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     Il filo di seta   
     Wednesday, 10 February 2016 @ 10:00
     Leggi il profilo di: Anais
     Visualizzazioni: 737

    Racconti



    Aveva belle mani, con dita lunghe e sottili, unghie curate e lucide. Il volto allungato, la pelle candida. Era alta, grande.

    Un giorno le dissi che eliminando qualche chilo, sarebbe stata una donna molto fine, “si vede dalle mani”, aggiunsi. Era un complimento e lei capì.

    Non so per quale motivo avesse scelto me per amica, non ricordo neanche come ci conoscemmo.

    Ricordo solo noi due sedute in riva al lago, io intimamente cauta, come al solito, e lei, che discorreva. Il silenzio da parte mia, non era solo riservatezza, o il mio restare a corto di parole. Era paura.

    Aveva poco più di vent’anni, io una decina di più. Guardava i miei figli giocare, ma non era questo che la legava a me. Dal mio canto, non volevo quell’amicizia, me ne veniva un presagio oscuro.

    Un giorno eravamo a casa mia e lei mi disse a bruciapelo che il suo ragazzo era morto.

    Non mi aveva detto di avere un fidanzato, fino all’ultima volta, almeno, e ora esordiva con questa notizia shock. Senza una lacrima, senza il naturale arrossarsi della palpebra intorno all’iride quando si annuncia un dolore.

    “Il mio ragazzo è morto”. Come? Quando?

    “Martedì, ha fatto un incidente con la macchina”.

    Cosa potevo dire, fare… Non ero in grado di accusare il colpo, né ero capace di abbracciarla, farfugliai parole di circostanza, davanti al suo sguardo fermo.

    Avevo letto da poco “Va dove ti porta il cuore” della Tamaro e nei giorni successivi glielo regalai.

    Fui estremamente goffa: “leggilo, è molto bello”, non sapevo se lei avesse una passione per la lettura ma era l’unico gesto che mi era venuto in mente di compiere per lei.

    Lo prese e lo guardò, nessuna espressione sul volto pallido, prese il libro senza dir nulla.

    Ripensai a lei l’anno scorso, quando nel mio girovagare, incrociai un grosso cinghiale, un nero delle Alpi. Ci fissammo negli occhi per un lungo istante, infine la creatura si allontanò al galoppo.

    Non posso sapere se la bestia intuì la mia paura, forse obbedì a un comando perentorio del mio muscolo cardiaco, impartito per giustizia e non per imporre un atto di supremazia.

    Mi convinsi che il cuore ha una personalità, un’intelligenza autonoma a cui addebitai la ragione di quel gesto del libro di tanti anni prima, un gesto equo, necessario.

    Non rividi più quella donna, e stranamente non ne ricordo più neanche il nome.

    Rammento il suo corpo, le sue mani.

     



    Il filo di seta | 14 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Il filo di seta
    Contributo di: Armida Bottini on Wednesday, 10 February 2016 @ 12:36
    Un racconto strano, ma molto bello, mi ha colpito e mi fa pensare. Brava ragazza.

    ---
    Midri

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 10 February 2016 @ 12:40

    Qui scrivi veramente bene
    e devo dire che il racconto,
    a differenza della poesia,
    mi e` piaciuto moltissimo.

    Hai incontrato due forze della
    natura e in ambedue i casi
    te la sei cavata alla bene e meglio,
    d'istinto. E qui sta la bellezza
    intrinseca del messaggio.

    ---
    A.

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: percefal on Wednesday, 10 February 2016 @ 13:52
    L'invisibil filo di Tamaro: lento consegnare all'oblio i dettagli.
    Scritto magistralmente per sintesi e antropizzazione della paura.

    ---
    «La figura del mio caos ha dimensione alcuna, punto.».

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: trimacassi on Wednesday, 10 February 2016 @ 16:02
    Io condivido il commento di tutti coloro che mi precedono, e
    ammiro incisività e immediatezza di descrizioni.

    ---
    trimacassi



    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: Carmen on Thursday, 11 February 2016 @ 09:16
    Anais,
    ti confesso che, laddove parli del
    cinghiale
    nero, mi hai fatto sorridere perché ho
    pensato:
    Ammazza,quella doveva essere proprio
    grossa se un cinghiale delle Alpi ti
    ricordava lei!
    Riguardo alla sintassi del tuo racconto,
    ho ravvisato delle inesattezze:
    dal mio canto, anziché dal canto mio
    (cambia il senso)! e all' inizio del
    racconto c'é una frase ingarbugliata: non
    era il silenzio ecc..., dove o che é
    congiunzione, viene dopo la virgola e la
    frase
    si incarta.
    Per quanto riguarda il contenuto, dico che
    ha destato il mio interesse, tuttavia non
    hai ben delineato né i sentimenti tuoi né
    i suoi; ne deriva una figura, la sua,
    appena tratteggiata nella sua strana
    freddezza, quasi
    aliena, in cui non emergono emozioni
    visibili. Una figura che avresti dovuto
    rendere più inquietante o quantomeno
    avresti dovuto indugiare maggiormente sul
    tuo stato d'animo, sulle tue sensazioni
    in sua presenza.
    E quando le doni il libro -atto
    necessario- da te stessa così definito,
    par quasi che tu ti uniformi alla sua
    freddezza, senza peró chiarirci bene che
    cosa tu provi.
    Insomma, un racconto troppo breve per
    approfondire e poca capacità di scendere
    negli abissi. In fondo, Anais, tu stessa
    dici che ti suscitava paura, quasi un
    presagio di eventi negativi; ed é proprio
    questa parte che andava meglio trattata,
    essendo la più interessante:
    Cos'é che alcune persone risvegliano in
    noi? Quali ataviche paure? E quel
    malessere, quel disagio che avvertiamo,
    non era già dentro di noi prima che l'
    altro lo ridestasse?

    ---
    Carmen

    "La sofferenza e il dolore sono occorrenze doverose per una vasta coscienza e per un cuore profondo", F.Dostoevskij

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: Lorens on Thursday, 11 February 2016 @ 19:23
    ... un brano di prosa insolito, laddove un incontro in riva
    al lago trascende dubbi, incertezze e paure.

    Un racconto "spot" d'inquietudine non confermata.

    In alcuni momenti di dialogo si ha la sensazione di un
    fumoso timore reverenziale per una persona dalle
    caratteristiche non ben definite.

    Mi sembra un contesto di forzata intenzione nel rendere lo
    scenario il più particolare e curioso possibile, manovra
    letteraria questa ben riuscita, come una sequenza di un film
    alla David Lynch.

    Quello che manca a questo breve ma interessante racconto, è
    un finale in chiusa surrealistica, dove nel confine tra il
    reale e l'arcano, i protagonisti si ritrovano in preda a
    fondati timori ed ansie importanti, ai quali inesorabilmente
    non possono sottrarsi. Qui avrei maggiormente approfondito
    la storia arricchendola di un finale più incisivo, ove
    presagio e paura, non dovevano essere solo sensazioni di
    pericolosa fantasia, ma di possibile, allarmante e fumosa
    concretezza ... è solo un mio modesto parere, condivisibile
    o meno, a rileggerti con vivo interesse ...

    Voti da (1 : 10)
    incipit = (7)
    musicalità = "imaginary girl" David Lynch (9)
    fantasia = tra dubbi ed ansie di peculiare emotività (7)
    verso =
    contenuto = incontro, ricordo di persona non definita (6)
    messaggio = sensazioni di possibile timore (7)
    scrittura = veloce stile spot nero (7)
    narrativa = rapida interessante curiosa (7)
    emozionalità = si evince nella peculiarità del brano (6,5)
    interesse = personale a servizio dell'inquieto (6,5)

    ciao
    Lorens



    ---
    Lorens

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: Elysa on Saturday, 13 February 2016 @ 10:08
    è senza dubbio un racconto che incuriosisce, hai saputo rendere la storia intrigante e leggermente difficile da decifrare, soprattutto: perchè lei voleva la tua amicizia e tu eri a disagio? e dove è finita dopo che le hai regalato il libro? comunque sì, per me il cuore ha un intelligenza sua slegata dalla ragione... e se il cuore ha timore di una persona bisogna ascoltarlo. brava --- Elysa

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: indio on Saturday, 13 February 2016 @ 20:48
    Che modo particolare di narrare e di narrarsi...soprattutto di narrarsi,,, ecco
    Anais questa è stata la mia primissima considerazione...

    Brava complimenti
    Poche righe poche pennellate e le immagini che regali
    ognuno di noi le inquadra dentro le proprie asperienze...







    ---
    mitakuye oyasin

    indio

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: joshua on Sunday, 14 February 2016 @ 11:56
    Scusi eh, lady Anais, ma lei (la taglia forte, dico), chi era? Una Crimilde col pannicolo? Devo dire che, pur sferzandomi con un intero campionario di fruste e staffili, non riesco a collegare il cinghiale deleddistico, o celtico , se lo vogliamo geograficamente corretto, alle unghie affilate (fosse stato un leopardo delle nevi…), se non per via di scalogna. E poi regalare la Tamaro di Va' – con l'apostrofo sull' a' – potrebbe aver scatenato ulterior danno...Però, nel caso l'obesa già non si sia autosoppressa per dieta ipercalorica , la cercherei e - per far meren…., pardon...ammenda, e prevenire l'harakiri ipercalorico – farei un focherello propiziatorio del Va' e ci metterei un bel Matthiessen rigenerante. Insomma avrà capito che, in prosa come in poesia, non amo l'accorato o il minimale, ma piuttosto il pane al pane, anche a rischio di ingrassare. E poi cos'è questo starsi a scusare coi negri, gli zingarelli, i rumeni, i Down, gli obesi, i menagrami e con tutto il campionario della (presunta) sfiga mondiale? Se la gentilezza e il saper fare ce li abbiamo nel DNA, non è così poco automatico applicarli al rapporto con gli altri, senza bisogno di ricamarci sopra una paginetta da libro Cuore di pentimento politicamente ricorretto. Io, ad esempio, ieri ho incontrato una zingarella che mi chiedeva l'elemosina e le ho donato la mia carta di credito scaduta da appena un mesetto e, tanto per non sentirmi buono lo stesso, non ho alcuna intenzione di raccontarlo a nessuno...
    j

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: tendre on Tuesday, 16 February 2016 @ 13:03
    Non è tanto la storia a spiccare in questo racconto quanto
    la tua capacità di saperla narrare con accenti e toni
    particolarissimi.

    L'apprezzo molto

    ---
    tendre

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: dragonero on Wednesday, 24 February 2016 @ 21:37
    non è vero che la donna non L'hai piu rivista perchè nel
    dualismo uomo-animale la trasmutazione o il passaggio non
    sono leggende prive di fondamento. logicamente parlo della
    nostra interiorità del senso del disgiunto che nasconde,
    tutto in questo racconto è "spezzato" le frasi, il senso la
    donna e il suo doppio, credo o voglio credere che l'animale
    sia parte della donna stessa, il suo "interno" perchè la
    bellezza del dualismo è nell'immaginare il profondo che
    nascondiamo
    (f)

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: PattiS. on Saturday, 05 March 2016 @ 23:26
    un altro racconto che parla del cuore in maniera non banale. C'è però qualcosa che
    non quadra...non so cosa, forse i salti semantici, non so.

    ---
    "Nulla è sicuro, ma scrivi" F. Fortini

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: cordaccia on Saturday, 06 August 2016 @ 01:12
    è vero, il cuore ha una sua
    personalità, ci difende con una sorta
    di precognizione a cui spesso non
    badiamo continuando a sfidare gli
    eventi. Il tuo racconto tratta proprio
    di questa sfida, della paura verso il
    mutismo animale e verso un'improvvisa
    ipocognizione umana.
    Mi è piaciuto il cameo del cinghiale,
    ad hoc per rappresentare il lato
    selvatico e inquietante della ragazza.
    Un racconto psicologico tenero e
    profondo allo stesso tempo, molto ben
    scritto.
    Brava.


    ciao, cordaccia :)

    [ ]

    Il filo di seta
    Contributo di: Ganimede on Friday, 25 November 2016 @ 23:13
    Guarda quanta strada a ritroso che mi tocca fare......
    Non c'è goffaggine che possa definirsi ingiustificata di fronte all'incedere
    spiazzante di certi comportamenti: al posto di consegnarle il libro, avresti
    anche potuto ridacchiare ed esordire con...... "un pasticcino cara?"'e
    sarebbe stata la stessa cosa. Certa gente è irrimediabilmente strana (per i
    canoni comportamentali umani ovviamente, non in senso assoluto) e di
    poco ci dobbiamo giustificate a riguardo; o forse, niente di tutto questo ma
    solo pura e semplice incompatibilità che noi stessi finiamo per ricamare fino
    ad associarla a qualcosa di irregolare solo perché distante dal nostro modo
    di vedere le cose.
    Guarda che però tu sei enigmatica forte in questo racconto, è come se
    buttassi lì tanti frangenti che poi non trovano attinenza gli uni con gli altri
    (tipo il consiglio dietetico con il resto) e questo incuriosisce molto e fomenta
    quel senso di mistero che hai voluto infondere al testo. Credo che tutto sia
    servito per incrementare un certo pathos finalizzato all'esaltazione
    dell'impronta psicologico-spirituale del testo. Mi piace questa idea di
    attribuire al cuore una sorta di istintuale autonomia che agirebbe in vece
    della ragione quando la stessa dà forfait (non mi hai convinta in senso
    scientifico ma mi piace :-)
    P.s. Comunque é molto bello il commento di cordaccia. Ma non si
    dovrebbe dire "ha avuto un incidente?"

    E adesso per favore vai a rileggerti il testo di manuela per la terza volta,
    dimmi che non ci sono errori da far drizzare i capelli (virgole usate al posto
    dei due punti o buttare lì a casaccio, punteggiatura generale allo sbaraglio,
    anarchia del congiuntivo piú altre varie aberrazioni temporali, "po'"con
    l'accento anziché apostrofo, "sì" senza accento, "gemito" al posto di
    "vagito", "il mio parto" usato impropriamente, (più arbitraria
    standardizzazione delle dinamiche del parto in generale), un "rivissuto"
    inserito senza alcun senso, un "ha trascorso la sua vita" incongruente con
    le dinamiche di un'esistenza apparentemente ancora in corso, generi
    "maschile/femminile" approssimativi, il refuso neanche lo segnalo (sconto
    alla cassa) e dio solo sa cos'altro ho dimenticato) e ti giuro che vengo a
    casa tua e Mi infilo una catana autopunitiva nella gola :-).
    Dei contenuti non ne voglio nemmeno discutere perché, se quello non è un
    testo che se la tira spudoratamente da qui a Vladivostok, io sono Marylin
    Monroe.
    Anais, ti stimo sinceramente, leggo sempre i tuoi commenti e faccio tesoro
    di tantissime delle cose che dici, inoltre sei stata una delle prime a
    muovermi delle critiche costruttive e non gratuitamente cattive ma ti prego:
    non comportanti da caso perso per amore del tuo (autorevolissimo) ruolo di
    bastian contrario.
    Ciao bella, un bacio :-)
    Ciao anche alla Carmençita che vuole farmi lo scalpo.


    ---
    Nadia Rizzardi
    ----
    Ganimede é la splendida luna gioviana su cui andró a vivere quando la terra sarà definitivamente sommersa dalle chiacchiere.

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