Omaggio a Scollo

Tuesday, 27 May 2014 @ 11:30

Leggi il profilo di: rita iacomino

Un pensiero per dirti che sei qui con tutti noi.

MEETING DI NOVEMBRE CON GABBIANI"


Riallacciandomi al racconto di Viridis, “Via Del Nulla, 17”, che, chi non l’avesse ancora fatto, consiglio vivamente di leggere per due motivi: il primo perché è bellissimo ed esilarante e il secondo perché si possono trovare alcuni collegamenti con il mio.
Dopo che nonna Pina era riuscita ad ottenere la grazia dalla Madonna di far salva la poesia, nel Club sono iniziati degli strani fermenti.

Il Signor Longobardo “il feroce”, che tanto feroce non è, parlando con me davanti a un buon aperitivo rigorosamente alcolico, ha pensato bene di festeggiare questo miracolo organizzando un raduno a Monza.

Chiesti tutti i permessi al Club e fatti gl’inviti ufficiali, la data per il meeting venne fissata per il 22 novembre 2008. Però la cosa non poteva essere così semplice e qui si intuisce l’astuzia del Longo.

Per dimostrare al mondo che i poeti sono veramente tali, inventa un concorso, dove tutti i partecipanti, devono scrivere per l’occasione una poesia, con almeno sette delle quattordici parole proibite al Club: cuore, amore, luna, stelle, sole, mare, felicità, sorriso, lacrime e soprattutto la parola “gabbiani”.

Nell’aria, o meglio online, si percepisce il profumo dell’attesa, mista ad eccitazione per questo evento. Le mail corrono sul filo di internet a destra e a manca, per cercare di carpire informazioni e segreti riguardo alle poesie da portare all’incontro, ma vige omertà assoluta: nessuno vuole scoprire le sue carte.

Finalmente ecco il fatidico giorno. I pesci di Alleluhia navigano i cervelli dei poeti, ma tutti sono muti, nessuno si lascia scappare una sillaba, né tantomeno un endecasillabo.

L’incontro è previsto per le 18,30 in una nota zona di Monza, ma è risaputo, i poeti vivono nel loro mondo astratto, quindi strade, treni e orari non fanno parte della loro cultura e questo causa qualche contrattempo negli arrivi.
Fortunatamente l’efficientissimo “Bardo” riesce a recuperare tutti gl’invitati e convogliarli al punto d’incontro.
Questa volta il posto non è fatiscente come quello di “Via del Nulla, 17”, ma una bella sala riservata per l’occasione, nell’albergo dove pernotteranno alcuni poeti venuti da lontano.

Dopo i saluti di rito, Mimma che avrebbe dovuto fare l’appello, non si presenta, (voci di corridoio dicono che è a una sfilata di moda per rinnovare la lingerie, quindi Erandoro si offre di farlo lei.
Con perfetta voce tedesca chiama tutti a raccolta, evitando accuratamente di dire il suo impronunciabile cognome, per poi continuare fino alla zeta e provvedere alla distribuzione dei cartellini del Club con i nomi personalizzati.

Finalmente la bella compagnia numerosa e rumorosa prende posto ai tavoli. Sono molte le cose da dire per conoscersi e parlare anche degli assenti, che comunque sentiamo fra noi.

Il più gettonato è Grigio, tutti si chiedono come mai non sia arrivato, ma Serenella timidamente, dice che lo stesso non c’è perché non ha trovato un bel garofano rosso da mettere all’occhiello del vestito bianco stazzonato, quindi non si era sentito di partecipare a una serata così importante.

Mentre si cena chiacchierando, ogni tanto Scollo Salvatore si alza, gira inquieto fra i tavoli e dice:
- C’è, c’è, ne sono sicuro, ho le prove di quello che dico, si è mascherato da Piergiorgio Canu, ma vi assicuro che è qui in incognito.
Non si riesce a comprendere quello che vuole dirci e cerchiamo di tranquillizzarlo in qualche modo, ma inutilmente; per un po’ torna al suo posto, si rialza poco dopo e torna all’attacco.
Nel frattempo Ameo E, che è una donna, nonostante il suo nick, gira fra i tavoli con un notes dalla copertina arancio e chiede a tutti i partecipanti di scrivere un pensiero per lei e firmarlo. Poi abbiamo capito il perché, vuole mettersi al sicuro, pensa che se qualcuno diventerà famoso, lei ha già l’autografo con dedica esclusiva e personalizzata, senza per questo dover comperare il libro.

Ahimè, sono seduta vicina a Mitla, che continua a scrutarmi tutta la sera con un occhio solo mettendomi in ansia, a quanto pare l’altro, ce l’ha fisso nel blog di Cristina Bove e non può portarselo dietro.

Finalmente arriva il momento più importante della serata: la lettura delle poesie e la proclamazione del vincitore con relativa coppa e libro in regalo.

Maria Teresa, che fin dall’arrivo è rimasta con una sciarpa di lana lunga otto metri avvolta al collo anche in ristorante, dove si boccheggia dal caldo, è l’incaricata alla lettura dei testi, infatti con la sciarpa protegge la gola, in modo da non perdere la sua voce flautata con la quale, da attrice consumata, recita le poesie.

(Intanto Scollo Salvatore continua ad aggirarsi fra i tavoli sempre più agitato)

Ultimata la lettura delle opere, Longobardo, più feroce che mai, anzi quasi paonazzo, cerca in tutti i modi di contenere l’agitazione che aleggia nell’aria e invita i presenti a votare le poesie numerate e in perfetto anonimato.

Ed ecco la fine con la comunicazione dei risultati che non dico, ormai lo sapete già, anche perché i testi sono tutti belli e a pari merito.

Alla fine della serata, la dolcissima Monika, mossa a compassione, ci prega di ascoltare Salvatore Scollo, ormai quasi in preda a una crisi di nervi e finalmente, lo facciamo in religioso silenzio, anche perché siamo tutti in preda a una grande curiosità.
Lui, sempre molto agitato, prova a dirci con parole frammentate, che fuori dal ristorante, prima di entrare, ha visto uno stormo di gabbiani, il cielo pieno di stelle (strano in Lombardia non accade quasi mai) e la luna che faceva capolino fra due nuvole a forma di cuore, quindi è sicurissimo che nascosto da qualche parte, c’è BONAC, venuto a punirci per aver usato le parole proibite al Club.

Inutile dire che la serata è finita fra le risate, gli abbracci e un arrivederci corale al prossimo raduno.
PS. Chiedo scusa a chi non ho menzionato, le idee c’erano, ma sarebbe diventato un romanzo e non era il caso.
Invece a chi ho nominato chiedo pietà, non mi massacrate con i commenti, parlerò di voi al prossimo meeting.
PS del PS: Trascrivo la mia poesia, solo per ridere un po’.

GABBIANI
Il sole tramontato da poco
sul mare piatto
imbruniva il cielo.
Seduta, la donna
Pensava al suo amore lontano,
il cuore le batteva all’impazzata
e qualche lacrima scendeva
sul viso stanco.
All’improvviso,
l’orizzonte si colora,
una barca, un uomo imponente
e un sorriso di felicità
sul volto della donna.
Tutti i gabbiani
volarono verso di lui, BONAC.
Il cielo si riempì di stelle
accese dal Club dei poeti.



Aggiungo il commento di Scollo.

Svelo l’arcano, ammesso che qualche lettore sia curioso di conoscere il perché del mio continuo agitarmi quella famosa sera del 22 scorso.
Abbracciandomi (senza reconditi scopi) all’arrivo con i partecipanti del meeting, mi è stato sfilato il portafoglio. Fortunatamente me ne sono accorto dopo la cena, possedendo così le forze fisiche necessarie per percorrere in lungo e in largo la sala e guardare sotto i tavoli. La speranza era almeno quella di ritrovare il documento d’identità (i miei tratti fisici non sono rassicuranti, tant’è che in Sicilia, spesso vengo fermato dalle forze dell’ordine), così da dimostrare, in caso di eventuale controllo, la mia assoluta estraneità agli ultimi fatti di sangue avvenuti nel frattempo in zona.
Così purtroppo non è stato. Privo di contanti, non sono stato creduto sulla parola dal proprietario dell’albergo cui avevo chiesto di ospitarmi per la notte.
Fortunatamente, dopo i saluti d’addio, ho trovato la sede della Croce Rossa aperta, così non ho dovuto dormire al freddo e al gelo.
L’indomani un’amica del Club mi ha imprestato i soldi per tornare a casa da mamma e papà, solo dietro promessa scritta che avrebbe potuto pubblicare a suo nome uno dei miei capolavori poetici ancora inediti.
Il mio bilancio della serata è comunque positivo: se non fosse successo quello che è successo, non avrei avuto l’onore della menzione da parte di Rita e si sa che la pubblicità è l’anima del commercio (nel mio caso direi della fama)
Sono disponibile a mettere all’asta i miei componimenti ancora da comporre, se qualcuno di voi mi riconosce profondità di penna e di pensiero.
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Caro Salvo, non mi mancheranno solo le tue poesie e soprattutto i tuoi racconti. Mi mancherà l’amico e tutto quello che mi hai insegnato nei nostri incontri.

Voglio dire a tutti che lui era esattamente il contrario di quello che ho descritto in questo racconto e in un altro di un raduno a Roma, dove anche in quel caso l’ho regolarmente preso in giro.
Ma è (volutamente al presente) un grande il nostro amico poeta, perché è stato lui per prima a divertirsi con i miei racconti.
Ciao Salvo, sarai sempre fra noi.

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