Come uno sferragliamento.

Monday, 21 October 2013 @ 17:30

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Mi piace osservare gli orti in questa stagione; sono accomunati tutti da un disordine naturale: foglie ormai ingiallite ed appiccicate al terreno, resti di verdure in decomposizione, qualche fiore tardivo.
Rimasugli della stagione estiva; ma se si guarda con attenzione, si può intravedere quello che porterà l’inverno.
Fu proprio in un momento del genere che mentre tenevo tra le mani un pomodoro ingiallito, sentii un baccano infernale, quasi come uno sferragliamento .
Mi girai di scatto e vidi che si avvicinava una piccola casa in muratura, sostenuta da due grosse ruote in metallo, simili a quelle dei tricicli di una volta, ma molto più grandi e robuste.
Non ebbi il tempo di riflettere e far appello a tutta la mia razionalità; riuscii solo a notare che una delle due ruote barcollava paurosamente, come stesse per....sganciarsi?
Non sono in grado di dirlo.
Alla finestra, perché c’era pure una piccola finestra, vidi due donne rubiconde con la testa avvolta da un foulard.
Mi venne spontaneo gridare che stavano per perdere il controllo del marchingegno, vista la situazione della ruota, ma loro proseguirono il viaggio senza badare a me, lungo una stradina scoscesa che costeggiava il mare.
Non osai pensare a cosa sarebbe successo, ma più incuriosita che spaventata ormai, seguii con lo sguardo il percorso della casetta.
Quasi come quei vecchi carrozzoni da circo, con la differenza che questa era una casa e pure solida!
Il mare era di un azzurro inverosimile e pareva emanasse luce propria.
Lo strano mezzo proseguì a rotta di collo nella discesa, dondolando paurosamente.
Respirai profondamente ed entrai in uno spazio di euforia allo stato puro.
Una volta a casa,con un grosso punto di domanda tra i pensieri, mi misi ai fornelli; cucinare per me è un modo per prendere contatto con la realtà e per ritrovarmi. Sentii il mio cane alle spalle.
Stava sulle due zampe posteriori a mo' di orso e mi sembrò che dicesse qualcosa.
Mi allontanai di scatto e gli chiesi “Ma tu capisci quello che dico?”
Mi rispose: “Qualcosa si .”
In lontananza un suono insistente ma regolare.
“Pronto, si ciao, oddio che sogno!”

M.G.

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