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     Riviera di Levante   
     Wednesday, 17 May 2017 @ 14:00
     Leggi il profilo di: Elysa
     Visualizzazioni: 556

    Poesie

    Angeli pregano
    su queste strade di carta
    dinoccolati nastri scuri
    pareti scoscese
    e tumulti di case arroccate
    tra pini, oleandri
    e lumini confusi
    con le stelle del cielo
    ultima curva poi il mare
    immensa distesa quieta
    nel mattino rosa
    leggere le barche trascinano
    i miei pensieri a te
    che nudo riposi
    tra le mie ciglia.



    22 aprile 2017


     



    Riviera di Levante | 24 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Riviera di Levante
    Contributo di: epitteto on Wednesday, 17 May 2017 @ 15:12
    Potrebbe adombrare una morte tragica o semplicemente un amore perduto.
    Al di là del significato recondito, la forma incede armonica e gradevole, linguisticamentte controllata.
    La scenografia è pulita, di ampio ma raccolto respiro, in logica successione fattuale.
    Un miracolo di questi tempi, verrebbe da malignare...
    Perchè non serve un vestito bello senza sostanza, e viceversa.
    Su tutto aleggia un'atmosfera sospesa, delicata, quasi a non voler disturbare l'incanto di una natura fissata in una sorta di tela paesaggistica.
    Suggestivo l'ultimo distico.
    Molto brava, Callimaco.

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: maria bellanti on Wednesday, 17 May 2017 @ 16:14
    Ha ragione Epitteto. Trovo esaustivo il suo commento. Per me per brava.

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: Titta on Wednesday, 17 May 2017 @ 16:42
    Parli della mia terra. Come potrei non amare la tua poesia, Ely ? C'è comunque un tono molto intimo nella suggestione dei versi e questo mi dice che a volte il paesaggio diviene nostro malgrado le radici. Nella chiusa grande emozione, un lungo respiro. Ciao poetessa, ti leggo sempre così volentieri. --- Titta

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 17 May 2017 @ 16:51
    Beh, mi piace. E sono d' accordo con Epitteto II ( de cuius). Delicato sguardo posato sul paesaggio e sull'amore. (sto diventando troppo bbbuona). P.S. Che sciocca colei che plaude a chi non commenta per fare il "Figo". Si rileggesse costui/costei le chiavi..e che ci propina. --- La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai. Fëdor Dostoevskij

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: minosse on Wednesday, 17 May 2017 @ 17:52
    ecco come fare una poesia "di mare" senza flutti e gabbiani per le bolas, una pennellata di verde ligure che sa di misterioso paradiso. Unico dubbio sull'incedere degli "a capo", ma forse è solo questione di gusto. Ad esempio io avrei lasciato i "lumini" nella riga di sopra perchè fa assonanza e "confusi" nel verso sottostante cui dona scorrevolezza (- tra pini, oleandri e lumini / confusi con le stelle nel cielo.-) e per non far sembrare che i lumini siano confusi di suo. E' chiaro che nella riga dopo capisci tutto, ma questi sospesi mi disturbano lo scivolo. Per me la poesia deve scivolare. :))) ecco questa non l'avevo ancora scritta, mi sembra buona... scherzi a parte per me è decisamente sì. --- ***mynosse***

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 17 May 2017 @ 17:59
    il dopocronaca di una morte
    improvvisa e la
    consapevolezza di
    aver comunque partecipato
    all'ultimo saluto.
    Il tema centrale è il
    viaggio: l'ultimo di chi va e
    quello di ritorno a casa di
    chi resta.
    Il colore nero dei primi
    versi si scioglie fino al
    rosa dietro l'ultima curva,
    aprendo a sensazioni di
    serenità.
    Bello l'ultimo verso con gli
    occhi gonfi di lacrime.

    Bella.

    ciao:)

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 17 May 2017 @ 20:53
    Descrivi un paesaggio gradevole, con minuzie di particolari
    dal sapore poetico, del tipo : 'tumulti di case
    arroccate...// lumini confusi con le stelle...ed altre; e poi
    quel finale delizioso...Sì, molto bella la poesia e tu molto
    brava.
    Il mio saluto

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: Ganimede on Wednesday, 17 May 2017 @ 22:25
    Ma guarda la piccola Elysa che è riuscita perfino a conquistare il mio amatissimo conterraneo, il signor Ebenezer Scrooge! ;-) E infatti la poesia è proprio bella (eh.... l'hai scritta ad aprile :-); sei una dei rarissimi autori che mettono d'accordo i più e non è poco...inoltre, sai quanto io sia sensibile alle bellezze paesaggistiche e questo scenario, volendo, si adatta bene anche alla mia adorata gardesana occidentale. La poesia si fa apprezzare appieno già dai primi due versi (proprio perché tra i più belli) per poi snodarsi tra questi meandri che si fondono con le scie delle barche; la parte più bella, a mio parere, sta nella sorpresa riservata dal finale, dove si svela, in quella figura fuori campo così riservata e gelosamente custodita nei pensieri (senza clamore insomma.... senza troppa esagitazione emotiva) l'anima che la muove; la bellezza del paesaggio non è che tutta lì, nella magia di due occhi innamorati che più di ogni altra cosa regolano la misura attraverso la quale valutiamo il mondo circostante e gli eventi che lo agitano. --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: Anais on Thursday, 18 May 2017 @ 08:44
    Mi piace il titolo perché ho un debole x le poesie che nominano paesi città o località.
    Ma questa poesia è troppo anonima Elisa, non c'è un elemento che mi porta esattamente lì, o che si fissi in memoria.
    Cordaccia da un'interpretazione funeraria ma io non la condivido, anche se il primo verso assumerebbe ben altro senso pur restando su un registro convenzionale.
    Non so : o non capisco più niente io, perché tutti ti acclamano?
    È meglio quella di Trillo allora... (***Minosse***: "fino" non è finare, ma "confinare" - Scoria: la sborrata del brachetto ci arriva anche un fesso, pressapoco, forse preferisci che ti dica: Questo verso non mi piace proprio")
    Sono sempre più perplessa.
    Ciao Elisa, preferivo il tuo inserimento precedente.

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: jane on Thursday, 18 May 2017 @ 09:06
    C'è qualcosa che respinge in questa poesia. Ad esempio l'uso dell'aggettivo dinoccolato riferito ad un nastro è puerile. ( si può dire di una persona). Quindi lo eliminerei. Segue una descrizione della località per poi finire con un pensiero inquietante. Un essere nudo tra le ciglia. Mi fa pensare ad un insetto che disturba, o ad un verme. Scusa ma la rivedrei questa poesia! --- Lady Jane

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 18 May 2017 @ 09:49
    Il componimento - almeno nella seconda parte: da "ultima curva in poi" - dipinge un bel paesaggio dai colori pastello che degrada armoniosamente verso l'amoroso senso.
    "Ma questa poesia è troppo anonima Elisa, non c'è un elemento che mi porta esattamente lì, o che si fissi in memoria" ci dice Anais. Concordo. Ogni luogo ha caratteristiche proprie che lo distinguono da ogni altro: nel tuo scritto non si colgono. Una semplice sineddoche forse avrebbe aiutato.
    Dalla prima parte invece emergono netti i rimandi "cimiteriali": "Angeli (di marmo?) pregano"; "dinoccolati nastri scuri (delle corone funebri?)"; "pareti scoscese" (dei sepolcri?); "lumini confusi con le stelle del cielo". Probabilmente l'intento autorale è tutt'altro ma, come ben sai, ogni lettore legge con ottica personale (e contingente :-). L'ampio spettro interpretativo, per me, è un pregio.
    Tali considerazioni esegetiche ovviamente non escludono l'apprezzamento per dei versi che cmq restano eleganti, morbidi. Sui quali aleggia (il buon Epitteto docet) una atmosfera sospesa.

    Ciao

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: indio on Thursday, 18 May 2017 @ 11:26
    mi piace molto
    ottimo incipit
    e poi

    tumulti di case arroccate

    ...complimenti anche da me signora Elysa
    e mi associo al minosse per quanto riguarda quei ...lumini e il ...confusi

    è un viaggio verso la riviera che evidentemente conosci bene e che dopo quell'ultima curva svela, improvviso, un panorama mozzafiato
    nudo ...il mare o lui uomo-maschio disteso nudo in spiaggia?
    chissà ...
    sì in effetti se tu riuscissi a mettere un particolare specifico diagnostico della R di L non sarebbe una cattiva cosa...però va bene anche così.

    buon bagno a tutti...



    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 18 May 2017 @ 11:54
    c'ha quest'andamento fatto a tornanti che non mi dispiace, anche se parte male,
    malissimo, con gli angioletti decorativi (hanno un vero senso e collocazione? ). Poi
    il paesaggio ligure è come darsi una mazzata sui piedi, tanto è stato ben descritto
    da Sbarbaro Montale e Caproni. Mi piace il finale che io interpreto in questo modo:
    apri gli occhi e tra le ciglia vedi il tizio amato sdraiato accanto, biotto, come una
    rana, ovvio ma, se fosse la solita palla onirica (che sospetto) dico: no. (anche se
    forse, per una volta, hai cambiato il soggetto - sarebbe un passo avanti - ) io parlo
    di poesia, di null'altro.

    ---
    "La critica, se non prende posizione, se non si sporca le mani e rischia, non è critica." Carla Debenedetti

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: A.Sal.One on Friday, 19 May 2017 @ 06:15

    Un incontro nella memoria
    un viaggio di ritorno.

    La poesia e` scritta nella
    tradizione ermetica con tinte
    metafisiche cosi` come nei
    ricordi dell'autore o alternativamente
    nella sua immaginazione d'artista.

    Non si tratta di una semplice
    (per quanto ben resa nello stile
    e nella progettazione dei versi)
    descrizione di immagini di una
    famosa regione ligure, bensi` di
    una storia sentimentale con
    connotazioni romantiche.

    Alle prime letture mi sono subito
    accorto che alcuni particolari cosi`
    come resi dalla successione dei versi
    sembravano non apparire logici, bensi`
    perlomeno intriganti; purtroppo ero
    caduto nella trappola della
    superficialita` a cui molti lettori
    soccombono a causa di una lettura
    disattenta e poco approfondita.

    Ho pertanto pensato di applicare al
    testo alcuni principi critici basilari
    per potere analizzarlo e decifrarlo al
    mio meglio e cercare di identificare
    il suo "segreto".

    E sono partito dal titolo che mi sembra
    abbastanza chiaro e credo corrisponda alla
    verita` a causa della sua natura diretta e
    descrittiva di un esatto luogo sulla cartina
    geografica; proprio per questo ho subito
    scartato l'ipotesi del cimitero a cui si
    potrebbe pensare a causa dell'incipit.

    Per poter confermare questa mia prima ipotesi
    ho dovuto trovare una spiegazione logica per
    gli angeli del capoverso. Ho subito pensato
    a quella tradizione tipica dell'Italia e della
    sua cultura cattolica di mettere gli altarini
    dei santi nei vicoli cittadini o per le strade
    fuori borgata soprattutto negli stradoni di
    campagna dove le curve si succedono una dopo
    l'altra o alla tradizione piu` recente di
    mettere ghirlande di fuori in memoriam
    sui luoghi di incidenti fatali.

    La prima parte del componimento (fino al
    verso 8) trova cosi` la sua connotazione
    logica nella storia della poesia: la
    descrizione metafisica di un viaggio.

    A questo punto ho considerato il fatto
    che la poesia e` del tutto scevra da
    punteggiatura (tranne il punto finale)
    ed e` resa in unica strofa: due fattori
    che contribuiscono alla sua fluidita` di
    stile, ma che rendono la poesia piu`
    ermetica nella sua capacita` di essere
    recepita nel suo significato recondito.

    Ho pertanto apposto un punto alla fine
    del v.8 e ho spezzato la poesia in due
    strofe. Quello che subito mi e` apparso
    chiaro e` stato il fatto che, non solo
    si stava per arrivare alla fine del viaggio,
    ma che il viaggio era un viaggio di ritorno
    (cosi` come opposto ad un viaggio d'andata).

    Il protagonista ritorna a casa da un incontro
    romantico svoltosi durante la notte e descrive
    la bellezza di un paesaggio che s'illumina alle
    prime ore del mattino (2da parte) cosi` come
    verso la fine della nottata erano stati i lumini
    ad "illuminare" il paesaggio della prima parte.

    Ci sono altre considerazioni da fare, ma le lascio
    ad altri "critici": una di queste considerazioni
    deriva dall'immaginare che la poesia sia stata
    scritta da un uomo anziche` una donna e che la
    parola nudo sia pertanto "nuda".

    Il componimento non mi e` piaciuto. ;-)



    ---
    Prima il poeta
    e poi (dico poi)
    il critico.

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: Francob on Friday, 19 May 2017 @ 08:19
    L'amore per la propria terra da solo buoni frutti; e questo tuo frutto ha un sapore
    dolce e delicato. Bella, tu e la poesia. *****

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: percefal on Friday, 19 May 2017 @ 14:30
    Come epitteto, Brava. --- «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: dragonero on Friday, 19 May 2017 @ 17:43
    pervasa da una malinconia sospesa che si snoda nelle
    curve della strada ed in quelle del cuore, Ti immagino
    appoggiata con la guancia al finestrino in un mattino con
    l'incertezza del tempo mentre guardi scorrere i
    chilometri ed è come se scorresse la vita, lasci che il
    panorama ti invada e lo descrivi da "dentro" cioè così
    come lo senti e non come lo vedi ... credo che la
    metafora aldilà della descrizione sia interiore una
    strada Tua personale che ti porta verso un desiderio un
    luogo dove mescoli il reale con Il "desiderato" la nudità
    che è nelle tue ciglia raccoglie in se un desiderio quasi
    fisico, trovo la chiusa sensuale, trovo la poesia
    delicata .. non si può dire "scontato" ogni testo è a
    prezzo pieno anche se magari è fuori dal nostro modo
    operandi, la sensibilità à nella Tua penna e tu scrivi
    con inchiostro viola
    (f)

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: franca canapini on Friday, 19 May 2017 @ 18:44
    "pareti scoscese
    e tumulti di case arroccate
    tra pini, oleandri
    e lumini confusi
    con le stelle del cielo
    ultima curva poi il mare
    immensa distesa quieta
    nel mattino rosa"
    ed è come sfociare, dopo l'accidentato percorso notturno, in un'alba immensa
    e serena, reale e metaforica. A me il paesaggio esteriore che s'intreccia con
    quello interiore piace sempre moltissimo, quindi non posso che apprezzare.
    Ciao
    Franca

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: Dema on Saturday, 20 May 2017 @ 12:35
    Sempre molto delicata. Devo dire che mi piace. Può essere letta come commenta A.Sal.One in modi diversi. A me è piaciuta in modo particolare la descrizione paesaggistica. E' il verso del mare che come "immensa distesa quieta" mi piace meno. La trovo semplicistica. Sono convinto che avresti potuto fare di meglio. Comunque sempre brava. Dema Paolo De Martini

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: scoriaindustrial on Saturday, 20 May 2017 @ 21:36
    Capisco che sia molto "nature" questa poesia, a
    prescindere dall'evocazione ma le immagini, in questo
    modo ed in questo susseguirsi, sono sempre un po' le
    stesse. Dinocolati non piace neppure a me. Secondo
    dovresti stringere e puntare sull'evocazione a lui in
    altro modo, visto che la descrizione paesaggistica
    comunque non affonda e rischia di sembrare un po'
    "qualsiasi luogo", anche l'opposta Riviera di Ponente.
    Così, a mio avviso, sarebbe meglio:

    "Pareti scoscese
    tumulti di case
    pini, oleandri
    lumini confusi
    poi il mare
    nel mattino rosa
    nudo
    tra le mie ciglia
    riposi."



    ---
    "Scopavamo l'amore nella stanza e la polvere ci respirava fino a soffocare" - scoriandustrial -

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: Donato Desiderat on Sunday, 21 May 2017 @ 16:35
    La sintesi di scoria è un'ottima sintesi

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: eintoven on Tuesday, 06 June 2017 @ 12:10
    Secondo me questa poesia è ben strutturata,
    mi piace l'incipit ancora di più l'explicit,
    il distico finale.
    Nel mezzo l'Autrice dà sfumature vivide senza
    cadere nei soliti cliché poetici.
    Ho gradito anche il nesso ideativo tra "lumini confusi" e
    "con le stelle del cielo" e tra "leggere le barche
    trascinano" e "i miei pensieri a te".
    Unica postilla: aggiungerei della punteggiatura per
    creare delle opportune pause, delle cesure nel
    componimento.

    Un saluto.

    ---
    Antonio Sacco

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    Riviera di Levante
    Contributo di: federicosecondo on Monday, 26 June 2017 @ 14:29
    Cambierei
    riposi
    e metterei
    godi

    "che nudo godi
    tra le mie ciglia."

    Perché tra angeli che pregano, lumini e riposi !!!
    mi sembra eccessivo.

    Per il resto ottima poesia direi tra le tue migliori.





    ---
    Niente è più facile dello scrivere difficile - KARL POPPER -

    federicosecondo

    [ ]

    Riviera di Levante
    Contributo di: tendre on Wednesday, 28 June 2017 @ 11:14
    Mi ero persa questa chicca...

    Molto bella elysa, com'è nel tuo stile!

    Affettuosamente,

    ---
    tendre

    [ ]

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