Quattro poeti cinesi

Monday, 21 March 2011 @ 14:45

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                              Si appaia come stupidi e in questo stato si portino a termine i propri giorni.
  

Bai Yuchan
Da millenni la società cinese rincorre come per un destino la realizzazione del confucianesimo:
l’uomo è naturalmente buono e il senso del suo vivere si concretizza nella collaborazione per il bene
e lo sviluppo della società, il proprio posto nella comunità ha un valore etico assoluto,
che si manifesta come rispetto per la gerarchia.
I poeti cinesi invece volgono lo sguardo dall’altra parte, sono asociali,
rincorrono il lato oscuro del Dao, ricercano l’accordo non con la gerarchia dello stato ma con
l’equilibrio che si ottiene abbandonandosi alle forze cosmiche della natura.
Questa frattura agisce da millenni come motore nella cultura cinese, ed è evidente nella vita e
nell’arte di tutti e quattro i poeti che qui presento, per ciascuno di essi riporto la mia libera
traduzione di una poesia.
I primi due sono poeti classici, ho scelto di trascrivere i loro testi antichi secondo il modo
occidentale a righe orizzontali coi caratteri da destra a sinistra, piuttosto che mantenere il
modo classico cinese delle righe verticali da destra a sinistra .
I testi classici appaiono come oggetti materiali che hanno la solidità di un mattone.
È la metrica stessa che diventa geometria.
Un poema non è altro che un’architettura combinatoria di tanti mattoni,
in una ricorsività frattale delle linee dei caratteri.
I testi moderni sono già scritti alla maniera occidentale, e spesso ne adottano anche la
punteggiatura. Anche visivamente si coglie subito l’influsso del verso libero.
Cominciamo con Wang Wei (王維 699-759), un poeta della dinastia Tang,
la sua poesia è tra le più note e commentate in occidente.
Questo poeta è riuscito ad arrivare primo in graduatoria nella terribile selezione dei funzionari
imperiali, ma ha sempre disdegnato la corte, cercando di sottrarsi agli impegni amministrativi
per rifugiarsi nella solitudine dei monasteri sulla montagna.
In questa poesia Wang Wei, che ha subito l’influsso del buddismo, si identifica con il cervo
ancora prigioniero, ma con la speranza del discepolo che contempla il paesaggio vuoto e
immenso della dottrina buddista aspirando alla liberazione.

鹿柴
空 山 不 見 人
但 聞 人 語 響
返 影 入 深 林
復 照 青 苔 上 Gabbia per cervi
vuote montagne non vedo nulla di umano
ma percepisco l’eco di un linguaggio segreto
che rimbalza nell’ombra, nel profondo del bosco:
la svolta illumina di verde azzurro il muschio in alto.
Questo testo è noto come ‘Parco dei cervi’ (Deer park nelle traduzioni inglesi), io leggo il
carattere 柴 come legna, legna per uno steccato, una segregazione forzata non la libertà del
parco, scelgo allora gabbia, forse esagerando un po’.
Il carattere 見, che significa vedere, è stupefacente, rappresenta la stilizzazione dell’occhio
dotato di due gambe in corsa, vedere significa portare in giro l’occhio, farlo correre.
Tutto il primo verso nella sua forma grafica , di una semplicità così ricca, per me è uno dei
versi più belli scritti dall’umanità.
Il carattere響 in cinese tradizionale è quello che ho più faticato a tradurre, corrisponde al
cinese semplificato 响,ed è un modo antico per definire l’ eco. Il carattere è composto da una
parte superiore che significa campagna, quello inferiore stà per uomo che canta.
L’eco è la voce di un uomo che canta nel mezzo della campagna.
Il carattere 青 esprime bene l’aura di indefinito che circonda molti ideogrammi, indica un
colore, non ben determinato, può significare verde, azzurro, grigio o nero, come si vuole, io
scelgo il verde e l’azzurro.
Il carattere復 indica una ripetizione, i traduttori inglesi usano solitamente again,
corrisponde inoltre al 24 esimo esagramma dell’I Ching quello della svolta, lo interpreto
allora come la svolta costituita dalla liberazione dal ciclo delle rinascite.
Il secondo poeta è Bai Yuchan (白 玉 蟾 - 1194?-1227 ), uno pseudonimo che significa
‘rospo bianco di giada’ è un maestro della scuola taoista di alchimia interiore, vagabondo e
calligrafo, ci ha lasciato un corpus di 425 quartine eptasillabiche.

跣 足 蓬 頭 破 衲 衣 悶 來 飲 酒 醉 吟 詩 塵 中 走 遍 無 人 識 我 是 東 華 大 帝 兒
Stò bene a piedi scalzi
col il fascio d’erbe dei capelli e il vestito a brandelli

alla mente chiusa vago bevendo
ubriaco recito versi di un bel canto

la polvere di questo mondo la colpisco al centro
a passo di marcia
sono ovunque ma nessuno mi riconosce:
io sono il figlio
del grande imperatore della cina orientale

悶 questo ideogramma rappresenta il cuore, che per i cinesi è la sede della mente non delle
passioni, chiuso da una porta, una mente serrata, nel cinese moderno è 闷 e rappresenta un
disagio psicologico, oggi sarebbe la depressione.

是 questo segno viene utilizzato come il verbo essere quando è copula, è composto da 曰 che
significa dire, e rappresenta la bocca che parla, sovrapposto al segno 足zú che indica il piede,
quindi la possibilità di muoversi nello spazio, essere come muoversi nello spazio e dire,
scandendo il tempo.
Il terzo è Liù Xiaobo (刘晓波 - 1955), il professore premio nobel per la pace nel 2010,
insegnante di cinese presso diverse università europee e americane ed anche poeta. Ha
partecipato nel 1989 alla protesta di piazza Tienanmen in seguito alla quale ha subito diversi
arresti e prigionia con l’accusa di attentati allo stato. E’ stato tra gli ispiratori di Charta08 il
manifesto di 303 intellettuali cinesi che cerca di promuovere le libertà individuali in cina e la
separazione dei poteri., per questo nel 2009 viene condannato a 11 anni di prigione. 幻觉    她来到我家 进了院门 过了走廊 然后站在院子的中央    她说:这公鸡真美 我笑笑 她有说 这仔猪真漂亮 我依然笑笑 她还说 这花真好看    我知道她说的是假话 但我内心却暖暖的 Allucinazione Ha invaso la mia casa è passata dal portone del cortile ha attraversato le fessure più strette poi ritta viva al centro del cortile spiega: la verità di questo bellissimo gallo io ridacchio lei ha tanto ancora da chiarire: questo maialino appena nato è splendido io ridacchio come prima lei ancora mi riprende: questi fiori d’artificio sono davvero carini bugie nel profondo il mio cuore indietreggia né caldo né freddo.
In questa versione immagino il poeta immerso in uno spazio nero senza tempo, come lampi di
luci appaiono sprazzi di una realtà felice e campestre, il gallo e il maialino. Fiori d’artificio
perché il carattere può significare fiori o fuochi d’artificio, io li scelgo entrambi. La mente,
quasi fosse anch’essa in prigione come il corpo, arretra e non crede alle consistenze materiali,
solo follia e allucinazioni.

Ho pensato anche a un’altra versione, leggendo illusione invece di allucinazione, quelli che
prima consideravo sprazzi di idee diventano allora le manifestazioni di un pensiero costante, e
il buio è sostituito da questo lavorio nascosto, di attaccamento pieno di parole alla semplicità
del vivere. La paura che siano bugie e che il nero avanzi. Forse quest’ultima interpretazione è
quella che adesso mi appare più vicina ai sentimenti del poeta, ma la prima, quella che ho
riportato esteticamente mi piace di più.

Questo carattere 美 è uno dei modi per esprimere il bello, è composto dal carattere di pecora
sopra quello di grande, mi piace questo retaggio di una società arcaica e pastorale nella lingua:
il bello in fondo è quello che suscita in noi la visione di una bella pecora grande.

Questo carattere 暖 significa tiepido , il suo raddoppio 暖暖 indica un rafforzativo, questo
rafforzare qualcosa che è una via di mezzo, un compromesso mi risulta difficile da esprimere
concettualmente, capisco rafforzare il freddo in freddo polare, o il caldo in rovente, un loro
compromesso come appunto il tiepido rafforzato nell’intensità mi è difficile da concepire, forse
l’attenzione filosofica confuciana verso il ‘giusto mezzo’ consente di inquadrarlo meglio nel
suo equilibrio come cosa in sé con le sue qualità rafforzative.



L’ultimo poeta è Bei Dao ( 北岛 – 1949 ) Isola del nord, pseudonimo di Zhao Zhenkai (趙振開),
tra i poeti cinesi contemporanei è il mio preferito, in gioventù ha fatto parte delle guardie
rosse, assume in seguito un atteggiamento contrario alle restrizioni che impone la rivoluzione
culturale, è costretto a subire la ‘rieducazione’ attraverso il lavoro . nel 1978 fonda la rivista
Jīn tiān - Oggi (今天), questa rivista uscita solo due anni in Cina, è stata all’origine del
movimento poetico moderno e del dissenso. Dopo i fatti di piazza Tienanmen a Bei Dao, che
si trovava all’estero per un ciclo di conferenze, non è stato più consentito di ritornare in patria.
Ha vissuto insegnando in varie università in Europa e negli stati uniti dove attualmente si è
stabilito, ha inoltre rifondato la rivista Jīn tiān che dal 1990 continua ad essere un riferimento
letterario per i dissidenti cinesi espatriati. 語 许多1种2语言 在这世界上飞行 碰撞,产生了火星 有时是仇恨 有时是爱情 理性的大厦 正无声的陷落 竹简般单薄的思想 编成的篮子 盛满盲目的毒蘑 那些岩画上的走兽 踏着花朵驰过 一颗蒲公英秘密地 生长在某个角落 风带走了它的种子 许多种语言 在这世界上飞行 语言的产生 并不能增加或减轻 人类沉默的痛苦 Linguaggi Tante lingue parlano adesso in questo mondo volano in alto le parole si incontrano si toccano urtano creano scintille qualche volta di odio qualche volta d’amore è alto il grattacielo della razionalità ma sprofonda senza voce con pensieri fragili e leggeri tavolette di bambù un canestro intrecciato riempito con ciechi funghi velenosi quei quadrupedi dipinti sulla roccia ci calpestano i fiori galoppandoci sopra ma un soffione segreto si sviluppa in qualche luogo sulla terra Il vento ne porta con sé i semi della fine dentro le innumerevoli lingue che in questo momento vive volano sul mondo ma la produzione di linguaggio così incorporea non può in alcun modo aumentare o alleggerire Il taciturno dolore degli uomini.
Il poeta, anche per il suo status di esule, è costretto a fare i conti con le molteplici lingue che
incontra e abita, quindi con le molteplici modalità con cui lavora il meccanismo della
produzione di pensiero e di linguaggio.
Se ne vedono i limiti, ogni lingua trasporta i suoi, chi conosce tante lingue avverte tanti limiti.
Che il vento porti i semi della fine dentro le lingue è una mia interpretazione di questa
sensazione un avvertirla, non è esplicitamente detto. La tesi finale è un’importante domanda
senza punto interrogativo mascherata da risposta.
La produzione di linguaggio è produzione di pensiero ed è correlato alla realtà che è il dolore
degli uomini. Si tratta di capire come, e come andare avanti, nonostante tutto.

Le poesie di Wang Wei e di Liù Xiaobo le ho prese dalla rete.
Quella di Bai Yuchan dal volume ‘Con il braccio piegato a far da cuscino’ edizioni einaudi.
Quella di Beo Dai dal volume ‘Speranza fredda’ edizioni Einaudi

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