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     Rinunce   
     Wednesday, 03 May 2017 @ 17:00
     Leggi il profilo di: Lele
     Visualizzazioni: 280

    Poesie

    Era quella la strada, sporca e meschina, 
    la percorrevo evitando cumuli di indifferenza e di abbandono
    Le scale dei bassifondi mi conducevano in tunnel
    dove aria malsana si mescolava  ai respiri di gente comune.... 
    era quella  la strada
    La percorrevo dritta, la percorrevo curva 
    con le mani nella tasca e la testa nella sacca.
    Pensavo a te, pensavo a me, pensavo a loro che guardavano me e non sapevano di  te....
    un uomo seduto sul decimo di venti scalini
    con lo sguardo nel vuoto e parole al vento
    Era quella la strada, nessuna indicazione, 
    nessun divieto, solo anime e smog, 
    sole e pioggia, polvere e carta, merda e suoni.
     
    Mi spinsi oltre per non dirti ti amo
    
    

     



    Rinunce | 14 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Rinunce
    Contributo di: federicosecondo on Wednesday, 03 May 2017 @ 17:30
    Peccato a non spingerti oltre.

    Bella poesia. Piaciuta
    Bravo

    ---
    federicosecondo

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: scoriaindustrial on Wednesday, 03 May 2017 @ 17:43
    Se sfoltita un po' ed alleggerita in qualche modo da
    quell'atmosfera da "uomini soli" dei pooh avrebbe un so
    perché.

    ---
    "In testa a Gozilla, tra le sue ciglia, non prendere l'acme...". (Alberto Ferrari - Verdena)

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: franca canapini on Wednesday, 03 May 2017 @ 19:21
    Avrà avuto i suoi motivi per rinunciare. Per me è una bella poesia che non
    riuscirei a potare, perché mi sembra che ogni parola sia necessaria.
    Ciao
    Franca

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 03 May 2017 @ 20:11
    Ha in sé un'atmosfera che attira, che coinvolge, che la rende
    poetica. Mi piace quell'"uomo seduto sul decimo di venti
    scalini ". Sì, piacevole tutta.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: zio-silen on Wednesday, 03 May 2017 @ 20:21
    Io invece, scusandomi, azzardo una leggera potatura imposta dal gusto personale.


    "Era quella la strada, sporca e meschina.

    La percorrevo evitando cumuli di indifferenza, di abbandono.
    Le scale dei bassifondi mi conducevano in tunnel
    dove l'aria malsana si mescolava ai respiri della gente.

    La percorrevo dritta, curva
    con le mani in tasca, la testa nella sacca.
    Pensavo a te, a me, a loro che guardavano me
    e non sapevano di te.
    Un uomo era seduto sul decimo di venti scalini
    con lo sguardo nel vuoto, le parole al vento.

    Era quella. Nessuna indicazione,
    nessun divieto, solo anime
    sole e pioggia, polvere e carta... e merda.

    Mi spinsi oltre per non dirti ti amo"




    Stelle e un saluto

    ---
    zio-silen

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: cordaccia on Wednesday, 03 May 2017 @ 22:55
    poesia figlia dei propri
    limiti e debolezze.
    Quell'uomo seduto sugli
    scalini sei tu, in fuga dalla
    tua sconfitta.
    Sembra un testo grunge.
    Nom male.

    ciao :)

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: epitteto on Thursday, 04 May 2017 @ 12:27
    Molto bella, con quell'aria vagamente trasandata di chi raccconta quasi per caso fatti del giorno del tutto usuali.
    Ma pregnanti e sociali alla < El portava i scarpe del tennis > di Iannacci.
    Indubbiamente bisogna possedere la dote rara del colpo d'occhio alle particolarità delle immagini quotidiane per trarne fulmineità pregnanti da racccontare.
    E qui ce n'è più d'una, pur in un tratto breve di strada.
    Su tutto la conseguenza sentimentale del verso finale, a salvezza ( a mio parere ) dell'io narrante...
    Una lei appena abbozzata, forse inventata, ma che ben si pone a chiusura del testo.
    In conclusione, un neorelismo dei nostri tempi.
    Bravissimo, Orbilio il manesco.

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: Ganimede on Thursday, 04 May 2017 @ 12:37
    Sì anche per me, ad una piccola sfoltita; dopodiché, con ciò che rimane.... ! P.s. Il titolo ha tutta l'aria del preludio ad una di quelle poesie che non sanno di niente e invece..... (se non si fosse capito é una critichina al titolo :-) --- Nadia Rizzardi ---"Cristo è ateo" Ivan Kramskoj.

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: Titta on Thursday, 04 May 2017 @ 15:27
    Bentornato Lele. Una poesia indubbiamente bella colma di una spontaneità quasi assurda se pensiamo in che contesto si muove quest'uomo apparentemente disorientato. Si, preferisco immaginarlo ancora lontano dal baratro, da quella scomoda posizione in cui si viene a trovare chi ha perduto qualcosa di prezioso. La vita dopotutto ha tante porte. --- Titta

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: Carmen on Thursday, 04 May 2017 @ 20:08
    Vera, autentica, si sente che viene da cuore e pancia. Altro che le ultime m.......e che ho letto. Una giustapposizione di termini senza senso. Bravo --- La sofferenza passa. Ma è l'aver sofferto che non passa mai. Fëdor Dostoevskij

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: Elysa on Friday, 05 May 2017 @ 07:19
    bella, senza nessuna sfoltita --- Elysa

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: Anais on Saturday, 06 May 2017 @ 20:41
    Per me così così...

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: minosse on Tuesday, 09 May 2017 @ 20:33
    per me non ha la cadenza di una poesia ma di un'ottima canzone folk. Io sto a Leguigno e ho la chitarra. Ti aspetto al bar --- ***mynosse***

    [ ]

    Rinunce
    Contributo di: Lorens on Tuesday, 14 November 2017 @ 19:04
    ... annoto diverse ripetizioni in questa lirica (tre volte
    di "era quella la strada" più altre tre di "la percorrevo" e
    "pensavo"), oltre a parole molto in uso poeticamente già
    note ai "più" e abusate ...

    A riferimento del contenuto, osservo una vicenda molto
    interessante e ben sceneggiata con una bella chiusa
    sorprendente che lascia volutamente l'amaro in bocca.

    ciao
    Lorens

    ---
    Lorens

    [ ]

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