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     Abisso   
     Monday, 21 March 2016 @ 17:30
     Leggi il profilo di: Carmen
     Visualizzazioni: 987

    Poesie

    Accade che ti ritrovi in un imbuto

    d’improvviso in cattività

    nulla davanti a te

    nulla dietro.

    Ma non è cecità – forse una sua forma?

    Può darsi che sia follia,

    la prospettiva sconvolgente

    di cose in lontananza.

    Ti domandi per quale magnetismo ancora vivi

    quale àncora afferri nella caparbietà

    dell’esistere.



    Abbandoni la parola ordinaria

    né come prima ti giungono i gesti.

    E’ tutto un ruotare pazzo

    in un frastornato silenzio.



    Dirigi il pensiero

    nell’attesa che ti salva

    che a volte l’intuizione schiude

    illusoria novità e inganno.

    E trovi una risposta nella sequenza

    insensata dei no:

    il tic della testa di un tipo alla stazione.



    Chi ti reggeva il filo dall’altra parte

    se n’è andato.

    Ed ora sei un atomo smarrito

    un insetto impazzito sotto un bicchiere.

    Ascolti l’orologio che schiaccia

    il reliquiario d’ossa della tua vita.



    Carmen P. (settembre 2014)

     



    Abisso | 46 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Abisso
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 21 March 2016 @ 18:20
    Triste ed amara come il fiele. Scritta bene e con passione. Brava ragazza. L'abisso è sparito, ora c'è un prato di violette. Ciao.

    ---
    Midri

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Paolo_C on Monday, 21 March 2016 @ 20:43
    Il reliquario...l'attesa (o il fantasma?) che ti
    salva...Ti piace forse Montale?
    Comunque il dolore e la disperazione di chi non trova una
    via d'uscita è palpabile e giunge trascinandosi il peso
    di una forte carica emotiva.
    Mi piace il "frastornato silenzio" poiché oltrepassa
    l'ossimoro con un'aggettivo che non apre all'esterno.
    Angoscianti gli squarci d'illusione destinati a morire e
    rinascere perpetrando all'infinito il male di vivere.
    Bella, ma non so se essere contento...
    Un saluto

    Paolo










    ---
    Paolo C.

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: joshua on Monday, 21 March 2016 @ 21:34
    STROFE PRIMA: senza infamia o lode. In particolare non amo mai in POESIA (né in LETTERATURA, quella tostata, o testata, intendo) le COSE, COSINE o COSETTE. Credo trasformino in COSUCCIA a caso qualunque scrittura non in punta alla lingua o alla prima alea che spira. Se poi non si sa COSA ‘ste benedette COSE siano, nemmeno si capisce perché debbano offrire una prospettiva tanto sconvolgente al lettore più ignaro dello scrittore, sia pur aperto al peggio. Ed infine, a fronte delle COSE prospettate, non è che mi attiri più di tanto un vocabolario esistenzialista scontato, fatto di nulla in imbuto o lemmi da Sartre bignamizzato o, più sotto, di Montale riciclato (cfr. il commento supra) .

    STROFE SECONDA: passo (voglio dire che mi pare un dire, confusamente ordinario, di un’ordinaria confusione, quella dove le COSE sono COSE e oltre l’anonimato non traslano o traslocano).

    STROFE TERZA: mi piacerebbe sapere da cosa salva l’attesa. Certo non dall’eccesso di relativi (spia, in nonpoesia, di ansia definitoria o esplicativa da parte di chi scrive ed ancor più ansiogeni per chi legge). È comunque vero che il NO non ha mai il senso del consenso, o sarebbe SÌ, se si capisse almeno perché ci è stato negato. Ecco, qui non è ben chiaro proprio questo (e, se anche fossi uno psicologo d’assalto, troverei difficoltoso rischiararlo).
    Una noterella a parte la riservo all’uso del termine ‘TIPO’ o ‘TIPA’, per dire qualcosa di omologo a ‘COSO’ o ‘COSA’: dico solo che mi sembra da comunicazione omologata o sciatta, e non mi pare COSA che esalti, o dia risalto, ad un componimento anche solo minimamente elaborato.

    STROFE QUARTA: c’era una volta una canzoncina intitolata ‘La farfalla impazzita’? YOU TUBE, come sempre ingenerosamente, dice di SÌ, almeno lui...

    Conclusione: tutto qui?
    j

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: 3306byron on Monday, 21 March 2016 @ 23:35
    pensa se davvero dovessi convincerti che sta cosa è ridicola, insomma metti che dovessi farlo di mestiere: far capire alla gente che la posa allo specchio della terza persona che ammicca compiaciuta alla prima è semplicemente ridicola. specie poi pasticciando un tono da personaggioni vissutoni... madò, ci pensi che fatica? ma quanto dovrebbero pagarlo un lavoro così? no dai, star lì a spiegare che, sì vabbè, molti poeti saranno pure o saranno stati sfigati, ma non è detto che la sfiga sia di per sé poetica, in quanto tale, sempre e comunque... insomma che non c'è mica biezione... no, troppa fatica davvero, solo a pensarci m'è venuto un sonno.... uuuaaaaah ...nanotteee!

    ---
    Poetry should make the visible a little hard to see.

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: cordaccia on Tuesday, 22 March 2016 @ 09:58
    La cronaca delle conseguenze di un doloroso addio.
    Quello che mi colpisce è la forza centripeta delle immagini 
    descritte, quel senso claustrofobico che regna in tutta la 
    poesia.
    Dài proprio la percezione di essere nell' occhio del tornado
    , salva, ma con una prospettiva di vita angosciante.
    Mi è piaciuta l'immagine dell' imbuto (visto come corridoio
    -natural burella , luogo di attesa e transizione ), il
    magnetismo , quel ruotare pur restando fermi spettatori
    degli eventi, il tic come  testa che si muove come lancetta 
    di orologio, l'atomo impazzito e la sua orbita, l'insetto
    che gira a vuoto nel bicchiere fermo, l'orologio che 
    avanza e schiaccia.
    E' tutto un dinamismo-statico, sintomo di una sofferta
    emotività.
    Hai saputo rendere appieno lo stato d'animo di una 
    fase dolorosa della vita, con grandissimo tatto.
    
    Complimenti Carmen !!
    Grande Poetessa . 
    
         
    
    con grande stima, cordaccia :)
    

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: oletra on Tuesday, 22 March 2016 @ 10:23
    Intrisa di amarezza e dolore. Ben
    strutturata. Forse nell'ultima
    strofe troppe immagini
    appesantiscono la chiusa. **


    ---
    Leo D'Amico :.

    "A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca
    e togliere ogni dubbio."
    (O. Wilde)

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: epitteto on Tuesday, 22 March 2016 @ 11:05
    Da buon psichiatra, parrebbe evidente un quadro psico-fisico
    abnorme, con risvolti depressivi.
    Che la chimica, in questi casi profusa a piene mani, a mala
    pena riesce a contenere.
    Purtroppo non se ne esce più, con ricadute periodiche.
    Nel malessere s'intravvedere il grido di aiuto mai raccolto.
    Il destino è la solitudine tra il fuggi fuggi generale.
    La retro datazione del testo al 2014 non lascia speranze di
    miglioria.
    Naturalmente respingo ogni riferimento autobiografico.
    Comunque la follia mentale è ben resa nella sua altalenante
    progressione/regressione.
    Epitteto

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: dario moletti on Tuesday, 22 March 2016 @ 15:20
    sai quanto ho aspettato tra nausee e voglia di fuggire? sai quante volte ho porto una mano e tu mi hai morso? Poi scrivi abisso un settembre e lo pubblichi il primo giorno di primavera per confonderlo col sole tenue come se una certa sporcizia lasciata dalla neve la si posso nascondere coi primi fiori/ però è bella e tu sei bella così? come un graffio di un gatto intento in un gioco? Io penso ( devo stare attento agli errori se no mi scanni) che questa poesia sia proprio tu a settembre verso la fine estate con un bacio d'autunno sotto le coperte / tu nuda che invento un bacio per risalirti tutta senza dimenticare ogni fessura /ogni porta/ già io lo stupido che dimentica l'acca quello che aspetta di vederti passare per un attimo solo e già gli basta / mi piace abisso anche se dura e tagliente come uno scoglio / scalare gli scogli come certe pareti è adrenalina pura anche se non pianterai una bandierina arrivato in cima coltiverai dentro quel tuo pensiero folle con la soddisfazione d'aver sfidato un equilibrio / a una ragazza donna che ruggisce tenendo stretto nella mano un filo azzurro col palloncino ciao........ se mi inviti per un the porto lo zucchero

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: trimacassi on Tuesday, 22 March 2016 @ 15:53
    Come sempre si dice : 'ognuno vende la merce che ha...', e
    tu è da tempo che fai notare che i tuoi sacchi son pieni di
    questo tipo di farina. E il tarlo ti rode, e tu l'hai messa
    in poesia...Il commento più azzeccato mi sembra essere
    quello di Cordaccia, lui che è un buon analista; ma anche
    Vapore credo ci veda giusto, essendo il succo
    prevalentemente nell'ultima strofa. Una volta che hai
    offerto il fianco cosa ti aspetti da certi commenta-tori, se
    non quello che tu hai seminato, non avendo mai avuto
    tolleranza per le cose degli altri ? Il tuo scritto è
    sincero e pieno d'inquietudine, che tu spargi a piene mani.
    Io lo trovo valido e corretto, nel suo genere, più di altri
    scritti di alcuni 'damerini' e fichetti che si grogiolano e
    spandono cultura criptica su queste pagine. Ho sempre visto
    bene la tua sincerità e il non guardare in faccia a nessuno
    nei commenti, e questo giù da solo è indice di simpatia.
    Ciao

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Sandro Moscardi on Tuesday, 22 March 2016 @ 15:56
    La follia è lontana da questo scritto che a sentire mio non sprofonda ma si incunea in un angolo molto stretto dove le
    linee di delimitazione confinano il nemico o presunto tale.
    Il perseguitato è Il punto di origine o l'angusto, da difendere con denti e artigli, il nemico è la spazialità che si allarga in allontanamento, ma limitato dall'ottusità angolare che lo contiene.
    Come vedi troppo eucludea per i miei gusti.
    Ciao Sandro

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Ganimede on Tuesday, 22 March 2016 @ 21:12
    Mi piace moltissimo l'ultima strofa (da stella) e parte della penultima; il resto
    ha un che di flebofarneticante che assomiglia più ad ad un'emorragia
    psicotica mista ad incontinenza drammatico esistenziale che, secondo me,
    ha più a che vedere con lo sfogo personale che con la poesia, come certe
    Considerazioni Private nel cui merito non entro, trovandoci
    presumibilmente in fascia protetta.

    ---
    Nadia Rizzardi
    ----
    Ganimede é la splendida luna gioviana su cui andró a vivere quando la terra sarà definitivamente sommersa dalle chiacchiere.

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: robin70 on Tuesday, 22 March 2016 @ 22:58
    La perdita di un punto fermo (o di un vitale contrappeso) determina una nuova,
    folle, condizione di esistenza; quasi una caduta in un sistema di riferimento non
    inerziale. Le forze apparenti destabilizzano e danno nuovi significati a gesti e
    pensieri; sono loro comunque a suggerire la risposta racchiusa nel verso messo in
    evidenza dalla bella allitterazione. Una mia lettura.
    Bel testo, forse un po’ frammentato.

    ---
    Stefania Del Frate

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 23 March 2016 @ 07:29
    E' una bella poesia Carmen...sei brava a gettare in parole lo sconforto e il malessere di un amore finito, credo, ma anche la difficoltà del vivere per quelle persone estremamente profonde e sensibili che accumulano le bruttezze del mondo dentro e ne soffrono come se tutto fosse di loro appartenenza...in parte mi ci ritrovo molto. Bravissima. Ti auguro una Pasqua serena --- Elysa

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Arcano on Wednesday, 23 March 2016 @ 07:33
    Finale che mi e' piaciuto insieme al tic del tipo della stazione. Per il resto e' scritta bene ma senza acuti. Impietosi alcuni commenti ma in questo sito le ripicche e le fazioni onnubilano lo spirito critico e l'obiettività che forse solo l'anonimato, almeno in una prima fase, potrebbe garantire, come dico da tempo. Comunque da apprezzare il coraggio con il quale ti sei consegnata alle critiche dopo aver criticato tanto.

    ---
    arcano

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: jane on Wednesday, 23 March 2016 @ 09:34
    Quando ho visto il nome Carmen! Non credevo ai miei occhi. Finalmente hai pubblicato dopo anni.
    Se dovessi seguire l'impulso di vendicarmi delle svariate volte che hai preso in giro le mie poesie, che per il gusto di una battuta satirosatanica hai voluto ferire l'ascolto ed il rispetto della voce dell'anima mia e di tanta gente qui dentro, allora potrei trovare solleciti ed appigli per denigrarti,ma preferisco essere superiore a questo e ti darò candidamente il mie reali impressioni su questa poesia anche se non meriteresti neppure la nostra attenzione.

    Innanzitutto è una poesia scritta molto bene, realistica nel suo dolore ottuso e chiuso alla vita. Descrive quasi senza fiato lo stato d'animo che osserva la quotidianità del non vivere che succede allo smarrimento dell' abbandono, della fine secca dei legami per noi sostanziali.
    Espone quell'imbuto che è il limite in cui hai cacciato la testa perché tu non sai e non vuoi vivere la fine - il distacco in maniera diversa. So che non è facile, ma qui è evidenziata tutta la fragilità tipica femminile che ha da sempre poggiato la propria esistenza sulla dipendenza affettiva. Non basta l'emancipazione economica e sociale se non è accompagnata anche da un'indipendenza, una risoluzione dalle nostre catene interiori e dalle bende con le quali ricostruiamo a josa ogni volta la nostra primaria infelicità, senza sapere riuscire alla luce, liberamente e tranquillamente vivi. Senza cercare percorsi interiori più sereni rassegnati all'ineluttabilità di ciò che non si può cambiare malgrado la nostra volontà i nostri desideri. Manca l'accettazione e la consapevolezza dei nostri limiti, dei nostri confini della nostra piccolezza.
    L'ho provato anch'io l'imbuto, lo so quanto è brutto.
    Una poesia che non si aspetta neppure la resurrezione che invece ti auguro con tutto il cuore.
    Buona Pasqua.




    ---
    Monna Jane

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Guevara on Thursday, 24 March 2016 @ 09:05
    Poesia molto intima dove si evince ,non più il dolore dell’abbandono, ma lo smarrimento e le mille inutili domande che ne conseguono. Forse un amore finito ,forse - Chi reggeva il filo dall’altra parte- ha trascinato l’altro in un imbuto da dove gli riesce difficile trovare la via d’uscita .Poesia scritta bene e con giuste metafore ,stonano le immagini dell’ àncora (essa non mi trasmette una visione di salvezza ,ma più di un peso che trascina sul fondo) e – il reliquiario d’ossa- che oltre ad essere troppo abusato in altri scritti , come chiusura , appesantisce troppo la struttura poetica.
    Distinti saluti
    Quirino

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 24 March 2016 @ 13:08
    Nietzsche e Montale parlavano rappresentando un'epoca oppure una generazione,
    la loro crisi è collettiva, per questo interessati e coinvolgenti. Il "Merinismo" che fa
    capolino dalla poesia di Camen è molto, molto novecentesco. Cominciato con il
    romanticismo che metteva i propri sentimenti al centro, la scoperta dell'Io, la
    psicanalisi hanno fatto del Novecento il secolo dell'introspezione. Poesia,
    letteratura, cinema, molto parla della psiche. Un filone da sfruttare,
    ovviamente, e la presenza della Merini (più nei salotti televisivi che nelle antologie,
    a dire il vero) la conferma. La sublimazione della "malattia dell'anima", la
    descrizione della follia hanno fatto il
    loro tempo, secondo me. Infatti la poesia
    contemporanea è pochissimo egocentrica o meglio
    dovrebbe esserlo (capisco che a molti dispiaccia per la poca autobiografica e
    spersonalizzazione che contiene) , proprio perché stilisticamente a
    un'epoca a volte ne sorge una all'esatto opposto, oppure semplicemente un tema
    si è
    esaurito. C'è un'altro aspetto, da me affrontato proprio nella mia ultima poesia: il
    limite del linguaggio, cioè: come posso io sentire ciò che tu senti? se mi dici che
    senti il gusto di mela, sarà esattamente il gusto che sentirò io? È possibile che io
    senta o percepisca esattamente la stessa sensazione? (magari a uno la mela non
    piace...giusto?)
    vedi i limiti descrittivi e l'inutile tentativo di spiegarsi - e non è questione di
    sensibilità - ma di limiti del linguaggio "abbandoni la parola ordinaria" dici nel
    testo, beh questo sarebbe già un primo tentativo che però non hai fatto nel testo.
    Inoltre un'altro aspetto che di deve affrontare in un testo come questo è la
    presunta sincerità (anche tanto sbandierata dall'autrice) Ma essa non è mai tale
    perché nel momento che uno
    soffre, ma soffre veramente, non può nemmeno scrivere. È comunque sempre
    un'alterazione a posteriori. Allora, meglio tacere (lo dico in generale, nulla di
    personale).

    ---
    "Nulla è sicuro, ma scrivi" F. Fortini

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Titta on Friday, 25 March 2016 @ 11:37
    Mi sono chiesta spesso dove si trovano parole come queste, parole atte a descrivere il volo nell'abisso. Abisso che inghiotte tutto tranne uno strenue palpito di sopravvivenza, qui e adesso. Una poesia bellissima, nessun paradosso grazie a te. --- Titta

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: rita iacomino on Sunday, 27 March 2016 @ 12:34
    Ciao Carmen,
    penso che solo chi abbia provato quell'imbuto, magari per
    poco tempo, riesca a comprendere il dolore che si cela nella
    tua intensissima poesia.
    Hai saputo trasmettere bene il grande disagio di un'esistenza
    problematica e densa di disagi.
    Per me, forte e bellissima.
    Rita

    ---


    rita iacomino ---

    www.ritaiacomino.weebly.com



    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Seeker on Sunday, 27 March 2016 @ 12:56
    io credo che qui ci sia del fondo fertile da dove poter
    elaborare qualcosa di più penetrante. Forse è ancora
    presente il "voler controllare" certi moti interiori, a
    volerli razionalizzare. Io non lo so, ho sempre meno
    certezze in fatto di poesia, e dubbi tanti. Mi sembra a
    volte di avere afferrato qualcosa, qualcosa da tenere come
    riferimento, ma alla fine si rivela sempre un'illusione...
    Comunque, ragazzi, noi siamo qui e siamo i testimoni di
    questo tempo e cercare di farlo attraverso dei versi, in
    maniera non banale è alchimia, trasformazione di qualcosa
    in qualcos'altro, cercando di elevare quel qualcosa ad uno
    stato diverso, non dico più elevato perché non sarebbe il
    termine esatto, ma farlo muovere da dove è, liberarlo da se
    stesso.
    bye

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Pale shelter on Sunday, 27 March 2016 @ 22:30
    Una poesia molto personale, almeno così pare, degna del massimo rispetto.
    Non ha la pretesa di giungere leggera, non può averla e a tratti dà l'impressione di essere scritta senza la distanza che occorrerebbe per rendere con lucidità in poesia certe sensazioni.
    Raggiunge senz'altro il massimo della sua incisività nella strofa finale.
    Un saluto.

    Franco

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Lorens on Monday, 28 March 2016 @ 00:25
    ... bellissima lirica di forte personalità alla ricerca
    dell'identità perduta ...

    La vita è dura, tutto è difficile, anche l'amore è odio
    quando fugge via. Ma occorre mantenere i nervi saldi. Imbuti
    e cecità apparente non aiutano, risorgere è d'obbligo.

    Incisive le descrizioni in chiusa dei versi.

    Tutta la poesia è vibrante e comprensibile.

    Contenuto allo specchio tra un "io" sofferente e il
    circondario di umanità che si gira dall'altra parte o dice
    di "no".

    Solitudine, sofferenza interiore, ricerca spasmodica della
    speranza, ma anche desiderio di vivere e lottare, emergono
    come elementi d'importanza risolutiva, in questa poesia che
    illumina, poi ritorna al buio dell'angoscia come vitale
    inquietudine lontana dal vivere in serenità.

    Dedica:

    ...Ignota inquietudine di origine incerta
    trasformi la pace di un animo fragile
    in guerra cruenta di muti tormenti
    dov'è l'orizzonte di eventi più certi?

    In torbide acque di miasmi ribelli
    tu celi alla vita di sempre nemica
    la dolce realtà di autentiche forme

    Afferra
    Oh'fanciulla
    di gioie represse
    la cara delizia dell'esser felice...

    Voti da (1 : 10)
    incipit = (7)
    musicalità = "amarsi un po'" Lucio Battisti (10)
    fantasia = ben connessa al proprio sentire (7)
    verso = libero (7)
    contenuto = quando la sofferenza è vita difficile (7)
    messaggio = emozioni dell'animo (7)
    scrittura =
    narrativa =
    emozionalità = si evince in profondità (8)
    interesse = personale introspettivo vitale (7)

    ciao
    Lorens




    ---
    Lorens

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Francob on Tuesday, 29 March 2016 @ 13:32
    Siamo tutti in cammino verso l'abisso. Chi corre ci arriva prima. Chi cammina o va
    piano, non va lontano, ma va anche lui verso l'abisso. Tu mi dici che degli altri non
    te ne importa un fico secco. E proprio qui sta la differenza; quella che porta alla
    disperazione.

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: luciano tarasco on Monday, 04 April 2016 @ 18:47
    guarda, forse se ti dai all'ippica avresti qualche possibilità in più. --- Se trasali, prima o poi devi trascendere...

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Dema on Monday, 04 April 2016 @ 22:41
    L'inconsapevolezza della realtà. Il vortice immaginario di sensazioni che sembrano inghiottirci, risucchiarci in follie che spiegano il perché del niente. Folle pensiero, folle ricerca di se stessi aggrappati a scivoli vorticosamente ruotanti, mulinelli di vita e di speranze. La vita, attesa infinita nella ricerca di un'intuizione che possa disilluderci. Ancorati a fili che non si spezzano ma che vengono lasciati cadere a terra da chi non riesce a ruotare con noi. Da chi non è in grado di ruotare con noi. Paolo

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: telemaco on Friday, 15 April 2016 @ 23:12
    Per certi versi ha tutte le caratteristiche di quello che dovrebbe essere una poesia, uno strumento, un utensile che ci sbatte in faccia una situazione, e poi ci aiuta a viverla. si vede una pallina che si agita in una bottiglia, trasparente, da questa trasparenza si vede la vita del mondo, i limiti sono di vetro, trasparenti e quindi forse sono immaginari. Peccato che la parola ordinaria non sia stata in realtà abbandonata, questo avrebbe potuto essere un grimaldello, un cavatappi per sturare la bottiglia.

    ---
    telemaco

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: franca canapini on Saturday, 16 April 2016 @ 12:53
    Ciao Carmen! L'ho letta ripetutamente durante i giorni di Pasqua, senza mai
    riuscire a lasciare un commento. "Tutto qui?" avrei voluto dire con J e questo
    perché avevo letto frasi riguardanti la depressione molto più intense della poesia
    proposta nei tuoi commenti. Poi l'avevo anche potata, lasciando i versi che mi
    sembravano più belli e incisivi. Poi... ho pensato che ti saresti offesa se li copiavo
    nel commento. Oggi l'ho riletta però il mio sentire non cambia: c'è qualcosa di
    molto buono e qualcosa che toglierei...vedi tu!

    franca

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: A.Sal.One on Sunday, 12 June 2016 @ 12:08

    Bene, la poesia c'e`
    ed e` moderna, purtroppo
    c'e` pure un po` di zavorra
    che credo derivi da un certo
    modo di fare poesia del piu`
    recente passato (anni 80, 90).

    Allora ti dico subito di cambiare
    il titolo (di sicuro anni 80) e
    di eliminare l'ultima strofa
    che e` ancora del tutto radicata in una
    forma di poetichese troppo evidente.

    Rimane tuttavia un bel testo che
    necessita di essere ridotto e
    reso piu` incisivo. E qui bisogna usare
    a volte il rasoio, a volte il bisturi.

    Forse faccio prima a mostrarti come
    la vedo io e ti spieghero` pure il perche`
    per ogni piccola o grande operazione effettuata.

    Titolo: "La mosca" (moderno e relazionato al testo)
    inoltre e` pure spiazzante nella sua metaforicita`.

    Testo: (vedi sotto)

    I strofa:
    "Accade che ti ritrovi in un imbuto
    d’improvviso in cattività
    nulla davanti, nulla di dietro:
    (ho tolto "a te" perche` e` ridondante,
    ho aggiunto "di" per innalzare il tono poetico.
    Ho risistemato la strofa togliendo anche
    i doppi spazi che rendevano il tutto abbastanza
    noioso. Eliminate anche i due versi seguenti
    perche` sono sia deduttivi, quanto didascalici.)
    prospettiva sconvolgente
    di cose in lontananza."(fine prima strofa)
    Eliminati anche i tre versi che seguono
    (anche qui il punto di domanda rende il testo
    didascalico: troppa informazione di cui
    il lettore non ha bisogno)

    II strofa: (la piu` bella)

    "Abbandoni la parola ordinaria
    né come prima ti giungono i gesti
    e’ tutto un ruotare pazzo
    in un frastornato silenzio.
    Dirigi il pensiero
    all’attesa che ti salva
    che`, a volte, l’intuizione schiude
    illusorie novità e l'inganno."
    (Qui sopra ho apportato solo minuti
    cambiamenti con l'intento di agevolare
    la fluidita` del testo)

    III strofa:

    "E trovi una risposta
    nella sequenza insensata dei no:
    il tic della testa di quel tipo
    alla stazione. (ho cambiato "un" con
    "quel" per focalizzare l'immagine.
    Ovviamente "quel" definisce una persona
    che hai visto tu come autrice e rende
    un effetto piu` immediato con cui il
    lettore puo` immaginare di vedere
    anch'egli un qualcuno tra le immagini
    del proprio passato. S'instaura cosi`
    un rapporto empatico con il lettore, proprio
    in un momento di alta tensione espressiva
    lungo il testo) (la III strofa continua)
    Chi ti reggeva il filo dall’altra parte
    se n’è andato e ora sei un atomo smarrito
    un insetto impazzito sotto un bicchiere."
    (quest'ultimo verso rifa` il titolo e lo
    giustifica)

    "Ascolti l’orologio che ti schiaccia."
    (La poesia finisce in monoverso).

    La ripropongo senza le mie "noiose"
    spiegazioni: "La mosca"

    "Accade che ti ritrovi in un imbuto
    d’improvviso in cattività
    nulla davanti, nulla di dietro:
    prospettiva sconvolgente
    di cose in lontananza.

    Abbandoni la parola ordinaria
    né come prima ti giungono i gesti
    e’ tutto un ruotare pazzo
    in un frastornato silenzio.
    Dirigi il pensiero
    all’attesa che ti salva
    che`, a volte, l’intuizione schiude
    illusorie novità e l'inganno.

    E trovi una risposta
    nella sequenza insensata dei no:
    il tic della testa di quel tipo
    alla stazione.
    Chi ti reggeva il filo dall’altra parte
    se n’è andato e ora sei un atomo smarrito
    un insetto impazzito sotto un bicchiere.

    Ascolti l’orologio che ti schiaccia.

    Ovviamente potresti cambiare anche qualche
    parola qua e la` per sintonizzare il tono
    poetico.

    Cordialita`.




    ---
    Il piu`sublime lavoro della poesia e`
    alle cose insensate dare senso e passione
    (Giambattista Vico)

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: machereo on Wednesday, 13 July 2016 @ 19:41
    Sono andato a cercare e leggere un tuo inserimento ed ho trovato Abisso, proposta molto personale ed intima che rende ben chiaro il motivo che anima i tuoi commenti.
    Nella situazione in cui ti trovi deve essere veramente difficile conservare la serenità e dare giudizi sui sentimenti degli altri: ci hai provato ma le poesie altrui ti sono servite solo per sfogare le tue frustrazioni e non hai certo badato al linguaggio.
    Questa tua esprime,certo,dolore ma mi astengo da ogni giudizio sulla poesia,che non trovo. Alla prossima.
    Spero che tu risolva i tuoi conflitti.

    ---
    machereo

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: tendre on Wednesday, 13 July 2016 @ 20:17
    Ah mi ero persa questa chicca di Carmen!

    Tagliente come una lama questo abisso.
    Ma la parte migliore sta tutta nell'ultima strofa.

    Bacioni,

    ---
    tendre

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: giovanni67 on Monday, 01 August 2016 @ 12:20
    Un testo che mi coinvolge particolarmente
    la narrazione poetica dello stato d'animo di chi ha subito un distacco insostenibile,
    un improvviso vuoto che impietosamente distrugge quel che è rimasto...davanti, dietro ovunque

    bella la strofa:
    "Abbandoni la parola ordinaria
    né come prima ti giungono i gesti.
    E’ tutto un ruotare pazzo
    in un frastornato silenzio."

    alla prossima


    ---
    GIOVANNI67

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: scoriaindustrial on Tuesday, 13 September 2016 @ 17:17
    Eccoti "scritta a te" Carmen. Ho commentato diversi a
    ritroso qua dentro, ma te che aspettavi il mio commento
    per pubblicare un'altra poesia, ancora non ci ero
    arrivato. Sti cazz.....ora che arrivo a marzo è di nuovo
    primavera!
    Ah, prima di tutto grazie di avermi fatto notare che è
    "uno
    pseudo vate" e non "un pseudo vate", ma se proprio
    dobbiamo sottilizzare ti dirò che non ci vuole neppure il
    trattino e ti dirò che pure che avevo scritto un VATE e
    che poi ho aggiunto aggettivo e trattino subito dopo per
    differenziarlo dall'altro VATE che predeva, scordandomi
    dell'articolo e ti dirò anche che oltre a quella ci sono
    tantissime altre imprecisioni in tutti i miei commenti,
    semplicemente perché non li rileggo mai.
    Già è tanto il tempo che dedico qua, quando ci sono,
    figuriamoci se mi rimetto a leggere tutto...ma siccome
    non vogliamo sottilizzare, veniamo alla tua splendida
    cagata!!!!:-)!!
    Intanto devo dire che mi aspettavo un po' peggio, ma che
    ancora non ci siamo. Vedi c'è molta gente che fa
    benissimo poesia raccontata, poesia narrativa,non
    parliamo poi di "psico-poesia"....ma questa non sei tu.
    Già se il tema centrale è un abbandono che porta
    nell'abisso della disperazione è piatta, figuriamoci se
    avesse le pretese di parlare di principi di follia,
    disagi mentali....etc., etc. è troppo detta
    esplicitamente, troppo "imboccata", così' come piace a te
    altrimenti si sconquassa il neurone, cade in retorica.
    Credimi, avrei davvero voluto leggere qualcos'altro di
    tuo che mi facesse dire "bella però" e facesse pensare
    esplicitamente che questo non è un commento per
    "ripicca". Ed infatti non lo è. E' un commento sincero,
    come, penso, tutti quelli che faccio qua. Se avessi
    scritto una bella poesia te lo avrei detto, credimi.

    ---
    "Il buio che si spegne è pura schizofrenia d'ombra" | scoriandustriale

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Donato Desiderat on Tuesday, 06 December 2016 @ 17:27
    Un testo sullo smarrimento del sé. Ma un
    testo assai poco smarrito. Un titolo così
    poco abissale. Uno svolgimento in
    superficie. Il poco è detto. Un andare a
    capo casuale. Zero
    ritmo spenta melodia, nel precisare che
    non
    c'è risentimento ma solo un piacevole
    sorriso di disinteresse.

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: gianna.curto on Wednesday, 07 December 2016 @ 14:56
    "un insetto impazzito sotto un bicchiere." Mi dispiace che non vivi un momento di serenità,non sei riuscita a farti regalare una stella neanche dalla dolce Armida , conosciuta come la diapensatrice di stelle. Questo non ti autorizza a spruzzare schizzi velenosi sugli altri,ti piaccia o no quello che scrivono. Ti auguro BUON Natale e ti regalo una stella che illumini" l'abisso" vero o poetico nel quale vivi ---* --- Gianna

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Lisa on Wednesday, 08 February 2017 @ 09:14

    Ciao Carmen

    se dovessi usare il tuo metro di misura, direi che le immagini che hai usato oltre ad essere troppe, come dice Oletra, non sono nemmeno originali. In particolare non lo è l'immagine dell'imbuto che ritroviamo in tante poesie e quadri.
    Se ciò che tu hai scritto non fosse postato nelle poesie direi che è una riflessione anche se, a mio parere, troppo costruita, per sembrare sincera.
    Si capisce che parli di depressione ma, secondo me, non c'era bisogno di essere così ricercati.

    Sono sempre molto sincera quando commento e ti dirò che stavolta la tua poesia non mi è piaciuta anche se si percepisce la sofferenza che sotto si cela.

    Per il sentimento:



    Un caro saluto

    ---
    "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"
    (Antoine-Laurent de Lavoiser)
    Lisa

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Iverson on Wednesday, 08 February 2017 @ 10:11
    Piaciuta --- iverson

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Auron on Sunday, 19 February 2017 @ 21:41
    Davvero molto, molto bella. "Ascolti l’orologio che schiaccia il reliquiario d’ossa della tua vita." Auron

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: indio on Wednesday, 22 February 2017 @ 12:16
    ...mi è piaciuto leggerti e mi è piaciuto leggere i tanti commenti.
    questi ultimi servono sempre per poter inquadrare certi personaggi...

    la tua poesia mi garba parecchio ed è strano che non sia passato prima a commentarla. evidentemente mi è sfuggita!

    bella
    rende bene l'idea
    e ti propongo tre piccole varianti-cambiamenti:

    la prima
    toglierei "in un frastornato silenzio"

    la seconda
    toglierei la d di ed "E ora sei un atomo smarrito"

    la terza
    cambierei così
    un insetto impazzito dentro un bicchiere capovolto.

    dentro implica un senso di costrizione
    capovolto rafforza in qualche modo quel senso di abisso
    e offre la giusta immagine di quello che secondo me intendevi dire

    ...aspettando la tua prossima.







    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: percefal on Thursday, 23 March 2017 @ 16:50
    Un eden assai profondo, specchio circolare retrovisore, che rinvia silhouette adamitiche del sì, il filo almeno tiene.
    Carmen P. (settembre 2014)Per dirla con parole tue: cosa ti eri fumata?

    ---
    «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Lucilla on Sunday, 09 April 2017 @ 23:34
    Il tu generico parla di tutti e non parla di nessuno e questa, più che una poesia, è uno sfogo o brufoletto come diceva una persona di mia conoscenza.

    ---
    Nel passaggio stretto della vita c’è una possibilità: la bellezza che va oltre il male, oltre la fine - ingiusta - della vita stessa.
    ( Wislawa Szymborska )

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: aiupo on Saturday, 20 May 2017 @ 23:54
    Che brutta poesia, se si può usare la parola poesia...

    ---
    aiupo

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Bruno Mario on Tuesday, 29 August 2017 @ 14:30
    Molto bella. Ora un prato verde...coi suoi fiori multicolori. Mario --- junior

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: rondone on Sunday, 05 November 2017 @ 12:48
    una pena in assoluto

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: Sabina on Friday, 17 November 2017 @ 00:39
    "abisso" è sostantivo forte

    ---
    Nuba

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: spiarmy on Wednesday, 29 November 2017 @ 19:37
    Ciao Carmen. Credo di averla già letta e commentata in quegli anni questa tua. Se così, mi piacque allora e mi piace adesso.
    Se nuova, invece, spero che quel dolore non sia più tale. La poesia è tristemente bella.

    [ ]

    Abisso
    Contributo di: frank69 on Thursday, 30 November 2017 @ 14:06


    Avessi usato la seconda persona forse avresti mostrato più esplicitamente il ruolo
    dei tuoi sentimenti in quell’abisso in cui si è obbligati a guardare dalla ragione,
    che rende ineluttabile la realtà. Al di là della terminologia il messaggio è trasparente.
    Con stima.

    [ ]

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