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     Il Genio della battuta.   
     Monday, 23 December 2013 @ 11:15
     Leggi il profilo di: Guignol
     Visualizzazioni: 736

    Racconti

    Noemi e Lalu si erano diretti vicino alla stradina. Avrebbero raccolto la neve più soffice e pulita, appena caduta dai cipressi.L'idea venne a Noemi.
    Lalu aveva dimenticatoi guanti a casa. Non poteva tornare a prenderli, per paura che i suoi non lo facessero uscire di nuovo a giocare con l'amica tra la neve.
    Noemi gli diede uno dei suoi. Raccolsero tanta neve fresca e, come una persona sola, la portarono al centro del parcheggio dell'ospedale, dove aveva deciso Noemi.
    Il primo mucchio servì a poco. Ne venne una piccola base, piramidale e molliccia. Noemi scuoté la manina, guardando Lalu con le braccia rigide lungo i fianchi e il respiro gelato che gli usciva dalla bocca.
    Tornarono ai cipressi, raccolsero ancora un altro mucchio, questa volta più grande. Noemi aveva dato l'altro guanto a Lalu e gli aveva sistemato le braccia per caricare la neve. Lalu guardava verso la stradina. Noemi gli parlava mentre raccoglieva. “Il nostro pupazzo sarà il più bello della città”, “Dobbiamo solo trovare un telefono per fargli una foto”, “non è che i tuoi, anche se sono poveri, te ne regaleranno uno per Natale?”, e continuava, anche se l'amico non le rispondeva. “A me, di certo no, hanno paura dei maniaci. Voglio dire: che ti potrà mai fare un maniaco per telefono, se mi rompe, riattacco. No? Ehi, mi stai a sentire?”.
    Il caposquadra alzò lo sguardo e lasciò cadere un bel mucchio di neve. Si avvicinò al sottoposto.
    Un corteo di auto stava arrivando, con alla testa due volanti della Polizia per fare strada. Il corteo di grandi auto si fermò. Gli autisti corsero per aprire le portiere posteriori.
    Una fiumana scura percorse la stradina per l'ospedale. Quando tutte le persone entrarono dentro l'edificio, due carabinieri sistemarono la bandiera italiana su un'asta, fuori dall'ingresso. Poi entrarono dentro e chiusero le porte.
    Stavano andando all'ultimo spettacolo del grande Genio della battuta.
    Noemi diede una spallata a Lalu e gli disse: “Accipicchia che musi. Finiamo il nostro pupazzo prima di pranzo, sbrighiamoci”.
    Il Genio aveva iniziato due anni prima. La prima battuta la scrisse per la morte di un anziano politico in pensione, poi se la prese con il Governo, la mafia e tutte le altre istituzioni (sì, pure la mafia). Riscosse un successo inimmaginabile. Ogni notizia che usciva sui giornali, riportava il fatto e subito dopo la versione satirica del Genio.
    La RAI gli aveva affidato la conduzione di un programma e ben presto divenne la trasmissione più seguita in Italia.
    Finché, un anno fa, dopo dieci minuti di diretta, il Genio allargò le braccia, chiedendo silenzio. Abbassò la testa, mise l'indice alle labbra e disse: “Ho creato la battuta perfetta, la migliore battuta mai scritta”. Gli spettatori impazzirono, si alzarono in piedi come dopo un goal ai Mondiali. “Ma ve la dirò solo al mio ultimo giorno di vita”. Gli spettatori spalancarono gli occhi. “Ora basta. Sipario”, concluse il Genio.
    Fortunatamente il Genio si ammalò gravemente. Su suo incarico, i dottori dell'ospedale dove era in cura contattarono le persone da invitare al suo ultimo spettacolo. Quello in cui avrebbe rivelato la “battuta perfetta, la migliore battuta mai scritta”.
    Sistemarono la sala congressi con al centro il Genio steso sul suo lettino.
    Come da sue ultime volontà, il Genio avrebbe raccontato la “battuta perfetta, la migliore battuta mai scritta” al Presidente della Repubblica, questi poi avrebbe avuto il gravoso incarico di riferirla ai presenti e in diretta TV a tutti gli italiani ansiosi e desiderosi di gioia.
    Il Genio mosse il braccio destro. Era il segnale. Il Presidente si alzò dalla sua poltroncina e gli si avvicinò. Il Genio mosse le labbra. Il Presidente chinò il capo, per avvicinarlo alla bocca del Genio.
    Il Genio mosse rapidamente le labbra, poi sorrise, tossì e chiuse la bocca. Per sempre.
    Il Presidente si drizzò di scatto. I suoi occhi divennero piccoli, dietro le lenti degli occhiali.
    Unì l'indice e il pollice e, balzellando sulle punte dei piedi, con voce solenne disse: “Non sono riuscito a capire una sega!”.
    Alle persone presenti e a tutti gli italiani in diretta, fu come se avessero strappato l'anima dal corpo. Sentirono un forte bisogno d'aria. I presenti al capezzale del Genio andarono verso le finestre, quasi simultaneamente, come richiamati. Lasciarono lì il presidente e il corpo del Genio.
    Fiocchi di neve stavano cominciando a scendere da un cielo d'asfalto. Nel parcheggio due bambini terminavano uno pupazzo di neve. Il più piccolo, con un dito, stava disegnando il sorriso.

     



    Il Genio della battuta. | 12 Commenti | Crea un nuovo Account

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: Seeker on Tuesday, 24 December 2013 @ 13:12
    Leggo sempre con piacere i tuoi racconti(era un po' che non ti facevi vivo!). Mi piace lo spaccato tra i due mondi, quello della tv(e degli adulti) e quello dei bambini.
    La figura del pupazzo di neve, di materia fredda, ma a cui i bambini riescono ad infondergli umanità, è molto forte.
    Bravo, come sempre.
    bye

    ---
    Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare. C.B.

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: Guignol on Tuesday, 24 December 2013 @ 14:36
    vedo con piacere che tu sei riuscito a resistere, bravo.
    Però qui è tutto bombardato, un vero disastro.
    Leggo un po' in giro e pare un club per vecchi in cerca
    d'amore.
    La narrativa, la poesia, se mi permetti, cerchiamole altrove.
    Qui stanno messi molto male.

    ---
    Bar Mattatoio - Cicorivolta Edizioni - Maggio 2012.

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: ~*Maurizio*~ on Tuesday, 24 December 2013 @ 14:56
    Un buon Natale anche a te
    Guignol.
    Il testo non è male

    ---
    ***
    **
    *
    Qualsiasi cosa che sia qualcosa di qualcos'altro
    in realtà è niente di niente...

    (Marge Simpson)

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: pilippo on Thursday, 26 December 2013 @ 09:08

    Un buon testo, scritto bene e con un'idea di fondo portata avanti egregiamente.
    Ce lo vedo proprio Napolitano a pronunciare con voce solenne: "Non ho capito una vibrante sega"!
    Per il resto, credo che faremmo tutti meglio a occuparci unicamente dei testi, poesie o prose che siano, e a lasciar perdere il resto.
    Saluti e auguri


    pilippo



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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: franca canapini on Thursday, 26 December 2013 @ 19:29
    Di solito non leggo i racconti; il tuo l'ho letto perché per uno o due giorni hai imperversato con i tuoi commentacci.
    L'impressione è stata che volessi solo attirare l'attenzione su di te e di conseguenza sul tuo lavoro. Scusami se non è così, però questo racconto non lo commento, aspetto la tua prossima opera.
    Ciao
    franca

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: Elysa on Friday, 27 December 2013 @ 19:02
    mi piace il racconto ma la penso un po' come sa.gi.da sul tuo autocommento, buon 2014 --- Elysa

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: rita iacomino on Friday, 27 December 2013 @ 22:08
    Di solito non polemizzo, questo è un sito libero, però devo
    dire che la penso come Sagida, in più di mio aggiungo: ma se
    non vi piace, cosa ci tornate a fare?
    A questo punto non m'interessa neanche dirti come la penso
    sul tuo racconto, non commento gli dei!
    Buone feste
    Rita

    ---


    rita iacomino ---

    www.ritaiacomino.weebly.com



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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: PattiS. on Saturday, 28 December 2013 @ 23:40
    lo era veramente, il genio della battuta, escludendo quel minimo di concorrenza.
    ma mai scherzare con i santi e i fanti. ora avrà imparato la lezione. L'ingenuità, la
    caducità. Sei sempre bravo, del resto me ne sbatto.

    ---
    "quelli che quando scrivi una metafora non la capiscono, ma si ritengono ugualmente poeti, oh yeah"

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: loreine on Sunday, 05 January 2014 @ 21:06
    Un racconto simpatico, ben scritto con la battuta birbona
    finale, peccato il tuo commento abbia annebbiato lo splendore
    del tuo genio, una vera battutaccia, a mio avviso, spero
    l'ultima tua brutta figura.

    ---
    loreine

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: trimacassi on Monday, 06 January 2014 @ 12:29
    Alcuni parlano come se non dovessero mai invecchiare. Cosa vuol dire, che moriranno giovani ?
    Io sto con Sagida, ma non al 100x100 specie quando dice "...qualcuno scalpita, s'offende..." parla di me sicuro, ma io non m'offendo se non vengo offeso..e si vadano a vedere i commenti come sono scritti.
    Ok, basta così. Ora parliamo di te, del tuo racconto. Il mio pensiero è che non mi sembra eccezionale, per uno che scrive in siti eccezionali, diversi dal nostro Club, fatto di...vecchi.E questo io dico è parlar chiaro ! Buon 2014 a tutti noi.

    ---
    trimacassi

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: oletra on Monday, 06 January 2014 @ 19:23
    Il racconto è interessante e piacevole. Molto meno il tuo commento.

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    Il Genio della battuta.
    Contributo di: Armida Bottini on Friday, 10 January 2014 @ 16:28
    APPLAUSI SINCERI, BUONA VITA.

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    Midri

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