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     Ideosincrasie   
     Wednesday, 19 July 2017 @ 11:00
     Leggi il profilo di: joshua
     Visualizzazioni: 882

    Poesie

     
    sul polemarco, il conquistatore, il mercenario, l’ardito
    sul grifo e la ieracosfinge, la siringe d’Apocalisse, il disertore, il rinunciobiettore, il dito
    plessore sull’elencazione dei soldatini d’odio e d’amore, sui cantari
    all’eroe, su pungiglione e punciotto 
    e su chi t'è muort, su clava e bulava, su vivisezione e ahia!, sul generale Averno e sull’interregno
    di-carta-bibula-di-poesia-al-sereno, su un inceppo, un tonfo nell’empatia, sulla carrozzeria affettiva
    tirata a spreco dalle rondelle al becco al progressivo rannuvolamento del virus nel dispendioso progetto
    d’oscuramento e compendio in pomfo, su granatieri e gare di secessione nei cieli, risonanza
    magnetica dei superpoteri, smorfia in grande parata, proprietà elastica della faccia di sostenere
    la sproporzione aurea in medaglia o dracma e nel microinfusore un intruso, una cimice, bipenni
    e frombole del gigante ucciso dall’astro sterminatore, le corolle trionfali 
    di una meteora su focherello o acquerella con uguale frequenza, con indifferenza
    di frottola e tarantella, tramestio ex machina, un’altra parata W&B su gnornò
    e gnorsì, eponimi e en travesti da Lulù o Mimì, agli estremi confin
    del coup de théâtre, la claque fino alle lacrime, la miscela
    esplosiva di apparenze ingrate e elettive mancanze, parzialità
    e stralci accatastati all’orario di cui non si parla 
    in questo programma, ma ne resta traccia nella Wunderkammer
    dei bei tempi, negli umma umma, nel cranio 1470 e, se non basta, in altri nei sulla lingua
    che inizia a spuntare da un baccello o da un cofanetto
    o, per altrui cerimonie, da un’idea di triangolo a farci ancora da tetto
    
    
    II
    
    un contagio, l’innesto metallico, corno
    o talo, di un nuovo discorso nel BOH ininterrotto per omnia saecula saeculorum e – non dirmi
    che non lo sai – solo per un défilé di ricambi, motivi non personali
    quali il reggimento, l’adunata, i rimorsi
    del crotalo, l’avamposto, un cambiamento di sepoltura, una coincidenza troppo matura
    per non essere polta e affondarvi la rotta, calcolare il peso del mare o affogare
    naturalmente ogni scorta, la gomma da masticare e l’ambrosia, la bagatella ed il catoblepa, il raptus 
    e la lezione appesa a ogni brivido: questo bambino
    NON TEME IL BUIO NON TEME IL BUIO NON TEME IL BUIO
    e sua madre e l’uscio sono tutt’uno con le pietre d’inciampo, il prego
    ed il menefrego nel rimboccare la lapide e nell’ammansire i rumori, sradicare le voci
    dal cormo prima che lo becchi lo stormo, che le fattezze
    lo diluiscano a anonimato e sia evocato il Suo Nome Santo dal primo Hekhalot al parto guidato
    tracannando vino di palma, decifrando il fatuo protocollare, un machiavello, l’arpa
    condizionata, l’innario, la palinodia dell’arretramento nell’immaginarsi fermo
    allo STOP
    
    […]
    
    e l’arcolaio ha filato
    una toppa sopra l’arazzo, ha disarcionato
    la freccia da Trabocchetto
    a Giochetto, impiccato a un totem l’avamposto 
    e non un flabello che si sia mosso, un grimaldello tra la miniera e il corpo (l’aria 
    i detriti, gli istinti inarcati senza molto tempo da dedicare allo speglio) e una fotografia del bosco
    ingiallito - neanche immagino come ci sono finito
    da sveglio, ma qualcuno l’ha conservata – per qualche domanda:
      cosa manca
    al mercato locale, al bazar del cammeo, alle fiere di sabbia e luogo nel breve percorso
    di colori e coloro su un’ambulanza a sirena inspiegata,
    su plica e grinza in costante marcia verso il poro, l’esterno, il riciclo del tegumento a cimiero
    del bravo ragazzo, sul gagliardetto e anche più in alto di Notte e Sospetto?
     Cosa sa
    il congegno, sa il plastico
    sottotitolato, sanno l’elettrodomestica e tutte le spine del riccio e dell’istrice, le spire
    in ore stultorum di ogni cadente corpo, il vacillante moto impotente (passando per la parete)
    a ricongiungersi a un nuovo centauro, minotauro, giaurro?
    O, perso il tenue legame
    degli ingranaggi, il fasciame di una barca, la flora di un tappeto,
     chi è certo
    che l’altruista venturo non sia come noi un duro e le prove vocali
    dei macachi e le scaramucce tra confinanti non siano alte mura in lingua cherubica?
    

     



    Ideosincrasie | 18 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Ideosincrasie
    Contributo di: epitteto on Wednesday, 19 July 2017 @ 14:19
    joshua non si smentisce mai.
    Le sue proposte e i suoi commenti sono improponibili per i lettori di usuale caratura.
    Vive in un mondo sospeso tutto suo, in una miscellanea caotica di idee, pensieri ed opere.
    Questi in lettura, come gli altri, sono momenti scritturali che abbisognano di un urgente restauro a tutto campo ad opera di una serie di operatori del settore: psicoterapeuti, maîtres à penser, lettori forti, grammatici, insegnanti, supervisor, ecc.
    E non è detto che le cose possano migliorare...
    Hal di Epitteto

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: PattiS. on Wednesday, 19 July 2017 @ 23:59
    cioè, io non so....Epi, ma uno come te che vanta tanta cultura...non posso credere tu non abbia mai letto Gadda oppure Sanguinetti (il secondo no, sicuro, ma ALMENO il primo...ellamiseria! Ci si stupisce del "pastiche" (che sarebbero poi le nostre pasticche, cioè, ci droghiamo di poesia, veramente...fa meno male dell'abuso di farmaci - forse -). Io sono felice che tu abbia idiosincrasie (è una parola che mi piace molto, greca), etimologia: proprio temperamento. Beh..si vede, che ce l'hai. Probabilmente, anzi, lo so: un temperamento veramente artistico. Che significa? Fuori dall'ordinario. Leggere una persona comune, con le sue lagne, le sue disgrazie, le sue felicità non è interessante perché sono le stesse che provi anche tu. Nulla di nuovo. Al limite ti puoi dire: toh, prova quello che provo io, ma guarda....chennoia!!! Mentre un lettore attendo desidera fare esperienze. Non riconoscersi, ma conoscere. Altro. Altrove. Questo è quello che Nicolino (che non ha ovviamente paura dei diminutivi) ci propone. Questo è LUI. Ma la sua parte ludica, forse anche un po' sadica, perché no. Divertimento. Sono sicura che c'è stato nell'esposizione elencativa, nella ricerca esasperata (più per chi legge, come me, che è poco avvezzo) dei termini ricercati. L'accumulo sperimentale, la lunghezza della riga, nulla toglie al poetico, al tenero, alla biografia. Discreto, come al solito. Per orecchie fini, antenne sofisticate (ma non snob). La descrizione è scardinata, il ritmo prende il sopravvento alla comprensione. La biografia frammentata, liquefatta, il racconto: un grido al mondo. Ragazzi, qui c'è un grande poeta. E sai la differenza con tutti gli sperimentali (non faccio nomi, li sappiamo, li leggiamo nei blog giusti). Tu sai scaldare la materia. Hai un modo di raffreddare le parti troppo sentimentali (eh...li abbiamo tutti i sentimenti, miei cari fans...) e di mettere come dei punti luce, come farebbe un pittore. Calibrato perfettamente. Ecco qual è il segreto per una poesia. Dev'essere equilibrata, follemente, ma equilibrata. È questione di sensibilità artistica. TRASMETTI. Non concetti, storie, ma sensazioni. Maledetto Joshua, ti odio (e lo sai) per questo ti do --- Al personaggio resta l'avventura e resta da dire "ha cominciato a nevicare, capo" R. Bolano

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: percefal on Thursday, 20 July 2017 @ 09:52
    Al serafico ardor di lingua il cuore non si dilunga se eroe d'agil destriero. La scimmia del pensiero, volante per Galimberti, comune per noialtri è ambiziosa come pochi. Il Macaco ricorda! Zarathustra, Bellavista, epitteto e con cognizione piena i Zeno che non Colò Titanic, il Gatto e la Volpe e tutte le volpi di stivali calzati e no. Krishna, Buddha e Gesù, poi, Belzebù e altri dem. La critica manca mai parossismi, isolamenti, insolazioni idiosincrasia varie, atti che scortano sia l'esercizio alimentale che l'estro creativo in narrazione. Narrazione attesa dal personale al pubblico esposto. Invece, al centro del testo, si erge indiscusso ancora l’io protagonista: nevrotico, ipertrofico, insostenibile e fragile, al pari degli alter-ego di Nessuno. Dissonanze cognitive, miglior dissociazioni come forma di rappresentazione del reale più im-mediato redatto, vale narrazione audiovisiva di una serie di fatti intrecciati tra loro, con rimandi interni, nella struttura complessiva dell'esposto. Esalta l’uso improprio di macchiavello e osa ARPA condizionata, del resto si scrive per rimettere in ordine. Un piacevole autoinganno. E il punto d'osservazione autorale è ampio, campo lungo del reale, mette a fuoco nevrosi e idiosincrasie zoomando, al caso su fatti e particolari, banali solo in apparenza. Che senso ha, dunque, parlare ancora di espianti e sentimenti? Dio x dio, Joshua crede in tè, Poesia. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: Sandro Moscardi on Thursday, 20 July 2017 @ 13:52
    Mi attizza o scotta questa superlativa POESIA il cui scotto sta in qualcosa che si è rotto Nell’immaginario più che nel sostanziale insostanziale esistente. Architettura linguistica che ordina di credere sapiente il suo ledere, sbriciolata dal suo stesso infondamento, qui raccolta con amore paterno e riconfezionata ,colla l’ingegno intuitivo ludico brillante e scherzoso, per smorzare la tristezza della consapevolezza che il gioco era compito sottoposto a valutazione. La nevrosi dell’è di ragione ad ogni costo viene soppiantata dalla serena accoglienza dell’inverosimile impossibilità di manipolazione del verso nella sua direzionalità d’obbligo. Ne risulta un tutto nel tutto e l’esacerbata necessità dell’ordine un lutto. Sei il Migliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiore. Grande Maestro. Ciao Sandro

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 20 July 2017 @ 17:19
    Disarmante, caro Nicolino, questo tuo testo, che bisogna
    armarsi di santa pazienza per avere tutta la costanza del
    mondo, per arrivare fino in fondo, quando ad ogni riga
    l’istinto è quello di smettere, di frenare , di lasciartelo
    intero, fritto e sbollito, nella pentola che hai usato per
    cucinarcelo e mettercelo a tavola, e dirci ‘signori la
    pappa è pronta, mangiate, abbuffatevi, specie ora che il
    caldo è torrido, e sembra non avere né inizio né fine, e non
    c’è aria frizionata che tenga, le menti si sciolgono si
    liquefanno e tu incoraggi questa situazione perché sia
    sempre più ribollente, più claudicante più adatta ai tempi
    che corrono, corrono, corrono e non fanno fermare il tempo
    che passa. Ecco è così che mi sento di commentarti, alla
    lontanissima stregua di come tu l’hai scritto, con la sola
    differenza che la differenza sta nel gap delle nostre
    culture, la tua abbondante e la mia, come vedi, molto meno,
    ma che rincorre almeno in parte, l’andazzo che tu hai voluto
    dare alla cosa, per poterci prendere per i fondelli. Sei
    furbo tu, tu sai bene, anzi sei costretto, perché non hai
    altra scelta, a scrivere nel genere che hai architettato e
    che ti è assai congeniale, altrimenti sarebbe stata come una
    sconfitta chiara e cocente, il cambio di genere, diciamo ad
    uno più serioso e decifrabile, contro questo squallore
    esilarante , questo baillame stratosferico di incongruenze e
    ripugnanze, che ormai è il trademark della tua operazione
    bimensile. Ma questa mia lunga dissertazione non vuole
    essere una bocciatura del tuo lavoro, vuole invece
    cautelarti, proteggerti come si fa con i figli, come dire,
    più deboli, cui si fanno delle carezze e li si incoraggia
    dicendo vedrai domani ti verrà meglio, troverai prima o poi
    la strada giusta, troverai anche tu la tua vera strada,
    scriverai meglio, i tuoi racconti, le tue peripezie, e la
    gente ti batterà una pacca sulle spalle, dicendoti coraggio
    non ti scoraggiare, perché come il sole quando esce esce per
    tutti, e anche tu potrai avere il tuo unico persoanale
    raggio di sole…
    Auguri amico mio, auguri Nick…
    E intanto mi sono accorto che altri si sono aggiunti a
    mescerti additivi e coloranti perché sia bella figura quella
    che vogliono farti fare, e quindi prendi due-o più- e paghi
    uno, e sapete il quid che non s’era- noi- capito qual è ?
    Che Lui scalda la materia- il suo ritmo che prende il
    sopravvento- Lui trasmette(ma dove poi ?), e quei termini
    che poco si conoscono, come ‘polemarco, siringe, punciotto,
    bulava e mill’altri che sono sparsi per la “poesia”, sì,
    poesia,m perché qualcuno trova da ridire ?
    sono pasticche non di droga ma di parole che portano
    emozioni nuove, sì emozioni , NON NOIA, SBADIGLI, qualcosa
    che solo lui SA TRAMETTERE… All’anima del violino che usa la
    pattarella, se questo non è amore, ditemi voi cos’è !
    Finisco, sì finisco, anche se qualcuno dei lettori avrebbe a
    piacere che continuassi, ma desidero essere moderato, non
    voglio dare tutto in una volta, mi riservo per il futuro,
    anche se le mie intenzioni primigenie erano di soprassedere
    alquanto…
    A proposito, alla pattarella, il Nicolino è un vezzeggiativo
    personale, non spregiativo, ma solo confidenziale che usiamo
    tra noi, io chiamandolo così e Lui chiamandomi trimuzzeddu,
    che sono poi modi per volersi bene, te capiu ?
    Ciao Nicolino, un abbraccio…


    ---
    trimacassi



    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: franca canapini on Thursday, 20 July 2017 @ 17:49
    Toh! Mi è caduta una meteora in giardino. Tre frantumi di un meteorite
    enorme, ancora fumigante. Suona una musica battente che è una bellezza,
    pervaso com’è di sacro furore e qualche vena di ironia. E’ certo: la meraviglia
    ha ammutolito quasi tutti i vicini. Sono di fronte a un conglomerato di rocce
    ignee, sedimentarie, metamorfiche, ma i minerali si sono mescolati in modo
    alieno. Vene di epoche diverse, diversi universi, materia oscura, materia
    chiara. In lingua aliena la lingua è questo: intarsio e gioco di sapienza. Ho già
    cercato il significato di varie parole e espressioni, non vorrei essere cranio
    1470. Ho sempre desiderato incontrare aliens, ora che ce l’ho sul desktop
    non me li farò sfuggire. Evviva la lingua cherubica.

    Poi, j, se vuoi dire che con più si cerca di comunicare in profondità, più
    s’innalzano muri di incomunicabilità, sono d’accordo, ma dico anche che ciò
    che vale è l’attimo dell’intuizione.

    Buona estate

    Franca

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: Ganimede on Thursday, 20 July 2017 @ 19:29
    Per come la vedo io, a farla da padrona in questo testo, è proprio l'estremizzazione più disperata, ossessivo compulsiva e degenerante del sentimento. Con un grido strozzato rivolto al lettore pare chiedere a ogni passo: è questo il sentimento? è forse in questa parola, in questo concetto? É nella parola dito? Bibula? Arcolaio? W&B? È questo che salverà il bambino dal buio? No Joshua e tu lo sai. In questa poesia c'è tutto il senso estremo e struggente della condanna di un vivere sul filo tagliente dell'ipotesi, della ricerca spasmodica di una simulazione (o dissimulazione)perfetta che possa concedere una boccata di verosimiglianza con una qualsivoglia sensazione. Ecco il rigetto, l'ideosincrasia verso il sentimento provato dagli altri e sbattuto in faccia dalle loro poesie (a volte in maniera patetica e goffa, questo è vero) e che l'autore non riconosce, perché non riesce a trovarla in se stesso per mancanza di quel cordone ombelicale, unica fonte di nutrimento emotivo che qualcuno (la parte più forte di noi, la parte madre), per salvarci dal trauma, ha dovuto recidere di netto irrimediabilmente, salvandone solo un un ricordo inorganico, per sempre mescolato al resto del sapere ma inafferrabile perché indistinguibile e privo di tridimensionalità come una figura piana tra le tante. Si salva l'idea, si perde la materia. Ma qui si rischia di cadere in contraddizione: cosa spinge il rinnegato al desiderio di esistenza in assenza di sentimento (o meglio: come fa un'idea che è pura apparenza a generare pretesa, desiderio?)? Tu conosci di certo la sindrome da arto fantasma ma qui c'è ben altro: una finzione di mutuo soccorso alternato a strumenti che fingono di strumentalizzare, per la sola e unica sopravvivenza del burattinaio, del gigante Polifemo. E chi oserebbe tacciare l'istinto di sopravvivenza di immoralità? Ho apprezzato non certamente questo assurdo delirio nell'insieme(che pure a tratti, in alcune espressioni o parole che racchiudono un mondo, ho apprezzato moltissimo, esattamente come accade quando leggo le poesie di abla) ma il quadro, la genialità del quadro che ti vede protagonista e che sei stato capace di dipingere pur standoci dentro, non come pittore ma come pura tecnica autoriprodurriva, il tuo personalissimo inimitabile e inestimabile "autoritratto all'inferno". Per questo ti ammiro, perché sei un'opera d'arte vivente (e sì, che ci avevo fatto un pensierino a rubare L'urlo alla Galleria Nazionale, sotto l'occhio severo del custode ma poi che ci facevamo io e un Edvard fuori di testa a guardarci in faccia tutto il giorno?), se solo tu sapessi cos'è l'ammirazione, no, non come formula matematica o come sterile residuato di una memoria presa a prestito ma come esperienza provata sulla propria pelle. É questo il mio più grande rammarico, é nel tentativo di lanciare un SOS a una torre di controllo inesistente, un dispiacere che ci dovrebbe accumunare tutti vanificando le inutili guerriglie (contro la poesia s'intende). Vuoi sapere in cosa credo io con tutta l'anima? Non nei cherubini ma nelle persone che hanno capito che una vita piena di problemi la si affronta non rifuggendo la realtà ma guardandosi allo specchio e ponendosi una domanda al giorno, una alla volta, con ordine. P.s. Non è certo per tornaconto che ti commento perciò continua pure a rifilarmi i tuoi irrilevanti pastoni per galline o anche niente del tutto. E adesso, zuccherino mio, fai ciò che dovete fare. --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: ablablabla on Thursday, 20 July 2017 @ 20:44
    
      
      
      
      
      
      
    
    Un pomfo nel tonfo un aquilone ardito su su ancora più su 
    e chi t'è muort statt ccà natu poco.
    Il dildo plesso solare perplesso nel riflesso flesso flesso 
    cacchio cacchio inciampa passo passo s’inceppa parte lo 
    stesso: prego signora si inginocchi lo stesso. Mentre 
    l’ostessa:
    
     Memento 
    
    Quando bacio il tuo labbro profumato,
    cara fanciulla, non posso obbliare
    che un bianco teschio vi è sotto celato
    
    Quando a me stringo il tuo corpo vezzoso,
    obbliar non poss'io, cara fanciulla,
    che vi è sotto uno scheletro nascosto.
    
    E nell'orrenda visione assorto,
    dovunque o tocchi, o baci, o la man posi,
    sento sporgere le fredda ossa di un morto.
    
    (Ma questo è oscurantismo) meglio i superpoderi disossati a 
    dovere nella “successione dei cieli”
    in pasto ai gabbiani. Meglio l’aringa barbina “in grande 
    parata” alla faccia dell’aura scotomizzata
    milledpiedi cazzzuto (ohh quanto desiderio sprecato) il 
    meglio di una metafora forata di una
    cella frigo incipriata fosse anche per una notte anche in 
    microinfusione goccia a goccia stillata.
    ma si me vulisse bene overamente mme facisse'o vino 
    frizzantino con la pesca gialla. Venisse pure l’angelo 
    sperminatore si aprissero finalmente le cataRatte dei 
    cieli e giù amore amore a catinelle 
    uno tsum’ami di piacere affoghino tutte le pene si rizzino 
    tutti i peni felici tutte le fanciulle in fiore.
    Acqua acqua acqua… fuocherello fuocherello…acqua acqua… 
    fuoco fuoco fuocooo (il fuco se bello che cotto). E si 
    amico mio PPPoesia “fino alle lacrime” oltre le colonne 
    d’arcore oltre ogni dove canosciuto.
    
      
      
      
      
      
      
    
    
    

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: Elysa on Friday, 21 July 2017 @ 15:05
    eh dai no! stavolta voto Trimacassi ma davvero con tutta me
    stessa....non ce la posso fà...
    Buona estate!

    ---
    Elysa

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: Carmen on Friday, 21 July 2017 @ 16:59
    Tu, patti, Percy e moscardi ci scambiate mutui convenevoli. Mai vista cosa tanto squallida! Ho davanti agli occhi una scena IDIOSINCRASICA: voi quattro che di mano in mano vi dividere porzioni di m...a Ed io poco distante che vomito in un cespuglio. --- La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai. Fëdor Dostoevskij

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: Donato Desiderat on Saturday, 22 July 2017 @ 08:46
    Questa poesia dovrebbe essere letta al
    contrario, partendo dalle 2 domande finali
    dal sapore ovviamente retorico. Perché, in
    effetti, una retorica capovolta è il
    paradigma semantico di tutta questa
    composizione dalla struttura violentemente
    aperta. Le tante reliquie culturali -
    spesso incrociate fra loro a partire dalle
    parentele sonore fra le parole - non
    costituiscono un impedimento alla
    comprensione ma, al contrario, un
    trampolino significante della lettura per
    un tuffo nel significato orfano, un tuffo
    senza senso in una secca del pensiero.
    Non credo che l'intera operazione poetica
    voglia descrivere l'incomunicabilità ma
    bensì il tentativo di superarla a favore
    di un'autentica finzione-funzione
    letteraria.
    A ben guardare, questa poesia conserva
    alcuni stilemi assai classici e nasconde
    fra le parole alcuni versi così lirici da
    farne un testo poetico voltato ai
    sentimenti di un io che elenca ciò che
    sente e vede come lo sente e lo vede.
    Queste sono le parti che più attraggono:

    [...] questo bambino
    NON TEME IL BUIO NON TEME IL BUIO NON TEME
    IL BUIO
    e sua madre e l’uscio sono tutt’uno con le
    pietre d’inciampo, il prego
    ed il menefrego nel rimboccare la lapide e
    nell’ammansire i rumori, sradicare le voci
    dal cormo prima che lo becchi lo stormo,
    che le fattezze
    lo diluiscano a anonimato e sia evocato il
    Suo Nome Santo dal primo Hekhalot al parto
    guidato
    tracannando vino di palma, decifrando il
    fatuo protocollare, un machiavello, l’arpa
    condizionata, l’innario, la palinodia
    dell’arretramento nell’immaginarsi fermo
    allo STOP

    […]

    e l’arcolaio ha filato
    una toppa sopra l’arazzo [...]

    Da sole queste parole sarebbero poesia se
    non si avvertisse la fragilità e un certo
    anacronismo intellettuale dell'intero
    testo. Il quale non pecca di modernità ma
    per il fatto che, nel suo piccolo mondo
    poietico, sembra suggerire che non sia
    possibile fare poesia e vita nuove.
    Il provincialismo della volpe oltrepassa
    se stesso ma non se ne accorge.
    Non c'è arroganza ma solo si fa finta di
    ignorare che la poesia sia solo poesia.
    Non
    c'è grandezza ma solo bisogno di esprimere
    il mondo attraverso se stessi e viceversa.
    In questo senso, trovo questo testo assai
    comune nel suo ammirevole velleitarismo
    elencativo.
    Non particolarmente piaciuto.

    [ ]

    Ideosincrasie
    Contributo di: jane on Wednesday, 26 July 2017 @ 09:01
    Tu credi caro temerario e tenero, di aver usato un
    linguaggio
    splendente e
    Divino, di aver trattato l'argomento in maniera ampia
    seducente e congeniale di avere scelto ed usato parole
    erudite di alto
    valore culturale, di avere insomma riportato l'equivalente
    moderno del Sommo poeta.
    C'è nella tua maniera di fare poesia un tentativo di
    adeguamento di adattamento all'esistere, un esistenza che
    tuttavia non ti è congeniale, piacevole, naturale,
    amorevole. Tutto
    il prezzo da pagare per esistere, tutta la fatica della
    civiltà acquisita e criticabile alla quale ci si deve
    adeguare per non
    soccombere salta fuori, anche se nascosta come la polvere
    sotto il tappeto dell'educazione indotta.
    "Questo bambino non teme il buio" è innaturale, quella
    madre che si fonde con ciò che fa inciampare è innaturale.

    Un ricostruire la realtà da un punto di vista impossibile,
    un decifrare il codice natura da dietro le bende
    accecanti dell'imposizione come è difficoltoso questo
    carattere poetico, impossibile da comprendere! E pure un
    tantino
    tedioso.


    ---
    Lady Jane

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    Ideosincrasie
    Contributo di: minosse on Thursday, 03 August 2017 @ 19:04
    io e Joshua non litigheremo mai....... ;)

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    ***mynosse***

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    Ideosincrasie
    Contributo di: scoriaindustrial on Tuesday, 22 August 2017 @ 13:50
    Sono letture piacevolissime, per chi ama leggere ed ama la parola nella sua essenza e nelle su combinazioni, varianti e sfumature. Solo l'amore che ci metti per la parola e per la costruzione/disarticolazione del verso, meriterebbe la definizione di poesia, per quanto mi riguarda. La parte estrapolata sopra da Donato è ALTAMENTE poetica e vive di vita propria, di una sua religione derivante dall'esercizio esorcizzante di tutte le altre. Non esistendo la paura del buio, dello smarrimento che le religioni infondono, probabilmente esisterebbe maggiore resistenza alle idiosincarsie e una maggiore curiosità nell'esplorare lo "sconosciuto" senza demonizzarlo. Peccato poi intervengano sempre gli interessi economici, che portarono Maometto a bandire il vino, visto che ebrei e cristiani detenevano il monopolio dell'uva. E allora giù a tracannare vino di palma, di dattero o di chicchessia. L'avessi presentata così, la tua poesia, avresti convinto, probabilmente, anche i soliti refrattari. Invece hai, voluto, giustamente ed inconsciamente magari, creare quelle barriere, quei riferimenti culturali e "disarcionamenti" lessicali che giustificano l'esistenza di molti nel proprio limitatissimo orticello. Metapoesiastratosferica --- "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

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    Ideosincrasie
    Contributo di: bellinverno on Friday, 25 August 2017 @ 15:48
    Una stella perchè ho imparato un sacco di nuovi vocaboli Ed una macchia perchè non mi ha comunicato nulla. Però mi ricorda "L'urlo" di Ginsberg

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    Ideosincrasie
    Contributo di: Anais on Thursday, 31 August 2017 @ 21:10
    Ciao, io se avessi un vocabolario sterminato come il tuo mi sentirei molto più sicura di me, nello scrivere.
    È vero, hai scritto una poesia che è praticamente un lungo elenco, simpatico devo dire, di caratteri e comportamenti della specie umana, ecco quello che percepisco non è un giudizio, mi sembra più un occhio che scruta sornione tra mito e realtà, passato e presente, le miserie dell'uomo, o dell'ometto, forse preferisci.
    L'uomo medio insomma che invece di vivere in genere tira avanti alla meno peggio.
    Mi ricordo di una nuvola o nuvoletta di una tua precedente poesia che mi aveva ricordato una scena di Fantozzi, forse è una mia deformazione a farmi credere che tu sia incline all'osservazione dei tipi umani, perché anch'io osservo, e m piace crederlo.
    Non so se sei un grande come affermano, è che scritture come la tua non riescono a trovare un vero spazio, sono molto difficili da capire, non si riesce a entrare in contatto con te, in poesia, anche se traspare sempre una certa umanità, una certa bonarietà che una volta credevo fosse uno sfottò, invece vedo che permane come una caratteristica della tua poetica.
    Ci sono versi che mi sono piaciuti molto come la proprietà plastica o elastica della faccia, la mamma che rimbocca la lapide, un verso che sottolinea il menefreghismo, adesso non ricordo se è quello dl reggimento? (almeno l'ho letto così) e mi piace il gioco del titolo perché ideo non è idio, è più aperto e propositivo.
    Ciao.

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    Ideosincrasie
    Contributo di: marcella on Sunday, 17 September 2017 @ 01:56
    tanto tanto ma tanto --- eLLa

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    Ideosincrasie
    Contributo di: natacarla on Thursday, 21 September 2017 @ 16:13
    Ogni volta mi avvicino ad un tuo inserimento come se mi
    si dovesse aprire un mondo, ma resto sempre e
    desolatamente delusa. Capisco bene che ognuno scrive
    secondo la propria esperienza, la propria sensibilità,
    quindi prendiamo atto che siamo diversi e facciamocene
    una ragione.
    Questo quindi è un addio.
    Mi troverai/troveresti comunque sempre disponibile a
    parlare di poesia, compresa e soprattutto della tua
    visione perché, anche se non riuscirai a convertirmi,
    potresti comunque contagiarmi con le tue idee.
    Carla

    P.S.: Saguinetti non mi piace e non sopporto una parte
    della produzione di De Angelis. Non è detto che un poeta
    tanto celebrato rientri nei gusti personali di una
    persona. Sono dell'idea che si possa "inventare" una
    buona critica se proprio si vuole, come alcune che ti
    hanno lasciato: stringi stringi per quale motivo
    oggettivo secondo loro è poesia, andando oltre il gusto
    personale che è buono quanto il mio che sta all'opposto??
    Io me lo pongo il problema sui commenti che lasciano a
    me: tu??



    ---
    La poesia ha una struttura inamovibile, costruita in modo che nessun elemento possa essere spostato o modificato senza rischiare di alterare il messaggio.

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