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     Nüshu   
     Monday, 12 December 2016 @ 14:00
     Leggi il profilo di: telemaco
     Visualizzazioni: 1203

    Saggi


    Nüshu

    Nüshu (女书) è il nome di una delle rare lingue di genere, letteralmente significa
    ”scrittura delle donne”, veniva usata dalle donne del territorio di Jiangyong nella
    provincia di Hunan, nel sud della Cina.
    Le informazioni che riporto su questa lingua sono tratte dal volume “Gendered
    words” di Fei-Wen Liu, Oxford University Press 2015
    ,
    l’autrice è una sociologa dell’Accademia Sinica di Taiwan, che per vent’anni si è
    recata nei villaggi dello Jiangyong (approfittando dell’apertura della Repubblica
    Popolare nei confronti di Taiwan, che negli anni novanta ha consentito ai
    cittadini delle due Cine di potersi incontrare) allo scopo di studiare le ultime
    traccia di questa lingua ormai non più utilizzata.

    La popolazione originaria in questa regione della Cina era di nazionalità Yao, in
    Cina sono riunite circa 50 nazionalità diverse dagli Han che costituiscono quella
    maggioritaria. Gli Yao avevano una struttura sociale non così maschilista come
    quella degli Han, per loro il matrimonio era sempre d’amore, in primavera nel
    corso di lunghe feste rituali i giovani si conoscevano e si formavano le nuove
    coppie.
    Nel medioevo lo Jongyang subisce una forte immigrazione di cinesi di
    nazionalità Han, che introducono lo stile di vita confuciano, che sovrappone a
    quelle abitudini così liberali, delle concezioni più rigide e gerarchiche. I
    matrimoni diventano combinati e rigorosamente exogamici, cioè le ragazze
    dovevano sposare giovani di altri villaggi e lasciare il proprio, questo
    sradicamento probabilmente è stato, la causa che ha spinto le donne a cercare un
    mezzo per comunicare con le famiglie d’origine, con la madre in particolare,
    che erano ormai diventate persone lontane.

    Questa lingua è stata usato da secoli, ma “scoperta”, o meglio portata alla ribalta
    solo nel 1982, da un professore cinese Gong Zhening, e in un periodo prossimo
    alla sua sparizione.

    Non è mai stata una lingua segreta, ma veniva usata alla luce del sole,
    semplicemente gli uomini la consideravano “stuff for womens” e se ne
    disinteressavano completamente, come sottolinea l’autrice del libro.
    Si tratta di una lingua sillabica, diversa dal Cinese, sia nella parlata che nella
    scrittura, e anche ai cinesi risultava incomprensibile.

    Veniva trasmessa di madre in figlia, le testimonianze delle donne più anziane
    dicono che veniva insegnata durante le faccende domestiche, quando le figlie
    aiutavano le madri, e la scrittura veniva appresa tracciando i caratteri con un
    bastoncino sulla sabbia.
    Le ragazze fino al matrimonio rimanevano, per la maggior parte del tempo, nel
    piano superiore della casa, lavorando col telaio o ricamando, solo le donne più
    povere erano obbligate a lavorare nei campi, e anche queste sorta di reclusione
    finiva per favorire l’acquisizione della lingua.

    Accanto alla parola scritta si è sviluppato un canto, il Nugè (女歌) ,il canto
    delle donne (Nu 女 significa donna in cinese), che secondo le testimonianze
    maschili ricorda il ronzio di un nugolo di api.
    Come per tutte le altre lingue, ci sono vari gradi di conoscenza, tutte lo
    parlavano, ma non tutte potevano scriverlo, chi non sapeva scrivere si esprimere
    componendo un canto, i più belli venivano successivamente trascritti .

    L’origine di questa lingua non è chiara, alcuni studiosi la considerano un
    sottoinsieme semplificato del cinese, come la sua “radice quadrata”, perché
    consta di 7000 caratteri contro i 70000 del cinese classico. Un’altra teoria, che
    mi sembra quella più ragionevole, la considera come un residuo dell’antica
    lingua Yao,
    penso che persone con una vita così segregata avessero per forza bisogno di una
    struttura linguistica già esistente che servisse come veicolo per la trasmissione
    dei messaggi.
    Questi messaggi venivano scritti tradizionalmente su ventagli cinture o capi di
    vestiario, e venivano scambiati con l’aiuto di messaggeri maschili, che più
    liberamente potevano spostarsi di villaggio in villaggio.
    Il Nüshu ha cominciato a non essere più funzionale dopo la rivoluzione, quando
    sono stati reintrodotti i matrimoni d’amore, ed eliminato l’obbligo
    dell’exogamia.
    Anche il governo cinese dopo la rivoluzione ha cercato di combatterlo, perché
    sembrava sanzionare una differenza di genere che si voleva considerare
    eliminata.
    Adesso è lo stesso governo cinese che invece cerca di conservarlo come un
    patrimonio linguistico, insegnandolo anche con dei corsi universitari, e
    introducendo la figura delle “Nushu transmitter”, che nei villaggi del Jangyong
    mantiene viva la conoscenza della lingua, che alla fine è diventata un gadget per
    turisti.

    Nel libro di Fei-Wen Liù sono riportati brani Nüshu con la traduzione in cinese e
    in inglese, quelli che riporto li ho tradotti direttamente dal cinese, a Taiwan non
    è stata accettata la riforma della lingua che ha introdotto i caratteri cinesi
    semplificati, e l’autrice usa i caratteri tradizionali, e per poterli tradurre ho
    dovuto farne la conversione.
    I testi, ad eccezione di quello storico di Hu Yuxiu, sono tutti dalla fine
    dell’ottocento alla prima metà del novecento.
    Le donne che li hanno scritti sono tutte di famiglia contadina, anonime, non
    delle letterate.
    Anche se il Nüshu ha un uso millenario, i testi difficilmente si conservavano,
    perché scritti su materiali troppo fragili, e poi per l’uso di bruciarli alla morte del
    possessore.

    Il primo testo esprime bene tutto il senso della scrittura Nüshu:

    Quante donne cedono, nel disprezzo, al loro destino di morte?
    Quanto sangue sparisce fluendo con le lacrime?
    Le donne partono accettando pesi opprimenti.
    Tutta la vita in una stanza e nessuno si cura di loro.
    Ma solo loro possono scrivere per conseguire il bene.

    Noi cominciamo sempre dall’inizio, per distinguere e comprendere
    e lo facciamo In Nüshu , la nostra lingua, per leggere e scrivere
    non è fatta per diventare funzionari o famosi
    ma per dire e scoprire perchè soffriamo
    così ci sosteniamo tra di noi
    e scriviamo di questo dolore e di queste passioni.

    多 少 红 顏 薄 命 死
    多 少 終 身 血 淚 流
    女 人 過 去 受 壓 迫
    世 間 並 無 疼 惜 人
    只 有 女 書 做 得 好
    一 二 從 頭 寫 分 明
    新 華 女 子 讀 女 書
    不 為 當 官 不 為 名
    只 為 女 人 受 盡 苦
    要 憑 女 書 訴 苦 情

    I primi testi noti in Nüshu risalgono al X secolo, sono di Hu Yuxiu, che da un
    remoto villaggio viene inviata al palazzo imperiale per diventare una concubina
    dell’imperatore dopo aver superato brillantemente gli esami. Ma le cose non
    sono mai come ci si attende.

    Pensavo fosse una cosa buona andarsene, per vivere alla corte.
    Questo mondo è polvere, io sono entrata nelle stanze degli immortali.
    C’è tanta abbondanza e tante cose costose.
    Ma io soffro da anni per il desiderio d’amore
    sono qui da sette anni
    solo tre notti ho dormito con l’imperatore.
    Oltre a questo il vuoto, non ho avuto nessuna faccenda, nulla da fare.
    Il mio corpo è chiuso nel palazzo il mio spirito inquieto vola fuori.
    Vorrei tornare a casa mia, in famiglia, a ricamare seduta nella stanza.
    Non ci sono pensieri, o persone in carne e ossa a me vicini
    a cui chiedere un consiglio quando sono triste.
    Alla mia sorella maggiore e alla piccola,voglio chiudere il cuore a queste cose.
    Se anche non ci fosse nessuno che voglia diventare il mio compagno
    spenderei il mio tempo ricamando caratteri fino a consumarmi.
    Mi dicono che casa mia è fredda come la neve.
    Ma nel palazzo dell’imperatore c’è dieci volte più neve.
    Come posso porre fine a questa vita?
    Scrivo questa lettera prima di morire di tristezza.

    去 到 朝 中 本 是 好
    可 比 塵 人 入 仙 堂
    個 個 說 我 多 富 貴
    誰 知 害 我 百 年 春
    來 到 朝 中 七 年 滿
    只 興 君 王 三 夜 眠
    除 此 之 外 沒 事 做
    身 在 皇 宮 心 不 安
    不 如 在 家 繡 房 坐
    朝 朝 得 見 骨 肉 親
    遇 起 憂 愁 有 人 勸
    又 有 姊 妹 開 得 心
    若 是 沒 人 來 做 伴
    插 花 繡 畫 過 時 光
    將 言 家 中 冷 如 雪
    皇 宮 比 雪 冷 十 分
    如 此 人 世 幾 時 了
    箋 時 氣 死 我 終 身

    E’ ancora attuale nel Jongyang l’abitudine di stabilire una rete di “sorellanza”
    detta Jiebai- 结拜 letteralmete “rendere omaggio”, è una relazione stabile, in
    parte ritualizzata, tra ragazze che comporta un forte legame di amicizia e un
    mutuo soccorso, in tanti casi termina con il matrimonio, ma in parecchi altri casi
    dura tutta la vita. Uno scambio di lettere contribuisce a cominciare e mantenere
    nel tempo questo importante legame.
    Alla pag.21 del libro di Fei-Wen Liu, viene riportato un testo in Nüshu con i
    corrispettivi caratteri cinesi, ma non la traduzione in inglese, si tratta di una
    lettera con la richiesta di stabilire un legame Jiebai , riporto la mia traduzione di
    quella pagina.

    Mi siedo, prendo il pennello e ti scrivo queste parole
    che siano suono, gorgoglio d’acque, strumento per attraversare insieme la vita.
    Siamo predestinate a questo vincolo di amicizia.
    Nel giardino delle dee immortali
    questo libro dia il suo frutto, solido, per tutta la vita.
    Come un’umile serva ti chiedo l’amicizia.
    Nel giardino di giada c’è un bambù appena nato
    a noi ragazze non piace truccare in anticipo il libro delle nostre passioni.
    Un cuore scorretto vacilla non è una roccia.
    Possedere l’oro è difficile, come trattenere la fenice (feng huang coppia)
    Ma questo con te diventerà reale.
    Un cuore puro ha tante buone intenzioni:
    coltivare l’essenziale e aprirsi completamente.
    Gradualmente scivoleranno via queste quattro stagioni
    andranno ad originare il nostro intreccio.
    Avrò così il tempo di incidere la tua mancanza
    nella notte, nella camera superiore, sbrindellata, mi siederò
    mi alzerò solo per rendere omaggio alla nostra amicizia.
    Medito su quando si realizzerà il nostro sogno
    mi spaventa l’idea di lasciare un sogno vuoto.
    Così scrivo questi caratteri grossolani sul ventaglio.
    Così oggi scrivo questa lettera
    Sapendo che un’amica l’aspetta.
    Voglio armonizzare i cinque colori
    tutte le ragazze sono come me
    col mattino che sale alla bocca
    e un corpo vicino
    orfano d’ombra.
    Due stelle diverse convivono.
    Ti sollecito dunque un invito come richiede il mio cuore
    In autunno saremo il suono di due torrenti gemelli
    Una dimora senza fine nella perfezione.
    Due fiamme gemelle.
    Ogni suono chiede di essere ascoltato
    e noi ascoltiamo le parole con il cuore.

    Un demone ripetutamente mi spinge a scrivere
    consapevole che ogni giorno il sole è vivo.
    Ma non so se il fondo del tuo affetto è solido.
    E conveniente la scrittura come dono leggero e fragile
    non consentirà ci si separi lungo la strada
    che passa dalla tua amicizia.
    Mi sarebbe impossibile il tuo abbandono.
    Posso entrare nella porta di tutte le calamità accanto a te
    non parliamo più di strade separate
    ma di parole di verità.

    Sai che tutti stanno ascoltando il mio discorso.
    E sanno che fra un anno sarà il momento opportuno.
    Diversi mesi di vita.
    Con cuore rispettoso
    ti invio questo pacchetto di foglie di te
    l primo di mille regali
    e di mille riti per gli dei.

    Un altro uso del Nushu e del Nugè riguarda i riti del matrimonio, da parte della
    madre della sposa e delle amiche jiebai viene composto un vero e proprio libro
    detto Sanzhaoshu che contiene manifestazioni di affetto, ma anche istruzioni su
    come comportarsi nella nuova vita matrimoniale con la famiglia acquisita, ogni
    sposa secondo la tradizione acquisiva gli antenati del marito, una sorta di lari
    tutelari.
    Di questi testi, troppo formali, non riporto nessun esempio, preferisco riportare
    invece tre esempi dell’uso più interessante del Nüshu, sono uno sfogo, i lamenti
    delle donne, indirizzate alle amiche jiebai, per condividere le calamità che una
    dietro l’altra si susseguivano nella durissima vita cinese.
    (nel testo “fiore” o “piccolo fiore è un modo classico per riferirsi alle figlie).

    Con il pennello lascio cadere i caratteri sulla carta
    per proclamare al mondo la mia pena e compassione.
    Ero il fiore di una famiglia ricca e nobile.
    Sono arrivata in una famiglia inferiore povera.
    Me ne andai per stare con mio marito sette anni fa.
    Mio marito non lavora ha un aspetto esausto e mi umilia sempre
    gioca d’azzardo, va con le*censurata* e fuma oppio.
    Tutti i beni della famiglia sono andati persi.
    È un fallito, non si è mai curato di amministrarli
    Anche la mia dote è svanita
    Notte dopo notte le grida dei miei pianti colpiscono il cielo come raggi di luce
    spoglia.
    Nonostante tutto, ancora lo esorto a contenersi, a conservare la salute, spero che
    segua i miei consigli.
    Volevo affrontare la faccenda con affetto, non peggiorare le cose
    non importa il passato, potrebbe ancora andare di pari passo con la salute ed il
    bene.
    Le cose buone possono ancora arrivare, può ancora arrivare la ricchezza.
    È essenziale però che un marito ascolti quel che dice la moglie
    Marito e moglie uniti producono sempre cose nobili.
    Ma lui non ha ascoltato le parole della moglie, è fuggito con l’esercito.
    Dopo un anno nessuna lettera, non il suono di una notizia
    Ma il mio cuore non perse la fiducia di un ritorno
    Ho custodito l’affetto per tre anni, per cinque anni
    Ancora senza notizie, e questo mi esorta a raccogliere tutte le mie cose
    e lasciare questa famiglia per cercare un posto altrove.
    In miseria, peggio di una serva do l’addio ai suoi antenati.
    Nel mondo non sono l’unica persona così ridotta.
    L’imperatore sbaglia a darci questo cerimoniale di regole.
    Belle regole, completamente sbagliate, che gentilmente ci regala l’imperatore.
    Se vivere con un uomo non è bello
    anche se fosse il figlio del cielo non lo seguirei più.

    悿 筆 修 書 落 紙 上
    是 我 可 憐 傳 世 上
    我 是 出 身 富 豪 花
    去 到 他 家 賤 命 薄
    我 去 陪 夫 七 年 滿
    夫 不 當 頭 盡 氣 多
    又 賭 又 嫖 又 吹 煙
    全 部 家 財 盡 敗 了
    敗 盡 家 財 不 算 事
    連 我 嫁 妝 都 敗 盡
    夜 夜 吵 鬧 大 天 光
    我 也 忍 氣 將 夫 勸
    過 了 事 情 不 提 了
    從 頭 開 始 再 起 家
    富 貴 無 底 也 是 真
    只 要 我 夫 聽 妻 話
    夫 妻 和 氣 勤 儉 做
    不 聽 妻 言 去 當 兵
    當 兵 一 年 無 信 音
    不 搭 信 歸 心 不 冷
    長 情 再 守 三 五 年
    再 沒 字 歸 相 勸 我
    我 是 該 家 別 處 求
    窮 奴 自 身 辭 祖 宗
    世 上 不 是 我 一 人
    皇 帝 至 今 錯 制 禮
    君 子 並 無 落 處 好
    坐 位 天 子 不 跟 他

    Alle donne che hanno un marito l’acqua del pozzo arriva.
    Io non ho marito e il mio riso muore.
    Da tempo mi alzo di primo mattino per andare nei campi e strappare le erbacce.
    Ho imparato a spargere la cenere a mezzogiorno prima che sia troppo tardi
    lavoro tutto il giorno con la zappa divento triste e triste piango.
    Vado per strade in salita dall’occhio sgorgano lacrime che volano
    lacrime che dagli occhi scorrono in alto verso la pioggia e mi torcono lo
    sguardo.
    Il vestito davanti si riempie d’acqua che scroscia e inzuppa
    Sono l’uccello solo che vola nel cielo e non vede più la faccia del compagno.
    Mio marito è nell’esercito, non lo vedrò più tornare.

    人 的 有 夫 井 水 到
    是 我 無 夫 乾 死 禾
    早 晨 起 來 去 扯 稗
    下 午 灑 灰 遲 不 遲
    挑 起 畚 箕 哭 著 出
    走 在 路 上 眼 淚 飛
    眼 淚 流 起 似 雨 下
    衣 襟 抹 得 水 淋 淋
    獨 鳥 飛 天 不 見 面
    我 夫 當 兵 不 見 歸

    Sono qui da otto anni, quasi Nove.
    Il padre di mio marito è saltato nell’inferno
    sono alcuni mesi che è morto.
    E io sono umiliata dal mio inetto marito
    Ho toccato il fondo, lo credevo nobile, un campione.
    Spende con le*censurata* i beni di famiglia invece di amministrarli
    Mio figlio e il primo fiore erano malati
    Lui è un incapace, non ha mai badato ai figli
    Mio figlio e mia figlia sono morti di stenti
    Perché curati in ritardo
    Non ho pace.
    Mio marito è stato forzato ad entrare nell’esercito.
    L’hanno portato lontano, i soldati di regola non tornano, muoiono.
    Non sapremo mai dove sono ossa e teschio
    Anche l’ultimo mio piccolo fiore è caduto.
    Penso alla vita come a una disgrazia che mi toglie l’aria.
    Mi sento un uccello orfano perso sulle montagne.

    到 他 八 年 上 九 載
    他 家 公 公 又 落 陰
    爺 死 陰 司 幾 個 月
    又 氣 丈 夫 不 賢 良
    到 底 我 夫 那 樣 想
    亂 用 家 財 不 理 家
    一 兒 一 花 身 有 病
    只 是 敗 家 不 顧 兒
    兒 女 兩 個 盡 死 了
    不 得 修 診 悔 來 遲
    先 的 事 情 不 明 靜
    壓 迫 我 夫 去 當 兵
    丈 夫 當 兵 到 遠 府
    身 死 別 州 不 回 程
    不 知 我 夫 哪 樣 死
    不 知 骨 頭 在 哪 方
    丈 夫 當 兵 幾 個 月
    再 復 小 花 又 落 橋
    想 我 終 身 真 難 氣
    可 比 深 山 孤 鳥 形

     



    Nüshu | 9 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Nüshu
    Contributo di: franca canapini on Monday, 12 December 2016 @ 16:49
    Caro Telemaco, per ora ho letto molto troppo velocemente; ma non troppo da
    non sentire empatia per queste donne e sororità, perché al di là delle diversità
    culturali, le somiglianze del modo di sentire e di "patire" sono le stesse di tutto
    l'universo femminile. E' bello che tu ami condividere con noi questi tuoi interessi
    culturali e letterari.
    Franca

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: Elysa on Monday, 12 December 2016 @ 20:36
    mi è piaciuto davvero molto leggere di questa forma di scrittura femminile e ti ringrazio per aver condiviso con noi la tua cultura in questo campo, bellissime anche le lettere o poesie che riporti, tratte dal libro della studiosa...molto molto interessante, complimenti, leggerò ancora con più attenzione e approfondimento --- Elysa

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: Armida Bottini on Tuesday, 13 December 2016 @ 13:10
    Sei Grande Telemaco, davanti a te sono un'altra piccola
    donna cinese ed ignorante. Ti corono di alloro. Buon Natale
    mio imperatore.

    ---
    Midri

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: PattiS. on Saturday, 17 December 2016 @ 10:39
    un bellissimo testo. Complimenti anche per la traduzione. Mi piace tantissimo
    quest'idea di una lingua segreta, la
    disperata complicità tra questi esseri senza diritti, schiave con i piedi mutilati, che
    trovavano nel raccoglimento della scrittura il loro unico privilegio. Emerge chiaro
    che non vi è traccia alcuna di ribellione e che non si
    è fatto un uso più "politico" di questa lingua. Ma a volte la voce è talmente debole
    da risultare insufficiente.
    " la nostra lingua, per leggere e scrivere/
    non è fatta per diventare funzionari o famosi/
    ma per dire e scoprire perchè soffriamo./

    Queste donne, nella loro semplicità forse hanno scoperto che la scrittura è la
    morte, ma la morte di quelli che sono già morti e dimenticati, mentre loro con la
    loro esile scrittura hanno capito qual è la vera immortalità (la scrittura stessa).



    ---
    "IL SISTEMA C'È L'HA CON ME!!!" PattiS.

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: frank69 on Wednesday, 21 December 2016 @ 12:27


    Stupefacente il contenuto ma soprattutto il tuo evidente
    amore per il cinese e la tua opera di ricerca.
    Ti seguo con interesse.
    Buone feste!

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: Scribacchina on Friday, 13 January 2017 @ 23:52
    "Il linguaggio segreto delle donne"... misterioso, necessario, vitale, salvifico... unico modo per sopravvivere al dominio maschile con fantasia e libertà mentale.

    Grazie per avermelo fatto conoscere, amo le lingue orientali e tutto quello che le riguarda.



    ---
    scribacchina

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: Donato Desiderat on Wednesday, 18 January 2017 @ 13:20
    Ottima proposta. Super interessante. Per
    certi versi, mi ricorda i boqala delle
    donne algerine. Ma il carattere peculiare
    di lingua segreta e circoscritta (e
    circoparlata, per così dire ) a una
    ristretta comunità femminile rende questo
    fenomeno linguistico assai speciale.
    Di valore le traduzioni.

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: Iverson on Wednesday, 18 January 2017 @ 14:33
    Davvero bello --- iverson

    [ ]

    Nüshu
    Contributo di: cordaccia on Saturday, 18 February 2017 @ 16:28
    uno studio e un universo davvero
    interessanti.

    ciao :)

    [ ]

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