letteratura svedese: Selma Lagerlöf




Danimarca (ne fanno parte anche la Groenlandia e le Isole Fær Øer).
Lo splendido paese delle Lego, selvaggio o cool secondo i vostri gusti, mantiene comunque un carattere casual, mai troppo sofisticato (qualche volta si sconfina nel tamarro), d'altro canto, i danesi, promuovono uno stile di vita easy e rilassato: ogni tanto lasciano pure i bambini in carrozzina fuori dai ristoranti, tanto poco si preoccupano :-O.... (non pensiate che se li dimentichino! Lo fanno perché così prendono aria, tipo tappeti...).
Al di là dei centri principali, se percorrerete in lungo e in largo il bel paese di Andersen, filari di pale eoliche (ce ne sono anche in mare e con esse si copre un'altissima percentuale del fabbisogno energetico), punteggeranno un paesaggio prevalentemente agricolo che potrebbe, a tratti, sembrarvi non finire mai (forse perché la Danimarca è praticamente priva di rilievi montuosi?).
Mozziconi di sigaretta e cadaveri di chewing-gum appiccicati al porfido, purtroppo contribuiscono a minare la blasonata pulizia di Copenhagen (tenete presente, se chiedete informazioni, che loro spronunciano il nome della loro capitale un qualcosa tipo "K'b'nhaun" :-) al fatto che i rifiuti di Christiania (mmmhhhh già.... Christiania.... non fatevi ingannare dalle pittoresche immagini di Google! In realtà si tratta di un quartiere sporco e pieno di gente strafatta che dorme per terra già di prima mattina, boh.... contenti loro), tendono a sconfinare nei più curati quartieri limitrofi; forse questi aspetti, per loro non incidono sul metro di giudizio della pulizia; bisogna però dire, che i valori dell'aria, sembrano effettivamente invidiabili; quanto all'acqua dei canali, la pulizia ne permettere addirittura la balneazione in alcuni punti.
Comunque! È da un po' di tempo che non pedalate e cercate un posto in cui mettere alla prova il famoso detto sull'andare in bicicletta? Bene, non solo Amsterdam ma anche Copenhagen è il luogo giusto per voi, poiché qui, i ciclisti, hanno quasi sempre ragione, praticamente sempre la precedenza, possono andare più o meno ovunque e, nondimeno, detengono il diritto divino di mandare dove vogliono l'automobilista indisciplinato; insomma, anche il ciclista timoroso può sentieri il padrone della strada!
Mangerete tanti sandwich "smontati" (gli smørrebrød) preparati con uno squisito pane e super guarniti perché a loro piace servire così, il loro piatto nazionale. Una curiosità che ricordo è che, più o meno in ogni ristorante, troverete i coltelli che rimangono sì, stesi in orizzontale ma in piedi sulla lama grazie alla conformazione triangolare del manico per non sporcare il tavolo se avete necessità di appoggiarli (in realtà li potrete trovare anche da altre parti ma io li vidi per la prima volta in Danimarca), anche perché, a meno che non vi troviate in un ristorante super raffinato, non è che vi porteranno un miliardo di posate, perciò dovrete conservare per le pietanze, il coltello usato per spalmare l'immancabile burro salato sul pane (l'equivalente del nostro mangiare grissini in attesa della prima portata).
In linea di massima, i danesi non mi pare abbiano una gran fissa per il giardino o la cura degli esterni in generale (cioè.... le case - alcune delle quali con curiosi tetti di paglia - sono spesso graziose e con giardini ordinati e curati ma senza eccessi) ma credo che, chi non espone la bandiera nazionale, sia considerato una specie di reazionario, visto che ce ne sono quasi tante quante cassette della posta!
Un tour della Danimarca resta comunque in un'esperienza tra le più entusiasmanti e ricche che si possano trascorrere nel nord Europa.

Un nome noto della letteratura danese: Søren Kierkegaard


Tallinn (Estonia). Si comincia a respirare l'est (che emerge nel retaggio della passata occupazione sovietica) e con esso i suoi contrasti: potreste passare dal più fiabesco dei contesti (il bellissimo e pulitissimo centro storico di origine medievale lo è davvero, con con tutti quei tetti a cono sopra le torri e le graziose ragazze in abito tipico), all'effetto evocativo dal vago sapore Trainspotting anni novanta(ad esempio i dintorni del porto e le toilette del porto stesso (le più squallide mai viste, aaah!!!). Troppo breve (una giornata) il soggiorno in questa piccola perla anseatica spazzata dal vento e proiettata nel futuro, per poterne parlare con cognizione di causa... dico solo che la bellezza delle viuzze lastricate della città vecchia mi ha lasciato un meraviglioso ricordo e che mi pare di aver capito che gli estoni hanno una certa fissazione per la carne suina; inoltre è qui che ricordo di aver mangiato l'unico dessert sgradevole della mia vita: una pappetta liquida che sapeva di latte acido (un dolce tipico, tra l'altro, perciò chiedo scusa a tutti i lettori estoni :-).
Una curiosità: Tallinn è poco distante da Helsinki (mi sembra che in aliscafo la si raggiunga circa in un paio d'ore): il governo finlandese tassa pesantemente gli alcolici per contrastare quello che, come avrete capito, nel paese di Babbo Natale, rappresenta un problema parecchio grave, perciò non è raro vedere finlandesi che abbinano alla gitarella nella capitale baltica dove gli alcolici sono molto più economici, la possibilità di fare una cospicua scorta delle loro bevande preferite (parlo di quantitativi industriali ovviamente).

Un nome noto della letteratura estone: Jaan Kross



Varsavia (Polonia). Per quanto riguarda l'aspetto dei contrasti, vale più o meno il discorso di Tallin e che si va procedendo verso est, lo si capisce anche dalla difficoltà nel farvi comprendere, dato che l'inglese (strutture alberghiere a parte) è ancora poco parlato. Si respira un contatto con la storia che non è solo nei musei ma ad ogni angolo di strada, tanto che la guerra non pare finita che da poche settimane e così anche le tremende sofferenze vissute dal coraggioso popolo polacco. Da menzionare è il quartiere Praga: sopravvissuto ai bombardamenti e mai ristrutturato (è altresì considerato pericoloso e malfamato), porta ancora sugli edifici che lo compongono, i segni indelebili della guerra... un autentico tuffo negli anni trenta a pochi chilometri dall'elegantissimo centro! La curiosità: se vi trovate in questa interessantissima capitale alla vigilia di Natale (non chiedetemi per quale assurdo motivo mi trovassi lì in un periodo dell'anno che richiama in tutto e per tutto l'ambiente domestico), vi sentirete più soli e abbandonati a voi stessi che se vi avessero scaricato nel cuore della steppa mongola, con la sola consolazione dei bellissimi addobbi a fare la differenza; per il resto, tutto chiuso, difficoltà perfino quasi a procurarsi da mangiare e non un cane in giro. In compenso, il giorno dopo (Natale), passeggiare per le vie del centro, sarà come tentare di uscire dallo stadio dopo la finale dei mondiali.
Uomini, ricordate che le polacche vantano il primato delle gambe più lunghe al mondo (e ad occhio e croce credo che potrei confermarlo)!
Attenzione a ciò che mangiate nella patria di Copernico (dimenticavo di dire che non mancheranno i segnali di quanto i polacchi siano comprensibilmente fieri di aver dato i natali al padre dell'astronomia moderna), perché la faccenda potrebbe iniziare a farsi un po' più pesante (ah, scusate.... direte voi: ma rispetto a cosa? Dimenticavo anche di dire che, all'estero, il mio metro di misura è la cucina scandinava, prevalentemente basata sull'impiego del pesce) ma non perdetevi per nessun motivo l'onnipresente cheese cake: che la mangiate in un buon ristorante o al bar dell'aeroporto non vi deluderà!

Un nome noto della letteratura polacca: Stanislaw Ignacy Witkiewicz


Olanda. Piacevolmente ricchissima d'acqua, (piacevolmente per me che ne vivo circondata e non ne sopporto troppo a lungo l'assenza) è molto bella per tutti i motivi già noti a molti.
Una cose cosa c'è da dire: i topi rappresentano un problema talmente radicato che sembra quasi essersi instaurato con essi un rapporto di relativa tolleranza; quindi, nella malaugurata ipotesi in cui ne trovaste uno, ad esempio, in una struttura ricettiva anche di buon livello, il receptionist non si prostrerà ai vostri piedi con tante scuse promettendo una guarnigione di derattizzatori a bonificare l'area, dirà piuttosto che la direzione è al corrente del problema... che purtroppo la strutta è effettivamente molto antica... e...così... (in altre parole, lo sanno perfettamente ma non hanno nessun intenzione di provvedere in maniera energica e concreta).
Ma poi vi dimenticherete in fretta dei topi e, tra un kinderdijk e una spiaggia deserta, godrete di quanto questo bel paese ha di interessante da offrire. La curiosità che in questo caso mi preme di sottolineare è che, in Olanda, sussiste l'abitudine di addobbare la grande finestra che dal living affaccia sul giardino (per chi abita in ville o villette naturalmente), con ogni sorta di oggetti decorativi, vasi di fiori e quant'altro di meglio la fantasia e il gusto dei proprietari abbiano suggerito di acquistare, tanto che, in molti casi é facile scambiare abitazioni private per esercizi pubblici. L'evidente intenzione esibizionistica insita nell'addobbare queste splendide finestre come vere e proprie vetrine (e comunque raramente in maniera eccessiva o poco equilibrata), vi farà perdere ogni timore di scadere nella parte dei curiosoni, permettendovi di goderne la vista durante le vostre passeggiate.
Poi, leggo anch'io sul web qualcosa sulle finestre olandesi e apprendo un dettaglio che, non so come, mi era sfuggito: generalmente, nelle abitazioni, non si fa uso di tende, per cui è abbastanza ovvio il fatto che non sia difficile osservare gli arredi nonché le dinamiche interne; tutto ciò, più che esibizionismo, denota gli estremi della filosofia di vita olandese che annulla ogni forma di pudore o di preoccupazione di essere osservati nel corso delle proprie normali attività casalinghe (vale a dire: se vi va di guardargli in casa non gliene potrebbe fregare di meno).
...Ah forse vi stupirà sapere che ho visto fumare meno canne per le strade olandesi che in quelle bretoni!

Un nome noto della letteratura: Erasmo da Rotterdam



Qualche giorno dopo aver terminato questo testo, vedevo in TV un documentario sulla Finlandia nel quale, una famiglia, raccontava di una specie di "trauma", quasi un shock culturale, subìto dopo essersi trasferita da una città finlandese all'altra; mi sono chiesta: "addirittura?!? Ma guarda un po'.... sembra la fotocopia di ciò che potrebbe accadere in Italia!".
Nella fattispecie, si parlava di quanto fossero freddi, distaccati e individualisti gli abitanti di Helsinki e viceversa, calorosi e socievoli quelli dell'altra città (di cui non ricordo il nome). Tutto ciò ha contribuito a consolidare un' idea già abbastanza delineata: quanto siamo superficiali, pressappochisti e generalizzatori noi turisti, quando ci illudiamo di essere riusciti a crearci un'immagine attendibile sulle peculiarità culturali e comportamentali degli abitanti di una determinata nazione? In altre parole, quanto spesso cadiamo nell'errore di fare di tutta l'erba un fascio?
E da lì un'altra domanda: che luogo sarebbe oggi il mondo, se fossimo tutti un po' meno pettegoli, prevenuti e inclini a giudicare senza conoscere?
D'altro canto, l'odio tra i popoli, spesso fermenta nella difficoltà relazionale di cui, alcuni soggetti, attribuiscono la responsabilità ad una società dalla quale si sentono rifiutati ma spesso più per proprie radicate chiusura e tendenza a macerare nel vittimismo che per un oggettivo "rifiuto" da parte della stessa.

Bene, se siete ancora qui non mi rimane che salutarvi.
Grazie per aver viaggiato con me; non raccolgo reclami su eventuali carenze del soggiorno :-)

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