club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Thursday, 17 October 2019 @ 12:35 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2685/0)
Racconti (1020/0)
Saggi (15/1)

Eventi  
Eventi nel sito

Friday 11-Jan -
Saturday 30-Nov
  • Premio Il Club degli autori 2019-2020 Trofeo Umberto Montefameglio

  • Sunday 20-Jan -
    Monday 30-Dec
  • Premio Jacques Prèvert 2020
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    Nessun nuovo contributo

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  • La rivoluzione [+2]
  • Josh 3 [+2]
  • Lu mègghiu tempu [+2]
  • S. Vito Chietino
  •                  ... [+3]
  • Memoria migrante
  • Sotto il cielo de... [+2]
  • A mia madre
  • Buio incombente
  • La scelta
  • Estate (?) [+2]
  • Di foglie sparse [+2]
  • Youth
  • 1972 prove di div...
  • Batticuore

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     signor presidente   
     Wednesday, 06 May 2015 @ 17:30
     Leggi il profilo di: longobardo
     Visualizzazioni: 777

    Racconti


    Ripropongo all’attenzione dei pazienti amici del Club una proposta politica scritta e pubblicata nella nostra Vetrina, tra i racconti, sette anni fa.
    I fatti che caratterizzano l’argomento trattato, già drammatici allora, hanno col tempo assunto le dimensioni spaventose che ci vengono riproposte ogni giorno dai mezzi di comunicazione.



    - … Invito pertanto la Signora Ludovica Alibrandi, Ambasciatrice italiana presso le Nazioni Unite, a rivolgersi all’ Assemblea. –

    - Signor Presidente, Signor Segretario Generale, Signore e Signori, oggi desidero sottoporre alla Vostra attenzione un progetto che il Governo che mi onoro di rappresentare ha elaborato con l’intenzione di convincere la comunità internazionale a organizzare e normare un fenomeno che in modo sempre più preoccupante sta dilagando nel mondo e soprattutto in Europa: l’immigrazione incontrollata, caotica e spesso disperata di uomini, donne e bambini provenienti dall’Africa, dal Medio Oriente, dall’Europa dell’Est, dal Sud Est asiatico e dalle Americhe, diretta verso paesi economicamente evoluti. Questa gente, in misura sempre maggiore, decide di staccarsi dalla propria terra, dalle proprie tradizioni e dai propri affetti, a volte per sfuggire a guerre e genocidi, molto spesso per cercare soluzioni esistenziali dignitose, quasi sempre nell’ignoranza della lingua, dei costumi e delle leggi dei luoghi dove ha deciso di dirigersi, nell’assenza di garanzie occupazionali e abitative, spesso rischiando e sempre più frequentemente sacrificando la propria vita.

    In questo modo genti di origini, etnie, culture, religioni e lingue diverse vengono a trovarsi improvvisamente insieme, in paesi impreparati ad accoglierle, guardate con sospetto dagli abitanti del luogo che loro malgrado le ospitano, con gravi difficoltà di integrazione, anche tra loro stessi. Alcuni, nell’impossibilità di trovare soluzioni accettabili di sopravvivenza, si lasciano reclutare da organizzazioni malavitose che li sfruttano per l’esercizio di attività criminali, molti altri trascinano la propria esistenza mendicando agli angoli delle strade. Questa realtà viene vissuta dalle popolazioni locali in termini che alcuni definiscono razzisti. Si tratta invece di una sensazione di forte pericolo per la salvaguardia dei propri diritti e per la propria incolumità di fronte al crescente livello di criminalità imputabile proprio alla mancanza di controllo del fenomeno e di applicazione di provvedimenti efficaci. Le rapine nelle case isolate sono all’ordine del giorno, spesso si ripetono sugli stessi obbiettivi, a volte si concludono con gravi fatti di sangue. Di sera, in molte città, strade e mezzi pubblici di trasporto si svuotano. La gente ha paura: per molti rapine e stupri sembrano nascondersi dietro l’angolo di ogni casa.

    Contemporaneamente molte aziende, nel campo della produzione industriale e dei servizi, e anche molti privati, sono alla ricerca di personale che voglia esercitare compiti che alle popolazioni locali non sono più graditi. Attività manifatturiere, infermieristiche e di collaborazione domestica, per esempio.

    E’ manifesta a tutti l’assenza generalizzata, nella classe politica, della volontà di affrontare il problema con decisione e chiarezza, per progettare e organizzare in modo razionale soluzioni operative percorribili nell’interesse di tutti, di chi vorrebbe portare un contributo, ricavandone un beneficio, e di chi avrebbe la necessità di acquisirlo senza correre rischi eccessivi. Il Governo italiano, particolarmente sensibile al fenomeno, ( si contano ben 15.000 immigrati irregolari nei primi sei mesi di quest’anno ) ha deciso di studiare a fondo il problema e desidera proporre oggi alla comunità internazionale un preciso oggetto di discussione, perché riteniamo che soltanto un progetto ampiamente condiviso possa avere concreta applicabilità e possibilità di successo. Il progetto dettagliato, redatto in quattro lingue: italiano, inglese, spagnolo e francese è presente sui vostri banchi. Io mi limiterò, in questo momento, ad illustrarne il contenuto a grandi linee, restando a Vostra disposizione per approfondirne e discuterne i dettagli.

    Quella che a nostro avviso va combattuta ed eliminata al più presto è l’immigrazione passiva. Con questo termine intendiamo il flusso migratorio spontaneo e incontrollato, da un paese a un altro, lungo tragitti di solito prescelti solo per motivi di facile percorribilità e utilizzando mezzi fatiscenti gestiti da malavitosi in cerca di facili guadagni. Questo flusso viene affrontato, nei paesi accoglienti, con regolamentazioni locali transitorie, a volte confuse e contraddittorie, tese semplicemente ad arginare nel breve i problemi insorti e risolvere di volta in volta le singole necessità emergenti.

    Per immigrazione attiva, al contrario, noi intendiamo un flusso chiaramente regolamentato al quale vengano associate precise definizioni geografiche, temporali e organizzative, in un esplicito e più vasto progetto di collaborazione tra i paesi di origine e quelli di destinazione, che permetta di ottimizzarne i rapporti, facilitare l’integrazione degli immigrati e migliorare lo standard economico dei paesi di origine degli stessi . L’ immigrazione attiva nel progetto italiano si fonda su un concetto innovativo, azzarderei definire rivoluzionario in questo contesto: quello dell’ adozione di un paese economicamente evoluto nei confronti di altri, più sfortunati. Capisco lo sconcerto che leggo qua e là nei Vostri sguardi: il termine adozione ( potremmo però modificarlo in quello più realistico di partnership ) sta conducendo probabilmente qualcuno di Voi a tristi paralleli con memorie di una non lontanissima realtà coloniale con la quale questo termine, almeno così come è oggi inteso da noi, non ha niente da spartire.

    Il progetto prevede che ciascuno dei paesi più ricchi adotti una terna di paesi più poveri provenienti da aree di immigrazione diverse considerandoli partner di un serio e dettagliato disegno di cooperazione. La scelta degli accoppiamenti dipenderà dalle caratteristiche dei paesi, in termini di dimensioni demografiche, capacità economica, affinità storiche, linguistiche e culturali, necessità di reperimento e di offerta di manodopera. Questa scelta potrà essere effettuata tenendo conto del gradimento di entrambe le parti e di considerazioni oggettive elaborate da una commissione nominata appositamente per individuare le soluzioni più appropriate.
    Facciamo un esempio: l’Italia potrebbe scegliere l’ Eritrea per ragioni di affinità storiche e venir scelta dall’Ecuador per simpatia latina. La commissione infine nominerebbe le Filippine, seguendo altre considerazioni, come terzo partner italiano. Da questo momento in poi nessun immigrato sarà tollerato in Italia al di fuori di questo contesto, a meno che non possa dimostrare di essere economicamente indipendente o di poter contare su occupazione e alloggio certi.

    Tra il paese adottante e i tre partner si stabilirà uno stretto rapporto di cooperazione. Il paese adottante realizzerà nei tre paesi unità di apprendimento dove si avrà la possibilità di imparare lingua, cultura e tradizioni del paese ospitante, insieme alle conoscenze relative ad attività economiche compatibili con la cultura, le tradizioni e le risorse naturali sia del paese partner che del paese ospitante. Faccio un esempio: se la coltivazione di determinati prodotti agricoli godesse di un ambiente particolarmente ricettivo, il paese ospitante aiuterà il partner a realizzare attività agricolo-industriali moderne in quel settore e realizzerà presso di sé punti commerciali organizzati per concentrarvi una attività economicamente interessante di tali prodotti. Se le caratteristiche geografiche e naturali offrissero alettanti attrattive turistiche il partner sarà aiutato a realizzare unità ricettive moderne e adeguate. Se il paese ospitante necessitasse di manodopera utile nel settore dei servizi ( attività infermieristiche e di collaborazione familiare, per esempio ) appositi corsi saranno realizzati in loco anche su questi argomenti. La realizzazione locale di centri di apprendimento e di realtà produttive porterà ad accrescere il potenziale economico e quindi la ricchezza del partner e a ridurre nel tempo la necessità di espatrio da parte della popolazione indigena alla ricerca di migliori ma lontane e comunque sofferte soluzioni di sopravvivenza.

    L’immigrazione sarà normata da precise procedure concordate e gestite dalle ambasciate dei paesi coinvolti. Le richieste di assunzione, confortate da garanzie abitative, saranno confrontate con le richieste di immigrazione certificate dalle attestazioni di frequentazione dei corsi di lingua e di cultura generale relative al paese ospitante e di quelli di avviamento professionale. Una volta stabilito l’incontro tra domanda e offerta gli immigranti avranno la possibilità di raggiungere il paese ospitante con mezzi di trasporto adeguati e gratuiti e la loro preparazione all’incontro con quel paese verrà sicuramente premiata da sincere attestazioni di simpatia e ospitalità derivate dalla reciproca conoscenza e dal reciproco rispetto.

    C’è un proverbio tedesco che afferma che nei dettagli si nasconde il diavolo: bene, i dettagli da discutere nella definizione di questi obbiettivi sono certamente numerosi: mi auguro che sia invece l’angelo che sicuramente risiede in ciascuno di noi a facilitare la realizzazione, in un progetto comunemente condiviso, di una svolta epocale nel rapporto tra i popoli di questa nostra amata terra.

    Grazie a tutti Voi dell’attenzione prestatami. Rimango a Vostra disposizione per rispondere alle domande che mi vorrete rivolgere e per ascoltare e valutare con forte interesse i Vostri punti di vista preliminari sulla nostra proposta. -

     



    signor presidente | 10 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    signor presidente
    Contributo di: Lorens on Wednesday, 06 May 2015 @ 21:06
    ...l'argomento è scottante. Lo share televisivo dei TG e dei
    talk show, aumenta in continuazione sfruttando per
    l'audience di turno, le immagini dell'orrore.

    Tutti i politici hanno una soluzione possibile.

    Questa tua lettera aperta è molto interessante, le
    possibilità di realizzazione non sono così utopistiche,
    potrebbe essere un salto per una nuova umanità, che potrebbe
    arricchirsi di maggiori opportunità unendo diverse etnie.

    Purtroppo è solo un sogno lontano.

    Finché nel mondo saranno presenti i poteri forti, le lobbies
    interessate al profitto, i venditori di armi e quelli che le
    comprano, non potrà mai essere realizzato nessun progetto
    serio di epocale cambiamento.

    Addirittura siamo giunti all'epilogo che gli immigrati sono
    un business da sfruttare per ottenere i finanziamenti dalla
    comunità europea, da dividersi tra le varie associazioni a
    delinquere (vedi l'ultimo scandalo a Roma).

    Che dire di più?

    La speranza è l'ultima a morire, eppur vero che chi di
    speranza vive disperato muore.

    Quando oggi, accendere il TV, significa seguire annotando
    notizie di fame nel mondo, di guerre, di pulizie etniche, di
    genocidi, di mancanza lavoro, di scuole che crollano, di
    barconi con gente affogata nel mediterraneo, di sfruttatori
    di miserie altrui, di avvenute deforestazioni per ricavare
    l'olio di palma e derivati (decine di migliaia di orango
    senza più un albero per vivere), gli accordi internazionali
    non rispettati per limitare l'inquinamento atmosferico
    (effetto serra), ancora scuole dove i maestri picchiano
    i bambini, le banche e le borse che guidano guerre
    finanziarie per arricchire i soliti speculatori, le alleanze
    strategiche per gli interessi energetici legati al petrolio,
    e ancora politiche populiste per giungere al potere solo per
    ottenere la poltrona con le promesse a chiacchiere, e poi
    ancora ... basta così per oggi, lamentarsi è facile ma
    costruire è molto più difficile, che anche il buon Dio ci
    aiuti a vincere, il destino del mondo futuro è solo un punto
    interrogativo...

    ciao
    Lorens

    -----------------------------------------------------------

    ...c'è poco da ridere...

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: zio-silen on Thursday, 07 May 2015 @ 09:08
    Mi piace immaginare l'Italia - anche per la posizione geografica - come una nave dal cuore grande
    che, nel rispetto dei diritti umani, raccoglie e accoglie profughi: 10 milioni, 100 milioni, un miliardo... chissà?
    assicurando a tutti (com'è giusto) assistenza sanitaria, vitto ed alloggio. Poi, - è questione di leggi economiche
    e fisiche (tralascio le variabili estremistiche ancora in nuce) - affonderà anch'essa... con l'altra Europa,
    gli incolpevoli (sic) Stati Uniti e l'ONU a sventolare i fazzoletti dal molo.


    Saluti

    ---
    zio-silen

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: Sandro Moscardi on Thursday, 07 May 2015 @ 14:05
    Sicuramente l'analisi del probblema è esaustivo e ben elaborato,
    quindi non c'è nulla da aggiungere.
    Per quanto riguarda il progetto risolutivo dello stesso, pur essendo
    ben elaborato nella stesura, non capisco ha chi dovrebbe essere
    sottoposto, ai bruchi del Borneo?
    C'è un piccolo probblema, piccolissimo,che non viene menzionato,
    ed è che chi dovrebbe risolvere il probblema, coincide con chi l'ha
    creato, quindi dovrebbe essere fulminato dalla redenzione.
    Il progetto che Tu proponi, è esclusivamente di immagine, di
    abbellimento della visibilità, ed anche se venisse approvato,
    resterebbe tale, lasciando all'oscurità o alla censura gli
    eventi cruenti e disastrosi che tale situazione produce.

    Non ritengo di essere in grado di affrontare una situazione
    così complicata che implica conoscenze storiche, sociologiche
    politiche, economiche, etologiche, per cui non mi associo
    al comizio della bontà e cerco di affrontare probblemini molto
    più piccoli che insidiano la mia quotinianità, anche in questo
    campo. Ciao Sandro

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: frame on Thursday, 07 May 2015 @ 14:21
    L’ immigrazione clandestina si chiama così proprio perché
    non segue regole, leggi e imposizioni, non rispetta
    trattati internazionali e se ne frega di tutto il resto.
    Le popolazioni che espatriano per fame o per altri
    motivi, vanno dove più gli fa comodo e soprattutto dove
    possono, e in ogni caso decidono loro dove andare.
    Nessun accordo al mondo potrà fermare il loro
    esodo. Se decidono per convenienza di sbarcare a
    Lampedusa, non li puoi fermare con un accordo,
    ti devi rassegnare all’accoglienza e basta.
    Al massimo, se non si vuole usare la forza, si
    possono siglare degli accordi preventivi con i paesi del
    terzo mondo, ma la clandestinità non si combatte con le
    leggi. Il muro tra gli Stati uniti e il Messico non è
    servito a fermare l'esodo,figuriamoci un accordo scritto.

    Questo progetto mi pare una cosa buona solo nelle
    intenzioni ma poco fattibile. Mi auguro di sbagliare.

    ---
    Frame

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: Elysa on Thursday, 07 May 2015 @ 19:42
    questo tuo bel racconto, scritto diverso tempo fa, dimostra oltre alla tua bravura, anche la tua lungimiranza e la tua buona propensione alle possibili tematiche legate alle risoluzioni dei problemi sociali, piaga della ns. umanità e dei nostri tempi bui...sempre bello rileggerti, bravo Augusto. --- Elysa

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: Ganimede on Friday, 08 May 2015 @ 15:21
    Ciao longobardo, ho letto attentamente la tua interessante proposta ed ero indecisa sul fatto di intervenire o meno perché non sono un esperta né una persona che abbia la buona volontà di tenersi sufficientemente informata sui fatti ma il tema mi sembrava particolare e ho pensato: ben venga chiunque voglia esprimere un pensiero, giusto o sbagliato che sia (mi scuso in anticipo perché, a volte tendo a sviare). La tua proposta sembra un perfetto gioco da tavolo in cui ogni concorrente si prende i suoi stati e relativi annessi ma resta intraducibile nella realtà. Le motivazioni le riprendo dai commenti che mi precedono: le lobby (soprattutto dell'energia) e le multinazionali che appunto sono all'origine del problema, manterrebbero intatta la loro matrice speculativa e questo perché la natura umana é tendenzialmente spregevole, é inutile negarlo affossando il cinismo; quella che proponi tu, mi sembra una forma di collaborazione nobile e lodevole verso la quale il mondo, soprattutto quello dei poteri forti non é pronto né ricettivo e questo per riprendere il concetto che é inutile curare le foglie di una pianta se le radici sono marce (ma in fondo lo dici anche tu nonostante confidi in un qualche ipotetico angelo che io non vedo); di contro l'immigrazione clandestina probabilmente continuerebbe nonostante il rincaro delle misure atte a contrastarla, per molti motivi anch'essi già menzionati e mi sembra utile ricordare che ,anche a fronte di un eventuale miglioramento delle condizioni di vita in loco, il mito dell'occidente ricco di opportunità creato dai mass media resta duro da sradicare e ci sarebbero comunque persone che, in qualche modo tagliate fuori dal circuito, tenterebbero la strada della clandestinità. Una considerazione che faccio in questi casi é che si tenda spesso a vedere il macro e raramente il micro, sottovalutando il butterfly effect: ci sentiamo in colpa per il fatto di mostrare sempre poca sensibilità verso le tragedie contemporanee ma spesso ce ne freghiamo del fatto che lobby e multinazionali fondino il loro potere anche sulle nostre scelte di consumo quotidiane, dalla più grande a quella infinitesimale.... ora non sto parlando di boicottare l'economia che é già incasinata di suo ma magari di incanalare meglio le nostre scelte attraverso consumi più oculati o,quantomeno, agire in uno stato di maggiore consapevolezza; la realtà fa schifo, non é un mistero, basti pensare alla ricerca medica( lo so, non c'entra niente con l'immigrazione) che trova cure per malattie rare che poi non vengono supportate dalla produzione dei farmaci necessari perché le case farmaceutiche non ne traggono un valido business e, intanto, si arricchiscono con la vendita di analgesici di cui magari facciamo incetta a sproposito, Tutto questo per dire che, il mondo, non si fonda che su un unico, colossale e tarato circolo vizioso. Mi sembra anche che tu ti sia dimenticato di citare i paesi che, versando in circostanze di gravi instabilità governative nonché dilaniati dalle guerriglie interne, creerebbero grosse difficoltà a livello di accordi. A proposito di consumi mi viene anche da ricordare ai mariti che regalano il brillocco alla moglie per l'anniversario che la De B. li acquista dai paesi in cui spesso, gente senza scrupoli utilizza i proventi per comprare armi (che poi gli vende l'occidente) e fomentare le guerriglie, nonostante le rassicurazioni di chi si affanna a garantire sui controlli e, ai quali mi sembra quantomeno ingenuo credere. Tutto questo a fronte di divergenze culturali e di mentalità che vanno giustamente rispettate e tutelate ma con cui resta difficile confrontarsi (voglio dire che non bastano gli aiuti, serve anche la mentalità pronta a riceverli e a farli fruttare). Insomma il mondo non mi sembra pronto per i tuoi progetti visionari perché l'umanità non é abbastanza evoluta per metterli in atto e, considerando poco auspicabile un lavaggio del cervello in stile 1984 di George Orwell direi che sia meglio rassegnarsi all'idea di procedere per gradi sperando in un futuro in cui si sarà compreso che nell'abbandonarsi alla propria natura guerrafondaia non c'è niente di proficuo. Nonostante ciò, spero vivamente di sbagliarmi (rimango nonostante tutto un ottimista che crede in un mondo con uguali diritti per tutti) e, visto come stanno andando le cose in Italia, potremmo sperare di essere adottati piú che adottanti, magari da un paese ricco come la Norvegia e, se non altro, nell'ambito del sistema di scambi vantaggiosi che proponi potremmo contraccambiare con qualche cassa di pregiato bollicine di Franciacorta al posto del loro scadentissimo (e comunque importato) Cava da quindici euro al bicchiere. Ciao, grazie per l'impegno politico e auguri! --- Nadia Rizzardi ---- Ganimede é la splendida luna gioviana su cui andró a vivere quando la terra sarà definitivamente sommersa dalle chiacchiere.

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: longobardo on Saturday, 16 May 2015 @ 23:41

    Ringrazio i sette amici che sono intervenuti con i loro commenti sull’argomento proposto e sono lieto di essere riuscito a suscitare un serio interesse a un problema che, già evidente nella sua gravità sette anni fa, quando ho scritto il "racconto", ha assunto aspetti drammatici ai giorni nostri.
    Mi sembra di aver raccolto,però, oltre a un unanime consenso alla proposta dell’ambasciatrice Alibrandi, un sottile scetticismo circa la possibilità di realizzarlo.

    Nel settembre 2008 la prima edizione di questo testo ricevette 22 commenti (altri tempi!) molti dei quali proposti da amici ormai scomparsi dal Club.
    La quasi totalità delle reazioni fu positiva e meno scettica. Ecco alcuni stralci degli interessanti commenti ricevuti:

    …questa è politica nel senso migliore del termine… (hastrid)

    …la soluzione prospettata è così bella da sembrare l’uovo di Colombo… ( Rudy Vettorello)

    …è stato grazie al perseguimento tenace di sogni e ideali, talvolta di pochi uomini, se il progresso e la civiltà hanno avuto modo di concretizzarsi… (serenella)

    …una proposta ragionevole, circostanziata, seria e concreta… (franca canapini)

    …un progetto affascinante e umanitario: Anche se utopistico potrebbe essere realizzato… ( gianna curtò)

    …credi che si potrebbe realizzare? Sarebbe meraviglioso… (angaz)


    Grazie comunque a tutti gli amici del Club, di ieri e di oggi, che hanno colto l’occasione per riflettere seriamente sulla mia proposta

    Augusto

    ---
    longobardo

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: Lisa on Thursday, 21 May 2015 @ 17:44

    Ciao Augusto,

    è la prima volta che leggo attentamente questo scritto che porrei chiaramente fra le riflessioni come quello di Marco Cinque più che tra i racconti.

    Solito stile giornalistico, asciutto, pulito, senza sbavature, con dietro una ricerca che, immagino sia durata un tempo abbastanza lungo, come accade sempre quando tu scrivi. Si nota infatti l'estrema puntualità di ogni cosa che esprimi.

    Insomma ciò che scrivi è scritto bene e nulla si può dire in merito. Purtroppo riguardo al contenuto ci vorrebbe anche da parte del lettore una preparazione direttamente proporzionale alla tua per commentare i vari punti.

    Io mi limiterò a dire che l’immigrazione clandestina ci sarà fino quando ci sarà la volontà di mantenerla, insomma fino a quando farà comodo e non certo a quei poveri disgraziati che si vendono tutto ciò che hanno per imbarcarsi sui barconi della morte, credendo di andare verso un Paradiso.

    È chiaro che queste persone stanno malissimo tanto da pensare che nulla possa essere peggio di quello che hanno là dove vivono, altrimenti non credono siano così masochisti da rischiare la loro vita.

    Il tuo progetto è fortemente utopistico come lo sono tanti altri perché non può essere certo un progetto fatto a tavolino a modificare una realtà cui siamo giunti pian pian e certamente per colpa di tutti gli Stati interessati.

    Mi fermo qui, con l’augurio che queste persone che arrivano e che non hanno alcuna colpa vengano accolte nel modo migliore e non viste come usurpatori di terre altrui.
    Non dimentichiamoci cosa siamo stati noi non molti anni fa e come siamo stati trattati.

    È facile dire “io non sono razzista” sino a quando il problema riguarda gli altri. Proviamo a gridarlo oggi e a trovare una soluzione a breve per queste persone che stanno morendo poi il vero problema andrebbe affrontato molto molto più a fondo ma, soprattutto ci vorrebbe, come ho già detto una grande volontà di cambiamento di cui, a tutt’oggi non si vede neanche l’ombra.





    Alla prossima


    ---
    "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"
    (Antoine-Laurent de Lavoiser)
    Lisa

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: Lucio Cornelio on Tuesday, 08 September 2015 @ 16:21
    "il diavolo si nasconde nei dettagli" : è una frase di Blaise Pascal, matematico francese, detta a proposito dei limiti delle funzioni continue uniformi.

    ---
    Lucio Cornelio

    [ ]

    signor presidente
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 11 September 2015 @ 20:31
    Bravo! Ciao. --- Midri

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2019 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.