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     Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)   
     Monday, 12 June 2017 @ 10:30
     Leggi il profilo di: Armida Bottini
     Visualizzazioni: 436

    Racconti

    La maestra Eva la ricordano tutti i vecchi del paese. Erano i tempi nei quali i bambini arrivavano a scuola con la cartella logora di fibra e un pezzo di legna. Chi l'aveva più piccolo, chi più grosso, secondo la disponibilità della famiglia, poiché erano tutti poveri.
    La signora maestra insegnava in una pluriclasse (prima e seconda elementare) ed era dolce e paziente.
    La classe le era stata assegnata dal sindaco che faceva anche da supervisore e se avesse potuto si sarebbe arrogato anche il diritto del "ius primae noctis". Era un omone grosso, di professione sensale, i suoi studi erano finiti in terza elementare. Prima di Natale faceva un'ispezione alle classi ed era stupefatto nel vedere che i bambini di prima facevano il "Dettato" con quelli di seconda. Pensava che la maestra era magica ed era intimorito, perché tutti erano più bravi di lui. Eva era bellissima ed intelligente e capiva che i suoi alunni arrivando a casa trovavano la polenta con "sensa" e subito dopo il bestiame da portare al pascolo, quindi poco tempo per imparare a "leggere, scrivere e far di conto". Le tabelline erano la croce di bimbi e genitori, ma Eva le insegnò giocando all'aperto. Non so bene come, fatto sta che i 60 alunni avevano memorizzato una cifra che rappresentava un numero della tavola pitagorica. Quando erano tutti in fila o facendo il girotondo di madama Dore', il capoclasse del giorno chiamava un numero. Tutti volevano essere prescelti, era diventata una gara ed anche i piccoli di prima imparavano le cose dei grandi che avevano già sette anni. La signora maestra sorrideva sempre e soprattutto non urlava come facevano in casa. Gli alunni avevano trovato la serenità e un po' alla volta i piccoli montanari bruschi e diffidenti avevano capito il valore della confidenza. Qualche madre se n'era accorta e nascevano nei "filossi" le chiacchiere. La pettegola di turno andò dalla maestra e senza giri di parole le disse che "a troppa cunfidensa fa perde a riverensa". Povere donne che facevano la firma con la croce, che sottostavano alle voglie di un marito che le prendeva come gli animali, ma più in fretta e al buio. Fatto sta che erano sempre gravide. A volte il Padrone era anche "ciucco" ed arrivava a notte fonda urlando, batteva moglie e figli e si addormentava russando convinto di essere nel giusto.
    La signora maestra sapeva bene tutte queste cose, forse le aveva provate sulla sua pelle. Comunque per ora basta. Dirò come nella fiaba: (sapete la differenza tra fiaba e favola? I bimbi in questione la sapevano) Stretta la foglia larga la via dite la vostra che ho detto la mia.

     



    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia) | 11 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 12 June 2017 @ 11:36
    Sono stata assente dal club solo apparentemente. Ho letto
    sempre le vostre opere. Un abbraccio.


    ---
    Midri

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 13 June 2017 @ 17:19
    sicuramente la maestra Eva era una maestra alternativa e innovativa per i tempi che racconti e di certo si sarà scontrata con la mentalità chiusa dei genitori di allora che vedevano di gran lunga più importante il lavoro dello studio e della cultura, oggi è l'esatto opposto forse si esagera persino a scapito di ragazzi che sarebbero molto più bravi e sarebbero realizzati più nella pratica di un lavoro che nello studio a tutti i costi(ovviamente parlando di scuole successive a quelle dell'obbligo), stelle per i bei ricordi che ci proponi --- Elysa

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: Donato Desiderat on Tuesday, 13 June 2017 @ 20:16
    Vien voglia di continuare a leggerne

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: liberty on Wednesday, 14 June 2017 @ 21:14
    In così poche righe hai raccontato una storia che ti tiene incollato fino all'ultima parola. Ci si sente felici per i bambini, fieri della maestra che anticipa i tempi e comprensivi con chi era ancora schiavo dell'ignoranza e della paura del diverso. COMPLIMENTI!

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: rita iacomino on Saturday, 17 June 2017 @ 07:43
    Ciao Armida,
    ho letto volentieri il tuo breve racconto. Tempi che furono
    e storie di vita che mi hanno riportato all'infanzia. Avevo
    una maestra speciale, si chiamava Teresina, noi la
    chiamavamo Tesina e ci ha insegnato l'amore per la scuola,
    tabelline comprese.
    Grazie per avermi regalato piccoli momenti di emozione.
    Un abbraccio
    Rita

    ---


    rita iacomino ---

    www.ritaiacomino.weebly.com



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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: Ganimede on Sunday, 18 June 2017 @ 00:23
    Ah...ma stando al dialetto non sei distantissima dalle mie parti allora :-) Gradevole racconto di un tempo culturalmente distante dall'oggi; una cosa però rimane sempre immutata: non importa il livello di avanzamento culturale e tecnologico, la tendenza a giudicare le altrui azioni dall'alto della propria posizione presumibilmente senza macchia è sempre e comunque direttamente proporzionale all'ignoranza che grava sulle spalle (con la differenza che, all'epoca, c'era così poca informazione e così tante difficoltà del quotidiano da fronteggiare, da rendere forse giustificabile una maggior chiusura mentale). Sta poi alla convinzione in ciò che si fa, imparare a ingoiare il rospo e andare avanti... il tempo farà il resto!(Come per la grande donna della tua storia a cui oggi rendi omaggio e per tante altre che, a loro tempo, ebbero ad esempio il coraggio di lasciare mariti violenti in un'epoca in cui ciò era considerato a dir poco disdicevole, oltre al problema alla scarsa autonomia economica in cui molte donne versavano). Ti lascio una stÈlla accentata grave come la pronunciamo noi valligiani, per la gioia della signora della grammatica che mi rimbrotterà aspramente (Carmen, la tua correzione mi ha fatto sorridere perché hai usato due vocaboli a titolo di esempio ma io, nel linguaggio parlato, li pronuncio entrambi in maniera opposta (e sbagliata) perciò dicevo "eh?? Boh.....") e ti saluto. P.s.Una cosa oggi però è cambiata: il primato per il pettegolezzo è tutto maschile e più il pettegolezzo è di basso grado più il maschio pettegolo ci sguazza allegro e ignaro..... --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: A.Sal.One on Monday, 19 June 2017 @ 05:02

    Questa sicuramente non e`
    una fiaba...



    spero. ;-)

    un Sal.uto

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    Prima il poeta
    e poi (dico poi)
    il critico.

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: Carmen on Monday, 19 June 2017 @ 16:54
    Racconti penosi che sentivo raccontare da mio padre.
    Miseria economica e spirituale, a cui fa riferimento la famiglia "padronale" da cui difficilmente le donne potevano riscattarsi.
    E penso a mia madre e alle mie ave.
    Hai scordato che nel passato che rimembri la scuola era un incubo. Mio padre mi raccontava che i maestri erano severissimi e sadici ed usavano la verga per piccolezze. Negli anni 70, quando io frequentavo le elemwntari, al sud c'erano ancora maestri di stampo ottocentesco facili a percuotere con la bacchetta di legno.
    Povere infanzie abusate!!!

    Devi averlo vissuto il dolore per sentirlo, la maggior parte di voi, in questo club, è vuota.
    Come può un individuo dirsi completo se non è passato al riscatto attraverso il dolore?

    Armida, ma che vogliono capire questi qui, cresciuti e pasciuti nella bambagia materna!
    Che ne sanno? Qualcuno crede che sia una favoletta!

    Quanta ignoranza emotiva che dilaga anche qui!

    ---
    La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai.

    Fëdor Dostoevskij

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: epitteto on Tuesday, 20 June 2017 @ 15:00
    Naturalmente ci si ferma al popolo bue.
    Dimenticando le élites capintesta ( ricchi, nobili e religiosi )che traevano vantaggio dalla situazione di degrado.
    A cui aggiungevano di tanto in tanto sante guerricciole
    dove mandare a morire il proletariato.
    Ma io ce l'ho soprattutto con la Chiesa che prosperava sull'ignoranza dei poveri cristi, abbrutiti dalla fatica e dagli stenti ( ogni scopata un figlio, altrimenti il peccato assicurato ), salvo mazziarli con punizioni divine inventate.
    Nei paesucoli del tempo sindaco, parroco, medico e farmacista erano le autorità di riferimento.
    Con quel che ne consegue.
    Nell'ultima guerra una sola maestra teneva negli sperduti villaggi di montagna fino a tutte le cinque classi elementari.
    E così via.
    Il lamento che in passato si stava meglio è tutta una balla:
    allora si moriva giovani, l'infanzia era decimata dalle malattie, ecc.
    Per non dimenticare.
    Epitteto

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: dario moletti on Friday, 30 June 2017 @ 18:06
    scusa per il ritardo ma sono appena uscito da incidente sull'autostrada causa un appisola mento del sottoscritto / provenivo da Milano (4 volte in un mese per un paesano come me sono veramente troppe) e lo sapevo di non essere in forma però mi sono detto che vuoi che sia/ e così bum! e giuro che sono stato scaraventato dalle braccia di morfeo un po' bruscamente/ egregi gli addetti dell'autostrada e pure la pattuglia / ed eccomi qua dopo un periodo lontano da casa (il club intendo)ho pubblicato Greco e Sudore/ greco è un lavoro di qualche anno sudore è fresco come una rosa/ ma veniamo a te l'ho letto tante volte è un bellissimo sogno peccato solo che è corto / l'aria che si respira mi sembra di altri tempi però che bella figura questa maestra magari l'avessi avuta io non avrei preso tutte quelle sberle gratis/ il racconto regge bene non mi piace tanto quel "ho detto la mia e...." sei sempre la solita bella persona che apprezzo / sai io avevo bisogno di una mamma come te la mia è anaffettiva certo è rimasta vedova presto con due bimbi piccoli ha deciso nella sua testa che il vincente era il primo e io sono il secondo in tutto/ ti do un voto anche se mi mette sempre in difficoltà questo momento a me sembra battaglia navale mi prometti che la prossima volta mi fai sognare di più? un abbraccio dolorante ma fortunatamente vivo Dario

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    Tempi che furono. ( Una N.D. all'avanguardia)
    Contributo di: tendre on Friday, 30 June 2017 @ 18:25
    Bello Armida. Una fiaba d'altri tempi!

    Buona estate a tutti!!!

    ---
    tendre

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