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     Du Fu   
     Monday, 15 February 2016 @ 13:00
     Leggi il profilo di: telemaco
     Visualizzazioni: 1129

    Saggi


    Du Fu

    Nella seconda metà degli anni settanta, all’università di Milano, conobbi un anziano
    professore cinese che lavorava nel laboratorio dove svolgevo la mia tesi, aveva la tipica
    gentilezza affettata orientale e, cosa che trovavo curiosa, indossava sempre la divisa maoista.
    Con il tempo siamo entrati in una certa confidenza e avevo trovato il coraggio di mostrargli i
    miei primi tentativi di traduzione dei poeti Tang, in particolare Li Bai e Wang Wei.
    Mi diceva sempre che, secondo lui, il maggior poeta cinese era invece Du Fu. Io pensavo,
    perché Du Fu?, con le sue poesie di guerra, le geografie dei viaggi, le geremiadi, ..mi piacevano
    molto di più Li Bai con le sue raffinate atmosfere o Wang Wei con i suoni del vuoto sulle vuote
    montagne.
    Adesso che sono vecchio, invece, penso anch’io che sia Du Fu il più grande tra i poeti
    non solo dell’epoca Tang, ma di tutta la storia della Cina.

    Rileggo dunque, dopo tanti anni Du Fu (杜甫) come se fosse un poeta contemporaneo, la sua
    scrittura non si avvolge aggrovigliandosi come un lungo filo di parole, sembra anzi esprimersi
    con una sequenza visuale che nega addirittura la concatenazione verbale nello scorrere della
    lingua.

    Nasce nel 712 dc nello Henan, da una famiglia di cortigiani di basso rango.
    non superò mai gli esami imperiali 科舉T, kējǔ , che vinse invece Li Bai, e nei quali Wang Wei arrivò
    addirittura primo.
    Le sue bocciature lo costrinsero per tutta la vita ad incarichi considerati di basso livello.

    Forse fu proprio questo ciò che gli diede una posizione di osservazione privilegiata, proprio nel punto di
    frattura tra i privilegiati personaggi della corte e il resto della sfortunata popolazione cinese.

    Visse durante la rivolta di Lan Lushan, una guerra civile che sterminò la popolazione cinese,
    abbassandola da cinquanta milioni a diciannove, la sua vita fu un continuo viaggio, per fuggire le
    situazioni di guerra e di fame, e per ricoprire gli incarichi che gli venivano via via assegnati,
    muore nel 770 dc mentre attraversa un fiume con un traghetto.

    Du Fu non fu amato dai contemporanei sebbene il suo stile sia impeccabile dal punto di vista
    tecnico, forse perché osservò una realtà che nessuno avrebbe voluto vedere.

    Volevo presentarvi una mia traduzione di alcune sue poesie, adotto un metodo che ho
    imparato anni fa leggendo un saggio del poeta americano Kenneth Rexroth, in pratica si
    costruisce una matrice col significato dei caratteri nelle varie accezioni, sopra la quale
    si applica la grammatica, da ultimo la trasposizione del verso nella lingua di arrivo.
    Dato che la mia conoscenza della lingua cinese è limitata ho confrontato la mia traduzione con
    quella di altri tre autori, Laijon Liu , A.Z. Foremann e Hugh Grigg , che usano lo stesso
    metodo, questo, non tanto per leggere la traduzione finale
    quanto per confrontare la matrice dei caratteri.
    Le traduzioni sono sempre insoddisfacenti, cercano sempre di esprimere un concetto
    nelle forme tipicamente occidentali. Ad esempio, un verso di Du Fu dice che “l’intestino
    brucia”, per i cinesi l’intestino è la sede delle passioni, come per noi lo è il cuore, mentre
    quest’ultimo è la sede del pensiero, come da noi il cervello. Lajion Liu che è cinese, nella
    matrice riporta correttamente intestino, che poi traduce con cuore. Sopra la matrice spesso si
    costruiscono parole che non sono scritte.
    Questa situazione a volte è inevitabile, perché il cinese classico usa uno stile di “imprecisione
    voluta”, non vengono volutamente usate le particelle del discorso che aggiungono precisione,
    ma nello stesso tempo distruggono la metrica della poesia.
    Tanto, i lettori contemporanei sapevano bene cosa aggiungere e dove parava il discorso.
    Nelle altre lingue bisogna trovare un bandolo che è pressoché inventato, per non lasciare la
    poesia composta da vocaboli isolati.
    Da parte mia ho cercato di mantenere le parole originale e la laconicità dei versi mantenendomi
    il più possibile fedele alla matrice dei caratteri.

    Se la mia conoscenza del cinese è limitata, quella del cinese classico è ridotta a poche decine di
    caratteri, sono quindi ricorso ad un software per transcodificare i caratteri classici in quelli
    semplificati (cioè quelli correnti nella repubblica popolare cinese dopo la riforma della lingua
    di Mo Zedong del 1952), altrimenti non sarei nemmeno riuscito a cercarli sul vocabolario.
    Dopo la traduzione riporto però i caratteri classici originali, dei quali si può osservare la
    complessità e la bellezza.

    Di Du Fu presento due tipi di composizioni, quello con versi liberi detto Ci e quello con
    rigoroso sistema metrico, la poesia Jintishi, considero il caso del verso a cinque caratteri, il più
    semplice e più classico per alcune considerazioni metriche.

    La metrica si può dire che è tridimensionale.

    Una prima dimensione è grafica e grammaticale.
    Il verso è suddiviso in distici, ogni verso è composto da una prima parte di due caratteri, e una
    seconda parte di tre che specifica meglio la parte precedente.
    Per ogni distico i primi due caratteri devono avere lo stesso valore grammaticale.

    Nella prima poesia, che prendo ad esempio:

    此道 (questa, strada) del primo verso
    西郊 (ovest, periferia) del secondo verso

    In ogni elemento del distico c’è un indicatore di luogo seguito da un nome.

    La seconda dimensione è la rima, a partire dal secondo verso c’è la rima obbligatoria alternata.

    La terza dimensione più difficile da apprezzare per noi che non abbiamo una lingua tonale, è
    appunto l’aspetto armonico dei toni.

    Dal punto di vista metrico si distinguono due toni (il cinese ne ha 4),
    PING che corrisponde al primo e al secondo tono.
    ZHI corrisponde agli altri due toni.

    Per dare un’idea del substrato armonico chiamo con un’onomatopea BOOM il PING e BIM lo
    ZHI.
    Leggendo i bim e i boom si può avere un’ idea dell’effetto ritmico e armonico.
    Si deve sapere anche che questa poesia è fatta per essere cantata.

    Aggiungo inoltre pochissime note linguistiche alle poesie quando lo ritengo interessante.
    Per la prima poesia riporto anche i caratteri semplificati, per mostrare la differenza tra le due
    scritture, la scrittura pinyin per i suoni, e i bim boom per l’armonia tonale, il segno ® indica la
    rima obbligatoria.


    Porta della luce dorata

    Per questa strada arrivai dalla terra nemica
    posta ai confini dell’occidente
    dove comandano i barbari
    e ci feriscono ancora con tutto l’ orrore

    Una risposta dovrà pur essere data
    alle tante anime ancora là, i non richiamati.

    Ora, sono obbligato a ritornare per la stessa strada, nella stessa città
    da un’ altrettanto barbara decisione.

    Sono senza talento
    e ogni giorno
    divento sempre più debole e vecchio

    Lasciatemi trattenere per un attimo il cavallo
    Lasciatemi guardare indietro alle mie mille porte ormai chiuse.


    Du Fu riuscì a far fuggire la famiglia dalla capitale Chang’an in mano ai ribelli, per
    raggiungere l’imperatore fuggito a Fengxian. Venne catturato,e fu costretto a rimanere a
    Chang’an, insieme ai non richiamati, quelli abbandonati dall’imperatore.
    Dopo un anno riuscì comunque a fuggire e a raggiungere la famiglia e l’imperatore.
    Ma venne esiliato di nuovo a Chang’an riconquistata, con un incarico di basso livello.


    金光門 金光门 jīn guāng mén

    此道昔歸順 此道昔归顺 Cǐ dào xī guī shùn bim bim bim boom bim
    西郊胡正繁 西郊胡正繁 Xi jiāo hú zhèng fán boom boom boom bim boom®
    至今殘破膽 至今残破胆 Zhì jīn cán pò dǎn bim boom boom bim bim
    應有未招魂 应有未招魂 Yīong yǒu wèi zhāo hún boom bim bim boom boom®
    近得歸京邑 近得归京邑 Jìn dé guī jīng yì bim bim boom boom bim
    移官豈至尊 移官岂至尊 Yí guān qǐ zhì zūn boom boom bim bim boom®
    無才日衰老 无才日衰老 Wú cái rì shuāi lǎo boom boom bim boom bim
    駐馬望千門 驻马望千门 Zhù mǎ wàng qiān mén bim bim bim boom boom®


    Sguardo di primavera

    Gli imperi crollano, i monti e i fiumi restano
    nelle città distrutte, in primavera crescono alte erbe ed alberi
    i fiori schizzano lacrime
    odio le separazioni, sono uccelli spaventati che allarmano il mio cuore
    le fiamme della guerra ci hanno accompagnato per tre mesi
    per una notizia della mia famiglia darei diecimila denari
    ho i capelli bianchi e spuntati, la testa graffiata
    porta uno sciocco desiderio
    e non sopporta più spilla e capelli


    國 guó, la nazione, 中國 zhōng guó, la Cina, la nazione di mezzo.
    Uso il plurale imperi per seguire il plurale di monti e fiumi sottinteso.
    Non portare la spilla o il pettine nei capelli è segno di tristezza, non di trascuratezza.


    春望

    國破山河在
    城春草木深
    感時花濺淚
    感時花濺淚
    恨別鳥驚心
    烽火連三月
    家書抵萬金
    白頭搔更短


    Gabbiano

    Sulla riva del fiume il gabbiano canta nel freddo
    non ha altri luoghi, basta a sé
    rifiuta, riflette, rovescia ostile la giada degli onori con le penne delle ali
    inseguendo un desiderio d’amore, un germoglio, un cucciolo
    in cambio ha neve e buio e scrosci per bagnarsi
    Il vento cresce, sale al centro della tempesta
    dove solo pochi sanno l’oceano cosi dall’alto
    e si sente trasparente ombra, riflessa al sole di urla solitarie e desolate.


    Il gabbiano mi appare come l’archetipo dell’albatros di Baudelaire, sceglie la libertà è può
    volare sopra le nubi, oltre la tempesta, questa libertà la paga con il canto freddo della solitudine
    e le sue urla desolate, sarebbe già qualcosa se ci fosse qualcuno a sbeffeggiarlo sulla plancia
    della nave.




    江浦寒鸥戏
    无他亦自饶
    却思翻玉羽
    随意点春苗
    雪暗还须浴
    風生一任飄
    群沧海上
    清影日萧萧


    La neve in faccia

    Piangono i nuovi spettri nati dalla battaglia
    io vecchio e solo, in ansia, gemo con loro
    disordinate nuvole basse cadono sul tramonto
    ansiosa anche tu neve, balli e turbini nel vento
    getto la mia tazza di legno non più verde
    nella stufa rossa come il fuoco
    tutte le comunicazioni sono interrotte
    angosciato mi siedo
    e scrivo con la massima precisione un libro illeggibile.


    书 shū, significa scrivere , ma anche libro, alcuni autori considerano il carattere come “libro”, e
    sottintendono “leggere”, io preferisco leggere “ scrivere” e sottintendo “libro”, il libro sarebbe
    空 kong , vuoto, il vuoto cosmico buddista, ma anche “invano”, e illeggibile.


    对雪

    战哭多新鬼
    愁吟独老翁
    乱云低薄暮
    急雪舞回风
    瓢弃尊无绿
    炉存火似红
    数州消息断
    愁坐正书空


    Ai confini del cielo penso a Li Bai

    Sale un vento freddo ai confini del cielo.
    Mi chiedo quali sono le tue ragioni da uomo nobile
    e quando arriverà l’oca selvatica
    se c’è un autunno così, d’acqua in grande quantità.
    Scrivere bene porta sfortuna.
    I demoni ridono della nostra sconfitta.
    Perché non affrontiamo assieme le offese che fanno alla lingua 語
    Gettando in regalo un poema al fiume Mi Lo?


    Il riferimento degli ultimo versi è al poeta Quy Yuan del 200 dc, che si gettò nel fiume Mi Lo
    perché le sue opere e i suoi consigli erano completamente ignorati.
    Du Fu saggiamente preferisce gettarvi un poema piuttosto che sé stesso.
    Quella con Li Bai, poeta e funzionario di alto rango è un’amicizia a senso unico,
    Du Fu ammirava Li Bai, ma non sembra che fosse a sua volta molto considerato.


    天末懷李白

    涼風起天末
    君子意如何
    鴻雁幾時到
    江湖秋水多
    文章憎命達
    魑魅喜人過
    應共冤魂語
    投詩贈汨羅


    File di carri da guerra

    I carri da guerra rombano
    I cavalli lugubri nitriscono

    Ci sono file di servi con archi e frecce alla vita.
    I padri, le madri, le mogli e i bambini li guardano passare
    tra la polvere sporca, che non lascia più intravvedere nemmeno il ponte Xianyang.
    Trascinano i vestiti, battono i piedi, ostruiscono la strada e piangono.
    Piangono e quel suono sale invano al cielo.
    Sul ciglio della via tutti li chiamano.
    Per i servi essere marchiati per la guerra è cosa abituale.
    Alcuni a soli quindici anni vengono mandati a nord a guardia del fiume
    Se arriveranno a quarant’anni coltiveranno i campi militari dell’ovest.
    Sono così giovani che il capo villaggio li deve aiutare ad aggiustarsi le bende in testa.
    Se torneranno avranno le teste imbiancate dal presidiare la frontiera.
    Gli avamposti gettano fiumi di sangue che formano oceani
    perché l’imperatore di Wu vuole ancora infrangere le frontiere.
    Il sovrano non sente la voce della Cina oltre i monti, a est dalle duecento prefetture,
    nei mille villaggi 村落 nei diecimila luoghi dimenticati, nascono ovunque spine.
    Sono rimaste le mogli a impugnare la zappa e l’aratro.
    il riso cresce nei campi senza oriente né occidente.
    come i soldati Quin che non sopportano più una guerra furibonda
    e sono trattati non diversamente dai cani e dalle galline.
    Il signore dovrebbe interrogarsi
    sull’odio che un padre di famiglia forzato a militare osa manifestare.
    Adesso che è inverno
    non viene dato il cambio alle guarnigioni di Guanxi
    ma il gabelliere con violenza esige le tasse
    ma le tasse da dove possono uscire?
    Davvero, oggi dar vita a un figlio maschio è una maledizione.
    Al contrario è buono nascere femmina
    Una figlia si può dare in sposa al vicino.
    Un figlio finirà insepolto tra le cento erbe.
    Il signore non ha ancora visto le spiagge di Qinghai
    Le vecchie cose bianche che nessuno raccoglie sono ossa.
    I nuovi spiriti sono già stanchi di essere oppressi e i vecchi spiriti piangono.
    Dal cielo nero la pioggia ne bagna le voci, che diventano fruscii, sussurri, sommessi pigolii.
    行人 persone in fila, alcuni traducono con coscritti, potrebbe essere fanti, io preferisco servi.
    东西 senza oriente né occidente, senza ordine, un mondo alla rovescia dove perfino 生女好
    ”nascere donna è buono” , si noti il gioco dei caratteri, 女 “donna” che entra anche nella
    composizione di “buono”, in effetti nella Cina classica nascere donna era una sfortuna.
    Il riferimento alla dinastia Wu, una mitica età dell’oro, e alla dinastia Quin, è fatto per non
    rivolgere esplicitamente le critiche all’attuale imperatore.
    .

    兵車行

    車轔轔
    馬蕭蕭

    行人弓箭各在腰
    爺孃妻子走相送
    塵埃不見咸陽橋
    牽衣頓足攔道哭
    哭聲直上干雲霄
    道旁過者問行人
    行人但云點行頻
    或從十五北防河
    便至四十西營田
    去時里正與裹頭
    歸來頭白還戍邊
    邊亭流血成海水
    武皇開邊意未已
    君不聞漢家山東二百州
    千村萬落生荊杞
    縱有健婦把鋤犁
    禾生隴畝無東西
    況復秦兵耐苦戰
    被驅不異犬與雞
    長者雖有問
    役夫敢申恨
    且如今年冬
    未休關西卒
    縣官急索租
    租稅從何出
    信知生男惡
    反是生女好
    生女猶得嫁比鄰
    生男埋沒隨百草
    君不見青海頭
    古來白骨無人收
    新鬼煩冤舊鬼哭
    天陰雨濕聲啾啾


    Bella donna

    Unica fra I contemporanei a possedere la bellezza
    in silenzio esisti in questa valle vuota
    figlia di buona famiglia
    nella sfortuna la tua vita si conforma ora all’erba e agli alberi
    in questo tempo critico, al centro del disordine
    soffri per i fratelli uccisi
    non ti è permesso di raccoglierne le ossa
    perché nel mondo ogni sentimento è cessato
    ogni cosa ci trasmette il senso di un lume tremolante di candela
    come il tuo frivolo marito
    ora ha una nuova sposa, giovane e splendida come giada
    anche la mimosa sa quand’è il tempo di chiudersi
    e l’anatra mandarina non passa mai la notte sola
    io vedo solo la nuova donna ridere
    la sposa del passato piange
    ci sono sui monti acque trasparenti
    che cadendo dalle montagne diventano fangose
    la domestica ritorna dalla vendita delle tue perle
    mentre tu cogli i fiori senza inserirli nei capelli
    raccogli rami di cipresso per riempire le mani giunte
    nel cielo freddo le maniche color smeraldo sono così sottili
    e il sole al tramonto si appoggia sulla cima dei bambù.


    佳人

    絕代有佳人
    幽居在空谷
    自云良家子
    零落依草木
    關中昔喪亂
    兄弟遭殺戮
    官高何足論
    不得收骨肉
    世情惡衰歇
    萬事隨轉燭
    夫婿輕薄兒
    新人美如玉
    合昏尚知時
    鴛鴦不獨宿
    但見新人笑
    那聞舊人哭
    在山泉水清
    出山泉水濁
    侍婢賣珠迴
    牽蘿補茅屋
    摘花不插髮
    采柏動盈掬
    天寒翠袖薄
    日暮倚修竹


    Sulla via di Fengxian canto cinquecento caratteri

    Sono un uomo qualunque
    indosso vesti delle mie colline.
    Sono vecchio e sempre più stupido
    anche se consento ancora al mio corpo qualche sua follia
    vorrei rubacchiare come gli altri funzionari
    ma stranamente non mi ricevono più a corte.
    Incanutisco, ma la mia mano lavorerà ancora
    finché il coperchio di un sepolcro, com’è normale, cesserà l’ufficio.
    Le mie aspirazioni vengono spesso incrinate
    sarà un anno triste per la maggioranza di noi
    e il mio intestino sospira e arde.
    Gli altri letterati mi deridono
    ma il mio canto si spande sempre più intenso.
    Ho attraversato fiumi e mari
    solitario, mi accompagnano tramonti e chiari di luna.
    Ho dedicato la vita all’imperatore
    ma non sopporto i compromessi segreti del successo.
    Oggi la corte ha molte voci come strumenti musicali
    ma mancano i pilastri.
    Il girasole inclina verso il sole
    questo sostanziale carattere non può essere cancellato.
    Non voglio essere come i vermi e le formiche
    che si sforzano nel loro buco di pensare solo a sé
    trascurano di ammirare la bellezza della grande balena
    che salta e sprofonda nel mare.
    Ho compreso le ragioni della mia vita
    che sollecita solo umiliazioni e affari aridi.
    Per ora si sta in piedi
    mi trattengo dal diventare polvere
    morirò col rimorso di non essere un eremita.
    Ma sono incapace di cambiare:

    Amo bere per ottenere la gioia
    e la poesia per limitare la tristezza.

    Sono un tramonto che lascia cento erbe appassite
    un vento forte che sgretola la cima delle colline.
    Oggi il cielo è nuvoloso e ripido
    come uno straniero nella notte vado al centro della Cina.
    La brina fredda rompe la cintura del mio vestito
    Il mio dito gelato non può più indicare.
    Prima dell’alba supererò le montagne
    il trono imperiale è sul loro arcobaleno.
    Un luogo fantastico, il gelo riempie il cielo vuoto.
    Solennemente scendo a valle per scivolosi dirupi
    nella testa laghi profumati da paradisi caldi.
    Ecco le guardie imperiali in attesa di nuovi conflitti.
    E i cortigiani che si divertono lieti.
    La musica scuote l’anima come il terremoto le montagne.
    Solo ai più alti funzionari è concesso bagnarsi nelle terme
    ai banchetti le giacche corte non sono ammesse.
    Si distribuisce, secondo il rango, la seta rossa
    da portare alle donne con le case calde
    i loro mariti picchiano i domestici
    e si riuniscono per imporre tributi alle città distrutte.
    Se il saggio porge un canestro di grazie
    riempito col desiderio che la nazione rimanga viva
    e se il cortigiano riuscisse a cogliere questa ragione
    credi che il monarca spargerebbe ancora la sua seta?
    Molta gente riempie la corte
    quelli benevolenti tremano.
    Senti i piatti d’oro
    custoditi nei locali delle concubine .
    Al centro della casa danzano come fossero immortali.
    Il fumo inganna sulla giada della loro pelle.
    Agli ospiti pellicce di martore e sorci per restare caldi.
    Le tristi musiche scacciano quelle belle.
    Si raccomandano all’ospite zuppe esotiche (che arrivano con i cammelli)
    la brina arancione copre la fragranza del mandarino
    nei magazzini vino rosso e carne sono ammassati fino a imputridire.

    Fuori nelle strade ci sono gelo, morte e scheletri
    La gloria sfiorisce molto vicino, dove il mondo è diverso.
    Mi sconsolo a narrare ancora disgrazie.
    Vado a nord in direzione dei fiumi Jing e Wei
    ma le guardie mi fanno cambiare strada.
    Una massa d’acqua scende da occidente
    dai picchi più alti il mio occhio torreggia.
    Mi sembra di essere a Kong Dong
    Temo di toccare il pilastro del cielo con la mano.
    Per fortuna il ponte sul fiume c’è ancora
    la pertica si rompe con un suono che sembra il lamento d’un animale
    ci aiutiamo reciprocamente nel passaggio
    del vasto fiume che dobbiamo attraversare.
    Mia moglie è al sicuro a Feng Xian
    siamo dieci bocche separate dalla tempesta.
    Come ho potuto non averne cura per così tanto tempo?
    Vado con loro a condividere fame e sete.
    Ho imparato a riconoscere i lamenti.
    Il mio figlio più piccolo è morto di fame.
    Cerco di non abbandonarmi al dolore
    e di non piangere.
    Ho il rimorso di non essere un buon padre
    perché non ho cibo da portare a casa.
    Non sapevo che in autunno c’è il raccolto del riso
    ma i poveri muoiono lo stesso di stenti.
    Io vivo senza pagare le tasse
    E non mi mandano in guerra.
    Nelle tracce della mia vita trovo afflizione
    ma le persone comuni sono molto più tormentate di me.
    Hanno perso tutto.
    Penso ai soldati morti lontano in battaglia
    e la tristezza mi sormonta
    come un’enorme caverna di cui non vedo la fine.


    Il canto dei cinquecento caratteri è il capolavoro assoluto di Du Fu, non esisteva prima in Cina
    qualcosa di simile, che mescolasse lirica e canto epico e sociale, e con questa intensità.

    Le donne con le case calde sono le 卫霍, letteralmente “ protette dal colera”, le concubine
    dei cortigiani, era difficile a quei tempi che una casa fosse calda e protetta dalle malattie.

    十口 dieci bocche, Du Fu si riferisce a sé con moglie e figli, anche la popolazione di un paese
    veniva misurata in bocche, il quadrato rappresenta una bocca, una persona come prima cosa è
    una bocca da sfamare.

    Gli imperi crollano, i versi di Du Fu come i fiumi e le montagne restano.


    自京赴奉先縣詠懷五百字

    杜陵有布衣
    老大意轉拙
    許身一何愚
    竊比稷與契
    居然成獲落
    白手甘契闊
    蓋棺事則已
    此志常覬豁
    窮年憂黎元
    嘆息腸內熱
    取笑同學翁
    浩歌彌激烈
    非無江海志
    蕭灑送日月
    生逢堯舜君
    不忍便永訣
    當今廊廟具
    構廈豈雲缺
    葵藿傾太陽
    物性固莫奪
    顧惟螻蟻輩
    但自求其穴
    胡為慕大鯨
    輒擬偃溟渤
    以茲誤生理
    獨恥事干謁
    兀兀遂至今
    忍為塵埃沒
    終愧巢與由
    未能易其節
    沉飲聊自遣
    放歌颇愁绝
    歲暮百草零
    疾風高岡裂
    天衢陰崢嶸
    客子中夜發
    霜嚴衣帶斷
    指直不得結
    凌晨過驪山
    御榻在嵽嵲 (山帶山臬 ) 嵽嵲rainbow
    蚩尤塞寒空
    蹴蹋崖谷滑
    瑤池氣鬱律
    羽林相摩戛 羽林 guardie dell’imperatore
    君臣留歡娛
    樂動殷膠葛
    賜浴皆長纓
    與宴非短褐
    彤庭所分帛
    本自寒女出
    鞭撻其夫家
    聚斂貢城闕
    聖人筐篚恩
    實欲邦國活
    臣如忽至理
    君豈棄此物
    多士盈朝廷
    仁者宜戰栗
    況聞內金盤
    盡在衛霍室
    中堂舞神仙
    煙霧蒙玉質
    暖客貂鼠裘
    悲管逐清瑟
    勸客駝蹄羹
    霜橙壓香橘
    朱門酒肉臭
    路有凍死骨
    榮枯咫尺異
    惆悵難再述
    北轅就涇渭
    官渡又改轍
    群水從西下
    極目高崒兀
    疑是崆峒來
    恐觸天柱折
    河梁幸未坼
    枝撐聲 窸窣
    行旅相攀援
    川廣不可越
    老妻寄異縣
    十口隔風雪
    誰能久不顧
    庶往共饑渴
    入門聞號啕
    幼子餓已卒
    吾寧舍一哀
    里巷亦嗚咽
    所愧為人父
    無食致夭折
    豈知秋禾登
    貧窶有蒼卒
    生常免租稅
    名不隸征伐
    撫跡猶酸辛
    平人固騷屑
    默思失業徒
    因念遠戍卒
    憂端齊終南
    項洞不可掇

     



    Du Fu | 12 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Du Fu
    Contributo di: A.Sal.One on Tuesday, 16 February 2016 @ 09:04

    Un ottimo lavoro di traduzione
    che si fa leggere con interesse
    sempre piu` incalzante man mano
    che entri nelle traduzioni vere
    e proprie dei canti di Du Fu.

    Un autore che mi e` piaciuto
    molto per l'essenzialita` dei
    suoni, trasmessa benissimo dai
    versi cosi` come da te tradotti.

    Bravo e` dire poco.

    ---
    A.

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: tendre on Tuesday, 16 February 2016 @ 12:59
    Pregevole lavoro di traduzione e personale lode alla
    conoscenza del poeta - devo ammettere con rammarico a me
    completamente sconosciuto.
    Grazie di averci permesso di entrare nel suo mondo.




    ---
    tendre

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Ganimede on Wednesday, 17 February 2016 @ 13:17
    Innanzitutto Telemaco complimenti per il cinese! (Che non è roba per tutti :- )) Una questione che mi affascina sempre relativamente alle traduzioni (questo riguarda a maggior ragione il cinese ma, in misura seppur diversa e molto minore, anche tutte le altre lingue) é il fatto che, il traduttore, non debba "semplicemente" conoscere la lingua alla cui traduzione si appresta ma anche ragionare con notevole elasticità barcamenandosi su scelte espressive spesso difficilissime da adottare; un perfetto esempio di tutto ciò è quell'"intestino che brucia" poiché rende bene il senso di quanto l'importanza di chiarire un concetto potrebbe prevalere sulla fedeltà di una traduzione letterale. (Ad esempio, guardando un film, mi chiedo spesso come riescano a tradurre in italiano costruzioni tipo giochi di parole e/o affini senza perdere effetto e significato e la risposta penso sia necessariamente quella di cambiare totalmente la frase o i concetti stessi....ma scusa, sto divagando). Comunque ciò riguarda tantissime questioni penso, nonché un'infinità di "modi di dire" tipici di una lingua e privi di una reale corrispondenza in tutte le altre. (Ad esempio mi ricordo di quando tentai di tradurre letteralmente in francese "non vedo l'ora" e la prof. mi disse che nella suddetta lingua non aveva alcun senso). Detto ciò, di questo pregevole lavoro spicca l'omaggio che rendi al poeta attraverso una mini biografia che ci trasporta davvero in un mondo, in un'epoca e in una realtà così distanti da noi e credo anche utile per capirne i risvolti del percorso poetico.(bellissima l'idea di riportare i caratteri originali: mi sa che copio qualcosa per vantarmi con qualcuno quando mi capita :-) poi c'è naturalmente tutta la parte dell'approfondimento tecnico e stilistico che mostra un po' il "dietro le quinte" del lavoro di traduzione e la competenza della materia ma anche le curiosità che possono essere utili ai fini di una comprensione più profonda degli scritti; l'aspetto armonico dei toni poi, mi sembra particolarmente interessante perché per noi è difficile anche solo da concepire (di questa cosa dei toni me ne parló una persona, una volta e fu la prima che ebbi la chiara percezione della difficoltà della lingua cinese per noi occidentali). Le poesie le ho lette tutte ma non ancora in maniera approfondita, mi ci vorrà un po' di tempo, sono tutte comunque ricchissime del pathos di chi descrive il proprio vissuto reale, da protagonista. Dal mio punto di vista hai fatto un ottimo lavoro nello stimolare alla conoscenza del "diverso" e anche se, lí per lí, l'ho trovato difficile da inquadrare, in seguito, ho considerato che l'esposizione fosse, tutto sommato, chiara e lineare. P.s. Noto con disappunto che anche i cinesi sono fissati con quell'orrendo uccellaccio spargiguano mangiarifiuti del gabbiano (scusa ma dovevo propio dirlo), peccato perché la poesia è bella, così pure il tuo brillante parallelo con l'albatros baudelairiano sbeffeggiato sulla plancia. --- Nadia Rizzardi ---- Ganimede é la splendida luna gioviana su cui andró a vivere quando la terra sarà definitivamente sommersa dalle chiacchiere.

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Carmen on Thursday, 18 February 2016 @ 20:06
    Complimenti per la passione che ci hai
    messo nell'architettura di questo testo
    lunghissimo nonché nello studio della
    lingua cinese che, per quanto mi
    riguarda, non mi affascina per niente,
    così come non mi piace nulla della civiltà
    di questo popolo.
    Ti confesso che non ho avuto la forza di
    leggerlo tutto, perché ad certo punto mi
    ha aggredito una noia profonda, un tedium
    vitae che é in me, purtroppo, e che viene
    alimentato da tanti sproloqui e relazioni
    non autentiche.




    ---
    Carmen

    "La sofferenza e il dolore sono occorrenze doverose per una vasta coscienza e per un cuore profondo", F.Dostoevskij

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: PattiS. on Thursday, 25 February 2016 @ 18:07
    bellissime e descrittive, sempre di vedere un film (fiume?) che scorre, un unico
    piano sequenza. Mi rendo conto che sono di una modernità impressionante. Forse
    la guerra è la dimensione che più appartiene alle nostre tumultuose viscere (usate
    in senso proprio ed etimologico) e alla nostra epoca. Io ho l'antologia tradotta dalla
    Valesin. Peccato nemmeno una poesia da paragonare!

    Gli altri letterati mi deridono
    ma il mio canto si spande sempre più intenso."

    quanti bei versi, peccato per l'interlinea spaziata che distrae.
    Un piacere leggere i tuoi lavori.

    ---
    "Nulla è sicuro, ma scrivi" F. Fortini

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Sandro Moscardi on Friday, 26 February 2016 @ 23:54
    E' ritrovarti , certezza di lettura che incanta, in questa pregevole attività, questo portare in luce quello che l'ombra confonde. Con strabiliante piacere, leggerti. Ciao Sandro

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Seeker on Saturday, 27 February 2016 @ 10:23
    Un po' per formazione e un po' per interesse personale ho
    avuto a che fare con il pensiero medico cinese,
    affascinante e pregno
    di una saggezza insospettabili. Forse conosci anche tu il
    "Suwen", appunto un trattato di medicina cinese curato da
    Elisabeth Rochat De La Vallée e da Claude Larre, edito da
    Jaca Book.

    "Una volta c'era L'Imperatore Giallo:
    alla nascita, rivelazione degli Spiriti,
    lattante, sa farsi intendere,
    bambino, su tutti stende il giusto ordine,
    adulto, è sicuro, è penetrante,
    avendo compiuto tutto, si innalzò al Cielo."

    Molto bene, ho molto apprezzato il tuo lavoro.

    bye

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Elysa on Saturday, 27 February 2016 @ 11:40
    ammiro e invidio tutto ciò...complimenti vivissimi per le tue capacità, volontà, interesse, cultura... --- Elysa

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Lisa on Saturday, 27 February 2016 @ 11:42

    Caro Telemaco

    Il tuo saggio meriterebbe uno spazio a sé fuori dalla sezione poesie e racconti. Si vede che sei un grande appassionato e che ami veramente ciò che scrivi.

    Hai fatto un lavoro immenso, bellissimo che ho avuto il piacere di leggere fino in fondo.

    Sulle poesie di Du Fu che dire? Sono stupende.

    Grazie per avercele proposte





    ---
    "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"
    (Antoine-Laurent de Lavoiser)
    Lisa

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: trimacassi on Saturday, 27 February 2016 @ 17:06
    Io che sono mezzo ignorante, nel vero senso della parola,
    cioè che ignoro, mi presento sulla tua pagina per leggere
    cose che altri più di me possono capire, e noto che si
    stupiscono tanto quanto me…Siamo molto lontani dalla Cina, e
    non solo come distanza fisica, ma molto di più come
    pensiero, esperienze, storia, ecc. Ma noto pure che quando
    certi versi sono belli, hanno particolarità e sciolgono il
    sentimento, allora la Cina si avvicina, è qui accanto a noi,
    con gli stessi sentimenti, le stesse emozioni, la stessa
    piacevolezza, lo stesso stupore di poter leggere e scialare.
    Quindi, penso, che l’ignoranza c’entra sì, per poter capire
    meglio occorre avere pure le conoscenze adatte, ma se uno ha
    l’animo adatto, propenso al bello e all’emozione, tutto può
    essere ridimensionato. L’importante è avere l’animo per
    vedere e capire il bello-quando c’è- per un lettore, mentre
    per chi scrive è sapere scrivere e dare un imput adeguato
    all’intendimento di chi legge. Perché può esserci l’uno ma
    se non c’ è anche l’altro, i due intendimenti non
    collimeranno mai.
    Io sono arrivato alle tue pagine, perché ho incrociato il
    tuo commento e quello di PattiS, assieme al mio, sotto lo
    scritto di Joshua, dove mi è stato dato dell’ignorante, e
    come dico, a ragione(solo perché ho passato la mia vita in
    ben altre faccende affaccendato !), ma è stato dato del
    ‘capolavoro’ a quel componimento senza che si evidenzino
    quali sono le parti che lo fanno tale, quali gli indizi,
    quali i versi. da dove si evidenziano i valori che portano a
    dire che ‘ questa poesia modernizza la poesia del Leopardi’
    senza che ci siano spunti per poterlo dire, se non delle
    affermazioni affettuose e amicali. E’ più veritiera e
    convincente,invece, la tua sensazione quando parli di
    lingue, linguaggi e Babele – un pullulare di cose- che
    formano quel vuoto di un ‘capitalismo che non ha futuro’,
    indizio che ha portato pure Pale a capire meglio le
    intenzioni dell’autore.
    Mi scuso per l’intromissione, e nello stesso tempo, mi
    congratulo con te, per l’alta capacità di introdurci in una
    cultura, senza la quale per noi tutti sarebbe un buio pesto.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Anais on Saturday, 27 February 2016 @ 21:41
    Ti ho letto da qualche giorno e mi piace molto, anche l'umiltà di porsi, dell'autore che illustri, almeno mi sembra di coglierla,
    Sono poesie che riconciliano in qualche modo anche con se stessi,
    Bel lavoro...
    Ciao.

    [ ]

    Du Fu
    Contributo di: Pale shelter on Monday, 29 February 2016 @ 15:52
    Un lavoro cui è d'obbligo dedicare del tempo di lettura, tempo che da subito si rivela tutt'altro che perso o sprecato.
    Un lavoro prezioso, degno di sincera ammirazione – davvero bella tutta l'introduzione, dove è illustrata con umiltà e passione, la tecnica con cui, Telemaco, hai inteso riportare alla luce queste splendide poesie cercando di rispettarne al massimo ogni tipo di intenzione (peccato non poter ascoltarne il "canto", i toni, i bim e i boom per realizzare ancora meglio quello che spieghi, peraltro con la consueta lucidità).
    E preziose sono le notazioni di carattere personale (ma il più "oggettivizzate" possibile sempre per rispettare tutto quel mondo che le poesie descrivono, quindi l'autore stesso) e sensibile ogni "possibilità" di lettura esposta.
    Interessante il discorso sulla metrica, affascinante la presentazione dei caratteri poi le poesie...
    Le poesie sono solide, anzi, meglio, consistenti, ma anche calde e appassionate. Formidabili.
    Credo che la posizione "intermedia" di Du Fu, le bocciature che non lo fecero assurgere ai fasti della corte, come del resto anche tu dici, sia stata la chiave di tanta capacità di osservare col grandangolo.
    Le poesie sono, ripeto, bellissime e tra queste resto molto colpito soprattutto dalla tristezza di Bella donna (perché "unica fra I contemporanei" e perché la "I" maiuscola?) e, naturalmente dal canto dei cinquecento caratteri sulla via di Fengxian: entrambe commuovono e credo che il lavoro di traduzione per "rendere" questo livello di sensibilità sia stato di altissimo livello.
    Non posso che farti i complimenti e dirti che quando il tempo (e anche la voglia, lo confesso) non ti prende per il collo, leggere una cosa così, con calma, senza fretta, diventando, anche noi che leggiamo, finalmente, un po' orientali, è certezza di arricchimento.

    Franco

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