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     Alice, Silvie e le stelle cadenti   
     Monday, 24 July 2017 @ 10:45
     Leggi il profilo di: franca canapini
     Visualizzazioni: 139

    Racconti



    Quella sera nella casina del mare Alice e Silvie cercarono inutilmente di convincere i genitori a farle restare sveglie per vedere le stelle cadenti. Proposte. Preghiere. Sorrisi. Carezze. Sussurri d’amore. Pianti. Lamenti. Niente da fare. Il babbo generale decretò:

    “Stelle cadenti intriganti
    intrigano tanti.
    Noi non ci faremo irretire;
    subito a dormire. In fretta.
    Domani avete corso di nuoto
    e gara di bicicletta.”

    E la madre rincarò:

    “Non sia mai che per quattro stelle
    rischiate un raffreddore
    una tonsillite, un guaio da dottore.”

    Sconfitte, le poverine, chiusero la porta della cameretta e continuarono a piangere nei loro lettini, tenendosi la mano.
    Tra un singhiozzo e un ululato, Alice si ricordò dell’armadio della nonna telepatica. Era una scatolina rossa con due antine, che teneva sulla mensola della libreria. Quando la nonna glielo aveva regalato, aveva detto:

    “Questo, care bambine, è l’armadio della fantasia
    da aprire solo in gravi emergenze, usando accortezze e prudenze.
    E ricordate: per chiamarmi in caso di necessità,
    basta che mi pensiate.”

    Saltò dal letto, corse alla mensola, afferrò la scatolina e l’aprì. C’erano solo due paia di alucce, uno rosa ciclamino così affusolato da sembrare un siluro; l’altro verdeazzurro, più piccolo e tozzo. Naturalmente lei prese le ali rosa e le indossò sulla schiena; intanto Silvie la guardava con gli occhioni verdi stupefatti. Quando capì, fu quasi più rapida della sorella a indossare le sue alucce e cominciò subito a svolazzare per la stanza, sbattendo sui mobili e le pareti.

    “Ssssssssssssssilvie, non farti ssssssentire!
    Voliamo piano piano, proviamo proviamo!”

    E provarono e riprovarono, facendo grandi otto a mezz’aria. Le ali tenevano bene.
    Silvie scoppiava dalla felicità e avrebbe continuato per tutta la notte quel gioco, ma Alice voleva proprio vedere le stelle cadenti e ordinò:
    “Siamo pronte, è fatta! Quando aprirò la finestra,
    salta sul letto e prendi la rincorsa; buttati nell’aria e volaaaaaaaaaa!!!”
    E così, volando, centrarono la finestra aperta e salirono verso il cielo alto.

    Il cielo era nero come un camino sporco, ma vi palpitavano tanti puntolini di luce che sembrava facessero l’occhiolino. L’aria era morbida, il silenzio totale. Alice stava così bene che le venne il diavolino di sfidare le stelle:

    “Stella stella, stelluccia cadente
    vieni che ti do un calcio nel dente.
    Vieni vieni che ti sfasciamo
    non ci conosci ma noi ti aspettiamo.”

    Allora dal cielo nero si staccò una grossa stella che disegnò una lunga scia d’oro e poi scomparve.
    “Ooooooohhhhhhhhhhhhh!” Gridarono insieme le due bambine. Poi un’altra e un’altra ancora.
    “Oooooohhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
    “Oooooooohhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!”
    Poi fu una mitragliata. Silvie, elettrizzata in mezzo a tutti quei fuochi, si tese e cominciò a tirare pugni e calci.

    “Se io vi pendo vi dittuggo
    se mi pigate vi vovino
    guadda Alise guadda
    l’ho pesa l’ho pesa!”

    In effetti era riuscita a tirare una pedata a una stellina e ne aveva deviata la rotta. Alice, che si era distratta un attimo a immaginare di essere una principessa alata tutta rosa con tanto di diadema anche quello rosa, di fronte al coraggio della sorella, si trasformò in una tigre. In pochi secondi sbranò ( uhmmm… volevo dire deviò ) una decina di malcapitate stelline.
    Ma non si possono impunemente sfidare le stelle cadenti. Cominciarono a piovere e sfrecciare da ogni parte. Le bambine ne restarono abbagliate e una colpì la fronte di Silvie, che sbandò e precipitò al suolo.

    Alice volò verso terra per cercarla, però giù era buio pesto: sentiva il mare che respirava lento, intravvedeva qualche macchia più scura, ma della sorellina nessuna traccia. Silvie! Silvie! Silenzio.
    Si disperò. L’avevano fatta grossa. E ora? Non c’era neppure un pesce che potesse aiutarle. A chi chiedere aiuto?
    Ma certo, alla nonna! Allora pensò intensamente:

    “SOS - nonna - SOS - nonna
    Silvie dal cielo caduta ferita
    sulla spiaggia perduta svanita.
    Latitudine N 43; longitudine E 13
    non so che cosa fare; ci devi aiutare.
    Vieni presto, vieni presto!”

    La nonna ricevette il messaggio mentre russava abbracciata al guanciale. Si gettò il mantello da veggente (ovviamente nero con rifiniture d’argento) sul pigiama, afferrò il borsone del suo fucile smontabile lungo 4 metri (ché non si sa mai) inforcò l’aspirapolvere, lo accese e partì come un razzo.
    In pochi minuti fu davanti ad Alice che, chiuse le ali, piangeva accasciata su una duna.

    “Ehi, nipotina non c’è tempo per lacrimare.
    Tonica! asciuga gli occhi. Dobbiamo cercare!”

    E, raccogliendo da terra un bastoncino, lo spezzò e gliene diede il pezzo più corto, dicendo:

    “Questo è il magico bastone
    che fa ritrovare le persone
    quando sarà a Silvie vicino
    suonerà il suo campanellino.”

    Così una piccola ombra con le ali e una più grande senza, si allontanarono per la spiaggia alla ricerca della piccola.
    Suonò il campanellino. “Nonna, nonna, l’ho trovata.” Accorse la nonna. Silvie era sdraiata ad ali aperte sulla sabbia, gli occhietti chiusi, la boccuccia pallida, la fronte bruciacchiata.
    La nonna nascose lo sgomento dentro il mantello e, guardando Alice con occhi determinati, disse solennemente:

    “In ginocchio pepina impertinente
    ti nomino mio cavaliere servente.
    Prendi quel secchiello abbandonato,
    attingi acqua dal mare,
    riportalo, quando l’avrai riempito.”


    “Sì, mio signore!” Rispose Alice inchinandosi. (Come le era facile mascherarsi da principessa, altrettanto le era congeniale trasformarsi in cavaliere). Afferrò il secchiello dritta impalata come se avesse addosso un’armatura e, senza più paura, andò alla riva, lo riempì e lo portò alla nonna.
    Subito la nonna scaricò tutta l’acqua, e pure il granchiolino tirato su con essa, sul viso di Silvie.
    “ Le telle le telle, tatte, belle! ” Gridò Silvie, spalancando due occhioni verdiridenti e scuotendo le ali. Poi comincio a piangere toccandosi la fronte. Allora la nonna la prese in braccio, le ripulì la ferita e la medicò con il suo unguento Dimaleinbene. In effetti funzionò perché poco dopo la fronte di Silvie era di nuovo bianca e delicata; ma le bimbe erano ancora spaventate e se ne stavano zitte zitte, accoccolate accanto alla nonna.
    Anche la nonna stava zitta, tanto poteva comunicare con il pensiero:

    “Piccole, non siete ancora preparate; troppa fantasia e non la controllate.
    Chiuderemo l’armadio per un tempo determinato; quando sarete più grandi, lo userete senza danni.
    Torniamo a casa in fretta prima che babbo e mamma entrino nella vostra cameretta.”

    Mogie mogie le bimbe salirono a cavalcioni dell’aspirapolvere, la nonna ingranò la marcia e finalmente raggiunsero la finestra di camera. Allora le aiutò a riporre le ali nell’armadio, che fece sparire nel suo borsone; rimboccò le coperte e aspettò che si addormentassero. Poi uscì, accostò la finestra e partì.

    All’orizzonte l’aurora schiariva il cielo e diradava le stelle. L’ultima stella cadente della notte quasi la sfiorò. Sorrise e la scalciò lontana.


     



    Alice, Silvie e le stelle cadenti | 4 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Alice, Silvie e le stelle cadenti
    Contributo di: dario moletti on Tuesday, 25 July 2017 @ 08:22
    un dieci e lode per tutta la fantasia svuotata dal sacco/ e poi sai scrivere molto bene e quando una persona è brava è brava inutile negarlo (sulla critica della poesia sono stato cattivello capita agli aspie come me poi tornare indietro non è così facile sul club quando la frittata è fatta o come si dice "la carta canta" e quindi ti chiedo scusa ma... non meritavi quella critica anzi almeno due almeno) a rileggerti

    [ ]

    Alice, Silvie e le stelle cadenti
    Contributo di: franca canapini on Tuesday, 25 July 2017 @ 12:45
    Dariiiussss! Ma quale surpise! Grazie per aver tirato fuori dal freezer la mia
    favoletta. Per le scuse...sono imbarazzata; non ce n'era davvero bisogno, mi
    avresti fatto felice anche solo dicendomi che la favoletta ti era piaciuta. Un
    abbraccio cameratesco.
    Buona estate!
    Franca

    [ ]

    Alice, Silvie e le stelle cadenti
    Contributo di: Ganimede on Tuesday, 25 July 2017 @ 19:40
    Padre arrivista di riflesso e madre paranoica; meno male che la nonna è
    una giusta e ha capito che è con l'aspirapolvere che si debellano i mali del
    mondo :-)
    Molto carina, Franca, questa storia; potrei leggerla alla mia nipotina
    settenne con la speranza di trovarla un po' più clemente dell'altro giorno in
    cui mi ha detto :"zia, questo gioco non consiste in niente di interessante!"
    Gasp... i marmocchi d'oggi....
    A tratti, il giustificato fiabesco, rischia di peccare di incongruenza (più che
    altro per mancanza di approfondimento descrittivo) ed è pur strano che due
    bambine che abbiano in animo di ammirare le stelle, vengano sopraffatte
    dall'improvviso ghiribizzo di prenderle a calci in culo ma la storia è
    simpatica con tutte le sue bizzarrie e la vedrei benissimo illustrata.
    Forse in futuro ci vedranno come dei barbari, noi che leggevamo di
    cacciatori che squarciavano la pancia ai poveri lupi ed è giusto così: che le
    fiabe vadano mantenendo il loro elevato contenuto morale ma senza più
    violenza gratuita (o comunque con troppa e dannosa superficialità nel
    rappresentare il male).
    Ciao :-)


    ---
    Nadia Rizzardi
    ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Alice, Silvie e le stelle cadenti
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 09 August 2017 @ 10:52
    cara Franca meglio tardi che mai!! eccomi a commentare questo tuo bel racconto che avevo già letto giorni fa, mi piace e lo leggerò ad Alissa che ormai undicenne commenta con interesse, hai sempre delle belle idee, bravissima e buona continuazione d'estate --- Elysa

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