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     Una storia senza complicanze   
     Monday, 31 March 2014 @ 10:30
     Leggi il profilo di: scollo salvatore
     Visualizzazioni: 766

    Racconti

    Il signor Scialacqua e la moglie sono, a tutti gli effetti, una coppia felice.
    Parlando di felicità, l’idea è di un inebriamento perenne.
    Invece bisognerebbe intendersi meglio: la felicità è una condizione di serenità che non viene mai meno, nonostante gli immancabili grattacapi quotidiani.
    In questo senso, i coniugi di cui vi racconto, sono felici.
    Non essendo succubi dell’amarezza, è con tranquillità che non affrontano quei problemi che sanno di non voler risolvere.

    Coi vicini di casa i rapporti vanno a gonfie vele: non c’è una volta che non li salutino per le scale o, se nell’ascensore, non accennino al tempo atmosferico, per rompere imbarazzanti silenzi.
    Per un senso di delicatezza, non li invitano mai a prendere il caffè a casa.
    Sanno che spesso in questi incontri, da parte degli ospiti, può scappare la parolina di troppo: una battuta malevola sul coniuge, un accenno a un senso di insoddisfazione, una rivelazione su episodi spiacevoli subiti, per arrivare magari, Dio non voglia, a uno scoppio incontrollato di lacrime.
    E nelle riunioni di condominio, danno la delega: preferiscono non assistere a discussioni animate, dove magari qualcuno potrebbe mostrare aspetti caratteriali non proprio edificanti.

    I coniugi Scialacqua sono monogami non per scelta, ma per comodità. Avere a che fare con un amante, cancellare gli sms inviati e ricevuti per non lasciare tracce, inventarsi ogni volta scuse credibili per sgattaiolare fuori di casa, controllare che sui vestiti non permangano segni dell’incontro clandestino, … che fatica, che schiaffo alla tranquillità!
    Per tenere a freno la fantasia, ritengono sufficiente adempiere regolarmente il dovere coniugale, addormentandosi dopo senza sogni malsani.

    Essi si sono sposati in età matura, dopo che i grilli per la testa avevano cambiato domicilio, trasferendosi nell’erba alta dei campi.
    Lui è ragioniere in una ditta di import-export e, grazie a piccoli e quasi invisibili artifici contabili, arrotonda lo stipendio.
    Lei è appassionata di cucito (indice di acuta sensibilità) e la sua casa è scrigno prezioso di tendine alle finestre che effondono un’aura di romanticismo in chi va a visitarli, e di un corredo finemente ricamato che provoca piaceri ineffabili sia alla vista che nell’uso quotidiano.
    All’occorrenza, tiene lezioni private a ragazzini della scuola dell’obbligo e, con ragionamento ineccepibile (“non è una spesa detraibile dalla dichiarazione dei redditi”), ha convinto i genitori a non pretendere la ricevuta degli importi che incassa.

    Osservanti della dottrina cattolica, mai si sono persi la messa festiva. Modesto l’impegno di un’ora a settimana, se confrontato con la possibilità (qualora la Chiesa dichiari la verità) di assicurarsi con poco sforzo la vita eterna.
    Hanno superato facilmente l’imbarazzo della confessione, non praticandola. Sanno che i cattivi pensieri vanno via con la medesima facilità con cui si affacciano alla mente. A che serve farne cenno a un estraneo, se sono fugaci?
    Quanto alle azioni cattive compiute, basta dimenticarsene in fretta senza ricamarci sopra.

    I coniugi Scialacqua non si intendono (o meglio, non ritengono valga la pena scegliere – “gli onorevoli, si sa, sono tutti uguali”) di politica, e questo gli permette di scartare senza rimorso i noiosi talk show che infestano giornalmente le reti televisive.
    Come negare loro un pizzico di saggezza se non ritengono che la realtà rutilante presentata dalla televisione sia quella vera?
    Nelle tornate elettorali, preferiscono starsene tranquilli a casa, evitando di incolonnarsi davanti ai seggi, mischiati ai tanti illusi convinti che siano possibili – addirittura a portata di mano - cambiamenti radicali.
    Manifestare in piazza pro o contro? Ma siamo matti? La prudenza impone di non frequentare certi assembramenti, c’è pericolo di beccarsi qualche virus (si sa che i partecipanti non sono amanti dell’igiene e non indossano certo un abbigliamento stirato di fresco) o, Dio non voglia, qualche manganellata da parte dei celerini che, spintonati dalla folla, non si preoccupano di distinguere fra facinorosi e innocui cittadini.

    Parimenti, la coppia non coltiva passioni sportive. Che senso ha accanirsi, iscriversi a un Club dove gli esaltati l’avrebbero sempre vinta? Per entrambi, pur non essendo cultori della lingua latina, vale il motto “Sic transit gloria mundi”. Il campione di oggi, non ci vorrà molto, sarà sostituito da uno più bravo e più giovane, e ciò avverrà sempre, sino alla fine dei tempi.
    L’unico ritrovo che frequentano è il “Club degli amici”, dove impiegano il pomeriggio in partite di burraco senza posta in denaro; la soddisfazione nasce dal dimostrarsi più abile nel gioco delle carte (e nel fare segni al compagno senza farsene accorgere).
    Per concludere poi la serata, nell’ampio salone, con balli di gruppo, liberando le proprie energie psicofisiche.

    I coniugi in questione non hanno avuto figli, e l’hanno inteso, concordemente, un segno di particolare benevolenza da parte del Creatore.
    Poppate notturne, colichette e difficoltà nei primi tempi a intendersi col nuovo arrivato, preoccupazioni per le inevitabili malattie dell’infanzia, indecisioni fatali nella scelta del corso di studi, attenzione spasmodica alle frequentazioni dei figli, stress nel definire i mille particolari delle loro eventuali nozze con annesso rinfresco, …
    Per cosa, poi? Per vederli andare via di casa senza nemmeno un ringraziamento per i tanti sacrifici sostenuti?
    A dare visibilità alla loro voglia di amare è bastato un cane, creatura acquiescente, fedele, mai capace di battibeccare per una scelta non condivisa.
    Il fastidio di portarlo fuori almeno una volta al giorno non è certo paragonabile a quello, più impegnativo, di scorrazzare nei giardini il proprio infante nel passeggino.

    Quanto ai divertimenti, vige la morigeratezza.
    Banditi i film complicati nell’intreccio (dove i rodimenti esistenziali dei protagonisti tengono banco per tutta la durata della storia, trasmettendo inquietudine negli spettatori) e gli spettacoli teatrali dove basta un nonnulla per scatenare una tragedia, gli Scialacqua prediligono le opere liriche: non gli interessa l’intreccio, ma solo la musica che fa vibrare le corde dell’anima, senza complicarsi la vita alla ricerca dei mille perché senza risposta che opprimono l’esistenza.

    La medesima scelta oculata è applicata nelle letture: il quotidiano che sfogliano è quello locale, dove la politica nazionale e internazionale occupa solo trafiletti.
    I fatti efferati di sangue consolano per non essere personalmente invischiati in tali tragedie, i gossip che abbondano tengono alto il buonumore e una sana curiosità.
    Lo stesso vale per i romanzi: al bando l’erotismo, le passioni amorose che stravolgono il quieto vivere, destinate a concludersi nello scatafascio. Molto meglio le storie semplici, dove ci si innamora solo una volta con esiti appaganti, e la purezza dei sentimenti (instillati da una sana educazione genitoriale) trova sbocco nel matrimonio, benedetto da Dio e dalla comunità dei comprimari.

    Il cerchio delle amicizie dei coniugi Scialacqua non ha un ampio diametro.
    Settimanalmente si incontrano in pizzeria, dove i mariti danno sfogo ai malumori che inevitabilmente insorgono nell’ambiente lavorativo, mentre le mogli si scambiano utili informazioni sul centro estetico più confacente al loro status sociale e sui parrucchieri che eseguono acconciature al passo coi tempi, pur senza essere stravaganti.
    Nelle scelte dell’abbigliamento è usuale che si avvalgano dei consigli della comitiva per evitare di strafare e apparire eccentrici; il risultato, quando li si vede tutti insieme, è appagante, nel senso che nessun contrasto nei colori o nei modelli li rende distinguibili l’uno dall’altro.

    Infine (doveroso accennare anche alla Fine), pure se l’argomento non è mai stato oggetto di confronto, a entrambi piacerebbe che sulla loro lapide fosse ricordato:

    Fu persona mite
    non praticò il male
    dal bene fu distante
    per un senso di equità,
    faro guida della sua vita.
    Lontana dai litigi
    sempre consenziente
    non si è mai schierata
    lascia un ricordo immemore
    come i Grandi della Terra.

    Obietterete che, con tale stile di vita, i coniugi Scialacqua non saranno citati nei testi scolastici di Storia.
    Penso che questa ambizione non li abbia mai sfiorati. Colpa della spensieratezza applicata in ogni loro scelta o non piuttosto saggezza nel non volersi mai mostrare come artefici del proprio destino o di quello altrui?
    Non saprei dirvi, la risposta è giusto sia solo vostra.

     



    Una storia senza complicanze | 13 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Una storia senza complicanze
    Contributo di: gianna.curto on Monday, 31 March 2014 @ 16:43
    Questa storia mi ha messo addosso tanta malinconia.I coniugi Scialacqua sono di una "tristitudine " ( come dicono i miei nipotini) che più che pena fa paura. Se questa si può definire una coppia felice..... Senza interessi,senza gelosie,senza litigi,senza sprazzi di fantasia ! Al confronto la solitudine deve essere un'oasi di pace. La vita ci è stata data per essere vissuta con tutte le sue luci e tutte le sue ombre. Hai descritto il piattume,la non vita,la noia,il niente. Il tutto con la tua solita abilità nel descrivere situazioni e personaggi.Bravo come sempre ---** --- Gianna

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: trimacassi on Tuesday, 01 April 2014 @ 16:24
    Mi sono quasi impaurito quando ho letto "L'unico ritrovo che frequentano è il Club..." ho pensato subito col cuore in gola "...dei Poeti..." ! Mio Dio mi son detto, proprio qui dovevano arrivare...! Poi ho rifiatato...
    Cosa dirti ? Già dal cognome che usi si impernia un tipo di ironia, che solo una penna come la tua può concepire. E poi è tutto un susseguirsi di situazioni architettate in un modo inimaginabile da essere prerogativa di una sola coppia di coniugi!
    Io credo tu debba fare di tutto per mettere insieme qualcosa da presentare ad un qualche Editore che non potrà dirti di no sicuramente, tale è l'immaginazione e la saggezza che hai per completare un opera che risulti vendibile in tutto lo Stivale. E intanto io per primo comincio a farti gli...Auguri. Ciao, Salvatò...

    ---
    trimacassi


    ****NobilDonna...*****


    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Tuesday, 01 April 2014 @ 16:39
    Spassosissimo!
    Che poi siamo un po' tutti dei “coniugi Scialacqua”.
    Io ad esempio, a proposito di amanti, faccio già una gran
    fatica ad assolvere (tre/quattro volte all'anno) i miei
    doveri di genere -arrapao-

    "Modesto l’impegno di un’ora a settimana, se confrontato con
    la possibilità (qualora la Chiesa dichiari la verità) di
    assicurarsi con poco sforzo la vita eterna".

    Bello 'sto passaggio, che in maniera diversa ho usato in una
    mia vecchia poesia che dice:
    -Non è che io ci creda
    ma ormai m'attacco a tutto.
    Pensate che ho imparato anche a pregare.
    Preghiere un po' confuse
    rivolte a chi le ascolta
    non ho una religione preferita.
    Di Dio ce n'è uno solo
    o forse manco quello
    ma è meglio eliminare l'intentato.
    Lascio un biglietto a tutti
    come un rappresentante.
    Chi vuole può trovarmi in Purgatorio... etc. etc
    (perdona l'intrusione)

    Bella pure la parte riguardante la politica ( anche se
    personalmente -di politica- l'avrei attaccato a -si
    intendono, ossia prima della parentesi). L'idea di non
    manifestare per non beccare virus, è talmente bella che
    avrei fatto a meno di aggiungerci le manganellate .
    (Sai com'è, mi tocca inventarmeli i difetti, per non
    apparire troppo ossequioso).

    Nella parte finale poi, quel:

    "Fu persona mite
    non praticò il male
    dal bene fu distante
    per un senso di equità".

    la trovo davvero una chicca.
    Beh! Che dire se non “Maestro”

    stelle e saluti

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: Elysa on Tuesday, 01 April 2014 @ 22:25
    magari potessimo assomigliare tutti ai coniugi Scialacqua!! sai come si vivrebbe meglio? senza grilli senza desideri nascosti e irraggiungibili, senza idee a volte malsane o scorrette...tutto nella più morigerata normalità...che OO però!! sei sempre bravissimo e fantasioso a srotolare queste fiabe, bravissimo --- Elysa

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: A.Sal.One on Wednesday, 02 April 2014 @ 02:10

    Mi sono chiesto subito due cose:

    perche` complicanze invece di complicazioni

    e come mai lo Scollo continua a pubblicare
    da tempo immemore, con scadenza cronometrata
    in ambedue le sezioni e allo stesso tempo?
    Le risposte potrebbero essere addirittura
    innumerevoli nel caso del nostro autore e,
    sono sicuro, giustificherebbero ampiamente
    la scelta di non pubblicare le proprie opere
    a mesi alternati, per poter dare adito al lettore
    medio di "approfondire" meglio i temi delle
    proposte in questione.

    Detto questo, e avendo letto anche la poesia,
    mi azzardo a dire che magari, questa volta,
    ci sono ovvie connessioni artistiche tra ambedue
    i temi trattati, o addirittura si potrebbe dire
    che ambedue trattino lo stessa tema.

    Ma, ritornando al primo punto, mi sorge un dubbio:
    non e` che il Webmaster (automaticamente) continuasse
    a censurare la seconda parte della parola complicazioni
    che, risultando comparire compli"censurata" sul monitor,
    alla fine ha costretto l'autore ad optare per la
    parola complicanze?

    Infine, ed e` d'uopo, ben pochissimi autori su questo
    Club riescono, come fa lo Scollo, ad ironizzare con
    l'aldila`. La presentazione del doppio epitaffio incastrato
    ne e` ampia dimostrazione.

    Ma non e` che io sia riuscito a complicanzare le cose?



    ---
    Qui, ci cova la gatta
    e la gallina fa le fusa.

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: Anais on Sunday, 06 April 2014 @ 08:34
    Già letta caro Scollo e commentata in altra sede.
    Va be', ormai é inutile star qui a menare il can x l'aia.

    Scusa un attimo:
    Non é una frase sibillina, non sto pensando a nessuno del club punto,
    imito indio punto. :-)). :-))

    Mi era piaciuto.
    La parte centrale del commento non é indirizzata a te.

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: longobardo on Monday, 07 April 2014 @ 00:32
    Divertente la descrizione di questa coppia galleggiante sulla parodia dell'assoluta mediocrità, dei piccoli egoismi ( in fin dei conti meglio un cane sottomesso che dei figli che creano costi e problemi) e delle misere furbate ( evitando le ricevute fiscali e facendosi impercettibili segni giocando a carte ).
    Racconto scritto con perizia e scorrevolezza.
    Bravo

    ---
    longobardo

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: loreine on Monday, 07 April 2014 @ 08:11
    Scritto bene , con la giusta ironia. Mi piace quel"complicanze"rende l'idea di una cosa che scivola e si adagia lentamente sino a coprire con un velo di ipocrisia l'intera vita della coppia. Leggo le tue opere sempre con molto interesse e soddisfazione. Un saluto --- loreine

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: Armida Bottini on Thursday, 10 April 2014 @ 15:04
    I tuoi coniugi sono noiosi e neppure mi piacciono, ma il racconto è scritto da re, bravo. Ciao.

    ---
    Midri

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    Una storia senza complicanze
    Contributo di: Peanpavito on Sunday, 13 April 2014 @ 06:43
    Lo schema della trama ricorda molto "Antologia di Spoon river.
    La vera riccioluta, (commentando Maurizio) chiude sempre: ti preferisco nei
    racconti.Quadretto ben disegnato,della famiglia piccolo borghese.
    Ironia che contraddistingue la Tua scrittura e quella del sor Maurizio.
    Come sempre in questa categoria,stile inconfondibile.
    Con saggia stima.







    ---
    Pean.pavito

    [ ]

    Una storia senza complicanze
    Contributo di: PattiS. on Monday, 21 April 2014 @ 18:16
    più che storia è una descrizione. Appena letto non mi diceva nulla. Magari avessi
    dei vicini di casa così, ci farei la firma. Hanno un qualcosa di nordico o
    perlomeno mitteleuropeo nel loro modo di fare gentile e discreto...quello che
    sconcerta di questa coppia irreale e irrealizzabile (gente senza stimoli e
    ambizioni e dove li trovi!, oggi sono tutti agguerriti e pronti a scannarsi per
    qualsiasi cosa) è piuttosto il giudizio fortissimo
    della voce narrante: disprezza questa mite coppia. Allora forse il gioca sta tutto lì
    e intrigante diventa porsi la questione: com'è veramente l'autore del pezzo?
    Come la pensa veramente? E' il pensiero dell'autore o dell'Io narrante? Poi
    concludi dicendo: voi che ne pensate? Un po' il gioco delle bamboline russe. Un
    rimando che rimanda al rimando.
    Quest'aspetto se calcolato, ma anche se no, è interessante, molto.

    ---
    "Si va dal niente al niente passando dal niente" G. Guglielmi

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    Una storia senza complicanze
    Contributo di: carabinakid on Thursday, 01 May 2014 @ 12:15
    Complicanze sicuramente poche anzi nulle per i coniugi Scialacqua, mentre per il lettore, tante specie quando si ritrova in una delle piccole, ma esaustive descrizioni della vita di quei due. Un caro saluto

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    Una storia senza complicanze
    Contributo di: Nausicaa on Monday, 19 May 2014 @ 23:20
    Un tributo a Salvatore Scollo. ------ ----- - --- - - Nausicaa - - La poesia comincia quando un'emozione ha trovato il pensiero e un pensiero ha trovato le sue parole (R. Frost)

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