club.it
clubpoeti.it
club.it
 Benvenuto su ..::Il Club dei Poeti::.. Saturday, 04 April 2020 @ 19:48 
Invia il tuo racconto | Invia la tua poesia | Faq | Contatti
Argomenti  
Home
Poesie (2685/0)
Racconti (1025/0)
Saggi (20/0)

Eventi  
Eventi nel sito

Wednesday 01-Jan -
Thursday 30-Apr
  • XXVII Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2020

  • Thursday 02-Jan -
    Thursday 30-Apr
  • Concorso Internazionale di poesia Città di Montegrotto Terme 2019

  • Friday 03-Jan -
    Thursday 30-Apr
  • Premio Letterario Internazionale Marguerite Yourcenar 2020

  • Saturday 04-Jan -
    Friday 15-May
  • Premio Letterario Nazionale Poesia a Chiaromonte 2020

  • Sunday 05-Jan -
    Sunday 31-May
  • Premio Ebook in…versi 2020

  • Tuesday 07-Jan -
    Thursday 30-Jul
  • XXV Edizione Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2020

  • Tuesday 07-Jan -
    Tuesday 30-Jun
  • Premio Letterario Nazionale «Versi e parole in Lomellina» 2020
  • Ultime novità  
    CONTRIBUTI
    1 Contributo nelle ultime 24 ore

    COMMENTI
    nelle ultime 48 ore

  • Foglie di libertà [+5]
  •       La stretta ... [+11]
  • Preghiera
  • Nemico invisibile
  • Stai muta [+3]
  • Come Penelope
  • Il vantaggio di u... [+2]
  • Dimentica
  • Peeling Potatoes ...
  • Mattino di metà m...

  • LINKS
    nelle ultime 2 settimane

    Nessun nuovo link


     Noi x 2   
     Wednesday, 26 March 2014 @ 14:00
     Leggi il profilo di: Riccardo Vandoni
     Visualizzazioni: 796

    Racconti

    “Non lo vedi che sono carica come un somaro? Me la vuoi dare una mano?” ringhiò Gabriella, appena entrata. Gianni scoprì all’istante che lei era meno desiderabile del solito. Un ritorno alla realtà duro, improvviso, violento.
    Aveva deciso di vivere con Gabriella sette anni prima e la loro convivenza aveva conosciuto alti e bassi. La dote della compagna che più lo attirava, ancora oggi, era il suo aspetto fisico. Gianni si stupiva che una donna così bella avesse scelto proprio lui e questo in qualche modo eccitava il suo amor proprio. Quando andavano in giro, mano nella mano, Gianni era orgoglioso della sua compagna e spiava gli sguardi degli estranei, spesso indiscreti, con piacere. L’accompagnava a fare shopping sapendo che avrebbe fatto girare mille teste e compiacendosi di essere lì con lei. Lei assecondava il suo narcisismo riflesso e sembrava addirittura eccitarlo. Si vestiva sempre con molta libertà: minigonne esasperate, promettenti scollature, calze coloratissime. Era effettivamente affascinante e lo sapeva. Gambe lunghe ed affilate, seno perfetto e non aggressivo, occhi azzurri e profondissimi. Quando camminava per il centro non passava certo inosservata.
    “Potevi citofonarmi. Ti avrei accompagnata…” ribattè Gianni quasi per scusarsi “Non sono andato a lavorare, oggi…”.
    Le si avvicinò per aiutarla. Gabriella si diresse di scatto in cucina e si chiuse la porta alle spalle.
    “Ancora una giornata infernale” pensò Gianni titubante se seguirla oppure abbandonarla alle sue rabbie. Alla fine decise di tornare al suo libro e di vedere che piega avrebbero preso gli eventi senza interferire su di loro. Gabriella, dopo pochi minuti, gli passò davanti con passo risoluto e, sbottonandosi la camicetta di raso blu che Gianni le aveva regalato per il suo ultimo compleanno, si diresse silenziosa verso la camera da letto…


    Sentì l’acqua battere sulla tenda della doccia. Erano anni che Gabriella tornava a casa e si immergeva nell’acqua. O un bagno o una doccia, non importava. Lei aveva con l’acqua un rapporto privilegiato. Gianni si diresse verso la camera da letto in preda ad un riflesso condizionato. Vide, sbattuta sul letto disfatto, la camicetta di raso blu che lui aveva meticolosamente scelto tra mille cose e dalla porta del bagno intravide la tenda discosta della doccia. Il corpo di Gabriella che a momenti si intravedeva ed in altri scompariva era qualcosa a cui lui non si era mai abituato. Le sue natiche sode, il seno da bambina, i capezzoli duri e protervi erano qualcosa a cui non poteva resistere. Si diresse verso la doccia spogliandosi e si infilò con lei sotto l’acqua.
    Gabriella non si voltò nemmeno. Premette i suoi glutei sul ventre di Gianni, poi si inarcò a soddisfare il suo desiderio. Le gocce le cadevano violente sulla schiena e seguivano il declivio dei suoi fianchi e poi delle cosce fino a spegnersi stancamente in terra. Per minuti lui la strinse, la palpò, si bagnò violentemente con lei, poi il suo desiderio così com’era venuto si dileguò, si spense in un ultimo gemito irreale.
    L’acqua che cadeva dall’alto gli sembrò ora più violenta, cattiva e si ritrasse perplesso quando l’ennesimo schiaffo d’acqua lo colpì con ferocia. Lei si voltò di scatto: aveva occhi cattivi, occhi che Gianni non aveva mai visto….
    Si buttarono sul letto ancora bagnati e il silenzio li avvolse come una coperta gelata. Stettero così per un tempo che a Gianni sembrò interminabile. Ora il contatto fisico era terribile, ostile, addirittura astioso. Avvinghiati poco prima ed ora distanti anni luce. A Gianni quel silenzio e quella distanza parvero irreali anche se li sentiva, vivissimi, sulla sua pelle. Ruppe il silenzio violentandosi.
    “Gabri, perché mi hai guardato con quegli occhi, prima? Che ti ho fatto?” le disse carezzandole i fianchi ancora caldi. Lei lo guardò fissa e, senza dire nulla, si voltò dall’altra parte.
    Fu una notte terribile. Il caldo era insopportabile e Gianni uscì e rientrò nel letto a ripetizione. Alla fine, stremato da quell’andirivieni, decise che la sdraio in terrazza sarebbe stata la sua destinazione per il resto della notte. La serata era magnifica e Gianni scoprì nel cielo una miriade di stelle. Da quanto non guardava il cielo con occhi da bambino? Si ricordò delle nottate in campagna, del cannocchiale che gli aveva regalato suo padre per Natale, della scoperta di Giove, di Saturno e dei suoi anelli e sentì dentro di sé la stessa emozione che aveva provato osservando gli incredibili crateri, sulla luna. Quanti anni erano passati? Quante complicazioni aveva costruito, nel frattempo, nella sua testa? Provò una nostalgia struggente delle sue stelle da bambino e fissando quella che gli sembrava più luminosa, si addormentò dolcemente…


    Tratto dal romanzo "Noi x 2" di Riccardo Vandoni e Sara78


     



    Noi x 2 | 11 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    Noi x 2
    Contributo di: longobardo on Wednesday, 26 March 2014 @ 18:21
    Stralcio di vita vissuta molto plausibile, raccontato con fine psicologia e ottima caratterizzazione dei personaggi.

    ---
    longobardo

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: Elysa on Wednesday, 26 March 2014 @ 20:40
    è la paura e il male di tutte le coppie dopo un po' di anni: l'astio che la vita procura, come dice Augusto bella caratterizzazione dei personaggi e ben scritto, si mi piacerebbe leggere tutto il romanzo, bravi --- Elysa

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: sara78 on Wednesday, 26 March 2014 @ 22:00
    Vengo anch'io..eh si vengo non per commentare il brano in questione essendo troppo coinvolta per farlo, ma per raccontarti e raccontare quest'esperienza insieme. Un inizio entusiasmato, te lo ricordi? Pezzi rimbalzati di giorno e di notte, telefonate, messaggi con un solo pensiero in testa, il nostro libro. Poi i primi capricci da parte ovviamente mia, le prime pause snervanti fino a puntare i piedi per terra, e tenerli lì per un bel po'. Tu sai cosa intendo. Si parla della mia pigrizia connaturata e della tua grande pazienza. Ma le cose care non vanno mai buttate Ric e così abbiamo portato a termine questa fatica, ma anche questa grande gioia. E ringrazio te perchè senza di te non ce l'avrei fatta, senza le tue spinte sull'altalena non avrei provato questa soddisfazione e ringrazio ancora te perchè hai messo la tua esperienza al servizio della mia inesperienza, la tua grinta al servizio della mia indolenza, la tua simpatia al servizio della mia ombrosità. Io tengo tantissimo a questa piccola nostra cosa e sono felice che siamo arrivati qui dove nessuno ci può cancellare :-) Tengo a precisare che il pezzo qui pubblicato è interamente di Riccardo. Grazie maestro, grazie amico, grazie Ric --- --- Sara P. ---

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: trimacassi on Thursday, 27 March 2014 @ 13:54
    Bello ! Si legge d'un fiato, quasi di fretta, e sono qui a testimoniarne la validità, io che di qua passo di rado...Complimenti ad entrambi, e un saluto.

    ---
    trimacassi


    ****NobilDonna...*****


    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: Riccardo Vandoni on Thursday, 27 March 2014 @ 17:10
    Intanto grazie a chi è passato di qua e a chi ci passerà. Grazie a Gianni che è sempre benevolo nei miei confronti nonostante io non lo sia altrettanti nei suoi... ma lui sa che l'amicizia è un'altra cosa, sta da altre parti.
    Un grazie particolarissimo (e pubblico) lo merita Sara che con me ha diviso la fatica di una lunga stesura ma anche la soddisfazione di vederla terminata. Quando ci siamo conosciuti oltre al lavoro che svolgo tuttora mi occupavo di dirigere una rivista ed in più di vent'anni di fatiche mi erano passati davanti, ed avevo dovuto esaminare, mille persone con l'ambizione più o meno celata degli scrittori. Inutile dirvi che poi a poter scrivere sono stati pochi, anzi pochissimi. E' arrivata Sara (sì, ricordo tutto con grande tenerezza) ed in lei ho scoperto un talento che mai avevo percepito in nessuno. Ciò che mi affascinava della sua scrittura era la spontaneità e la voglia di comunicare se stessa, la naturalezza tecnica unita ad una fantasia fuori del comune. E' stato facile proporle un lavoro insieme, un po' meno facile portarlo a termine. I grandi elogi che mi fa non li merito perché senza il suo talento e senza la sua recente voglia di riprendere in mano ciò che avevamo lasciato a metà il romanzo che stiamo per editare sarebbe ancora in un cassetto. Quindi grazie a lei per aver condiviso emozioni così grandi e per una enorme amicizia che continua a rivelarsi sorprendentemente immune a qualsiasi erosione. ric

    ---
    Riccardo Vandoni

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: jane on Friday, 28 March 2014 @ 09:10
    Ciò che più ha destato il mio interesse in questo racconto è il titolo che fa riflettere: Noi che non credo voglia essere un pluralis majestatis, tuttaltro, x 2.
    Sta a significare la complessità, la difficoltà di due individui in coppia a vivere in perfetta armonia. Eh si perché i personaggi sembrerebbero due ma poiché in ognuno di noi esistono più aspetti a volte più personalità, che creano difficoltà ad andare d'accordo con se stessi, figuriamoci poi quando questo si moltiplica per 2 che sarebbe a dire- io --altro da sé -- e superio x 2. Ecco che abbiamo in ballo almeno 6 aspetti e la commedia di una vita, può diventare amara, a volte tragica. Il racconto infatti comincia già con una crisi di coppia, due nevrosi che si scontrano. Mi piace molto la parte di Gianni di notte che guarda le stelle....rimpiangendo la sua vita semplice dell'infanzia, quando ancora le forze interiori contrastanti dell'anima non erano state travolte dalle pulsioni sessuali incompatibili,in cui la passionalità e l'egocentrismo restano latenti, addormentati e si sveglieranno solo durante e dopo l'adolescenza.

    Mi piacerebbe sapere come va a finire questo libro.
    Auguri

    monna jane

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: percefal on Friday, 28 March 2014 @ 11:08
    "Noi x 2" in clima transumante mi appresto all'offerta, con relativa portabilità del numero, spaccato di vita da romanzo e caratteri affini in attesa dell'altra campana" complimenti sinceri. --- Se desidero chiarire un pensiero, mi basta cercare di formularlo con parole opportune, tanto a lungo perché esso prenda una forma più distinta

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Friday, 28 March 2014 @ 13:08
    Scritto senz'altro bene
    a parte un "cattiva/cattivi
    troppo ravvicinati,
    ma è un'inezia.
    Uno stralcio interessante.
    Ora però, per avere dei pareri più completi,
    dovresti inviare copia/omaggio
    magari solo a quelli che ti hanno commentato.
    Bene; il mio indirizzo è il seguente...

    Ciao Vandoni
    e in c. alla balena per il romanzo

    Peanscrocco/Mausbaffo

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: scollo salvatore on Monday, 31 March 2014 @ 07:13
    Un brano che, seppure sintatticamente corretto, impedisce di costruire riflessioni nel lettore e/o alimentarne la curiosità.
    Inserito nel resto del romanzo, probabilmente assumerà un significato ben più profondo e partcipativo.
    Da solo, ripeto, mi appare solo come un esercizio di elegante scrittura.

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: Armida Bottini on Thursday, 10 April 2014 @ 14:55
    Così spesso è la vita, per fortuna i ricordi non muoiono mai. Un cielo di stelle, quelle che stanno vicine di casa al Signore, ciao.

    ---
    Midri

    [ ]

    Noi x 2
    Contributo di: gricio on Thursday, 10 April 2014 @ 15:11
    Sposo (!) Scollo. Nel senso che il suo commento potrebbe essere il mio. Il brano è scritto davvero bene e incuriosisce a tal punto che alla fine ci sono rimasto male, avrei voluto sapere come andava a finire. Ma qui sta l'abilità da grande marpione dell'autore (scherzo eh), incuriosire a tal punto da costringere ad acquistare il libro. Vedremo, vedremo.... --- "parlare di musica è come ballare di architettura" (F.Zappa) http://gricio-gricio.blogspot.com/

    [ ]

    Opzioni  
  • Invia il Contributo a un amico
  • Contributo in Formato Stampa

  •  Copyright © 1999-2020 ..::Il Club dei Poeti::..
     Associazione Culturale Il Club degli autori Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153
    Tutti i marchi e copyrights su questa pagina appartengono ai rispettivi proprietari.