S.O.L.E.

Monday, 04 August 2014 @ 12:30

Leggi il profilo di: LeoMaria

Pieno di polvere era il quaderno. Non si può immaginare come tutta questa polvere finisca tra le pagine di un quaderno chiuso. Di fatti. Ad ogni nuova pagina bisogna soffiarla via e poi strusciare con il taglio della mano per togliere la più grossa, se no la penna a sfera si inceppa e non butta più inchiostro.
E' un'altra mattina come le altre mattine. E' di nuovo mattina perché dopo la notte qualcuno ha premuto l'interruttore e si è fatta luce. Visto che il professore è in ritardo tutti fanno un gran casino, al naturale. Volano cimose, palle di carta, gomme e qualche forbice. Io ho già tre cerchi di gesso dietro il maglione, lo laverò. Penultima fila di quattro, vicino alla finestra. Che m'importa a me dei giochi dei compagni, c'ho il fuori da esplorare, per ora con gli occhi, poi si vedrà. A guardare dal mio banco si vede un pezzo dello stradone largo e nero che costeggia la scuola, ogni tanto passa una cariola di merci, materiale da costruzione; oltre lo stradone iniziano già le serre, tutte messe in fila una dopo l'altra, alte e opache, si vedono solo le forme dei rami, non i colori. Una volta ci siamo stati in gita, sono plasticoni giganteschi e caldi caldi, ci sono i pomodori rossi e le mele verdi che poi mangio di sera. Dopo le serre incomincia il deserto, e là c'è solo polvere.
Però è un po' di giorni che guardo l'alto: c'è una falla nel S.O.L.E., da qui si vede benissimo. E' un'area di pochi ettari che non dà fastidio perché è lontana. E io la guardo che si spegne e che si riaccende, che di botto si fa notte e ritorna giorno. L'ho portato come argomento a piacere l'anno scorso (e ci ho preso dieci): S.O.L.E. significa "Sistema Ognicomprensivo di Luce Elettronucleare" e vuol dire che è come la mia lampadina di casa, solo che è dappertutto, e l'energia che usa è di origine elettronucleare (mentre la lampadina di casa ricicla quella del giorno, e ne tiene un po' da parte, così la si può accendere di notte, per un'ora o due).
- Me le passi le frasi? Per favore. Chiara mi chiede sempre le frasi di latino, e io gliele do' perché è molto bella, e ha gli occhi azzurri come il cielo, che però io non l'ho mai visto -fuori dagli occhi suoi. L'altro giorno il professore di storia è andato avanti e ci ha detto una cosa molto interessante. Ci ha detto che tanti tanti anni fa il SOLE non era steso come una coperta sopra la città, ma era una palla di luce spaziale ultra-potentissima, alto molto più alto di ora. Rotolava lungo tutto il cielo e tramontava e risorgeva ogni mattina. Poi ha detto che nel tragitto rischiarava il cielo e lo faceva tutto azzurro che si poteva guardarlo, lì allora io mi sono girato ed ho guardato bene negli occhi di Chiara -celesti. Ci ha spiegato anche che si chiamava Sole non per una sigla, ma per ma per una antica etimologia che veniva dal sanscrito, e significa splendente; gli antichi ci avevano fatto tante storie sopra che ora non ricordo, però le voglio leggere! La cosa più incredibile di tutto però è un'altra, ed è stata quando il prof ha detto che non lo aveva costruito nessuno, che era già lì, prima del primo uomo. In classe nessuno ci credeva. Poi Giovanni ha detto una cretinata delle sue, ha detto che era un po' come Babbo Natale, e siamo tutti scoppiati a ridere. Comunque è una cosa proprio strana, e ci penso da un po'.
Adesso quell'ettaro difettoso fa' sì e no, come una lucciola, stà proprio marcio.. Provo a sovrapporci un ritmo di qualche canzone che mi balla nella testa. Chissà se laggiù sotto vanno a dormire e si rialzano tutti i secondi. Sono sicuro di no, ma spero proprio che non capiti qui. La mamma non ha molta elasticità mentale. -Grazie Chiara mi restituisce il compito un attimo prima che il prof sbatta forte la porta e tutti tornino alla svelta nei banchini. La scia celeste dei suoi occhi mi galleggia davanti dei secondi, anche dopo che lei è andata via. Da grande sarò tecnico del SOLE, e sarò io a salire per ripararlo. Così poi dico che c'è un problema imprevisto e mi faccio invece una passeggiata nella superficie esterna, dove l'alto è alto altissimo, ed è tutto pieno del colore degli occhi suoi.

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