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     (d)Emme(me)ntal!   
     Monday, 06 October 2014 @ 11:15
     Leggi il profilo di: spettinata
     Visualizzazioni: 1886

    Racconti



      Questo contributo nasce dalla volontà, insopprimibile, di prender parte all'abominio espressivo e concettuale (di)scioltosi, in recentissimo passato, fra le pagine di questo preziosissimo spazio (al quale, fortunatamente, il buon Sandro ha reso il dovuto risalto) e dalla consapevolezza, al contempo, di quanto sia precaria la possibilità di occupare lo spazio dedicato ai commenti personali con disquisizioni eccessivamente lunghe ed improntate, altresì, alla strutturazione di un confronto di carattere più generale e più generalmente comprensivo.
      Sicché, riprendo, pari pari, il 'commento' che avevo avuto intenzione di lasciare sotto un 'testo' (e mi si perdoni il vilipendio al/del termine 'testo' ^______^) e lo ammanto delle vesti di 'intervento verbale ad hoc', nella speranza che, in tale maniera, esso possa rendersi visibile senza inficiare la struttura degli spazi così come riservati.
      Immagino che qualcuno si troverà in disaccordo relativamente a questo mio intervento, sulla scorta dell'opinione che queste siano 'questioni che non attengono ai significati della Poesia'; io, invece ed appunto, credo che la Poesia non costituisca un contenitore a sé ma sia riverbero immediato di un Pensiero storico, sociale e politico e che anche questo genere di confronti sia indispensabile per ricostruire il pensiero di ciascuno di noi.
      In caso contrario, mi sembrerebbe di trascurare una parte consistente del confronto letterario stesso! Ferma restando, si intende, la libertà di ciascuno di ritenere 'perso' il tempo speso dietro disquisizioni di questa fattura!




      Eh! Sono (almeno) due anni che cerco di porre l'accento sull'abominevole circostanza intellettuale di quanti, in questo meraviglioso spazio, si strappano le permanenti e straparlano di 'anime belle ed anime sensibili' (vaneggiando di sofferenze atroci inflitte all'essere umano da 'commenti poco delicati' , che stroncherebbero, stando a tutto questo po'po' di delirii, non solo le velleità poetiche di quanti maggiormente impossibilitati all'arte scrittoria ma proprio, e soprattutto, le stesse esistenze di questi ultimi) e, poi... ... ... mantengono meravigliose amicizie e paradisiaci scambi esistenziali con il Pierino di turno che, ahilui, ancora si diverte a 'toccagli l'orecchio e a conta fino a dieci e se non mette la mano in fronte prima del dieci è ricchione' e, ancora, dopo quel dieci, si gira verso Gianni&Pinotto e grida, sbellicandosi dalle risate e tirando il moccio, "Ahahahahahahah è ricchio-ne, è ricchio-ne, è ricchio-ne", mentre Gianni&Pinotto, a suon di pacche sulla spalla e scambi complici di sguardi, se la raccontano lunga sulla loro carriera da "ahò, e mica io so' dell'artra sponda, eh? Io mica me metto a raccoglie 'a saponetta mentre sto dentro 'a doccia?" e, lì, altre risate e pacche sulla spalla, finché un rutto od uno scoreggino non interrompono l'attuale ilarità per dare vita ad un nuovo e rinnovato divertissement, di carattere più spiccatamente oMomatopeico.
      ^_______^
      Eh, già! Eh, sì!
      Una volta ho anche provato a porre domanda diretta, su tutto ciò, ma... si indovini in quanti hanno avuto il coraggio di rispondere ed assumersi le proprie responsabilità? Una sola persona!
      Ed è stato uno spettacolo vedere come professoresse, pittori, geni dell'intrattenimento, intellettuali cavalieri d'oltreognicosa, signore dall'animo docile ed attento ad ogni possibile sciagura umana, professionisti dell'indagine umana più insistita, etc.etc. abbiano fatto a gara per glissare sull'argomento e, addirittura, sconfessare qualsiasi tipo di rapporto con 'persone del genere' (parole loro), fingendo di non riuscire ad individuarne di simili nello stato attuale delle loro frequentazioni 'virtuali'!
      Ihihihihihihih!
      Insomma: il re(tto) è nudo da sempre ed, ormai ed impietosamente, gli casca tutto ad ogni pie' sospinto!
      Ed è meraviglioso, tutto questo!
      ^________^
      So benissimo che tutto questo dibattere di oggi, scaturito dalle risibili sceneggiature di vanziniana estrazione testè regalateci, sarà censurato dall'admin (e, forse, è anche giusto così, considerata l'oggettiva rilevanza penale del concetto di 'omofobia'), però vorrei far rilevare come, e drammaticamente, vi sia una totale incapacità di discernimento e valutazione, dietro tutto questo.
      Purtroppo, e lo dico con un sottile dolore, il termine 'frocio' in sé non è indicativo della tragedia intellettuale effettivamente coinvolta; il peso maggiore, invero, è tutto nelle parole altre, nelle (de)(imm)motivazioni addotte, nei risibili tentativi disperati di apparire (quanto meno) 'pensanti', in quel dibattersi, sudati e 'adrenalinizzati', davanti alla propria piccola tastierina (ormai ampiamente consensiente rispetto a qualsivoglia accenno di gravità) a cercare di rinvenire gli ultimi vani sforzi per sentirsi 'partecipanti' di un dibattito.
      Ecco, è in tutto questo che risiede la drammaticità più tangibile.
      Ed, a ben guardare, essa finisce con il disvelare anche l'odiosa consistenza del disinteressamento altrui.
      Personalmente, e per esempio, sarei più propensa ad aver compassione delle parole farfugliate dal marmittone di turno (considerata l'evidente assenza di discernimento della sceneggiatura improntata) che del silenzio del circostante o, peggio ancora, del tentativo di buttarla in caciara.
      Insomma... va bene non avvertire le pall... ,ehm, la necessità di dire la propria in alcuna circostanza (è una scelta esistenziale che mi dà la misura assoluta del valore filosofico coinvolto ma che, purtroppo, non posso che rispettare), va bene fingere, disperatamente, che questa assenza di pall... ,ehm, di necessità sia "non mi interessa discutere, qui dentro, perché voglio solo 'posta', bivacca', divettimme" (non ci crede nessuno, ovviamente, ma va bene lo stesso), ma non va bene, a mio avviso, tacciare di stoltezza chi, invece, non sta qui dentro solo per dire due minchiate e intrattenere rapporti adolescenziali con i lettori e le lettrici di E.L.James/Moccia/Allegati VaridiGraziaeDonnaModerna/etc., ma frequenta questo straordinario LuogoDiLettere con l'intento di sviluppare e svilupparsi in un Pensiero storico e sociale che si assuma il ruolo di motore e giustificazione per la Lingua, allo scopo di distinguerla, finché possibile, dalla lingua.
      È chiaro, altresì, come e quanto non tutti siano in grado di farlo (ed, infatti, il nodo di ogni questione è proprio lì, anche se continuiamo a far finta di raccontarcela in altre maniere :)), ed è, altresì, lampante come non tutti siano in grado di tenere in piedi una diatriba 'letteraria' (nonostante gli sforzi disperati di sentirsi parte, almeno, di quella 'letterale', con risultati, ovviamente, commisurati al proprio ventaglio personale ^___^)!
      C'è chi pensa, infatti, che 'ironico' sia fare una scoreggia in pubblico, che 'sarcastico' sia appellare qualcuno come ricchione/frocio/etc, che 'erotico' sia aprirsi l'impermeabile in piazza e lasciar ciondolare la paranza, che 'sacrilego' sia suonare al citofono della canonica e poi scappare, che 'provocatorio' sia ruttare alla prima della Scala, che... ... ... 'sensibile' sia 'non fare critica letteraria feroce' (non sia mai, eh) ma rimanere silenti e 'in contatto' con persone che, in tutta allegrezza, smutandano le proprie ossessionate intellettualità con evidente assenza, ripeto, di qualsivoglia discernimento (tanto che, ahiloro, la 'colpa' tende a tramutarsi, senza colpo ferire, in conclamata impossibilità di sorta
      ^______^
      E non sono queste, peraltro, le sole 'ossessioni' :D.
      Proprio a questo proposito, due giorni addietro, fra il solito quotidiano Calippo ed il solito quotidiano Caffè rigorosamente pagati da Piccoloerosalvodaanna (che è una delle sole quattro persone che conosco, di questo belspazietto, insieme agli adorati O&S e Naked, ed è, confesso, quello che mi sopporta tutti i giorni... tanto che oggi è scappato a qualche Paese di distanza da me @_____@), il su citato piccoloeroscemomaanchedagrandenonscherzo ed io ce la ridevamo a grossi lacrimoni al pensiero, intavolato da piccolo, di una buona parte dei frequentatori di questo club che si arrovellava cervello e dita (a furia di ipotesi -rigorosamente in senso non scientifico, ovviamente :))- e mailS) al pensiero di noi che, 'insieme agli altri SemperNominati, confabuliamo ogni giorno, a casa di uno o dell'altro, parlando ininterrottamente del club e di tutti i suoi frequentatori'!
      Sì, perché questa è l'altra meravigliosa ossessione, neh! ^______^
      L'idea che sette/otto di noi ci si conosca tutti personalmente e che ci si incontri o ci si parli con assiduità circa le (s)venture scrittorie di cotanti frequentatori, pare, invero, essere idea portante di ciascun commento lasciato e, probabilmente, di gran parte della giornata di tanti; e questo ci ha fatto ridere fino alle lacrime.
      Ci siamo anche prodigati in tutte le imitazioni possibili e, devo dire la verità, sono stati momenti belliSSSSSimi!
      E pensare che io, addirittura, non ho nessuno degli altri 'sempernominati' nemmeno fra i miei contatti FB (anzi, quei pochissimi che ho sono i contatti di 'scrittori del club' che non ritengo papabili come tali... figurt!)! Non che non mi piacerebbe, ovviamente, ma è che non ne ho mai avvertita la necessità (ed altrettanto vale per loro), posto che questo spazio, pubblico e strutturato, è assolutamente in grado, di per sé, di consentire uno scambio quotidiano di pensieri e concetti comuni.
      Ma questo c'entra ben poco con l'abominio di oggi, è vero! Che lo si prenda come mia divagazione, dunque.
      Vorrei, invece, e prima che tutta la conversazione venga, giustamente, oscurata dall'admin per le implicazioni sopra considerate, chiedere all'admin (e lo faccio pubblicamente) se sia possibile strutturare, all'interno di queste Pagine, uno spazio più specificamente deputato allo scambio di opinioni e pareri sulla PoesiaEtc, che resti vergine da censure di sorta (personalmente, non ho mai travalicato il confine e, quindi, non avrei problemi al riguardo) e che consenta, a tutti, di mostrarsi per ciò che si è!
      In questo modo, forse, la famosa 'mail privata', che pare essere il rifugio di quanti, in pubblico, non si esprimono nelle medesime maniere adoperate in privato, resterebbe relegata al ruolo di estremo accessorio di genere e confronti come questo, che, a mio avviso (ma resta il mio parere, ovviamente), appaiono molto più interessanti di quanto si creda (o si voglia far credere, allo scopo di mantenere inalterati i vacui e fallaci rapporti di buon vicinato) potrebbero entrare a far parte, di diritto, della nostra piccola e personale Storia social-letteraria.


      Ecco, a quel punto ho interrotto la scrittura, determinandomi all'idea di inserire il tutto nel mio spazio personale, attualmente occupato, peraltro, da un genere di scrittura che ho ripudiato con insistito fastidio.
      E sarebbe davvero interessante ascoltare, sul tema in questione, quanti (fra i più sensiBBili ed umani degli astanti), ancora e con allegra superficialità, insistono a non prendere posizione nei confronti di 'amici di clubbe' (ché, spero, l'amicizia 'reale' resti riservata a ben altre circostanze di vita, neh) i cui abominii espressivi (che, non fatico a dire né credere, ben lungi dall'essere meramente 'espressivi' (ed, infatti, concordo con Kenji che mi sottolineò, in altro intervento sul tema, l'importanza dell'idea dietro l'espressione, ci mancherebbe... ed, anzi, io intendevo dire proprio quello) sicuramente rispecchiano accozzaglie di un pensiero deturpato da chissà quali vacanze :)) sono, da anni, sotto l'occhio di chiunque, pur continuando, però, ad auto-proclamarsi 'fatina dell'anno' e 'fatone del secolo'!
      Suvvia (e perdinci), mi sembra una curiosità più che plausibile. O no?
      Sarebbe interessantissimo ammirare i cilindri che si svuotano d'ogni 'roba' possibile (dal più basic "sicuramente avete frainteso le sue parole", tanto basic quanto annichilente, al maggiormente articolato "ognuno è libero di pensarla come vuole e non siamo qui per dire agli altri come comportarsi nella vita", salvo, poi, dire 'come bisogna comportarsi nella vita' a quei cattivoni dal commento cattivone, allo straordinario e coraggiosissimo "aho', ma qui se dovemo divetti' mica dovemo fa la guera", che resta, assolutamente, il più significativo di tutti, sotto un profilo squisitamente politico-sociale-storico&filosofico).
      'Ma checcefrega da filosoffia' direte voi!
      E la verità, purtroppo, è che questo discorso, alloggiato sul vostro tavolo da stiro, finisce col non fare una piega. 0_______O


      Ah! OVVIAMENTE, la mia curiosità non conserva senso nei confronti di quanti, da sempre, si astengono da qualsivoglia commento che esuli dal testo proposto (ricordo, per esempio, il caro Bit, che alcunché diceva ad alcuno o, ancora, Ugu) e, di conseguenza, non testimoniano incoerenze di sorta o, peggio, connivenze concettuali improntate/approntate alla bisogna! :)


      Scusate il fastidio, eh; ma l'argomento era così pruriginoso da spodestare, addirittura, la mia precedente idea di proporre disquisizione sull'importanza della 'cultura lessicale e sintattica' nell'approccio con lo strumento espressivo letterario e sulla scarsa attestazione fornita, in proposito, dal superamento di esami di sorta e il conseguimento di Lauree e Beatrici! Ma non mancherà occasione, spero! :D
      
      

     



    (d)Emme(me)ntal! | 24 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Rain on Monday, 06 October 2014 @ 14:05
    Sei simpaticissima e lo dico con grande persuasione interiore. Tra l'altro amo il tuo linguaggio forbito che sorvola elegante toccando le atmosfere ilari e allo stesso tempo grottesche tipiche del THEÂTRE CHARCOT. Lì dall'alto le vedi anche tu le popolazioni beduine? Sono così piccole che riesci a scorgere sì e no la loro testa di spillo, pardon di......

    ciao cara, un sorriso, grazie.

    ---
    Rain

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Sandro Moscardi on Monday, 06 October 2014 @ 14:25
    Spero che questa lettura elevi il livello di interscambio culturale, ma prevedo una latitanza mostruosa. Se poi i commenti sono da Pollo ridanciano bullone ( in ogni senso) , "Sandrina" si tradisce svelandoci la sua ascendenza "gay".,nel commento al racconto di Armida, ma non solo quello, leggetelo tutto il commento perchè è patetico, allora non c'è altro che ridere per non piangere. Buona fortuna Spettinata che impegni tante energie nel cercare di portare senno . La Tua scrittura oltre ad essere sintetica e pregnante, ha un frizzantino che sprizza simpatia ad ogni parola. Ciao Sandro

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Armida Bottini on Monday, 06 October 2014 @ 16:22
    Come il Sandro. Ora ti pettino per benino, ciao. --- Midri

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Elysa on Monday, 06 October 2014 @ 18:55
    complimenti però, (permettimelo) cerchiamo di non ritenere "sempre nel giusto", solo quelli che la pensano esattamente come noi (e uso la prima persona plurale proprio per riferirmi a noi tutti, me compresa). Un caro saluto. --- Elysa

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Bosio on Monday, 06 October 2014 @ 19:55
    "Oh!Menomale,Spettinata,che sei piaciuta a tanti,e così
    profondamente!In tal modo,posso sentirmi sollevato nel
    manifestare il mio scarsissimo gradimento per un testo che
    non fa altro che ripetere,e ripetere,e ripetere,e ripetere,e
    ripetere parole e immagini già ripetute ,e ripetute,e
    ripetute,e ripetute da altre millemila persone.
    E' una meravigliosa sensazione,quella di non sentirsi
    responsabile dello sconforto letterario altrui,perchè barili
    di conforto sentimentale sono approntati alla bisogna."

    Ho ripetuto ,e ripetuto punto per punto il tuo commento
    almeno credo.

    P.S. ho lasciato perdere volutamente il riferimento al
    grande "immenso" G.Leopardi.

    Grazie per essere riuscita a farmi scrivere un commento.

    Bosio

    ---
    Bosio

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: epitteto on Monday, 06 October 2014 @ 21:09
    Ho il sospetto che il virus joshua si stia diffondendo a macchia d'olio ( in tema di assurdità dialettiche )...
    Non molti anni fa dilagava un sito/blog ( Lo specchietto delle allodole ), poi chiuso, dove un gruppetto di disperati morali si esercitava ad offendere pesantemente il C.d.P. e i suoi autori-commentatori ( me compreso ).
    Nelle sue file militavano per lo più soci cacciati dal nostro Wm per gravi violazioni regolamentari.
    Ecco, penso sia giunto il momento di far pulizia in casa, cacciando i più intemperanti.
    Epitteto

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Monday, 06 October 2014 @ 22:04
    Ciao...
    Sono, o almeno credo (cominciamo subbito con le crisi d'identità),
    uno degli svizzeri del quartiere.
    Non vedo perché l'admin dovrebbe rimuovere questo tuo contributo,
    che comunque vorrebbe in qualche modo migliorare la qualità degli interventi,
    e del sito stesso. Se poi ce metti er fatto che, a tratti, se fa pure simpatico.
    Appropò: nei commenti alle mie cose mi dicono spesso che sono ironico, però
    giuro che, quando scrivo, non faccio nessun tipo di rumore, né de sura né de
    'ota.
    Ri-appropò: purancammè me piace de s-parlà degli autori der crebbe.
    Lo faccio spesso con ziaPean, che è peggio de 'na portinara. Però non
    s-par(l)iamo da 'na parte sola; dabbuoni svizzeri quali siamo, famo un po' de
    qua e 'n po' de là, a turno.
    De te e de quarcun'antro diciamo che, benché in fatto di Poesia e letteratura la
    sappiate lunga, vi manca comunque qualche pezzettino.
    Ad esempio, siamo tutti d'accordo che non basti un semplice mal de panza pe'
    scrivve decente, ma a volte, non solo aiuta, ma può avere persino la capacità
    de prenne la biro in mano e dì la sua in modo rispettabile ed originale.
    Mi viene in mente, ad esempio, un autore dal nick curioso. Tale "Maurizio",
    quello coi ricci, pe'capisse. Ecco, a lui ho sempre detto che co'a Poesia c'ha
    poco a che spartì. Bisogna ammettere però che, tra varie vaccate da lui
    proposte, pur non avendo basi poetico/letterarie, un quarcosa de bbono l'ha
    scritto. E non lo pensa perché ha letto i commenti degli amici, anzi, tra i tanti
    gliene sono capitati 3/4 particolarmente pignoli, mannaggia a loro. In realtà lo
    pensa, e je pare ancora strano, perché spesso j'hanno sparato stelle, sia da 'na
    parte che da n'antra. Con questo che te vojo dì (nun 'zò, ho perso il filo),ah sì,
    che un confronto di idee lo si potrebbe avere, benché tutti ci si sieda sui
    banchi, e nessuno in cattedra. 'Na cosa der genere l'ho detta pure a un tipo
    che 'a sapeva lunga, sulla Poesia. Mi ha risposto che, a volte, è proprio da chi
    ne sa pochino, che si apprende qualcosa di nuovo. Ed io aggiungo che, chi ne
    sa pochino, ha modo, giorno per giorno, commento dopo commento, di
    riempire il proprio bagaglio poeticultutaletterario etch! etch!

    Salute.

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: piccoloerobiondo on Tuesday, 07 October 2014 @ 01:05
    In effetti Epitetto nel suo intervento mette in pratica
    un
    teorema molto semplice che risponde in maniera esaustiva
    alla fatica letterariamente e filosoficamente impegnata e
    impegnativa di Spettinata.
    In maniera assolutamente chiara ed apodittica.
    Davanti a questioni di un certo spessore il Nostro, ma
    non il solo, fa orecchie da mercante, probabilmente
    perchè privo di qualsiasi idea o dialettica
    personali,ignora il quesito,dribbla il pensiero e
    rilancia nell"unica maniera che un personaggio di questo
    tipo è capace di mettere in atto : il richiamo alla
    norma. Non importa quanto astratta o disincarnata o
    perfino immaginata essa sia. Importante per Epiteto o chi
    Per lui è che vi sia uno standard che omologhi trasversal
    ente non solo le idee o le opere ,ma , mi vien facilmente
    da dire, le persone. O magari , piu universalmente, gli
    esseri viventi.
    Ipostatizzando la norma a neumeno rassicurante egli , o
    chi per egli, si sente rassicurato che l'Eden non verrà
    violato, il conosciuto messo in discussione , la
    trasgressione punita.
    Per rafforzare questo suo bisogno richiama alla memoria
    il mito della cacciata dall'Eden, l'esilio dei traditori
    della norma. Il peccato originale del pensiero.
    Il nome di Joshua ritorna ripetutamente.
    Egli è colui che ha portato il caos, la peste dissero
    altri, nel giardino dell'Eden. Ha messo in duscussione la
    norma, ha imbastito un gruppo di neri discepoli che hanno
    evangelizzato il sito.
    Joshua ha scritto sul sito la parola gay ed ha scatenato
    l'infern(ett)o di questi giorni.
    Ed ecco si torna ad Epitetto. Alla richiesta esplicita di
    epurazione,censura e restaurazione.
    Capirai da sola Spettinata come sia del tutto inutile
    mettersi a dialogare di gay o froci, di neri o negri,di
    donne o femmine.
    Perchè la linea di pensiero di Epitetto, preso a degno
    simbolo, non comprende un pensiero dialogico, ma nemmeno
    dialettico. Invocando la norma tutto , non solo la
    poesia, ma la vita stessa, si appiattisce sul meccanismo.
    Non importa nemmeno se dietro a simili interventi si cela
    la macroscopica contraddizione di chi , pur evocando la
    norma, la trasgredisce alla radice spaccoandosi
    costantemente per chi non è ,alterando la propria
    identità e costruendo un simulacro, puppet ventriloco,che
    parla la voce di un altro.
    Ma , Spettinata, son tempi di sentinelle. Ed Epitetto, o
    chi per egli, ne è degno modello.
    Ne accetto la presenza per quello che è null'altro. Senza
    che ciò incrini di una virgola ciò che io sono.
    Perchè , cara Elysa, le opinioni sono una cosa, e le
    persone ben altra. E ,perdonami, penso che essere
    omosessuali con tutto ciò che comporta in termini di
    scelte e decisioni , non è qualcosa di opinabile da
    altri. In barba a qualsiasi norma od Epitetto.
    Ma una cosa la voglio dire. Pur sapendo che non ripagherà
    per nulla lo sforzo di spettinata.
    Mi sono chiesto più e più volte cosa avessimo in comune
    noi che stiamo su questo sito (e intendo proprio tutti).
    La mia risposta è sempre stata avere qualcosa che doveva
    essere detto. Qualcosa che ognuno di noi doveva portare
    fuori e lasciare vagare per arrivare, non a chiunque, ma
    a coloro che ne corrispondevano il senso.
    Ora tuttavia questa risposta non mi corrisponde più.
    Perchè come Epitetto scrive , più probabolmente, è la
    norma garante di una presunta pulizia a impregnare il
    senso
    dello scrivere di alcuni.
    Ed io , rispetto a costoro, non ho nulla in comune.
    Potrebbe un assassino scrivere una buona poesia?
    Ed etica ed estetica dopendono una dall'altra nell'arte?

    Con queste due domande rilancio.
    Epitetto non risponderà. Nè potrebbe perchè si pongono
    fuori dal ping pong norma / trasgressione.
    Ma molti altri si.
    A Maurizio infine dico che è vero che di impara anche da
    chi sa pochino. Io le cose più importanti le ho imparate
    dai bambini, che , guarda, non sanno quasi nulla. Ma non
    usano maschere.

    Noi Spetty ci si vede al parco, sperando di non pescare
    tra i cespugli , i soli guardoni .

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: joshua on Tuesday, 07 October 2014 @ 14:04
    ah beh! Un poeta claudicante dell’Ottocento inglese mi ha di recente comunicato medianicamente, che la sua aspirazione massima qua dentro è al NON COMMENTO o al grado zero dell’istesso. In effetti mi son sempre chiesto pur io che senso abbiano commenti del tipo pigmio (NUN CUMPRIENDO) ma anche watussio( SC-IO SC-IO, ci metto becco anghio...). Poi ci stanno nonno epitteto d’Orleans e la sua pulcella, che vorrebbero purificare dai quei matti Plantageneti la sacra zolla franciosa, nel senso che, a seconda delle previsioni del tempo, passano la Manica del malcelato buonsenso da guardia e fanno vedere quanto falsi e precari siano gli equilibri di facciata, quando non si bara sulla camicia filantropica . Sì, la porta qui dovrebbe essere aperta a tutti. Ma siccome in un Club dei Poeti si fa poesia, è chi ignora cosa la poesia sia o da dove si comincia a scriverla, che dovrebbe esser preso a pedate e messo alla porta dai Sorveglianti di elezione. Cosa questa, che, peraltro, personalmente non invoco né auspico (anche se un San Michele incessante mi ronza un tinnitus d’olifante alla jihad nell’auricolare ), ritenendo che ci sia sempre un posto ovunque e per tutti a Roncisvalle come nella Battaglia delle Aringhe. Un appello all’autocritica e al pudore verso la nostra grande tradizione letteraria, quello sì, mi sentirei invece di predicarlo anche nel deserto. Sarebbe questo dire cane al cane e vano al vano, un sommuovere le dune? Ma se si scivola su una castroneria non si può far finta che sia una poesia e non un guscio di noce di cocco…E se poi ci si dilunga a spiegare, perché uno scritto vale e un altro non ne vale la pena, non mi pare reato o azione incriminabile o su cui recriminare in un consesso come questo. Che c’entrano le lodolette? L’enclave dei rifugiati politici avrà pur diritti a elevare proteste politicamente scorrette (anche con due G), una volta in esilio . Certo che il metodo della pulizia etnica non fa onore a chi lo pratica. E in nome di che cosa poi? Dell’illibertà delle parole? O della neutralità di noi cucù svizzeri? L’isolenza vera qui è ben nascosta. Passa per posta o si apposta nelle banalità sommarie dette senza forma-vergogna (rossore autocratico). Si dissimula nell’allusione ricattatoria di chi interpreta il testo poetico, non come uno scambio d’intelligente, comune arricchimento, ma come una joint venture ad excludendum o un baratto . Quelli che scrivono amano, è giusto e degno, sentirsi dire che lo fanno a pennello. Ma lo scrittore intelligente è quello che non si fida neppure di se stesso, che non è mai accontentato o contento. E tuttavia è pure sufficientemente consapevole di se stesso da orientarsi in un orizzonte letterario. Come può farlo? Perché lo frequenta quel paesaggio e ne conosce le topografie. Ora se uno si trova a camminare nella Terra di Poesia, bene o male deve sapere che ci stanno il Monte Metafora, il fiume Sineddoche, il Mare delle Metonimie, Borgo Allegoria, Cala Litote, Punta Zeugma, via Canongate (aka Vico degli Specchi, a uguale distanza tra Edimburgo, Padova e Ivanhoe) . Deve sapere che l’ascia non va presa per il manico se si danza la polka attorno al palo col Grande Capo Omero Simpson, altrimenti si ritira a far noviziato col capolino rasato nell’anfratto dei tirocinanti e impara le regole per masticare il bisonte senza ruttare più forte di Polifemo o entrare smunito in un duello all’ultimo peto con Gargantua. Ma poi chi scrive è un eterno novizio rispetto al LIBRO. Il problema, ovviamente è se lo sa (consapevolezza che richiede infinita umiltà). E adesso restituisco il pettinino à-porter e mi rimetto al bigodino...anzi, mi faccio un giro ricognitrivioequadrivio intorno al Rio Boh! o a Ca’ Melofaffa’....

    j

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Lorens on Tuesday, 07 October 2014 @ 17:05
    .. vorrei dire solo a piccoloerobiondo che quando si vedrà con la Spetty al parco, io sarò proprio lì dietro ai cespugli come guardone di turno nel dire loro: "Ma fate i seri e dite meno ca...te!" Stiamo solo parlando di un sito letterario e nulla più, fate tutti un sorriso e date una mano a chi, magari, vuole un po' crescere o divagarsi in amicizia. Prendiamoci meno sul serio che è meglio .. colgo l'occasione per ricordare a tutti: "Daje Roma Daje" C'è solo un capitano .. un capitano .. FORZA ROMA .. SEMPRE SEMPRE FORZA ROMA ..

    ciao
    Lorens
    --------------------------------------------------
    Totti a Del Piero:
    -Come l'hai consegnato il compito in classe?
    -In bianco.
    -Cavolo, allora penseranno che ho copiato!

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: PattiS. on Tuesday, 07 October 2014 @ 17:51
    Quoto Joshua e mando un bacio gay a tutti. Saluti dalla Svizzera.

    ---
    "Il mio inferno sono io" A. D'agata

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: percefal on Tuesday, 07 October 2014 @ 18:11
    Svizzeri, la forma adora i buchi, neuroni spettinati per benino. De - testa, de - testo punture sugli allori, rito consolidato da' "La Setta dei Poeti Stinti", monocromi associati, che non è quella de' "L'attimo fuggente".
    Carpe diem, l’eden ritratto: tira la pietra arretra la mano, la zanzara fiuta il piretro, lo adora.
    Esci da questo corpo letteratura!

    Dentro la città fuori le mura, via dai luoghi comuni.
    E gli schemi? Essi non posso più trattenere linee di fuga, prospettive dove il dialogo si fa anamnesi e replica se stessa, le variazioni (stilistiche o meno) sono gli unici luoghi ammessi,
    comuni defilé di palinsesti con l’antico decostruito e ristrutturato ai propri bisogni. Esistono tuttavia delle incostanti che scortano l’evasione di … quell’esilio spesso auto inflitto, singolarità del disastro.
    Se questa è l’acqua, povera in sodio, difficile è nuotare.
    Sono i classici … problemi e sentimenti passati, di moda per due pesci e cinque pani che … che nuotano insieme. È l’incontro felice con il pesce più vecchio che nuota in direzione opposta,
    il quale fa un cenno di saluto e dice, “‘Salme, ragazzi, l’acqua com’è?”. I due pesci proseguono nel nuoto finché a uno non sorge la domanda “Che diavolo è l’acqua?”

    Se temete che io intenda presentarmi a voi come il pesce vecchio che spiega cos’è l’acqua siete in errore. Al vecchio non pensateci neppure, figuratevi poi, saggio?!
    Il punto nodale o caudale è che si teme l’assaggio … implicazioni ovvie da esperire, difficili all’occhio e al tatto e che cuciono la bocca. Non si dice forse, muto come un pesce?
    È incoraggiante vedere come, la commedia al primo atto nel pieno della futilità del dramma, esalta la cultura di chi confida affatto in Sartre, ossia che «le parole sono atti»,
    e che la letteratura aiuti a vivere e che in qualche modo possa mutare la storia. Letteraria almeno, ci arricchisce come cittadini, forzandoci a rivedere idee, fedi, conoscenze, sensazioni.
    Le nostre lusinghe sono segni sul ghiaccio che attendono il disgelo, marcatori di energia, forze di un sogno che attraversa il mondo e lo combatte.
    Perché gridare al “miracolo”se condivisione non c’è?

    Un esorcismo credo non basti:

    “Esci da questo Club!”

    -Padre Candido esorta mamma Cunegonda- un alito di vento le alza la gonna … l’inferno vista santi, calza anni di danni in testi, ed ora, si manda tutti al diavolo?!
    Non si caccia il maligno o il principio che si oppone così come non si cava un ragno dal buco: Atena lo sa bene, piuttosto si aliena il mondo e l’altro in una sfera lontana dal Sé.

    Svizzero, con o senza buchi che adoro: Emmenthal o Gruyère che scortano l’aumento di NaCl …


    ---
    Se Sophia è custode vera del pensiero, con l’arte in mente e la mente nell’arto, sotto mentite spoglie che relazione diparto: la mente oppure l’arte?

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: jane on Tuesday, 07 October 2014 @ 21:27
    oh come te la tiri e come credi di sfavillare d'intelletto! Tuttavia preferisco la descrizione di una chiara d'uovo al chiaro di luna, sei così fatua che quasi quasi mi tocca rivalutare il raccontino di grigio.
    Dopo questo breve conversare mi rinfresco l'alitus com ment-al che commentar è vano come pure giudicar. Ti sei un pochino rammollita, hai perso qualche neuroanale, visto che ano migliori i versi di anni ripudiati. Adios sciuscià-sciuscià- Se scenamma sci sciam scin,se non scenamma sci,non sciam scim scenn ca tu si diventa scemme!!!

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Peanpavito on Wednesday, 08 October 2014 @ 07:49
    La Gazzetta del Ticino

    Ai confini della nostra Nazione,continua l'esodo degli autori del C.d.P.
    L'ambasciata è stata assaltata da numerosi Poeti che richiedono il modulo di rifugiati poetici.
    Abbiamo intervistato un membro del C.d.P. che ci ha riferito di essere stufo delle continue diatribe; di un numero irrilevante di facinorosi.
    Le richieste avanzate dai richiedenti sono le seguenti:
    Libertà di critica,eccetto ingressi a gamba tesa.
    Libertà d'oppinione,eccetto offese personali.
    Rutto libero:purché non disturbi il silenzio in sala.
    L'interdizione di tutti coloro che commentano in prossimità del loro inserimento(per poi sparire ).
    Docce gelate per i vari Zanza/otto.
    Divieto d'indossare impermeabili in prossimità di giardini pubblici.
    La nazione Elvetica, fa sapere che prenderà in considerazione solo le domande pervenute su carta intestata C.d.P.

    Pace e bene.


    ---
    Pean.pavito

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Carmen on Wednesday, 08 October 2014 @ 11:15
    Cara ragazza,
    leggendo questo tuo sfogo (e notando come tu sia dotata di immaginifica fantasia anche se –devo dire – alquanto lontana dai miei gusti espressivi che non amano gli avviluppamenti farraginosi del pensiero (che non sempre e non per forza equivalgono a superiore intelligenza, perché conta sia cosa si dice ma anche come lo si dice) da renderne impossibile la decifrazione logico-emotiva, mi sono subito posta l’interrogativo: qual è la sua scaturigine vera, reale?
    E mi sono data questa risposta:
    che “Spettinata” (che qui, consentimi la battutaccia, si è spettinata abbastanza il cervello) sta attraversando un periodo (o momento?) di scontentezza, di frustrazione, cosa che succede spesso alle persone intelligenti quando vanno a cozzare col cranio contro qualche manifestazione dell’umana deficienza (con cui tutti noi, comunque e nostro malgrado, facciamo i conti ogni giorno anche con noi stessi, dentro noi stessi).
    E ancora mi domando:
    questa ragazza perché ha “chiuso” la sua e-mail se per lei è così importante il confronto? Di cosa ha paura?
    E mentre scrivi: “credo che la Poesia non costituisca un contenitore a sé ma sia riverbero immediato di un Pensiero storico, sociale e politico e che anche questo genere di confronti sia indispensabile per ricostruire il pensiero di ciascuno di noi” ; tu stessa, tuttavia, eviti il confronto e chiudi la porta in faccia a chi te lo chiede.
    Così, non potendo risponderti in privato in merito a Nietzsche, ho dovuto farlo nella tua “Secondo Gertrude”, dove ancora dai prova di contorcimenti mentali non da poco di cui interessante per me è sapere da dove vengono e quale ne sia il senso, che cosa ti porta a vedere come tu vedi. E’ questo il confronto interessante, al di là dei gusti personali di ciascuno che sono legati alla propria particolare forma mentis il cui corollario è, che se io non riesco a penetrare nel tuo mondo, non vuole dire che io sia una cretina!
    Che se per me “la rosolia dei miraggi” (Rain) è una pura assurdità (pari “alla varicella del passato”!) non c’è proprio nulla che mi rende accetta quella metafora, perché anche la metafora ha le sue regole sia pure nella libertà apparentemente assoluta che sembra avere (leggete in merito!)

    Ma nel dire questo, io non sto bocciando l’autore come persona (ci mancherebbe, e qui ci vuole!) bensì un modo di fare poesia/prosa che, coerentemente con gli “avvitamenti” squilibrati del pensiero di cui date prova, non sa più parlare all’anima, non sa più aprire le porte chiuse delle nostre difese, dei nostri trinceramenti nei nostri squallidi, piccoli mondi (e poi perché facciamo questo?), non sa più mettersi in contatto vero col tormento dell’essere uomini e dello stare al mondo, volenti o nolenti!
    In privato taluni mi hanno detto che ero matta, depressa, da curare. Beh….. sai che ti dico? Normale amministrazione. Che ne sa di me colui che mi taccia di follia? Mi viene da ridere quando penso alla cura, come se ce ne fosse una per una disadattata cronica dell’esistenza, come fu il Nietzsche problematico, complessato, infelice, malato, in una parola SOLO (e fu questo il suo lato “umano troppo umano” mescolato nel sangue del suo genio) che per questo, fin dalla prima lettura, suscitò in me le più profonde risonanze col suo abissale tormento.
    Quando uno tenta di colpirmi facendo leva sul mio essere “matta” o peggio, stupida, ci resto male nella sola misura in cui non riusciamo proprio ad evitare di scadere nella stupidità, come quando molti di voi hanno indugiato compiaciuti sul discorso “omofobia” affrontandolo come si fa in attesa dal parrucchiere.
    Tornando al tuo sfogo, ripeto, secondo me nasce da un legittimo bisogno di essere visti ed è tipico delle persone che sanno di avere una “testa” la quale, tante volte e pure inconsciamente, la usiamo come puro sostegno dei nostri capelli [anche chi non li ha più].


    La Poesia che amo è quella che pende sull’abisso sorretta da un filo di ragnatela.
    (così descrisse Garcia Lorca la poesia del suo amico Neruda)



    ---
    Carmen

    "Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante".
    Friedrich Nietzsche

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: federicosecondo on Wednesday, 08 October 2014 @ 15:35
    Rimane singolare vedere come ci si affanna, giustamente, per "proteggere", fatemi passare il termine, qualcuno o come altri prima di me hanno etichettato - categoria - per offendere, in amaniera così maldestra e inconsapevolmente (mi auguro), come nel commento di Rain, altri: in questo caso i Beduini.

    "Beduini (arabo bedu che significa abitante del deserto) quindi "nomadi" dediti all'allevamento transumante.
    Il popolo beduino è diviso in tribù. La tribù è suddivisa a sua volta in clan composti da grandi famiglie nelle quali vige il patriarcato.
    Il capo del clan o della tribù è sempre uno sceicco, cioè l'elemento più abile, saggio o ricco del gruppo.
    Le donne godono di maggior libertà che non quelle di altri popoli nomadi; vivono nella stanza loro assegnata ma possono muoversi a piacere, allontanarsi, mangiare con gli uomini e tenere il volto scoperto.
    Essendo un popolo nomade sono dediti all'allevamento transumante del bestiame. Durante le soste, quando il gruppo si trasferisce da un luogo all'altro, le donne raccolgono radici, erbe, bacche e locuste, che vengono seccate e conservate nei periodi di magra; gli uomini invece si dedicano alla caccia."

    quanto sopra a favore della buona volontà di Rain .


    per il resto penso di non dover aggiungere altro.
    tra le righe di questo mio copia incolla da wiki si leggono tante cose! e alcune, fatalità,
    calzano con la realtà del nostro club,
    e per carità non mi riferisco alla disparità tra uomo e donna, non fraintendetemi!!!
    una di queste l'ho voluta sottolineare riportandola ancora
    "...cioè l'elemento più abile, saggio ..." .

    colui il quale si sente abile, e forse anche un po' saggio, deve necessariamente denigrare una parte del gruppo (cdp)
    per lodare la restante?


    grazie della cortese attenzione






    ---
    federicosecondo

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    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: 3306byron on Friday, 10 October 2014 @ 12:22
    (d)ovevi proprio farlo arrabbiare al dio delle intemperie, eh?!? :-*

    ---
    Poetry should make the visible a little hard to see.

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Alexandru Cefan on Saturday, 11 October 2014 @ 09:50
    ,,Eh, già! Eh, sì! Insomma: il re(tto) è nudo da sempre ed,
    ormai ed impietosamente, gli casca tutto ad ogni pie'
    sospinto! ''
    ,,Ed è meraviglioso, tutto questo!''


    ---
    Alexandru C.

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: natacarla on Saturday, 11 October 2014 @ 18:17
    Qualcuno si scandalizzerà, ma ti ho letta a fatica ma con
    piacere. A fatica perché questo testo è stato scritto con
    l'irruenza che ti sentivi dentro, con piacere perché hai
    puntualizzato alcune idee non male.
    Adesso ti dico cosa ne penso. E' vero che ci sono stati, nei
    tempi, alcuni commenti fin troppo benevoli nei riguardi
    di un testo, ma trovo che - nei tempi e anche di recente -
    il "taglio" di alcuni sia davvero troppo duro. Ho sempre
    sostenuto che c'è modo e modo di dire le cose, anche in modo
    molto più incisivo di un "brutta" o di un "francamente
    la trovo idiota".
    Capisco che anche un commento appartenga al modo di essere
    di chi lo scrive (come una poesia, del resto) ed è per
    questo che - a rifletterci - non c'è da offendersene. E'
    come quello che ti ho detto all'inizio sull'irruenza del
    testo, tanto per specificare ancora di più e non per aprire
    una polemica personale sui commenti. Però chi ti dice
    che una persona oggetto di tale irruenza, non si smonti?
    Credi (ma la domanda non è rivolta a te, o almeno non solo)
    che tutti siano spavaldi e sicuri di sé?
    Ammetto però che uno dei malanni della poesia è che c'è
    troppa poca poesia.
    In genere mi preoccupo di più di spiegare perché mi piace
    una poesia e di dimostrare non sto facendo la ruffiana,
    di quando devo fare l'opposto. Come si fa a dire che una
    poesia è così melensa che non riuscirai a leggere altro per
    una settimana, per riuscire a toglierti di dosso
    quell'oppressione dei versi? Oh... l'ho imparato.
    Adesso so come si potrebbe fare, ma non rientra nel mio
    carattere. Proprio non ci riesco e spesso lascio perdere.
    Però so reagire se qualcuno passa il segno e pensa di
    trattare gli altri come poveri idioti e non mi ha dimostrato
    di avere motivo di tanta arroganza.
    Quanto ai gusti sessuali delle persone, ritengo che siano
    squisitamente fatti loro. Ho notato che gli omosessuali
    hanno una sensibilità più spiccata, a differenza di molti
    etero, e mi fanno
    sorridere quando il loro modo di essere è troppo esposto (e
    qui ritorna la specifica di cui sopra).
    In definitiva è sempre una forma di rispetto nei confronti
    di un'altra persona, sia quel modo di vivere la propria
    sessualità, sia il colore della pelle e così via. Il
    discorso si amplia e lo lascio cadere qui. Hai capito.
    Postare, raccogliere i commenti e basta, è un atteggiamento
    che più di una persona ha criticato
    ampiamente (Grigio, Trimacassi mi vengono in mente per
    primi) anche in modo aspro. Ricordo una utente che lo
    dichiarò nel suo autocommento (ne ricordo bene il nome e
    cognome, ma per privacy... ma ti arrabbiasti pure tu: la
    ricordi?) e come a suo tempo dicemmo, dedichiamo tempo a
    leggere i loro inserimenti, e ci prendiamo tempo per
    commentare ed essere sensati; un totale che si potrebbe
    quantificare in 20-30 minuti. Che ritorno ne abbiamo?
    Lasciamo perdere le nostre cose, è sempre possibile che
    quello che abbiamo scritto proprio non smuova nulla che
    valga la pena di essere trascritto, ma in termini di visione
    diversa da quella che noi abbiamo di un testo di UN
    ALTRO autore? Nessuna opinione? Impossibile.....

    Uno spazio nel Club per discutere piacerebbe anche a me. Non
    sei la sola ad aver i-n-v-o-c-a-t-o un dialogo con
    quella parte degli utenti che scrive in modo chiuso e
    oscuro, ma non ho avuto nessuna risposta (sospetto sia stato
    considerato un modo per entrare in confidenza, per comprare
    il loro apprezzamento, e anche questo mi dà da
    pensare....), anzi i commenti positivi di chi scrive in modo
    analogo, molto generici (veri pezzi di letteratura)
    confondono ancora di più.
    Cosa manca, in definitiva? Il rispetto per la persona
    perplessa che legge e che dedica TOT di tempo per un
    commento
    che rimarrà senza riscontro, un po' meno di superbia (nei
    due sensi: hai scritto una cavolata e te lo dico / hai
    detto che la mia è una cavolata ma sei tu che non capisci
    nulla) e un pizzico in più di onestà nel dire cosa
    realmente si pensa.
    Probabilmente arrivo tardi e nessuno lo leggerà,
    comunque....
    Alla prossima.
    Carla



    ---
    NATAKARLA




    d.m.: ... mi fai pena e leggi poco veri libri e poeti erranti visto che ti stupisci x delle caramelle.....

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: iTer on Saturday, 11 October 2014 @ 23:31
    YAWN...

    ---
    iTer

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: rita iacomino on Tuesday, 14 October 2014 @ 16:53
    Ho letto solo ora il tuo commento ad "Alchimia", avrei
    voluto scriverti per ringraziarti senza passare dalla
    vetrina. Hai ragione, dovrei inc...mi, ma io amo le mie
    poesie, così come sono, anche se cerco sempre di far
    maturare la mia scrittura.
    Lo so, non si puo' piacere a tutti
    Un abbraccio
    Rita
    Ps. Ogni volta che capiterò a Milano, guarderò tutte le
    donne con la frangetta perfetta, io ormai, lo sanno tutti,
    sono facilmeente riconoscibile, una marea di ricci biondi
    in testa. Ciao cara, forse prima o poi tornerò al Club.

    ---


    rita iacomino ---

    www.ritaiacomino.weebly.com



    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: Mitla on Wednesday, 15 October 2014 @ 11:01

    Quanti anni sono che mi/ci/vi leggiamo?
    Tanti, troppi forse.
    Cosa dici? Il bar delle amiche? Giusto ieri disquisivo con Pasqualina, circa Pierina di ciò che soleva scrivere l'Ubaldo...

    Gli insulti ricevuti in mail, ti dirò un caro ricordo*_*.

    Onestà intellettuale? La mia sicuramente, ma quella degli altri sulle mie, no quella è ingiuria e malafede.

    Ma come le dici tu le cose...

    Hai la frangetta? Con tutta la mia sincerità (quella vuoi) la odio.

    Ti adoro, e so che lo sai, o almeno te lo ricordi.

    Un piacere.

    La mia mail è aperta ^_^

    ---
    Mitla





    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: poetaccio_mi on Saturday, 17 September 2016 @ 17:40
    >io, invece ed appunto, credo che la Poesia non
    costituisca un contenitore a sé ma sia riverbero
    immediato di un Pensiero storico, sociale e politico e
    che anche questo genere di confronti sia indispensabile
    per ricostruire il pensiero di ciascuno di noi.

    Si vede la tua coerenza dal tuo commento ironico e
    sprezzante, rispetto a un autocommento solo per far
    notare la coincidenza delle date, e cioè che io quella
    poesia l’ho scritta di getto, e quindi imperfetta e in
    necessità di licenza poetica, così come tutti ne
    beneficiamo, dove di fronte alla sacralità della Chiesa
    mi sono sentito come il brutto anatroccolo e un po’
    ribelle. E questo ha valore per me, spettinata.

    >Eh! Sono (almeno) due anni che cerco di porre l'accento
    sull'abominevole circostanza intellettuale di quanti, in
    questo meraviglioso spazio, si strappano le permanenti e
    straparlano di 'anime belle ed anime sensibili'
    (vaneggiando di sofferenze atroci inflitte all'essere
    umano da 'commenti poco delicati' , che stroncherebbero,
    stando a tutto questo po'po' di delirii, non solo le
    velleità poetiche di quanti maggiormente impossibilitati
    all'arte scrittoria ma proprio, e soprattutto, le stesse
    esistenze di questi ultimi)

    Hai un nick simpatico, ma immagino tu ci goda a seminare
    qua e là commenti sprezzanti, dall’alto della tua
    cultura, senza poterti scrivere email di chiarimento, che
    per me è la stessa cosa dell’anonimato che tu tanto
    disprezzi.

    >Vorrei, invece, e prima che tutta la conversazione
    venga, giustamente, oscurata dall'admin per le
    implicazioni sopra considerate, chiedere all'admin (e lo
    faccio pubblicamente) se sia possibile strutturare,
    all'interno di queste Pagine, uno spazio più
    specificamente deputato allo scambio di opinioni e pareri
    sulla PoesiaEtc, che resti vergine da censure di sorta
    (personalmente, non ho mai travalicato il confine e,
    quindi, non avrei problemi al riguardo) e che consenta, a
    tutti, di mostrarsi per ciò che si è!

    La tua idea non è male e se proponi un questionario te lo
    voto, però questo commento anche per dirti che il tuo era
    da rimuovere perché hai travalicato il confine, ma ti
    hanno graziato due volte, e ora la mia pagina è sporca.

    Ciao, e grazie per avermi letto,

    Marco


    ---
    Quando un uomo intelligente incontra un uomo scemo, l'uomo intelligente è un uomo sollazzato!
    Neh!

    [ ]

    (d)Emme(me)ntal!
    Contributo di: scoriaindustrial on Sunday, 18 September 2016 @ 17:59
    Premesso che:
    - Non leggo e commento (quasi mai), per scelta, nella
    sezione racconti...
    - Mi sento uno scappato di casa a non ritrovarmi manco un
    contatto dove scrivere queste cose, chissà dove saranno
    finiti, dai bei tempi in qui si passavano le nottate e le
    giornate a spettegolare sulle sventure scrittorie di
    tutti i frequentatori:-))
    - Qua ti sto scrivendo per salutarti e ringraziarti della
    premura che hai avuto per la "delucidazione" da te
    lasciata sul mio spazio, e che ho davvero apprezzato :-)
    e pazienza se hai "mancato" il commento alla mia...

    Devo dire che il titolo mi ha attirato molto, demenza,
    egocentrismo e formaggio tuttooooo insieme, che bello, ma
    nel titolo possiamo trovarci anche dentrifricio alla
    menta per sciaquarsi bene i denti dopo alcune demenze
    dette, tipo questa:-)).
    Ci ho messo due giorni a leggerlo, ma devo dire che mi ha
    fatto molto ridere e pensare e pensare....e pensare.....e
    pensare che risulta ancora attuale:-)!!
    Ben tornata di nuovo Spetti e.... a rileggere prestissimo
    una tua nuova poesia e qualche tuo commento al tritolo...
    , si spera:-)!

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    "Il buio che si spegne è pura schizofrenia d'ombra" | scoriandustriale

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