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     L'eterno ritorno dell'uguale   
     Monday, 30 January 2012 @ 11:50
     Leggi il profilo di: Dodò
     Visualizzazioni: 813

    Racconti

    Torno a Roma in autostrada dopo una splendida giornata di sole, trascorsa alle stufe di Nerone con Caterina. Ho ancora nel naso il suo odore, nella bocca il suo sapore reso aspro e sulfureo dalle acque termali. In questo 24 maggio d’estate anticipata, a Roma, nel mio quartiere, si festeggia Santa Maria Ausiliatrice. Queste immagini mi fanno compagnia quando, improvvisa e inaspettata, una macchina, proveniente dalla mia destra, m'investe: un lampo, uno schianto, il buio. Perdo conoscenza. Mi risveglio nel silenzio, pieno totale della notte, interrotto solo dai crescenti rumori della strada, da un confuso vociare, da sirene in lontananza. Questi rumori a poco a poco si affievoliscono, sento che il mio corpo si allontana, penso che sto per morire. Quest’idea non m’impressiona, non sento dolore fisico e nemmeno psichico, non ho paura. Sono solo triste, molto triste e penso a me come a qualcosa d’incompiuto, non realizzato, che non potrà più compiersi. Si spengono tutti i rumori, il silenzio si fa assoluto. Poi… un bagliore enorme, una luce infinita, io sono nella luce, parte della luce; e poi ancora il buio, questa volta nero come l’inchiostro, un’unica massa scura senza soluzione di continuità, un mare nero, denso e fluido. Penso: “Dove si nasce, si muore! Nel liquido ancestrale coltura della vita”.
    Sono morto! Sono morto… e penso ancora? Com’è possibile? Non credevo che dopo la morte fosse ancora vivo il pensiero. Un pensiero placido, distaccato. Mi sento tranquillo, sereno; non sono più triste. Il senso d’incompiuto, di irrealizzato che prima mi affliggeva, è scomparso. Non m’importa di essere morto, non vorrei tornare a vivere, non rimpiango la vita: mi piace questa assenza del Tempo, questa immobilità nel buio eterno e questo pensare senza affanno, senza fine, senza scopo; questo pensiero puro.
    Immerso in questi pensieri, avverto una presenza nell’oscurità; una presenza nota, amica: si avvicina. Ma! … ma sono Io! Un altro Io, un Io separato da Me! Ci incrociamo, ci guardiamo meravigliati; se ne va nella direzione opposta alla mia. Non capisco, sono confuso: chi è quest’altro Io che si allontana da Me! Una mia immagine allo specchio? Che rapporto ci lega? Poi di nuovo un bagliore, una luce intensissima e accecante. Emergo dal buio e torno ad essere luce. Con la luce mi s’illumina la mente ed un’immagine chiara, nitida, prende forma: Nietzsche! Friedrich Nietzsche! L’Eterno Ritorno dell’Uguale! La ripetizione eterna di ogni istante della nostra vita, in mondi diversi e speculari. Tutto mi è chiaro! Sono morto. Sono morto e sto rinascendo nell’Antiuniverso. Ho attraversato l’orizzonte degli eventi, il buco nero, sono dentro l’antiorizzonte degli eventi, davanti a me c’è l’Antiuniverso. Sto rinascendo o mi annienterò nell’incontro con l’antimateria? Spero che sia successo qualcosa nel tunnel del buco nero, uno scambio di polarità con l’altro-Io, o comunque una qualche trasformazione che mi permetta di continuare a vivere.
    Non perché mi interessi questa vita, l’eterno ritorno dell’uguale, eternamente quello che sono stato e sono. La ripetizione eterna dei miei errori, delle mie cattive abitudini; dei pochi momenti di gioia, dei tanti momenti di infelicità e noia; il rimpianto eterno delle cose non fatte ed il ritorno permanente di questa mia inquietudine. No! Questa prospettiva non mi attrae. Non voglio ricominciare da capo tutto come prima! Vorrei rinascere per provare a fare qualcosa di diverso, per spezzare questa catena, cambiare questo tragico destino mio, dell’uomo e dell’umanità. Mentre vago in questi pensieri, sento di non essere solo. Ricomincio ad avvertire presenze, voci intorno a me. E poi, e poi… l’odore di Caterina! Com’è possibile tutto questo? Il buco nero, l’Antiuniverso… come posso ancora sentire l’inconfondibile profumo di Caterina?
    Il buco nero non porta, allora, in un Antiunivero incomunicabile e speculare al nostro. Il buco nero è un tunnel, un passaggio, un raccordo tra più universi, paralleli e confinanti tra loro: un Multiverso! Ed, in particolari estreme condizioni, si può passare da un universo all’altro.
    Che bello! Infiniti universi, infiniti mondi, infinite dimensioni, infiniti destini: nulla è scritto eternamente allora; tutto si può cambiare! Nei momenti estremi della nostra vita, quando il mondo ci crolla addosso, quando ci sentiamo in trappola, quando non c’è scampo e tutto ci sembra perduto, allora si trova la forza, il coraggio, la volontà di cambiare vita, di entrare in un’altra dimensione.
    “Un’unica forza, l’Amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi” diceva Giordano Bruno. Sì, è così! L’amore… Caterina è la chiave dei miei destini. Quale prenderò? Dove andrò? Sento d’essere a un bivio e di non sapere quale strada imboccare; tutto mi è chiaro e poi improvvisamente oscuro. Che devo fare? Che posso fare? Che voglio fare? Il mio pensiero, prima puro e lucido, si fa confuso.
    Sento una voce amica che mi parla: “Lasciati andare, non opporre resistenza, lasciati andare…”. Io mi lascio andare, mi abbandono, nel naso è forte l’odore di Caterina e, piano piano, il mio pensiero si fa chiaro e mi dice: “Vivi l’attimo, solo l’attimo presente è reale. Accettalo, vivilo bene! Abbandonati alla corrente del cambiamento. Se no lo fai, se non ti rendi leggero, aperto al nuovo, tutto ritornerà come prima. L’eterno ritorno dell’uguale: ricordi? Lasciati portare dal fiume in piena dei tuoi desideri e, vedrai, tra gli infiniti mondi che puoi esplorare, le infinite dimensioni della tua vita, imboccherai quella giusta”.
    “Non dimenticare questa esperienza! Non vivere più il presente recriminando il passato e fantasticando il futuro. Passato e futuro non esistono che nel presente: porta a falsi, sbagliati destini rimpiangere il proprio passato o fantasticare il proprio futuro. Il saggio non recrimina, non fantastica. Il saggio vive nella quotidianità il proprio passato ed il proprio futuro, attraverso il ricordo e l’immaginazione. Il ricordo attualizza il passato, l’infinito passato fino al Big Bang; l’immaginazione ci porta nel futuro, l’infinito, ignoto futuro. Tutto questo nell’attimo presente, solo esso è reale e questa (infinitesima) realtà si estende, grazie al ricordo ed all’immaginazione, fino ad integrare l’infinito passato e l’infinito futuro: in questo presente che ricorda il passato e sogna il futuro, c’è la nostra eternità”.
    Nel mentre sono immerso in queste riflessioni, mi accorgo di non essere più solo pensiero. Prendo via via coscienza della dimensione spaziotemporale, vedo il mio corpo immerso in questo spaziotempo, le mie mani vogliono muoversi, mi concentro sull’aria che entra ed esce dai miei polmoni, ascolto il battito del mio cuore, le palpebre si muovono, i miei occhi vogliono aprirsi. Sono indeciso, adesso ho paura. Sento nell’aria un ritornello noto, che mi emoziona: ”Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang… siamo Noi, Io e Te…”.
    Mi faccio coraggio, apro gli occhi: è una splendida giornata. Non so bene cosa è successo, chi sono, dove sono; ma sono felice, mi sento diverso, un altro. Caterina, ancora più bella, brilla nel Sole.

     



    L'eterno ritorno dell'uguale | 8 Commenti | Crea un nuovo Account

    I seguenti commenti sono proprieta' di chi li ha inviati. Club Poeti non e' responsabile dei contenuti degli stessi.
    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: JonnyBeLove on Monday, 30 January 2012 @ 14:29
    Un racconto degno dei migliori film di fantascienza che
    lascerebbe lo stesso Spielberg a bocca aperta. Forse però
    l'aspetto metafisico è stato un po' troppo esasperato
    arrivando (a volte) ad annoiare. Un testo senza dubbio
    interessante come interessante è il quesito di ciò che ci
    attende dopo la vita. A rileggerti con piacere, magari con
    qualcosa di più leggerino.

    ---
    Francesco

    [ ]

    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: Gipo on Monday, 30 January 2012 @ 19:33
    Mi piacciono queste improvvisazioni 'fantafilosoficultraterrene' :-)
    Bene!
    Ciao.

    ---
    Gipo

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    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: Sandro Moscardi on Monday, 30 January 2012 @ 20:55
    Interessante, si legge in modo scorrevole e gradevole, forse un pò troppo insistito nello specificare concetti di vite possibili, peraltro molto chiari- A rileggerti con piacere --- Sandro . - Ho perso un giorno a contare i giorni, persi a contare i giorni persi, poi ho perso il conto.

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    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: Armida Bottini on Tuesday, 31 January 2012 @ 17:53
    Bravissimo, io la penso come te. L'Oltre è meraviglioso, sono stata in coma due volte e lo so. Ciao. --- Midri

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    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: frank69 on Tuesday, 31 January 2012 @ 19:41


    Ho letto con piacere il tuo viaggio fantastico,
    perché anche a me piace questo genere di dissertazioni.
    Però la filosofia mi risulta poco convincente
    Il tuo discorso inizia con un perché pratico e finisce senza.
    Rimane come un sogno “l’eterno ritorno” e… praticamente come creazione
    della nostra mente si può anche accettare….

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    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: loreine on Monday, 13 February 2012 @ 23:37
    Che bel racconto! una lettura interessante e avvincente. Da piccola ebbi una esperienza di quasi morte. Ho ancora nitidi tutti i pensieri e poi un grande prato fiorito su cui correvo felice.Qualcuno mi riportò indietro, ricordo un dolore fortissimo, come un distacco e poi vidi mio padre che piangendo mi accarezzava.Lo abbracciai.Questo tuo racconto mi ha fatto rivivere in parte quella esperienza. Un saluto --- loreine

    [ ]

    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: Riflessi on Saturday, 15 June 2019 @ 19:09
    Bello leggere e fantasticare... uno dei più bei racconti che ho letto in questa sezione! Oggi mi hai ispirato sai? Permettemi due righe

    Il tuo verso a volte langue
    non le mastico le lingue
    solo mistici linguaggi
    come mystica di X-man

    ti assomiglio, ti aggroviglio
    mi nascondo in un cespuglio
    ti ricordo che ho un cervello: (coro: hellooo)
    non fissarti sul pennello (coro: hellooo)

    se i colori della tela
    sono freschi stai in cautela
    ti si attaccano al vestiario
    come quelli del bestiario

    se la cosa ti perplime
    come rime in anteprima
    te la scrivo sul teorema
    per risolvere il problema
    pantomima del fonema:

    ma mio mare Mi mantengo
    più per pena Ti respingo
    quasi quasi Ci sospingo
    rido rodo Si, trattengo
    silo so se Vi prevengo

    dì a dì, dà a da, di a dà

    In contrasto al mio disgusto
    Con sorriso ti ho risposto
    Su per perba senza verbo
    Per mia grazia mi riservo
    Tra speranza e trasparenza
    Fra distanza e vicinanza,
    di azzerare la lagnanza
    in due rime ed eleganza

    torra, ricominci?
    oh perdinci...
    tindi o tinci?

    :))

    ***********************
    va ossicino, ove ti porta via il bacino ;)

    [ ]

    L'eterno ritorno dell'uguale
    Contributo di: tendre on Sunday, 16 June 2019 @ 13:47
    Interessante interpretazione dei mondi
    paralleli e delle infinite variazioni
    delle scelte individuali.


    ---
    tendre

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