Evanescenza

Monday, 24 February 2014 @ 11:30

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Seduta sul letto la schiena tesa, le mani annodate ed il viso riflesso allo specchio del vecchio comò.

“…e se poi mi risvegliassi d’improvviso potrei perdere tutto ciò che ho, se d’improvviso lasciassi che il velo posto sul cuore fosse strappato, ricorderei tutto e la realtà tornerebbe a perseguitare il mio cammino e i tuoi occhi non avrebbero più luce e le tue parole tornerebbero ad essere schegge impazzite pronte a perforarmi i timpani…sarebbe un dramma non riuscire più a filtrarle e a rinchiuderle dentro…non so bene dove...e poi a spingerle giù, più giù perché mai possano venire a galla…Voglio chiudere gli occhi alla faccia che vedo riflessa…ha i miei lineamenti ma non sa nulla di me tranne che per quegli occhi inquisitori che mi scrutano, che osservano ogni mia ruga, ogni nuova piega…perché mi fissano così intensamente? No,non voglio sollevare il velo...mi disgregherei come una statua di sabbia e neppure un granello di me sarebbe più…me! Sarei nulla..! Lasciatemi nascondere il sole nel petto perché tutto sia dalla luce levigato …lasciatemi nascondere la morbida terra nelle suole perché sono generata e ho generato…lasciate che il vento sussurri alle mie orecchie perché tutto sia corroborato da parole nuove…lasciate che i miei occhi riposino la pace di una vita colorata e desiderata e non ammorbata dallo sguardo severo della ragione! Lasciatemi viaggiare nel mio mondo, nella visione di te che giungi a me a piedi nudi…”

Lo specchio appannato da parole nebbiose, il letto segnato dalla presenza, tracce invisibili sul pavimento misero.


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