club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Saturday, 04 April 2020 @ 10:02 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2685/0)
Racconti (1025/0)
Saggi (20/0)

Eventi  
Eventi nel sito

Wednesday 01-Jan -
Thursday 30-Apr
  • XXVII Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2020

  • Thursday 02-Jan -
    Thursday 30-Apr
  • Concorso Internazionale di poesia Città di Montegrotto Terme 2019

  • Friday 03-Jan -
    Thursday 30-Apr
  • Premio Letterario Internazionale Marguerite Yourcenar 2020

  • Saturday 04-Jan -
    Friday 15-May
  • Premio Letterario Nazionale Poesia a Chiaromonte 2020

  • Sunday 05-Jan -
    Sunday 31-May
  • Premio Ebook in…versi 2020

  • Tuesday 07-Jan -
    Thursday 30-Jul
  • XXV Edizione Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2020

  • Tuesday 07-Jan -
    Tuesday 30-Jun
  • Premio Letterario Nazionale «Versi e parole in Lomellina» 2020
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    1 Contributo nelle ultime 24 ore

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  •       La stretta ... [+4]
  • Stai muta [+6]
  • Il vantaggio di u... [+2]
  • Dimentica
  • Foglie di libertà [+4]
  • Peeling Potatoes ...
  • Mattino di metà m... [+2]
  • Presente & Fu...
  • Amori (im)possibili
  • VIRUS
  • Shangri La
  • Mocciosi
  • Come Penelope
  • Nemico invisibile

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     Radici   
     Tuesday, 16 September 2014 @ 11:00
     Leggi il profilo di: L.O.
     Visualizzazioni: 815

    Racconti

    Radici -Limer Maria, mia nonna -

    Dei miei quattro nonni ho conosciuto soltanto quella materna, nonna Maria. Gli altri erano già morti prima che nascessi.

    Nonna era una donna piccola piccola e gracile, molto bella e con un nasino all'insù. Aveva un cognome particolare, Limer, infatti la sua discendenza era francese. La sua piccola statura non le impediva di avere una grande forza e, alle volte, mi sembrava un gigante. Una donna con un grande equilibrio, pronta a sorreggere tutto il peso delle debolezze, delle frustrazioni e dei dolori della famiglia.
    E la sua piccola mano sapeva sollevarci e riporci sulla terra ferma.

    Il vuoto che mi ha lasciato nel cuore è troppo grande; ancora oggi mi sembra di sentire il suo profumo e i suoi passi dentro casa, sin dalle prime ore del mattino, o il rumore che faceva quando apriva e richiudeva i cassetti del comò interrottamente. Ricordo la domenica mattina quando si abbelliva davanti allo specchio per andare alla Messa. In chiesa poi si sedeva sulla panca e sorrido quando penso ai suoi piedi che non toccavano per terra. La rivedo seduta mentre pettinava e intrecciava per ore e ore i suoi lunghi capelli neri, e quando si appisolava recitando il rosario della sera.
    L'unica a cui debbo molto, a cui sono rimasta molto affezionata e, ancora oggi, sono alla ricerca dei momenti, della voce, dei gesti e delle sue mani che mi hanno accarezzato e al suo aprirsi con un sorriso.
    Ogni anno, in estate, si andava a Siracusa nella sua casa, e la partenza col treno era sempre una forte emozione. Arrivati alla stazione prendevamo la carrozza e io seduta su quel calesse mi sentivo una principessa. Gli sguardi delle persone che camminavano per la via, mi stupivano ma nello stesso tempo mi esaltavano.
    La nonna abitava in una casa di due sole stanze a pian terreno. Si entrava subito in quella che conteneva un lettone grande, ma così grande che mi sembrava il letto della principessa del pisello. C’era anche l’armadio, quello con lo specchio che è rimasto a me, e un cassettone dove la nonna metteva la frutta. Quando ritorno con la mente a quei giorni mi pare ancora di sentire quei profumi. Nell'altra stanza, altri letti e un tavolo, il cucinino e il bagno. La casa era tutta lì, ma per me era una reggia.
    Non c'era altro se si esclude un cortile con un battaglione di gattini che erano la vita mia.

    Nonna raccontava spesso del suo passato, a quanti lutti l'avevano segnata, ma le restava sempre il dramma che si viveva dentro, questo squassarsi dell'anima alla ricerca dei perché.
    Dava voce alle guerre che aveva vissuto sulla sua pelle,( ma su questo argomento non si soffermava tanto, infatti guardando i suoi occhi, intravedevo un velo di tristezza che li attraversava). Narrava di quando rimase vedova: il nonno era morto sulla nave che lo stava portando in Argentina per cercare un lavoro. E di come per mantenere i suoi due figli, la mamma e lo zio, dovette vendere tutto l'oro. Fece qualsiasi mestiere pur di sfamarli ma alla fine, con tanta ostinazione, divenne infermiera all'ospedale psichiatrico di Siracusa.
    Nonna Maria narrava di tutto, ma una storia in particolare. La mia nascita, che io naturalmente ascoltavo come se fosse una fiaba.

    - Sai piccola, la settimana prima che tu nascessi,( sono la quinta figlia,due maschi e tre femmine) ci fu un settembre molto strano; tutti i giorni pioggia e il cielo era di un grigio cupo, quasi nero. Le strade deserte e bagnate dall’acqua sembravano partecipare al lutto del cielo. In casa c'era una atmosfera strana, una grande paura attanagliava sia tua madre che me, entrambe pensavano che quel tempo era un presagio negativo per il nascituro. Ma non fu così, qualcosa di eccezionale accadde.
    “La mattina del 15, ancora pioveva, tua madre si sentì male, iniziarono le doglie e fu chiamata la levatrice. L'attimo in cui tu stavi per nascere, di colpo smise di piovere e sembrava come se tutto fosse divenuto irreale, le gocce che caddero producevano una nenia sulle foglie e di colpo il sole
    spuntò e il cielo divenne di un azzurro splendente”.
    Lei la raccontava proprio così ed io l’ascoltavo a bocca aperta.
    Tu nascesti proprio così, mi diceva, un batuffolo color cipria, con due occhioni grigi e una gran voce.
    Ti presi fra le mie braccia e in quel momento una grande luce avvolgeva il tuo capo; eri bellissima piccola mia, credo di non aver mai visto bambine così belle in tutta la vita mia.-

    E per questo nonna volle che il mio nome fosse Lucia, cioè che emana luce, perché a suo dire, irradiavo un grande bagliore. Mi diede anche un secondo nome Nina, il nome della sua mamma.
    Passò ad altra vita nel mese di maggio e quel giorno pioveva.
    Mi lasciò lì nuda a tremare per una partenza che non è viaggio ma perdita.
    Ancora oggi la pioggia mi produce uno strano effetto e come se mi ripetesse un canto di tristezza e di gioia.
    Chissà, forse sarà la voce di nonna che mi parla da lontano e che mi ripete, come una cantilena, la nenia che lei ascoltò il giorno della mia nascita:
    Piovono
    lacrime dal cielo
    piove sul volto
    sul corpo e…
    dentro l'anima.

    Lei, la donna più forte, lei , la donna più dolce.
    Sì, quella donna carismatica è rimasta per sempre nel mio cuore.

    Ciao Nonna Maria

     



    Radici | 7 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Radici
    Contributo di: carabinakid on Tuesday, 16 September 2014 @ 19:45
    Attirato dal titolo ho letto con interesse (anche io ho scritto qualcosa sulle mie radici)specie quando hai parlato di Siracusa fino ad arrivare al tuo nome Lucia. In onore della luce che porta Santa Lucia. Leggendo mi è venuto in mente anche il quadro di Caravaggio. GRANDE.
    Ciao

    [ ]

    Radici
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 17 September 2014 @ 04:48

    Un racconto dolcissimo
    che mi ha commosso tanto.

    A partire dalla descrizione
    di nonna Maria, della sua casa
    fino all'episodio della tua nascita:
    vere e proprie pennellate di poesia.

    A proposito, se non sbaglio, credo
    sia il caso di farti il Buon Compleanno,
    ma voglio essere io a ringraziare te
    per avere condiviso con noi le tue
    Radici.

    Un Sal.uto

    ---
    poet.One

    [ ]

    Radici
    Contributo di: Mitla on Wednesday, 17 September 2014 @ 08:53

    Anche mia nonna... Maria. Un racconto molto dolce e delicato.

    ---
    Mitla





    [ ]

    Radici
    Contributo di: Armida Bottini on Wednesday, 17 September 2014 @ 20:20
    L.O mi fai piangere, sei bella come il tuo racconto, ciao.

    ---
    Midri

    [ ]

    Radici
    Contributo di: longobardo on Saturday, 20 September 2014 @ 12:09
    Come è stato rilevato più sopra non hai scritto un racconto, ma ci hai regalato vere e proprie pennellate di poesia.
    Purtroppo quando sono nato i miei nonni non c'erano più. Come vorrei poter raccontare una storia come la tua e ricordare con amore e rimpianto una nonna così.
    Augusto

    ---
    longobardo

    [ ]

    Radici
    Contributo di: spettinata on Saturday, 20 September 2014 @ 14:16
    Vale qui (e, forse, con motivazioni ancora più profonde) il medesimo
    appunto mosso ad altra 'scrivente': l'Arte letteraria deve essere (se non
    onorata, quanto meno) rispettata.
    Il che non vuol dire, ovviamente (dove 'ovviamente' è circostanza di modo
    assolutamente proporzionale all'attitudine intellettuale del soggetto di quel
    'modo'), che "per scrivere un racconto bisogna essere laureato in Lettere"
    (basterebbe essere minimamente informati sulle prospettive e sui
    significanti di una Laurea per considerarlo come assunto) ma vuol dire,
    altrettanto ovviamente, che per (illudersi di poter) 'scrivere un racconto in
    un Club letterario' bisognerebbe, come minimo, rispettare le regole del
    lessico, della sintassi, della punteggiatura e di tutto l'etc. etc. possibile.
    Ma, ripeto, è talmente OVVIO, questo, che mi sento ridicola anche a
    doverlo sottolineare.
    O le cose stanno diversamente da così? Ché, se così fosse, sono davvero
    curiosissima di abbracciare prospettive diverse e, perché no, di insegnare
    ai miei alunni come e quanto 'la Grammatica e la Sintassi' siano, in realtà,
    circostanze di matrice mitologica dalle quali affrancarsi senza colpo ferire.
    Insomma... basta chiarirsi, su queste nozioni di base, ed assumersi, in
    pieno, le responsabilità di ciò che si arriva ad affermare!
    ^__________^
    Hic!



    Alla prossima,
    sicuramente.
    ;)

    ---
    "Questo commento ha il solo scopo di pubblicizzare un pensiero.
    Ogni riferimento a persone o fatti reali è da ritenersi puramente casuale."

    [ ]

    Radici
    Contributo di: frame on Sunday, 21 September 2014 @ 18:13
    Sono un pessimo lettore e scrivo ancora peggio, e per fortuna non devo insegnare "l'itagliano" a nessuno; neanche a mio nipote al quale farei leggere tranquillamente questo brano. Sarà per questo motivo che non ho trovato tutto questo scempio letterario nel tuo racconto. Errori grammaticali gravi non ne vedo, sulla punteggiatura si può sempre discutere senza venirne a capo di niente, (basta leggere qualche autore di successo per rendersene conto), mentre per la sintassi, anche questo è notorio, non è mai perfetta abbastanza. Forse ti si può rimproverare il vezzo di non mettere mai maiuscole, punti e virgole, nelle poesie, e di non rispettare sempre gli spazi, ma del resto oggi non sei la sola, stai in buona compagnia. Si può sempre migliorare, d’accordo, ma non mi pare un disastro, anzi, lo trovo tutto sommato un bel racconto. Dipende molto però dal metro di giudizio che si adotta. E’ troppo facile dire che il livello è basso e buonanotte al secchio, così non si sbaglia mai, e si fa bella figura. Sarebbe meglio argomentare. Una stellina per te e tutte quelle che vuoi pour la grand mere. --- Frame

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2020 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.