Du Fu

Monday, 15 February 2016 @ 13:00

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Du Fu

Nella seconda metà degli anni settanta, all’università di Milano, conobbi un anziano
professore cinese che lavorava nel laboratorio dove svolgevo la mia tesi, aveva la tipica
gentilezza affettata orientale e, cosa che trovavo curiosa, indossava sempre la divisa maoista.
Con il tempo siamo entrati in una certa confidenza e avevo trovato il coraggio di mostrargli i
miei primi tentativi di traduzione dei poeti Tang, in particolare Li Bai e Wang Wei.
Mi diceva sempre che, secondo lui, il maggior poeta cinese era invece Du Fu. Io pensavo,
perché Du Fu?, con le sue poesie di guerra, le geografie dei viaggi, le geremiadi, ..mi piacevano
molto di più Li Bai con le sue raffinate atmosfere o Wang Wei con i suoni del vuoto sulle vuote
montagne.
Adesso che sono vecchio, invece, penso anch’io che sia Du Fu il più grande tra i poeti
non solo dell’epoca Tang, ma di tutta la storia della Cina.

Rileggo dunque, dopo tanti anni Du Fu (杜甫) come se fosse un poeta contemporaneo, la sua
scrittura non si avvolge aggrovigliandosi come un lungo filo di parole, sembra anzi esprimersi
con una sequenza visuale che nega addirittura la concatenazione verbale nello scorrere della
lingua.

Nasce nel 712 dc nello Henan, da una famiglia di cortigiani di basso rango.
non superò mai gli esami imperiali 科舉T, kējǔ , che vinse invece Li Bai, e nei quali Wang Wei arrivò
addirittura primo.
Le sue bocciature lo costrinsero per tutta la vita ad incarichi considerati di basso livello.

Forse fu proprio questo ciò che gli diede una posizione di osservazione privilegiata, proprio nel punto di
frattura tra i privilegiati personaggi della corte e il resto della sfortunata popolazione cinese.

Visse durante la rivolta di Lan Lushan, una guerra civile che sterminò la popolazione cinese,
abbassandola da cinquanta milioni a diciannove, la sua vita fu un continuo viaggio, per fuggire le
situazioni di guerra e di fame, e per ricoprire gli incarichi che gli venivano via via assegnati,
muore nel 770 dc mentre attraversa un fiume con un traghetto.

Du Fu non fu amato dai contemporanei sebbene il suo stile sia impeccabile dal punto di vista
tecnico, forse perché osservò una realtà che nessuno avrebbe voluto vedere.

Volevo presentarvi una mia traduzione di alcune sue poesie, adotto un metodo che ho
imparato anni fa leggendo un saggio del poeta americano Kenneth Rexroth, in pratica si
costruisce una matrice col significato dei caratteri nelle varie accezioni, sopra la quale
si applica la grammatica, da ultimo la trasposizione del verso nella lingua di arrivo.
Dato che la mia conoscenza della lingua cinese è limitata ho confrontato la mia traduzione con
quella di altri tre autori, Laijon Liu , A.Z. Foremann e Hugh Grigg , che usano lo stesso
metodo, questo, non tanto per leggere la traduzione finale
quanto per confrontare la matrice dei caratteri.
Le traduzioni sono sempre insoddisfacenti, cercano sempre di esprimere un concetto
nelle forme tipicamente occidentali. Ad esempio, un verso di Du Fu dice che “l’intestino
brucia”, per i cinesi l’intestino è la sede delle passioni, come per noi lo è il cuore, mentre
quest’ultimo è la sede del pensiero, come da noi il cervello. Lajion Liu che è cinese, nella
matrice riporta correttamente intestino, che poi traduce con cuore. Sopra la matrice spesso si
costruiscono parole che non sono scritte.
Questa situazione a volte è inevitabile, perché il cinese classico usa uno stile di “imprecisione
voluta”, non vengono volutamente usate le particelle del discorso che aggiungono precisione,
ma nello stesso tempo distruggono la metrica della poesia.
Tanto, i lettori contemporanei sapevano bene cosa aggiungere e dove parava il discorso.
Nelle altre lingue bisogna trovare un bandolo che è pressoché inventato, per non lasciare la
poesia composta da vocaboli isolati.
Da parte mia ho cercato di mantenere le parole originale e la laconicità dei versi mantenendomi
il più possibile fedele alla matrice dei caratteri.

Se la mia conoscenza del cinese è limitata, quella del cinese classico è ridotta a poche decine di
caratteri, sono quindi ricorso ad un software per transcodificare i caratteri classici in quelli
semplificati (cioè quelli correnti nella repubblica popolare cinese dopo la riforma della lingua
di Mo Zedong del 1952), altrimenti non sarei nemmeno riuscito a cercarli sul vocabolario.
Dopo la traduzione riporto però i caratteri classici originali, dei quali si può osservare la
complessità e la bellezza.

Di Du Fu presento due tipi di composizioni, quello con versi liberi detto Ci e quello con
rigoroso sistema metrico, la poesia Jintishi, considero il caso del verso a cinque caratteri, il più
semplice e più classico per alcune considerazioni metriche.

La metrica si può dire che è tridimensionale.

Una prima dimensione è grafica e grammaticale.
Il verso è suddiviso in distici, ogni verso è composto da una prima parte di due caratteri, e una
seconda parte di tre che specifica meglio la parte precedente.
Per ogni distico i primi due caratteri devono avere lo stesso valore grammaticale.

Nella prima poesia, che prendo ad esempio:

此道 (questa, strada) del primo verso
西郊 (ovest, periferia) del secondo verso

In ogni elemento del distico c’è un indicatore di luogo seguito da un nome.

La seconda dimensione è la rima, a partire dal secondo verso c’è la rima obbligatoria alternata.

La terza dimensione più difficile da apprezzare per noi che non abbiamo una lingua tonale, è
appunto l’aspetto armonico dei toni.

Dal punto di vista metrico si distinguono due toni (il cinese ne ha 4),
PING che corrisponde al primo e al secondo tono.
ZHI corrisponde agli altri due toni.

Per dare un’idea del substrato armonico chiamo con un’onomatopea BOOM il PING e BIM lo
ZHI.
Leggendo i bim e i boom si può avere un’ idea dell’effetto ritmico e armonico.
Si deve sapere anche che questa poesia è fatta per essere cantata.

Aggiungo inoltre pochissime note linguistiche alle poesie quando lo ritengo interessante.
Per la prima poesia riporto anche i caratteri semplificati, per mostrare la differenza tra le due
scritture, la scrittura pinyin per i suoni, e i bim boom per l’armonia tonale, il segno ® indica la
rima obbligatoria.


Porta della luce dorata

Per questa strada arrivai dalla terra nemica
posta ai confini dell’occidente
dove comandano i barbari
e ci feriscono ancora con tutto l’ orrore

Una risposta dovrà pur essere data
alle tante anime ancora là, i non richiamati.

Ora, sono obbligato a ritornare per la stessa strada, nella stessa città
da un’ altrettanto barbara decisione.

Sono senza talento
e ogni giorno
divento sempre più debole e vecchio

Lasciatemi trattenere per un attimo il cavallo
Lasciatemi guardare indietro alle mie mille porte ormai chiuse.


Du Fu riuscì a far fuggire la famiglia dalla capitale Chang’an in mano ai ribelli, per
raggiungere l’imperatore fuggito a Fengxian. Venne catturato,e fu costretto a rimanere a
Chang’an, insieme ai non richiamati, quelli abbandonati dall’imperatore.
Dopo un anno riuscì comunque a fuggire e a raggiungere la famiglia e l’imperatore.
Ma venne esiliato di nuovo a Chang’an riconquistata, con un incarico di basso livello.


金光門 金光门 jīn guāng mén

此道昔歸順 此道昔归顺 Cǐ dào xī guī shùn bim bim bim boom bim
西郊胡正繁 西郊胡正繁 Xi jiāo hú zhèng fán boom boom boom bim boom®
至今殘破膽 至今残破胆 Zhì jīn cán pò dǎn bim boom boom bim bim
應有未招魂 应有未招魂 Yīong yǒu wèi zhāo hún boom bim bim boom boom®
近得歸京邑 近得归京邑 Jìn dé guī jīng yì bim bim boom boom bim
移官豈至尊 移官岂至尊 Yí guān qǐ zhì zūn boom boom bim bim boom®
無才日衰老 无才日衰老 Wú cái rì shuāi lǎo boom boom bim boom bim
駐馬望千門 驻马望千门 Zhù mǎ wàng qiān mén bim bim bim boom boom®


Sguardo di primavera

Gli imperi crollano, i monti e i fiumi restano
nelle città distrutte, in primavera crescono alte erbe ed alberi
i fiori schizzano lacrime
odio le separazioni, sono uccelli spaventati che allarmano il mio cuore
le fiamme della guerra ci hanno accompagnato per tre mesi
per una notizia della mia famiglia darei diecimila denari
ho i capelli bianchi e spuntati, la testa graffiata
porta uno sciocco desiderio
e non sopporta più spilla e capelli


國 guó, la nazione, 中國 zhōng guó, la Cina, la nazione di mezzo.
Uso il plurale imperi per seguire il plurale di monti e fiumi sottinteso.
Non portare la spilla o il pettine nei capelli è segno di tristezza, non di trascuratezza.


春望

國破山河在
城春草木深
感時花濺淚
感時花濺淚
恨別鳥驚心
烽火連三月
家書抵萬金
白頭搔更短


Gabbiano

Sulla riva del fiume il gabbiano canta nel freddo
non ha altri luoghi, basta a sé
rifiuta, riflette, rovescia ostile la giada degli onori con le penne delle ali
inseguendo un desiderio d’amore, un germoglio, un cucciolo
in cambio ha neve e buio e scrosci per bagnarsi
Il vento cresce, sale al centro della tempesta
dove solo pochi sanno l’oceano cosi dall’alto
e si sente trasparente ombra, riflessa al sole di urla solitarie e desolate.


Il gabbiano mi appare come l’archetipo dell’albatros di Baudelaire, sceglie la libertà è può
volare sopra le nubi, oltre la tempesta, questa libertà la paga con il canto freddo della solitudine
e le sue urla desolate, sarebbe già qualcosa se ci fosse qualcuno a sbeffeggiarlo sulla plancia
della nave.




江浦寒鸥戏
无他亦自饶
却思翻玉羽
随意点春苗
雪暗还须浴
風生一任飄
群沧海上
清影日萧萧


La neve in faccia

Piangono i nuovi spettri nati dalla battaglia
io vecchio e solo, in ansia, gemo con loro
disordinate nuvole basse cadono sul tramonto
ansiosa anche tu neve, balli e turbini nel vento
getto la mia tazza di legno non più verde
nella stufa rossa come il fuoco
tutte le comunicazioni sono interrotte
angosciato mi siedo
e scrivo con la massima precisione un libro illeggibile.


书 shū, significa scrivere , ma anche libro, alcuni autori considerano il carattere come “libro”, e
sottintendono “leggere”, io preferisco leggere “ scrivere” e sottintendo “libro”, il libro sarebbe
空 kong , vuoto, il vuoto cosmico buddista, ma anche “invano”, e illeggibile.


对雪

战哭多新鬼
愁吟独老翁
乱云低薄暮
急雪舞回风
瓢弃尊无绿
炉存火似红
数州消息断
愁坐正书空


Ai confini del cielo penso a Li Bai

Sale un vento freddo ai confini del cielo.
Mi chiedo quali sono le tue ragioni da uomo nobile
e quando arriverà l’oca selvatica
se c’è un autunno così, d’acqua in grande quantità.
Scrivere bene porta sfortuna.
I demoni ridono della nostra sconfitta.
Perché non affrontiamo assieme le offese che fanno alla lingua 語
Gettando in regalo un poema al fiume Mi Lo?


Il riferimento degli ultimo versi è al poeta Quy Yuan del 200 dc, che si gettò nel fiume Mi Lo
perché le sue opere e i suoi consigli erano completamente ignorati.
Du Fu saggiamente preferisce gettarvi un poema piuttosto che sé stesso.
Quella con Li Bai, poeta e funzionario di alto rango è un’amicizia a senso unico,
Du Fu ammirava Li Bai, ma non sembra che fosse a sua volta molto considerato.


天末懷李白

涼風起天末
君子意如何
鴻雁幾時到
江湖秋水多
文章憎命達
魑魅喜人過
應共冤魂語
投詩贈汨羅


File di carri da guerra

I carri da guerra rombano
I cavalli lugubri nitriscono

Ci sono file di servi con archi e frecce alla vita.
I padri, le madri, le mogli e i bambini li guardano passare
tra la polvere sporca, che non lascia più intravvedere nemmeno il ponte Xianyang.
Trascinano i vestiti, battono i piedi, ostruiscono la strada e piangono.
Piangono e quel suono sale invano al cielo.
Sul ciglio della via tutti li chiamano.
Per i servi essere marchiati per la guerra è cosa abituale.
Alcuni a soli quindici anni vengono mandati a nord a guardia del fiume
Se arriveranno a quarant’anni coltiveranno i campi militari dell’ovest.
Sono così giovani che il capo villaggio li deve aiutare ad aggiustarsi le bende in testa.
Se torneranno avranno le teste imbiancate dal presidiare la frontiera.
Gli avamposti gettano fiumi di sangue che formano oceani
perché l’imperatore di Wu vuole ancora infrangere le frontiere.
Il sovrano non sente la voce della Cina oltre i monti, a est dalle duecento prefetture,
nei mille villaggi 村落 nei diecimila luoghi dimenticati, nascono ovunque spine.
Sono rimaste le mogli a impugnare la zappa e l’aratro.
il riso cresce nei campi senza oriente né occidente.
come i soldati Quin che non sopportano più una guerra furibonda
e sono trattati non diversamente dai cani e dalle galline.
Il signore dovrebbe interrogarsi
sull’odio che un padre di famiglia forzato a militare osa manifestare.
Adesso che è inverno
non viene dato il cambio alle guarnigioni di Guanxi
ma il gabelliere con violenza esige le tasse
ma le tasse da dove possono uscire?
Davvero, oggi dar vita a un figlio maschio è una maledizione.
Al contrario è buono nascere femmina
Una figlia si può dare in sposa al vicino.
Un figlio finirà insepolto tra le cento erbe.
Il signore non ha ancora visto le spiagge di Qinghai
Le vecchie cose bianche che nessuno raccoglie sono ossa.
I nuovi spiriti sono già stanchi di essere oppressi e i vecchi spiriti piangono.
Dal cielo nero la pioggia ne bagna le voci, che diventano fruscii, sussurri, sommessi pigolii.
行人 persone in fila, alcuni traducono con coscritti, potrebbe essere fanti, io preferisco servi.
东西 senza oriente né occidente, senza ordine, un mondo alla rovescia dove perfino 生女好
”nascere donna è buono” , si noti il gioco dei caratteri, 女 “donna” che entra anche nella
composizione di “buono”, in effetti nella Cina classica nascere donna era una sfortuna.
Il riferimento alla dinastia Wu, una mitica età dell’oro, e alla dinastia Quin, è fatto per non
rivolgere esplicitamente le critiche all’attuale imperatore.
.

兵車行

車轔轔
馬蕭蕭

行人弓箭各在腰
爺孃妻子走相送
塵埃不見咸陽橋
牽衣頓足攔道哭
哭聲直上干雲霄
道旁過者問行人
行人但云點行頻
或從十五北防河
便至四十西營田
去時里正與裹頭
歸來頭白還戍邊
邊亭流血成海水
武皇開邊意未已
君不聞漢家山東二百州
千村萬落生荊杞
縱有健婦把鋤犁
禾生隴畝無東西
況復秦兵耐苦戰
被驅不異犬與雞
長者雖有問
役夫敢申恨
且如今年冬
未休關西卒
縣官急索租
租稅從何出
信知生男惡
反是生女好
生女猶得嫁比鄰
生男埋沒隨百草
君不見青海頭
古來白骨無人收
新鬼煩冤舊鬼哭
天陰雨濕聲啾啾


Bella donna

Unica fra I contemporanei a possedere la bellezza
in silenzio esisti in questa valle vuota
figlia di buona famiglia
nella sfortuna la tua vita si conforma ora all’erba e agli alberi
in questo tempo critico, al centro del disordine
soffri per i fratelli uccisi
non ti è permesso di raccoglierne le ossa
perché nel mondo ogni sentimento è cessato
ogni cosa ci trasmette il senso di un lume tremolante di candela
come il tuo frivolo marito
ora ha una nuova sposa, giovane e splendida come giada
anche la mimosa sa quand’è il tempo di chiudersi
e l’anatra mandarina non passa mai la notte sola
io vedo solo la nuova donna ridere
la sposa del passato piange
ci sono sui monti acque trasparenti
che cadendo dalle montagne diventano fangose
la domestica ritorna dalla vendita delle tue perle
mentre tu cogli i fiori senza inserirli nei capelli
raccogli rami di cipresso per riempire le mani giunte
nel cielo freddo le maniche color smeraldo sono così sottili
e il sole al tramonto si appoggia sulla cima dei bambù.


佳人

絕代有佳人
幽居在空谷
自云良家子
零落依草木
關中昔喪亂
兄弟遭殺戮
官高何足論
不得收骨肉
世情惡衰歇
萬事隨轉燭
夫婿輕薄兒
新人美如玉
合昏尚知時
鴛鴦不獨宿
但見新人笑
那聞舊人哭
在山泉水清
出山泉水濁
侍婢賣珠迴
牽蘿補茅屋
摘花不插髮
采柏動盈掬
天寒翠袖薄
日暮倚修竹


Sulla via di Fengxian canto cinquecento caratteri

Sono un uomo qualunque
indosso vesti delle mie colline.
Sono vecchio e sempre più stupido
anche se consento ancora al mio corpo qualche sua follia
vorrei rubacchiare come gli altri funzionari
ma stranamente non mi ricevono più a corte.
Incanutisco, ma la mia mano lavorerà ancora
finché il coperchio di un sepolcro, com’è normale, cesserà l’ufficio.
Le mie aspirazioni vengono spesso incrinate
sarà un anno triste per la maggioranza di noi
e il mio intestino sospira e arde.
Gli altri letterati mi deridono
ma il mio canto si spande sempre più intenso.
Ho attraversato fiumi e mari
solitario, mi accompagnano tramonti e chiari di luna.
Ho dedicato la vita all’imperatore
ma non sopporto i compromessi segreti del successo.
Oggi la corte ha molte voci come strumenti musicali
ma mancano i pilastri.
Il girasole inclina verso il sole
questo sostanziale carattere non può essere cancellato.
Non voglio essere come i vermi e le formiche
che si sforzano nel loro buco di pensare solo a sé
trascurano di ammirare la bellezza della grande balena
che salta e sprofonda nel mare.
Ho compreso le ragioni della mia vita
che sollecita solo umiliazioni e affari aridi.
Per ora si sta in piedi
mi trattengo dal diventare polvere
morirò col rimorso di non essere un eremita.
Ma sono incapace di cambiare:

Amo bere per ottenere la gioia
e la poesia per limitare la tristezza.

Sono un tramonto che lascia cento erbe appassite
un vento forte che sgretola la cima delle colline.
Oggi il cielo è nuvoloso e ripido
come uno straniero nella notte vado al centro della Cina.
La brina fredda rompe la cintura del mio vestito
Il mio dito gelato non può più indicare.
Prima dell’alba supererò le montagne
il trono imperiale è sul loro arcobaleno.
Un luogo fantastico, il gelo riempie il cielo vuoto.
Solennemente scendo a valle per scivolosi dirupi
nella testa laghi profumati da paradisi caldi.
Ecco le guardie imperiali in attesa di nuovi conflitti.
E i cortigiani che si divertono lieti.
La musica scuote l’anima come il terremoto le montagne.
Solo ai più alti funzionari è concesso bagnarsi nelle terme
ai banchetti le giacche corte non sono ammesse.
Si distribuisce, secondo il rango, la seta rossa
da portare alle donne con le case calde
i loro mariti picchiano i domestici
e si riuniscono per imporre tributi alle città distrutte.
Se il saggio porge un canestro di grazie
riempito col desiderio che la nazione rimanga viva
e se il cortigiano riuscisse a cogliere questa ragione
credi che il monarca spargerebbe ancora la sua seta?
Molta gente riempie la corte
quelli benevolenti tremano.
Senti i piatti d’oro
custoditi nei locali delle concubine .
Al centro della casa danzano come fossero immortali.
Il fumo inganna sulla giada della loro pelle.
Agli ospiti pellicce di martore e sorci per restare caldi.
Le tristi musiche scacciano quelle belle.
Si raccomandano all’ospite zuppe esotiche (che arrivano con i cammelli)
la brina arancione copre la fragranza del mandarino
nei magazzini vino rosso e carne sono ammassati fino a imputridire.

Fuori nelle strade ci sono gelo, morte e scheletri
La gloria sfiorisce molto vicino, dove il mondo è diverso.
Mi sconsolo a narrare ancora disgrazie.
Vado a nord in direzione dei fiumi Jing e Wei
ma le guardie mi fanno cambiare strada.
Una massa d’acqua scende da occidente
dai picchi più alti il mio occhio torreggia.
Mi sembra di essere a Kong Dong
Temo di toccare il pilastro del cielo con la mano.
Per fortuna il ponte sul fiume c’è ancora
la pertica si rompe con un suono che sembra il lamento d’un animale
ci aiutiamo reciprocamente nel passaggio
del vasto fiume che dobbiamo attraversare.
Mia moglie è al sicuro a Feng Xian
siamo dieci bocche separate dalla tempesta.
Come ho potuto non averne cura per così tanto tempo?
Vado con loro a condividere fame e sete.
Ho imparato a riconoscere i lamenti.
Il mio figlio più piccolo è morto di fame.
Cerco di non abbandonarmi al dolore
e di non piangere.
Ho il rimorso di non essere un buon padre
perché non ho cibo da portare a casa.
Non sapevo che in autunno c’è il raccolto del riso
ma i poveri muoiono lo stesso di stenti.
Io vivo senza pagare le tasse
E non mi mandano in guerra.
Nelle tracce della mia vita trovo afflizione
ma le persone comuni sono molto più tormentate di me.
Hanno perso tutto.
Penso ai soldati morti lontano in battaglia
e la tristezza mi sormonta
come un’enorme caverna di cui non vedo la fine.


Il canto dei cinquecento caratteri è il capolavoro assoluto di Du Fu, non esisteva prima in Cina
qualcosa di simile, che mescolasse lirica e canto epico e sociale, e con questa intensità.

Le donne con le case calde sono le 卫霍, letteralmente “ protette dal colera”, le concubine
dei cortigiani, era difficile a quei tempi che una casa fosse calda e protetta dalle malattie.

十口 dieci bocche, Du Fu si riferisce a sé con moglie e figli, anche la popolazione di un paese
veniva misurata in bocche, il quadrato rappresenta una bocca, una persona come prima cosa è
una bocca da sfamare.

Gli imperi crollano, i versi di Du Fu come i fiumi e le montagne restano.


自京赴奉先縣詠懷五百字

杜陵有布衣
老大意轉拙
許身一何愚
竊比稷與契
居然成獲落
白手甘契闊
蓋棺事則已
此志常覬豁
窮年憂黎元
嘆息腸內熱
取笑同學翁
浩歌彌激烈
非無江海志
蕭灑送日月
生逢堯舜君
不忍便永訣
當今廊廟具
構廈豈雲缺
葵藿傾太陽
物性固莫奪
顧惟螻蟻輩
但自求其穴
胡為慕大鯨
輒擬偃溟渤
以茲誤生理
獨恥事干謁
兀兀遂至今
忍為塵埃沒
終愧巢與由
未能易其節
沉飲聊自遣
放歌颇愁绝
歲暮百草零
疾風高岡裂
天衢陰崢嶸
客子中夜發
霜嚴衣帶斷
指直不得結
凌晨過驪山
御榻在嵽嵲 (山帶山臬 ) 嵽嵲rainbow
蚩尤塞寒空
蹴蹋崖谷滑
瑤池氣鬱律
羽林相摩戛 羽林 guardie dell’imperatore
君臣留歡娛
樂動殷膠葛
賜浴皆長纓
與宴非短褐
彤庭所分帛
本自寒女出
鞭撻其夫家
聚斂貢城闕
聖人筐篚恩
實欲邦國活
臣如忽至理
君豈棄此物
多士盈朝廷
仁者宜戰栗
況聞內金盤
盡在衛霍室
中堂舞神仙
煙霧蒙玉質
暖客貂鼠裘
悲管逐清瑟
勸客駝蹄羹
霜橙壓香橘
朱門酒肉臭
路有凍死骨
榮枯咫尺異
惆悵難再述
北轅就涇渭
官渡又改轍
群水從西下
極目高崒兀
疑是崆峒來
恐觸天柱折
河梁幸未坼
枝撐聲 窸窣
行旅相攀援
川廣不可越
老妻寄異縣
十口隔風雪
誰能久不顧
庶往共饑渴
入門聞號啕
幼子餓已卒
吾寧舍一哀
里巷亦嗚咽
所愧為人父
無食致夭折
豈知秋禾登
貧窶有蒼卒
生常免租稅
名不隸征伐
撫跡猶酸辛
平人固騷屑
默思失業徒
因念遠戍卒
憂端齊終南
項洞不可掇

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