Una storia senza complicanze

Monday, 31 March 2014 @ 10:30

Leggi il profilo di: scollo salvatore

Il signor Scialacqua e la moglie sono, a tutti gli effetti, una coppia felice.
Parlando di felicità, l’idea è di un inebriamento perenne.
Invece bisognerebbe intendersi meglio: la felicità è una condizione di serenità che non viene mai meno, nonostante gli immancabili grattacapi quotidiani.
In questo senso, i coniugi di cui vi racconto, sono felici.
Non essendo succubi dell’amarezza, è con tranquillità che non affrontano quei problemi che sanno di non voler risolvere.

Coi vicini di casa i rapporti vanno a gonfie vele: non c’è una volta che non li salutino per le scale o, se nell’ascensore, non accennino al tempo atmosferico, per rompere imbarazzanti silenzi.
Per un senso di delicatezza, non li invitano mai a prendere il caffè a casa.
Sanno che spesso in questi incontri, da parte degli ospiti, può scappare la parolina di troppo: una battuta malevola sul coniuge, un accenno a un senso di insoddisfazione, una rivelazione su episodi spiacevoli subiti, per arrivare magari, Dio non voglia, a uno scoppio incontrollato di lacrime.
E nelle riunioni di condominio, danno la delega: preferiscono non assistere a discussioni animate, dove magari qualcuno potrebbe mostrare aspetti caratteriali non proprio edificanti.

I coniugi Scialacqua sono monogami non per scelta, ma per comodità. Avere a che fare con un amante, cancellare gli sms inviati e ricevuti per non lasciare tracce, inventarsi ogni volta scuse credibili per sgattaiolare fuori di casa, controllare che sui vestiti non permangano segni dell’incontro clandestino, … che fatica, che schiaffo alla tranquillità!
Per tenere a freno la fantasia, ritengono sufficiente adempiere regolarmente il dovere coniugale, addormentandosi dopo senza sogni malsani.

Essi si sono sposati in età matura, dopo che i grilli per la testa avevano cambiato domicilio, trasferendosi nell’erba alta dei campi.
Lui è ragioniere in una ditta di import-export e, grazie a piccoli e quasi invisibili artifici contabili, arrotonda lo stipendio.
Lei è appassionata di cucito (indice di acuta sensibilità) e la sua casa è scrigno prezioso di tendine alle finestre che effondono un’aura di romanticismo in chi va a visitarli, e di un corredo finemente ricamato che provoca piaceri ineffabili sia alla vista che nell’uso quotidiano.
All’occorrenza, tiene lezioni private a ragazzini della scuola dell’obbligo e, con ragionamento ineccepibile (“non è una spesa detraibile dalla dichiarazione dei redditi”), ha convinto i genitori a non pretendere la ricevuta degli importi che incassa.

Osservanti della dottrina cattolica, mai si sono persi la messa festiva. Modesto l’impegno di un’ora a settimana, se confrontato con la possibilità (qualora la Chiesa dichiari la verità) di assicurarsi con poco sforzo la vita eterna.
Hanno superato facilmente l’imbarazzo della confessione, non praticandola. Sanno che i cattivi pensieri vanno via con la medesima facilità con cui si affacciano alla mente. A che serve farne cenno a un estraneo, se sono fugaci?
Quanto alle azioni cattive compiute, basta dimenticarsene in fretta senza ricamarci sopra.

I coniugi Scialacqua non si intendono (o meglio, non ritengono valga la pena scegliere – “gli onorevoli, si sa, sono tutti uguali”) di politica, e questo gli permette di scartare senza rimorso i noiosi talk show che infestano giornalmente le reti televisive.
Come negare loro un pizzico di saggezza se non ritengono che la realtà rutilante presentata dalla televisione sia quella vera?
Nelle tornate elettorali, preferiscono starsene tranquilli a casa, evitando di incolonnarsi davanti ai seggi, mischiati ai tanti illusi convinti che siano possibili – addirittura a portata di mano - cambiamenti radicali.
Manifestare in piazza pro o contro? Ma siamo matti? La prudenza impone di non frequentare certi assembramenti, c’è pericolo di beccarsi qualche virus (si sa che i partecipanti non sono amanti dell’igiene e non indossano certo un abbigliamento stirato di fresco) o, Dio non voglia, qualche manganellata da parte dei celerini che, spintonati dalla folla, non si preoccupano di distinguere fra facinorosi e innocui cittadini.

Parimenti, la coppia non coltiva passioni sportive. Che senso ha accanirsi, iscriversi a un Club dove gli esaltati l’avrebbero sempre vinta? Per entrambi, pur non essendo cultori della lingua latina, vale il motto “Sic transit gloria mundi”. Il campione di oggi, non ci vorrà molto, sarà sostituito da uno più bravo e più giovane, e ciò avverrà sempre, sino alla fine dei tempi.
L’unico ritrovo che frequentano è il “Club degli amici”, dove impiegano il pomeriggio in partite di burraco senza posta in denaro; la soddisfazione nasce dal dimostrarsi più abile nel gioco delle carte (e nel fare segni al compagno senza farsene accorgere).
Per concludere poi la serata, nell’ampio salone, con balli di gruppo, liberando le proprie energie psicofisiche.

I coniugi in questione non hanno avuto figli, e l’hanno inteso, concordemente, un segno di particolare benevolenza da parte del Creatore.
Poppate notturne, colichette e difficoltà nei primi tempi a intendersi col nuovo arrivato, preoccupazioni per le inevitabili malattie dell’infanzia, indecisioni fatali nella scelta del corso di studi, attenzione spasmodica alle frequentazioni dei figli, stress nel definire i mille particolari delle loro eventuali nozze con annesso rinfresco, …
Per cosa, poi? Per vederli andare via di casa senza nemmeno un ringraziamento per i tanti sacrifici sostenuti?
A dare visibilità alla loro voglia di amare è bastato un cane, creatura acquiescente, fedele, mai capace di battibeccare per una scelta non condivisa.
Il fastidio di portarlo fuori almeno una volta al giorno non è certo paragonabile a quello, più impegnativo, di scorrazzare nei giardini il proprio infante nel passeggino.

Quanto ai divertimenti, vige la morigeratezza.
Banditi i film complicati nell’intreccio (dove i rodimenti esistenziali dei protagonisti tengono banco per tutta la durata della storia, trasmettendo inquietudine negli spettatori) e gli spettacoli teatrali dove basta un nonnulla per scatenare una tragedia, gli Scialacqua prediligono le opere liriche: non gli interessa l’intreccio, ma solo la musica che fa vibrare le corde dell’anima, senza complicarsi la vita alla ricerca dei mille perché senza risposta che opprimono l’esistenza.

La medesima scelta oculata è applicata nelle letture: il quotidiano che sfogliano è quello locale, dove la politica nazionale e internazionale occupa solo trafiletti.
I fatti efferati di sangue consolano per non essere personalmente invischiati in tali tragedie, i gossip che abbondano tengono alto il buonumore e una sana curiosità.
Lo stesso vale per i romanzi: al bando l’erotismo, le passioni amorose che stravolgono il quieto vivere, destinate a concludersi nello scatafascio. Molto meglio le storie semplici, dove ci si innamora solo una volta con esiti appaganti, e la purezza dei sentimenti (instillati da una sana educazione genitoriale) trova sbocco nel matrimonio, benedetto da Dio e dalla comunità dei comprimari.

Il cerchio delle amicizie dei coniugi Scialacqua non ha un ampio diametro.
Settimanalmente si incontrano in pizzeria, dove i mariti danno sfogo ai malumori che inevitabilmente insorgono nell’ambiente lavorativo, mentre le mogli si scambiano utili informazioni sul centro estetico più confacente al loro status sociale e sui parrucchieri che eseguono acconciature al passo coi tempi, pur senza essere stravaganti.
Nelle scelte dell’abbigliamento è usuale che si avvalgano dei consigli della comitiva per evitare di strafare e apparire eccentrici; il risultato, quando li si vede tutti insieme, è appagante, nel senso che nessun contrasto nei colori o nei modelli li rende distinguibili l’uno dall’altro.

Infine (doveroso accennare anche alla Fine), pure se l’argomento non è mai stato oggetto di confronto, a entrambi piacerebbe che sulla loro lapide fosse ricordato:

Fu persona mite
non praticò il male
dal bene fu distante
per un senso di equità,
faro guida della sua vita.
Lontana dai litigi
sempre consenziente
non si è mai schierata
lascia un ricordo immemore
come i Grandi della Terra.

Obietterete che, con tale stile di vita, i coniugi Scialacqua non saranno citati nei testi scolastici di Storia.
Penso che questa ambizione non li abbia mai sfiorati. Colpa della spensieratezza applicata in ogni loro scelta o non piuttosto saggezza nel non volersi mai mostrare come artefici del proprio destino o di quello altrui?
Non saprei dirvi, la risposta è giusto sia solo vostra.

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